LE CONSEGUENZE DELLA ” PRIMAVERA”ANGLO-FRANCO-AMERICANA IN MEDIO ORIENTE. di Antonio de Martini

L’inventore della guerra sovversiva in casa altrui con poche forze é Winston Churchill.
Il primo sito in cui operò con questa strategia, fu la Yugoslavia nella seconda guerra mondiale.
La base sperimentale fu l’attività di guerriglia nel deserto durante la prima guerra mondiale, il cui eroe più noto fu T.E. Lawrence che racconta la sua versione dei fatti nel libro ” I sette pilastri della saggezza” .
Si trattò comunque di una guerra per l’ indipendenza nazionale degli arabi contro i turchi e la strategia consistette in enormi sovvenzioni di denaro – dieci milioni di sterline oro dell’epoca- e un minimo di artiglieria.
Lo scopo era principalmente

di distrarre l’attenzione dei turchi dal canale di Suez, perdendo
Il quale, l’Inghilterra si sarebbe trovata sostanzialmente tagliata fuori dal suo impero.
L’aver indicato la penisola araba come fronte secondario e i Dardanelli come fronte principale, imitati dai turchi, fu un trionfo dovuto alla superiorità culturale degli inglesi e dal continuo impulso imitativo dei turchi che si sentirono- in qualche modo- dispensati dal dover pensare una strategia autonoma.
L’eroe ” guerrigliero” britannico della seconda guerra mondiale fu invece Fitzroy Maclean, scozzese, diplomatico e poliglotta.
Anch’egli, alla fine, non resse alla voglia di raccontare le sue avventure nel SAS affidandole ad un libro brillante : ” Passaggi a Oriente” ( ed Neri Pozza, 2002).
Il punto più interessante ai fini di quanto succede oggi nel Levante, è una breve chiacchierata con Churchill che vale la pena di riportare per intero.
Maclean dice a Churchill che Tito è un comunista e quindi andrebbero centellinati gli aiuti, Churchill chiede serafico se Maclean avesse intenzione di stabilirsi in Yugoslavia dopo la guerra.
Alla risposta negativa di Maclean, Churchill risponde ” nemmeno io e allora preoccupiamoci che ammazzino il più alto numero di tedeschi possibile e basta”.

Tutta la strategia angloamericana nel Levante, si basa su questo assunto: se a cose fatte ci sarà un sistema invivibile per gli arabi o europei, tanto peggio per loro.
Gli USA vogliono solo avere il petrolio e come disse il presidente Carter il 24 gennaio 1979 , ” far avanzare i diritti umani e la democrazia ” .
Questa è la risposta che la Casa Bianca diede agli israeliani che chiedevano quali intenzioni avessero e se volessero fermare l’ascesa dell’Ayatollah Khomeini al potere. ( vedi il mio pezzo dell’otto febbraio 2008 su questo blog). Le conseguenze di questa corsa alla democrazia iraniana sono sotto gli occhi di tutti.
In Tunisia il partito egemone Ennahda ( rinascita, ma se non dell’Islam, di cos’altro?) sta progressivamente prendendo in mano le leva del potere.
In Egitto, i fratelli mussulmani hanno appena candidato alla presidenza il numero due del partito ed hanno iniziato un’azione di stringimento dei rapporti con Israele con dispetti doganali e arresti di spie.
In Libia è in atto un processo di libanesizzazione della situazione politica che rischia di far durare la guerra interna per almeno dieci anni.
Il disordine del Nord Africa, si è diffuso anche al sud e il recente colpo di Stato in Mali, ne è la riprova: dal Sahel , ai Tuareg vi è un vivaio indistinguibile di banditi, militari, guerriglieri e mujahid, ciascuno alla ricerca – scusate la battuta – del suo posto all’ombra.
In Giordania, il re Abdallah II , evidentemente ignaro che suo padre Hussein ( che si era anche schierato con Saddam Hussein nella prima guerra del golfo) già percorse questa strada ( nell 1980-1982 appoggiando la rivolta dei fratelli mussulmani di Siria = 12.000 morti solo a Homs) senza successo, ha infilato anche lui la mano nella tagliola , mentre l’Arabia Saudita, accecata dall’odio verso l’Iran e l’Irak sciiti, vuole “schiodare” la dinastia Assad dalla Siria e comunque non può opporsi alle richieste di denari e aiuti dell’alleato americano.
Assistiamo ora in Siria all’ultimo atto di un tentativo nato come ideal-politico- affaristico mascherato da crociata ( …pardon) libertaria democratica, che sta trasformandosi in uno scontro religioso acutissimo con la conseguenza che da una serie di scontri a livello nazionale, si rischia di passare a un conflitto generale a causa del prevalere, a livello di popolino, a motivazioni religiose profondamente radicate nell’animo arabo-mussulmano, aggravate dall’intervento militare straniero ormai sfacciato.
Anche in Israele. – dove , contrariamente agli americani , esiste gente che capisce le altre culture – le preoccupazioni aumentano se è vero come è vero che il dibattito , dagli analisti strategici si è trasferito al grosso pubblico.
David Grossman, un intellettuale rispettato non solo in Israele, ha preso la penna per scrivere sui principali giornali occidentali invitando il premier Benjamin Netanyahu a riflettere sul fatto che per scongiurare la possibilità di un conflitto generale in Medio Oriente, lo vuole provocare, rendendolo certo, con un attacco ai siti iraniani.
Questo articolo di Grossman mi ha fatto venire alla mente le foto dell’11 settembre in cui coloro che avevano troppa paura di morire si lanciavano dal duecentesimo piano per far cessare il terrore al più presto.
Da questa considerazione di Grossman – ammirevole anche perché ha perso suo figlio in uno degli inutili scontri in Libano – una serie di logiche conseguenze distensive, prima delle quali sarebbe la rinunzia USA/Francia all’azione sovversiva in Siria dove governa un regime costituito da un cartello di minoranze inclusa la cristiana e che è il punto di equilibrio di tutto il Levante ed il Medio Oriente.
Nel ricercare obbligatoriamente una via di conciliazione tra Israele e tutti i palestinesi invece di giocare a Sansone e i Filistei.
Ricordiamo ai cultori della Bibbia che Sansone e morto e i Filistei sono ancora li ed aumentano quotidianamente.
Queste ” concessioni” occidentali, non sarebbero senza contropartita, anzi.
I siriani potrebbero pagare a pronta cassa con la ufficializzando la rinunzia ad egemonizzare la politica libanese e con la chiusura della via di rifornimento delle armi iraniane verso l’Hezbollah che passa sotto il naso del nostro costoso contingente italo spagnolo nel sud Libano.
Tutti ne trarrebbero giovamento e motivo di vittoria e si smetterebbe finalmente di tenere il mediterraneo in permanenza sull’orlo della guerra.
La pace è meglio di ogni cosa, ma un armistizio duraturo è meglio di qualsiasi guerra.

I trackback sono chiusi, ma puoi postare un commento.

Commenti

  • Mario Maldini  Il aprile 2, 2012 alle 1:55 pm

    Si può anche ricordare il Comandante Orde Wingate, che con un pugno di guerriglieri riportò il Negus sul Trono di Giuda nel 1941, bastonando gli italiani che lo aspettavano sempre nel posto sbagliato. Le tecniche da Wingate praticate sono ancora attuali e, avendo Tu una grande esperienza anche di quel
    teatro dovresti raccontarcele, quando avrai tempo. Ma in fondo il capostipite
    più autorevole resta il Generale Garibaldi….

    • antoniochedice  Il aprile 2, 2012 alle 2:06 pm

      Non ho parlato di guerriglia indipendentista, ma di guerriglia fatta per conto di una potenza straniera. Senno’ l’avo sarebbe Fra’ Diavolo …

  • josephvohd.newsvine.com  Il agosto 30, 2013 alle 10:49 am

    Incredible! This blog looks just like my old one!

    It’s on a completely different topic but it has pretty much the same page layout and design. Wonderful choice of colors!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: