IN RISPOSTA A MASSIMO CHE CHIEDE: ” E ALLORA ? ” A LUCA CHE PARLA DI BANKITALIA

Si intende dire che l’ingente quantità di oro che fa parte delle riserve nazionali è del popolo italiano, come da implicita confessione della Banca d’Italia stessa.
Che quando ne fu depositata buona parte presso un conglomerato semi pubblico di banche americane molto probabilmente

il contratto prevedeva che le stesse potessero prestarlo, venderlo, offrirlo in garanzia a terzi. Guadagnandoci sopra, ma senza corrispondere a noi interesse alcuno.
Proviamo a fare un conto degli interessi composti sul valore dell’oro depositato, calcolati sui decenni di durata del deposito. Fa tanto, vero?
Ciò sia detto salvo prova contraria, che purtroppo non è dato di avere perché il contratto originario non è mai stato divulgato.

Che c’è motivo di pensare che la Federal Reserve non sia in grado o non voglia restituire agli italiani l’oro depositato. Comunque: non in tempi ragionevolmente brevi, come per esempio quelli imposti da un’emergenza di liquidità.

Che nell’ottobre 2012 un tribunale tedesco, ( non un tribunale, la corte dei conti ndcdc) su ricorso di cittadini tedeschi, ha sentenziato che la banca centrale (Bundesbank) dovrà controllare annualmente con ispezioni in loco la consistenza delle riserve auree tedesche depositate fuori dalla Germania.

Che secondo il giornale Der Spiegel poco meno della metà delle riserve auree nazionali tedesche sono (o dovrebbero essere) depositate presso la Federal Reserve Bank of New York.
Più precisamente: presso un deposito sotterraneo scavato a 15 metri sotto il livello del mare in Liberty Street, a Manhattan.
Che la Bundesbank ha conseguentemente chiesto di ispezionare il deposito e di reimpatriare almeno parte dell’oro.
Che in Germania i cittadini si organizzano per tutelare i loro diritti (v. es: http://www.gold-action.de/campaign.html) e i tribunali e la banca centrale agiscono nel rispetto del diritto e per la difesa degli interessi dello stato tedesco.

Che da noi finora né il governo, né il parlamento, né un tribunale, né la Banca d’Italia, né i cittadini italiani hanno battuto ciglio davanti a rischi plurimi, provenienti da soggetti diversi, vecchi e nuovi, di sottrazione di una rilevante parte della nostra riserva aurea.
Tanto che si registra un certo affollarsi di ladri davanti a un bene che appare tanto male custodito.
E allora? E allora: forza!

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Commenti

  • gicecca  On gennaio 28, 2014 at 7:42 am

    Beh, se le cose stanno o stessero così, una cosa possibile da fare, non da dire o proporre, é seguire quei cittadini tedeschi di cui sopra e fare, scrivere, firmare un appello o ricorso o come si deve chiamare a un tribunale (quale ?) per chiedere quello che hanno chiesto loro e (forse) ottenere la stessa cosa. Per essere il solito pessimista come dice AdM non so di ispezioni di cittadini tedeschi o dei Governo tedesco ai forzieri 15 metri sotto Manhattan, ma provar non nuoce. Chi é l’avvocato che fa il ricorso ? E chi tra i cittadini italiani lo firma ? GiC

  • Luca  On gennaio 28, 2014 at 9:20 am

    L’Adusbef ha accumulato una discreta esperienza nel settore. Potrebbe essere un veicolo. Però più le azioni sono plurali e corali, meglio è.

    • antoniochedice  On gennaio 28, 2014 at 10:07 am

      Sto preparando ‘azione legale assieme a ” La Finanza sul web” e siamo a buon punto.

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