UNA SOLERZIA SOSPETTA DELLA BANCA D’ITALIA IN QUEL DI MAROSTICA. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Il quotidiano economico della Confindustria Il Sole24Ore, ha pubblicato oggi un intrigante trafiletto, anzi due. Senza firma.
Il primo riguarda la Banca Popolare di Marostica.
Marostica 13.781 abitanti, è una tra le piu prospere cittadine del Veneto, famosa nel mondo anche perché ad anni alterni organizza una partita a scacchi in piazza con pedine umane, ha una industria orafa attiva per quanto consentito dalla congiuntura e abitanti al riparo dall’indigenza.
La Banca Popolare di Marostica ha trecento dipendenti e 7.500 soci,

è nata nel 1892 , ha registrato 120 anni consecutivi di utili e numerose proposte di partnership ( leggi acquisto ) anche dalla vicina Popolare di Vicenza gestita da quasi venti anni da Gianni Zonin potente e temuto personaggio a capo anche della omonima fondazione bancaria.

Quest’anno, per la prima volta nella sua più che secolare storia, ha registrato una perdita di 14 milioni. Di questi tempi, una bazzecola.
I proventi da intermediazioni fatte nell’anno, sono aumentate di ben 20 milioni, 66.000 euro a dipendente, uscieri inclusi. Un record.

La Banca d’Italia, notato che la Banca diretta da Gasparotto quest’anno ha realizzato pulizie nei conti – chi non le ha fatte – nei bilanci per trenta milioni, ha chiesto la immediata defenestrazione dell’intero consiglio di amministrazione e – immagino – anche del collegio dei sindaci.

La notizia ci conforterebbe e farebbe sentire protetti dall’autorità preposta alla tutela del risparmio se BANKITALIA avesse fatto analoga richiesta , ad esempio, al Monte dei Paschi di Siena che 19 milioni li ha regalati alla lavandaia degli arazzi di palazzo Salimbeni, dove stanno ancora misurando le dimensioni della voragine aperta nei conti da una dirigenza dedita da anni, scientificamente, al furto senza destrezza.

Invece, nulla. Anche a buoi fuggiti dalla stalla, per il monte dei Paschi non risultano richieste di provvedimenti a carico di chicchessia.

Per la amor di completezza , la solerte vigilanza di Palazzo Koch ” non mosse collo ne piegò sua costa” neanche col Banco Popolare ( con sede a Verona) che quest’anno per la terza volta ha dichiarato la perdita secca di un miliardo.

Insomma, a mio sommesso avviso, questo intervento della vigilanza sta alla battaglia per la correttezza nei bilanci come l’intervento USA in Siria sta a un intervento in difesa della Democrazia.
Fanno i bulli nella speranza che i piccoli si impressionino e non indaghino sulle motivazioni.

Si vede la pagliuzza negli occhi dei piccoli e non la trave negli occhi dei grandi ciclopi protetti dalle cricche politiche in grado di dare incarichi e prebende a geni del calibro di Dini, Visco, Ciampi , Fazio, Masera, Saccomanni e compagni di merende.

Malignamente ho subito pensato ad una azione di stringimento della Banca Popolare di Vicenza ( da non confondersi col Banco Popolare già citato) e del suo prepotente padre padrone Gianni Zonin , ma il sito,di recente costituzione, che muove i suoi attacchi alla Marostica con l’obiettivo di spaventare i risparmiatori, non risulta proveniente da Vicenza o dintorni ( benché gridi a squarciagola che vuole l’indipendenza del Veneto) . Il suo server trasmette dal Venezuela.

La dirigenza della Marostica ( Cecchetto, Gasparotto e Pollionato) che si sono visti messi in stato di accusa e che rischiano il posto, hanno convocato l’assemblea dei settemila cinquecento azionisti-soci per il 21 luglio.
Vedremo che ne pensano i cittadini di Marostica della loro Banca, di Bankitalia e dei siti venezuelani tanto attenti alle storie ( e calunnie) della provincia italiana.

Il secondo trafiletto ( nella stessa colonna) de IlSole24Ore riguarda la Banca delle Marche, ma è una autentica camomilla.

Banca di proprietà di ben tre fondazioni bancarie ( Pesaro, Macerata, Jesi) e dove lo scorso anno il DG Maurizio Bianconi fu dimesso con le dita marmellatose e sostituito da un dirigente proveniente dalla Banca Popolare di Ancona , Luigi Goffi, che ha accertato mezzo miliardo di buco a favore delle attività del gruppo immobiliare Opera di tale Vittorio Casale operante a Roma. Fu accertata una recondita armonia cronologica tra i fidi concessi a Casale da Bianconi e gli investimenti immobiliari della di lui consorte.

Nella gestione ben tre consiglieri – tutti ex Presidenti – risultarono in qualche modo coinvolti. Si sono dimessi senza reagire. (La reazione del Consiglio di Marostica, mi induce invece a pensare a coscienze a posto e pronte a vender cara la pelle).

Il giornale confindustriale, però su Banca Marche sembra sereno e parla di situazione complessa, senza entrare nel merito di un futuro possibile, eternamente rinviato, aumento di capitale mai strutturato e di un ” Lampo Bond” , come lo definisce il giornale, di ottanta milioni al tasso sbalorditivo del 12,50% con 20 milioni sottoscritti da solo due delle fondazioni ( Pesaro e Jesi) mentre Macerata non avrebbe fatto a tempo a deliberare.
Le obbligazioni argentine – per restare in America Latina – al momento del crollo offrivano l’8%.
Nelle Marche e al Sole24Ore tutto tranquillo . Ognuno si preoccupa di quel che vuole.

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