SUL DECRETO BANKITALIA L’OMERTA’ CONTINUA. TACCIONO PERSINO I ” MAESTRI DEL NULLA” di Davide Giacalone

Il silenzio continua, sulla sorte della Banca d’Italia. Un silenzio tombale. Escluso il disinteresse, può essere che a produrlo sia un cattivo interesse.

Data la rilevanza del tema, vale la pena specificare non solo cosa non si deve fare, ma anche come si dovrebbe agire. Con una premessa: a questo punto, dopo la pessima partenza e dopo la bocciatura della Banca centrale europea, non credo che il ministro dell’economia possa restare al suo posto. Non è una questione personale, tanto che non c’è bisogno di riprodurne il nome, ma di credibilità e interesse nazionale.

La rivalutazione di Bd’I deve essere fatta, ma sarebbe stato saggio non cancellare e semmai applicare la legge del 2005, che stabiliva la riacquisizione statale delle quote.

Questo è il punto fondamentale: non esistono gli azionisti della banca centrale, perché nel 1936 erano intestazioni fiduciarie. Tanti tecnici rubati alle officine si sono mai chiesti perché, da Luigi Einaudi in poi, il governatore si rivolge all’assemblea indirizzandosi ai “signori partecipanti” e non ai “signori azionisti”?

Perché non sono i proprietari, ma gli intestatari. Pubblici.

Dopo le privatizzazioni bancarie si sarebbe subito dovuto ritrasferire le intestazioni. Ora, invece, suprema follia, si vuole trasferire il patrimonio.

Il più ciclopico trasloco di ricchezza dalla mano pubblica (di tutti) alle (poche) mani private. Dunque: la rivalutazione va fatta, ma in capo ai legittimi proprietari, gli italiani. E al più alto valore possibile.

Questo significa che non si possono dare soldi alle banche, aiutandole prima che parta la vigilanza europea? Certo che si può, ma in modo pulito e lineare: si rivaluta, si monetizza (ad esempio con obbligazioni specifiche), poi si trasferisce denaro per aumento di capitale. Lo hanno fatto i tedeschi, i francesi, i belgi, gli inglesi, ma sempre mettendo in chiaro che i cittadini dovranno riavere quei soldi, quando sarà possibile restituirli.

Altrimenti è una pratica predatoria.

Ma non ce lo chiede l’Europa? Da vecchio europeista sono stufo di questa sciocca eurosudditanza. Noi italiani abbiamo interesse al sistema bancario europeo e alla vigilanza europea, solo che dovremmo batterci per sostenere che:

a. tutte le banche devono sottostarvi, comprese quelle che i tedeschi intendono sottrarre (le loro Landesbank);

b. le banche di altri (tedeschi e francesi in testa) sono intossicate, con bilanci mal messi, non limpidi e con una vigilanza non severa, mentre le nostre sono “solo” sottocapitalizzate. Non è mica la stessa cosa! Il disastro del governo consiste nell’avere voluto fare il furbo, dimostrandosi fesso, e avere cercato di aggirare l’ostacolo della capitalizzazione con un trucco. Non solo è stato scoperto, ma così continuando perdiamo l’autorevolezza e la credibilità per indicare i mali altrui. Oltre al danno ne deriva la beffa di dovere tacere.

Noi italiani paghiamo da anni, con consistenti e continui avanzi primari. Abbiamo pagato moltissimo, negli ultimi tre anni, per non perdere l’aggancio europeo. Ora che siamo dalla parte dei forti e della ragione affondiamo tutto solo per fare un piacere a due banche (e buttare patrimonio anche nel buco rosso del Monte dei Paschi di Siena). Questa non è neanche sudditanza ai diktat altrui, questa è colpevole incapacità, o colpevolissima complicità.

Varando l’orrido decreto (nel silenzio generale e nel pronto firmare del Quirinale), il ministro dell’Economia aveva un solo compito: trovare le coperture politiche e istituzionali, in Europa.

La cosa è stata gestita così male da essere divenuta strumento per indebolire l’italiano che presiede la Bce. Da qui il parere schiaffeggiante. Essendo obbligatorio, ma non vincolante, ci manca solo che lo si ignori, mettendoci in una condizione insostenibile.

Sul tema tace il Partito Democratico e tace Forza Italia, accompagnati dal tacere di Scelta Civica. Gente professionalmente logorroica è stata presa da mutismo. Cerchino di capire che, in questo modo, stanno mostrando e dimostrando la loro reale consistenza. Tendente al nulla.

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Commenti

  • gicecca  On gennaio 4, 2014 at 12:09 pm

    Mi ero ripromesso un silenzio tombale della durata di almeno un mese per una mia enorme stupidaggine. Ma che non vi sia nessun commento dopo tre articoli di questa importanza mi pare inconcepibile. E lo dico essendo ben cosciente di non capire un tubo di economia !!! GiC

    • antoniochedice  On gennaio 4, 2014 at 1:03 pm

      Caro amico,
      Non c’è nessun bisogno di intendersi di economia per gridare ” AL LADRO, AL LADRO”

  • Orazio  On gennaio 4, 2014 at 5:50 pm

    Avete ragione da vendere ma, vuoi perchè i media non ne parlano, vuoi perchè la gente guarda al suo orticello e anche se gli si fa notare quale sono i problemi, ti guarda come se fossi un’alieno. Mi viene da chiedere ma solamente noi, ne parliamo? E’ veramente avvilente, osservare il totale disinteresse, da parte di tutte le strutture pubbliche, su operazioni di furto di stampo massonico/bancario.

    • antoniochedice  On gennaio 5, 2014 at 8:48 am

      sentivamo la mancanza del tuo pessimismo. Stiamo ricevendo adesioni e i blog che hanno ripreso il post stanno allargando il giro. Se la TV o i quotidiani non ne parlano trovo sia meglio. Evitano di disinformare.

  • Orazio Covolo  On gennaio 5, 2014 at 10:10 pm

    Antonio, è vero non sono molto ottimista, sarà forse che nel luogo ove abito e lavoro, mi trovo costantemente d’innanzi a situazioni come sopra indicate. Capisco tutto, il mio era purtroppo uno sfogo, anche se non demorderò mai. E di possibilità di parlarne, ne ho molte, anche perchè è un continuo avere informazioni negative e/o d’isinformazione da parte dei media… o anche su questo non siamo d’accordo?

    • antoniochedice  On gennaio 6, 2014 at 2:14 am

      Smetti di leggere i media che disinformato ( e demotivano) e USA il tempo per convincere parenti, conoscenti e amici a manifestare per una buona causa.

      • Orazio  On gennaio 7, 2014 at 5:54 pm

        Forse non si capisce che lo faccio?

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