PER BERSANI IL PROBLEMA PIÙ URGENTE È IL MATRIMONIO GAY. FORSE MISCHIA IL POLITICO E IL PERSONALE…. di Antonio de Martini

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Sono rimasto molto colpito dal contrasto evidenziato da Marco Reis, nel post pubblicato oggi, tra la dichiarazione, condivisa da tutti noi, circa l’ enorme gravità della situazione economica e i provvedimenti urgenti che Il candidato premier vuole adottare: matrimonio gay, conflitto di interesse ecc.
Inverosimile che un epigono del materialismo storico si sia ridotto a fare da ruffiano agli omosessuali in fregola di regolarizzazione.

Sembra piuttosto un messaggio alla destra ed alla chiesa cattolica: “facciamo un accordo, altrimenti questo sarà il nostro programma e Grillo potrebbe accettarlo.
E la proposta dovete farla voi, perché io ho già dato abbastanza sangue la volta scorsa. ”
Lascio da parte la politica interna a decantare per un paio di giorni durante i quali i tre contendenti giocheranno a chi fa pipì più lontano e faccio una riflessione preliminare – perché ci tornerò su – sul matrimonio tra persone dello stesso sesso e il nesso con la politica.

Esistono tre religioni monoteiste ed altre tre correnti spiritualiste principali, più rivoli secondari minori per numerosità, ma non per scelte morali.
Tutti questi filoni spirituali approvano gli accoppiamenti di persone che vanno sotto il nome di matrimonio, ma non mi risulta che esistano forme di sacralizzazione/approvazione di accoppiamenti tra persone dello stesso sesso, nemmeno in comunità religiose numericamente minori.
Esistono su questo delicato tema poesie, da Saffo a Garcia Lorca, ma nessun rito consacratorio, nemmeno andando a ritroso nel tempo.

Certo non vuol dire che in questo mondo non si possa innovare, ma ogni innovazione chiede un humus culturale che faccia nascere l’esigenza di una tolleranza prima e di una ritualizzazione poi.

Al mondo siamo in sette miliardi e passa. Togliamo pure tre miliardi di persone alle prese col più cogente problema della sopravvivenza fisica e restiamo in tre miliardi.
Tra questi, un miliardo e mezzo pratica la poligamia ( tra poliginia e poliandria) e non mostra alcuna tolleranza verso forme di omosessualità o di androginia che viene considerata, con crudeltà. e nel migliore dei casi, come uno scherzo di natura.

Nel miliardo e mezzo di abitanti restante, ci sono i cattolici, gli ortodossi e gli ebrei che considerano peccato le pratiche omosessuali, mentre tra i protestanti si é recentemente diffusa ( dopo la seconda guerra mondiale) una certa tolleranza che si è da qualche anno trasformata quasi in una moda particolarmente diffusa nel mondo dello spettacolo e della moda e di qui, non senza notevoli resistenze, negli strati della società meno strutturata,
Ho riferito un annetto fa, in questo blog, del quasi scisma dei protestanti nigeriani ( 17 milioni) per l’elezione in USA del loro Vescovo omosessuale nel 2005.
Dopo aver sedato la rivolta – chiudendo il rubinetto degli aiuti umanitari per 140 milioni di dollari annui e facendo ridurre al governo USA di altrettanto gli aiuti alle organizzazioni della chiesa cattolica per evitarle tentazioni missionarie – la direzione protestante negli Stati Uniti, ha rincarato la dose, eleggendo come successore una donna, anch’essa omosessuale conclamata.

A me parrebbe politicamente piu opportuno, elettoralmente vantaggioso ed urgente, studiare approfonditamente il tema della poligamia che interessa almeno un milione di persone da integrare in Italia, cinque in Francia e altrettanti in Germania, piuttosto che seguire una minoranza petulante e privilegiata sulla strada dell’auto gratificazione sociale.
In Italia – se ne lamenta ciclicamente la stessa lobby omosessuale – dobbiamo ancora raggiungere lo stadio della tolleranza, solo dopo saremo maturi per affrontare un dibattito ampio e articolato.

Questa del ” matrimonio gay” è l’ennesima riprova del distacco tra la stragrande maggioranza della popolazione e il gruppo dirigente di quello che un tempo era il partito delle masse lavoratrici.
Si indulge invece – durante una crisi – a detta di Bersani – pari solo a quella provocata dalla guerra mondiale – al costume politico di corteggiare minoranze doviziose, invece di affrontare problemi che ormai sono di vita o di morte per almeno otto milioni di persone in Italia e trenta in Europa.

In Francia è nato il movimento ” indignez vous” ( Hessel, il fondatore, è morto in questi giorni); in Italia il movimento 5 stelle; in Grecia stiamo peggio e il partito che dovrebbe tutelare i lavoratori fa gli occhi dolci ai femminielli e compagnia cantante. Fa male il solo pensarlo anche a chi non ha mai militato in quelle file.

Se si vuole essere legittimati a governare bisogna affrontare prima il problema dei milioni di lavoratori che non vogliono prenderlo in quel posto come avviene in questi tempi calamitosi.
Forse quello di Bersani è stato un lapsus perché si vede sfuggire l’eredità di D’Alema, ma è stato lui a lasciare la porta aperta….

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Commenti

  • gicecca  On marzo 5, 2013 at 8:07 am

    Alle volte capita che preso in calcio in faccia (e altrove) si perda la cognizione delle cose. E poi, il fondatore dell’ARCI gay non si chiama Grillini ?
    La prendo un po’ in allegria ma per uno serioso sempre come Bersani fa veramente ridere. GiC

  • abrahammoriah  On marzo 5, 2013 at 8:12 am

    Ravenna, 5 marzo 2013

    Bersani e le sue dichiarazioni in merito al matrimonio fra omosessuali, la solita vecchia tecnica da vecchio politicante: si corteggiano sempre nuove minoranze per non onorare vecchie cambiali inesigibili che il popolo infuriato ha deciso di riscuotere. Ma il Commendatore è ora entrato in scena…

    Massimo Morigi

  • Giorgio  On marzo 5, 2013 at 11:43 am

    Bersani appariva inadeguato durante la campagna elettorale, oggi si dimostra tale ed anche pesantemente stordito. Povero….e’ da comprendere, il risultato elettorale lo ha sconvolto. Lui che sapeva tutto sulla rivoluzione di Ottobre si trova oggi ad affrontare una rivoluzione di febbraio che rischia di spazzarlo via, lui, il suo apparato di partito, i suoi lacche’ e i suoi ruffiani. Gli resta forse il solo conforto di Vendola, di solidarieta’ tra sconfitti e’ piena la storia.

    • antoniochedice  On marzo 5, 2013 at 11:55 am

      Ragassi, non infierite.

  • Marco Reis  On marzo 5, 2013 at 2:36 pm

    Grazie a lunga esperienza diretta -ancorchè giovanile- conosco i tipi. Le vacuità tattiche sul matrimonio gay, conflitto di interessi e simili, nascondono carte estreme: avere (o ritenere di avere) un po’ di grillini in tasca e il giocare tutto per tutto, sull’eccitazione di certi intellettualoidi seminfermi tipo Fassina o Gotor. Al Pci successe la stessa cosa col Psiup. Viene fuori un tatticismo duro ed estremo, e non mi stupisce che sia di radici pragmatico-emiliane. Gente capacissima di fare un altro Mps al quadrato. Gente che non vuole vedere dove va a sbattere. Cioè dove porta a sbattere. Gente pericolosa, in realtà. – Bersani è pericoloso, c’è poco da scherzare.

    • antoniochedice  On marzo 5, 2013 at 2:41 pm

      Quando un treno sbatte, il primo a morire è il macchinista. Promesso.

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