UN CERTO MAZZINI AVEVA PREVISTO TUTTO E INDICATO LE SOLUZIONI.

Pubblico un articolo, reperito nell’archivio on line de La Stampa, di un premier dimenticato: Ferruccio Parri. Parla del fatto – lui che non era repubblicano – che si accorse, tardi, che Mazzini aveva ragione e era previsto tutto. Offro un accenno all’Europa che qualche ladruncolo potrebbe usare per imbiancare la propria candidatura. Se Parigi vale una messa, quarantamila euro al mese possono valere una citazione.

” E’ nei tempi di crisi che risorgono le grandi idee, le idee vitali . Per questo i duri anni che stiamo vivendo ci hanno , istintivamente, quasi repentinamente , fatto ritrovare Mazzini .
Dubbia ed equivoca la pace , crepe sinistre, – subito dopo la liberazione – premonitrici di insanabili fratture, angosciose prospettive. La diagnosi certo indicava, al di là delle difese manovre e rimedi contingenti, una sola soluzione razionale che non implicasse , alla fine abdicazione o resa : la ricostruzione di un Europa federale , politicamente d economicamente organica , e quindi vitale ..

Ritrovammo allora ancora una volta Mazzini.

La crisi la crisi dei tempi nostri ci aiutava ad intendere la crisi rivoluzionaria nella quale egli aveva operato, non oracolo non sognatore, ma uomo di straordinaria capacità, sia di vibrazione spirituale , sia di intuizione storica e politica . Egli intende la crisi del suo secolo che cerca formule ed assetti nuovi; la sua lotta , lotta per la libertà , non soffre confini . Idea universale , lotta universale, accanto alla giovine Italia , fonda – sia nel 1834 – , non sulla carta non per figura, la Giovine Europa.

“l’epoca attuale – scriveva Mazzini – è eminentemente spirituale . Il presente lavora a creare e l’ avvenire ci recherà una Giovine Europa che si sovrapporrà alla vecchia europa dei re. E’ la lotta della giovane libertà contro al vecchia schiavitù. La lotta della giovane uguaglianza contro gli antichi privilegi. La vittoria delle giovani idee contro le vecchie credenze.”

E quando gli orizzonti, dieci anni dopo, si riaprono e il vento rivoluzionario agita i popoli e squassa lee dittature clerico dinastiche, è Mazzini , il poeta, la guida l’incarnazione delal nuova grande ora europea. E’ del 1847 la lega internazionale mazziniana dei popoli

Ma- qui è al sua grandezza, la smentita a chi disconosce ignorandola la concretezza del suo pensiero – egli ha sin d’allora ben chiara la visione dell’ insufficienza e pericolosità di soluzioni puramente nazionali , inculcatrici di nuovi imperialismi. Sin dai tempi della giovane Europa aveva dichiarato : “ Da questa lotta nascerà la futura Federazione Europea “ ben sapendo che la lotta di liberazione non avrebbe avuto il suo compimento da forme superiori di organizzazione politica, cioè forme federali delle quali determinava con precisione di linguaggio le basi di omogeneità , l’ autonomia in ambito nazionale, la competenza federale .

Poi gli orizzonti si richiusero si limitarono . I realisti, noi stessi confinammo, questo Mazzini nel limbo innocuo delle utopie.

Ed ecco ancora il vento soffia via la polvere dalla formule e dalle previsioni mazziniane :anche da quella solenne costituente europea che egli voleva alla quale noi stessi forse irridemmo , che noi stessi siamo obbligati a volere .

L’Europa dei popoli sarà una – egli diceva – fuggendo ad un tempo l’anarchia di un’indipendenza assoluta e il concentramento della conquista “

Un secolo fatale per la storia della civiltà è passato : due guerra fatali , ma l’alternativa è la stessa : o anarchia , impotenza sudditanza rovina. O unione e unione federale. Meta lontana , cammino difficile , ma unica lama di luce oltre l’orizzonte tempestoso . Con l’ ansia di proceder più veloci che non le forze di distruzione commemoriamo Mazzini sulla sua traccia .

Da Giuseppe Mazzini l’uomo e le opere Edizioni Nuova repubblica 1998 , pagg 16 e 17

 

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Commenti

  • Anafesto  On marzo 28, 2014 at 9:09 am

    Il guaio è che questa non è l’Europa di Mazzini, non è l’Europa dei popoli.
    Da Europa dei re è diventata direttamente l’Europa dei banchieri e delle multinazionali, non libera ma schiava di una finanza internazionale che millanta improbabili crediti e ricchezze.
    Il TTIP (trattato transatlantico) ne è una delle ultime conferme e, nel silenzio dei segreti covi dei quisling internazionali, sta per essere approvato sulla pelle dei popoli che dovrebbero, invece, essere coinvolti in queste scelte.
    Se non è una dittatura questa?
    Ah, sì, dimenticavo …. è un’Europa anche democratica perché non sopprime fisicamente personalità come Lidia Undiemi, Monia Benini, Solange Manfredi, eccetera … (fatalità tutte donne), che magari riescono in qualche modo informarsi correttamente tra mille difficoltà e tentano di denunciare le malversazioni che bande di eunuchi (questi quasi tutti uomini, le poche donne sono di sesso incerto) tentano sulla pelle delle popolazioni.

  • francesco  On marzo 28, 2014 at 9:40 am

    GRAZIE ANCORA UNA VOLTA!!

  • antoniochedice  On marzo 28, 2014 at 10:37 am

    Si tratta di un gruppo di interesse privato che in ogni nazione ha ottenuto privilegi con il millantato credito e il ricatto. Dobbiamo riprenderci e reagire. Dire che è una dittatura e poi non prendere le armi è una incoerenza nociva che non favorisce la riconquista dei nostri diritti.. Continuo a ripeterglielo, finirà per capire.

  • Roberto  On marzo 28, 2014 at 11:10 am

    per dirla col mio amico Antonio su Jair: ma i giovani non lo conoscono. Ma lo vogliono conoscere?

    • antoniochedice  On marzo 28, 2014 at 2:16 pm

      Sta a chi o consce presentarlo

  • antoniochedice  On novembre 9, 2014 at 12:18 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERA.

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