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I CRISTIANI NEL MONDO ARABO: QUANTI SONO, DOVE VIVONO E CHE DESTINO AVRANNO.  di Antonio de Martini

Quando si parla di “mondo cristiano” nei paesi arabi,  noi italiani tendiamo a pensare ai cattolici. E’ un  altro residuo di provincialismo, questa volta in campo religioso. Continua a leggere

FLASH SU ATTENTATO TERRORISTA AL MUSEO DEL BARDO.

la prima bugia è che il museo del Bardo non si trova al centro della città, ma all’estremo ovest. Chi ha preferito mischiarsi ai locali nel centro città , si è salvato. Chi ha cercato l’isolamento in un museo, ha sbagliato.                       La seconda bugia riguarda il numero dei morti e feriti. Sembra che fornire i numeri col contagocce sia una scelta intelligente, ma così non è.   Aumenta l’incertezza. Ci sarà il solito conflitto di numero dei morti e la credibilità ne soffrirà. . La terza bugia è voler presentare la Tunisia come un’oasi democratica rispetto al resto del Nord Africa. Il mondo arabo ha una formidabile omogeneità culturale e , oggi come oggi, non c’è arabo che non sia antiamericano o almeno desideroso di vedere umiliata la protervia NATO che cerca di imporsi con  martellanti notizie propagandistiche e contro le quali ogni tentativo di correzione è vano.  La diversità delle reazioni è legata ai diversi gradi di paura della polizia.

Queste continue forzature dei media della storia, filosofia e persino della geografia del mondo arabo, stanno creando una crescente resilienza nell’animo  anche dei più pacati ed equilibrati tra gli  interlocutori e, provoca per ora, un segreto desiderio di vedere umiliati gli arroganti senza più badare ai torti e alle ragioni. Presto, se non porremo un argine a queste ondate di scemenze diventerà una ribellione aperta e appoggio ai ribelli.

Al museo sono raccolti mosaici dal secondo al quinto secolo dopo Cristo. Sono unicamente scene di caccia, pesca e agricoltura: quattro secoli di pace continuativa grazie alla PAX ROMANA, basata sulla uguaglianza di fronte alla legge.  Anche un piccolo rompiballe come Paolo di Tarso poteva appellarsi a Cesare.

Oggi gli abitanti della Tunisia sono vittime di messaggi media e imposizioni culturali  incompatibili con tutto quel che sanno, hanno di fronte a se un avvenire da Prostitute o Poliziotti, i più coraggiosi fuggono affrontando l’ignoranza degli europei e la furia degli elementi oltre alle  ” normali” incognite dell’emigrazione.

Pescare disperati in questo humus è fin troppo facile per il reclutatore è gratificante il il terrorista. La manipolazione è dietro ogni angolo.  Non si possono spegnere singoli focolai di incendio: è necessario agire su tutti in contemporanea. 

In Francia, intanto, i tribunali in meno di un mese e mezzo hanno emesso ben  132 sentenze di condanna per ” apologia di reato” ( Le Figaro di oggi) con riferimento agli attentati di Parigi. Gli italiani sono stati coinvolti per caso, anche se la società Costa è ormai da un pezzo diventata americana ed è di proprietà di un  finanziere israelita. L’attacco era rivolto alla sessione parlamentare che doveva approvare nuove leggi anti terroriste.

Voler vincere la guerra psicologica al terrorismo  con le approssimazioni calunniose che la macchina propagandistica americana è abituata a sfornare in maniera indiscriminata e rozza, rischia di dare a pochi terroristi una formidabile arma a lungo termine.  Bisogna riconoscere le  mille differenze tra i ribelli, accettare le motivazioni ideali nobili dal fanatismo idiota e non fare di ogni erba un fascio. Altrimenti loro faranno lo stesso con noi.

SI SCRIVE UCRAINA, MA SI LEGGE GERMANIA. LA RFT E LA SUA OSTPOLITIK BISMARCKIANA SONO UNA ALTERNATIVA ALLA U.E. E ALL’EUROZONA. OBAMA NON VUOLE. di Antonio de Martini

La Germania ha costretto l’Ucraina – facendo leva sul credito- ad accettare gli accordi di armistizio di Minsk. Ma la crisi è più vasta e gli USA vogliono una intesa con la Russia anche loro per contenere la Cina. . E i Russi vogliono in cambio un accordo con l’Iran . L’Iran vuole un accordo tra USA. e Siria. E…..e….e…

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Per capire come mai la rana ucraina- un paese senza arte, parte e identità sul cui suolo passano dei gasodotti-  venga gonfiata fino all’inverosimile dai principali media del mondo e perché gli Stati Uniti premano tanto  sulla U.E. perché sanzioni la Russia inimicandosela,  bisogna fare un breve corso di storia e di geopolitica di cui anticipo le conclusioni in corsivo  per chi non avrà la pazienza di leggere l’intero testo  e   che ci porterà a constatare come la geopolitica tedesca, da Bismarck in poi, non abbia mai cambiato direzione se non durante la parentesi della costruzione europea post 1945.  Esistono forti correnti economiche e di pensiero che pensano di cambiare registro e gli USA si preoccupano di eventuali scelte geopolitiche indipendenti tedesche.

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LA SITUAZIONE IN LIBIA: TUTTI CONTRO TUTTI ( video ) L’ITALIA POTREBBE AVERE UN RUOLO DECISIVO PER LA RINASCITA DI ENTRAMBI I PAESI.

Marzo 14/marzo 15. LIBIA e mediterraneo ancora in crisi. Il rigore è riservato alla Grecia.

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Continua il giro del Mediterraneo di Giorgio Vitangeli assieme ad Antonio de Martini. Tocchiamo quella che un tempo era la quarta sponda dell’Italia in preda ai suoi demoni scissionistici. Benghazi contro Tripoli, missili sulle petroliere che si riforniscono dal concorrente e finto disinteresse di chi ha trasformato un paese in crescita in una zona franca in cui gli interessi dei libici e degli italiani non sono più tutelati da nessuno.

Se Matteo Renzi, dopo aver visitato la Tunisia, ponesse attenzione alla Libia attivando tutte le esperienze italiane, le soddisfazioni economiche e politiche potrebbero essere tali da influenzare positivamente anche i bilanci del 2014.

Segue domani un altro webspecial sul kazakistan,

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LA STRATEGIA USA VERSO LA CINA SCALA DI UN PASSO VERSO LA GUERRA, MA LA RISPOSTA SARA’ ECONOMICA O NON SARA’

Il post con cui riprenderò l’attività richiede la lettura di questo documento e spiegherà perché l’America ha bisogno di una solida alleanza con l’Iran ed è pronta a sacrificare molto per ottenerla.

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29 ottobre 2011. Chi tra i lettori di questo blog si sia preso la briga di leggere i post della scorsa primavera, forse ricordera’ come abbia seguito con attenzione le mosse strategiche di Obama riguardo alla Cina e che riassumiamo:

A) tutto lo staff militare della casa bianca proviene dall’ area del Pacifico .
B) i viaggi del presidente USA in India, Indonesia, Corea e Giappone , fatti in un ideale accerchiamento commerciale della Cina.
C) Il viaggio in America Latina a ridosso dei viaggi e accordi commerciali cinesi ( Brasile).
D) ho letto anche la campagna di Libia e il fomento della primavera araba in chiave di “containement” della Cina e della sua espansione commerciale.
E) ho anche segnalato le contromosse cinesi per tenersi libere le rotte commerciali ( un istmo bis rispetto a quello di Kra che e’ controllato da Singapore e un passaggio ferroviario sul territorio colombiano…

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SONO IN PAUSA

Non credo che in Ospedale mi consentano di fare il comodo mio è quindi non potrò scrivere. Resterò qui una settimanella e conto uscire più bello e nuovo che pria. Comunque l’essenziale l’ho detto.

A presto! 

Gic: mi conservo la residua carica dell’IPad per la tua rassegna stampa di domani…..

LA RASSEGNA DELLA STAMPA INTERNAZIONALE DI SABATO 7 MARZO a cura di Gianni Ceccarelli

Su “Nature”- una delle maggiori riviste scientifiche mondiali- è riferita la notizia secondo cui il mese scorso si è avuto uno dei maggiori successi della medicina rigenerativa: per la prima volta al mondo una Agenzia di controllo (la European Commission per i farmaci) ha autorizzato la vendita di una terapia con cellule staminali  (Holoclar) per l’impiego nella cecità da ustioni. La cosa interessante, e che non mi pare sia stata sottolineata nella stampa italiana, è che Holoclar  è stato elaborato e prodotto da un piccolo laboratorio italiano che ha sede a Modena; “Nature” sottolinea naturalmente che il nostro Paese è finora piuttosto noto solo per  il suo “lack of support” nel campo della ricerca scientifica e per la vicenda di Stamina Foundation; ma è comunque, e forse suo malgrado, costretta a registrare la notizia.

Nature, 3 marzo

Da giugno 2014 a oggi il prezzo di un barile di grezzo (West Texas Intermediate, WTI) è calato del 57%; simili riduzioni si sono verificate già altre volte negli ultimi trenta anni e la velocità di ricupero del prezzo è stata diversa ogni volta, ma un ri-apprezzamento si è sempre verificato. Senza dubbio, la produzione è aumentata (la tecnica del “fracking” –fratturazione idraulica- ha messo a disposizione quantità prima impensabili di petrolio e di gas naturali); ma la produzione non è l’unico fattore che determina il prezzo, ovviamente, e si è assistito anche a un aumento della richiesta; l’aumento di produzione sembra essere quindi anche in rapporto con l’aumento della domanda, il che fa pensare all’autore del rapporto che stiamo citando che  il periodo di prezzi bassi non si protrarrà molto a lungo. La ripresa dei prezzi non sarà immediata ma si può ritenere abbastanza logicamente che nei prossimi anni si avrà un graduale incremento di tale fattore.

Mercopress.com, 5 marzo.

La Banca centrale del Brasile ha aumentato il suo “benchmark interest rate” al 12,75%, il livello più alto da sei anni; la misura è tesa al controllo dei prezzi, un fattore che risente delle crescita economica ridotta e delle perturbazioni politiche.

I casi di overdose da eroina sono drammaticamente aumentati negli ultimi anni, soprattutto dal 2000; rispetto a quell’anno l’aumento è stato del 400%. Nello stesso periodo le intossicazioni mortali da abuso di antidolorifici sono rimaste pressoché inalterate, mostrando addirittura una lieve riduzione. L’eroina costa poco e si trova facilmente e si sono verificati casi di abuso della droga anche in zone che ne erano tradizionalmente esenti. La causa di tale fenomeno sembra essere il fatto che chi è dipendente da farmaci “etici” (quelli da prescrizione medica, non di libera vendita) difficilmente è capace di interromperne l’uso; se il farmaco diventa, per motivi medici o legali, meno disponibile, il soggetto ricorre facilmente a qualcos’altro. Il Centro USA per le statistiche riferisce che fra il 2000 e il 2013 la percentuale, corretta per l’età, di morti da eroina è arrivata nel 2013 a 2,7 per centomila abitanti (la popolazione USA è stimata sui 320 milioni di abitanti).

La Banca mondiale nel suo ultimo rapporto ha evidenziato come le prospettive economiche del Ghana appaiono promettenti nel breve periodo; si può prevedere che l’aumento del PIL nella regione si manterrà sui livelli del 2014 (4,7%) per l’anno in corso e potrebbe ancora crescere fino al 5,6% – 6% nei due anni a seguire. Il Ghana è ricco di risorse minerali –tipo oro e diamanti- ed è il secondo produttore al mondo di cacao, dopo la Costa d’Avorio. Il settore cruciale e primario, tuttavia, appare quello energetico, la chiave dello sviluppo a lungo termine del paese. Il Ghana è diventato negli ultimi anni anche un produttore di petrolio a causa della scoperta di un giacimento localizzato nella parte occidentale del Paese, alla profondità di circa 1000 metri, giacimento che si stima sia capace di riserve per 1,8 billion di barili.

http://www.eastonline.eu/ 7 mar

Ogni tanto una citazione anche non mazziniana può star bene: “Ci sono fasi storiche” , osserva Montesquieu nelle sue “Considerazioni sulle cause della grandezza e decadenza dei Romani”, “in cui alcuni paesi diventano eccezionalmente pericolosi per i propri vicini. E’ il caso, ad esempio, dei paesi in preda ad una guerra civile, dove non ci si scontra armée contre armée, ma faction contre faction, sicché alla fine la società civile scompare perché– “ogni uomo é o è costretto a diventare soldato”. E, nel non infrequente caso in cui due o più delle fazioni in lotta (siano esse ideologiche, religiose o addirittura culturali) esistano anche in altri paesi, lo scontro finisce inevitabilmente per traboccare oltre i confini, trasformando anche qui ogni uomo in soldato, e trascinando tutti nel suo implacabile gorgo”.

A volte le situazioni non cambiano molto in due o trecento anni.

www.geopolitica.info/ feb 15

Nelle settimane scorse si è qui riferito della condanna a morte per spaccio di droga di due australiani, poi redentisi. In Australia fa molto scalpore la dichiarazione di un tale Rush, un ventinovenne prima anch’egli condannato a morte al quale poi la condanna è stata tramutata in quella di trent’anni di detenzione (con speranza di una ulteriore riduzione a soli venti anni) che si è detto “scioccato e distrutto” (“heartbroken”) dall’imminente (sembra) esecuzione dei due. Il giovane ha detto: “Prego per loro e per tutti gli altri condannati a morte nella speranza di un perdono difficile da ottenere; invio loro e alle loro famiglie tutto il mio affetto e tutte le mie preghiere. Che il mio Dio li benedica”

http://www.dailytelegraph.com.au/

Pirelli ha l’intenzione di aumentare i propri investimenti in Egitto e al riguardo è stato siglato un memorandum tra la casa madre italiana e il Governo egiziano. Il CEO di Pirelli in Egitto ha dichiarato che l’investimento è di circa 100 m di dollari e ha lo scopo di aumentare di oltre 1 milione di pezzi la capacità produttiva della sede egiziana per quanto riguarda le gomme per auto, camion e bus. Oggi la produzione di Pirelli Egitto ammonta a 800 mila pezzi, oltre la metà dei quali per l’export e il rimanente venduto localmente. Lo studio connesso alla nuova espansione della compagnia deve essere finito entro quest’anno e i lavori per la costruzione dei nuovi stabilimenti occuperanno 24 mesi.

http://www.dailynewsegypt.com/ 6 marz

Facebook ha più di 18 milioni di sottoscrittori in Egitto (su circa 83 milioni di abitanti); nel 2015 è previsto un aumento del 15% nell’industria egiziana di prodotti digitali.

http://www.dailynewsegypt.com/

In un Forum tenutosi pochi mesi fa e promosso dalla Inter-American Development Bank (IADB), il Vice Presidente USA Joe Biden, ha indicato che il suo Paese intende essere un partner strategico nella messa in pratica del Piano per la prosperità nelle tre Nazioni del Triangolo del nord, costituito in America centrale da Guatemala, El Salvador e Honduras, piano presentato dai Presidente dei tre paesi. Biden ha parlato dell’interesse degli USA nell’aiuto e nel supporto di problemi di interesse comune, come la sicurezza regionale (ha ricordato l’investimento al riguardo di più di 800 milioni di dollari), il miglioramento dei sistemi giudiziari al fine di ottenere valori migliori esenti da corruzione e impunità; nei sistemi di raccolta delle tasse e nella lotta contro la povertà. Il problema che però sembra porsi è relativo al ruolo delle altre Nazione di quella zona, come il Nicaragua  e il Costa Rica che pure fanno parte del complesso regionale e hanno di fronte grandi problemi sociali e economico finanziari. Può essere ipotizzato che l’esclusione degli altri Paesi sia stata realizzata per favorire gli alleati regionali degli USA ? Quale è, nel piano, il ruolo di altre organizzazioni della società civile ? Questi problemi vengono discussi nel sito indicato.

http://alainet.org/active/81144 27 feb 15

Piante transgeniche in grado di uccidere i parassiti senza bisogno di pesticidi sono state realizzate grazie a una sofisticata tecnica di ingegneria genetica. La piante esprimono particolari filamenti di RNA che interferiscono con l’attività di alcuni geni degli insetti nocivi, determinandone la morte ed evitando inoltre che sviluppino fenomeni di resistenza. La tecnica, elaborata da ricercatori del Max-Planck Institut per la fisiologia molecolare delle piante di Potsdam-Golm, in Germania, è illustrata in un articolo su “Science”. Ralph Bock, Jiang Zhang e colleghi hanno studiato il modo per arginare le devastazioni causate dalla dorifera della patata, un coleottero che infesta le solanacee, nel quale si sono già sviluppati casi di resistenza a tutti gli insetticidi noti.

Science. 2015 Feb 27;347(6225):991-4.

SERVE UN LIBRO, UN ANNO E UN AIUTO. di A de M

Da un po di tempo a questa parte mi sento come il possessore di un fucile ad avancarica di fronte ad un lanciarazzi multiplo.

Vorrei replicare ad ogni colpo, ma tra l’acciarino inadeguato, le polveri umide, la mira a volte incerta, mi rendo conto di non essere all’altezza delle mie  stesse aspettative.

Specie nell’ultimo periodo ho battuto la fiacca, riposando sulle 250.000 visualizzazioni ottenute nel 2014 e ho lasciato che la superficialità prendesse il sopravvento. Mi scuso con gli amici lettori.

Fatto sta che, almeno per il caso del Vicino e medio Oriente,  per capire meglio le connessioni tra gli eventi, chiarire gli antefatti, documentare le posizioni, non omettere nulla, credo sia necessario un libro e almeno un anno di lavoro intenso.

Da solo non riuscirò nell’intento ( a parte che non ho nemmeno idea di come trovare un editore).

C’è qualcuno interessato a dare una mano? Se esiste, scrivere a  antoniodemartini@gmail.com

 

 

 

OGGI ELEZIONI IN ESTONIA TERMOMETRO DELLA TENSIONE IN EST EUROPA.  di Luca Tribertico

Oggi, 1° marzo 2015, si tengono le elezioni per il rinnovo del parlamento dell’Estonia. Quello stato baltico il cui schieramento con la NATO viene considerato tanto importante da coloro che si dicono convinti che Polonia, Ucraina e stati baltici costituiscano la diga per il contenimento dello sviluppo della Federazione russa. Secondo altri, più prosaicamente: la testa di ponte per il perseguimento dei loro interessi nella Federazione russa.

Nell’ultimo mese gli investimenti nella campagna elettorale in Estonia sono diventati considerevoli. E anomali. Compresa una parata militare organizzata la settimana scorsa non a Tallin ma a Narva, città che si trova a 300 metri dal confine con la Federazione russa. Con tanto di mezzi blindati che esibivano le bandiere delle forze armate americane a fianco di quelle estoni. Immagine tra l’altro curiosa, giacché la sconfitta delle forze della Waffen SS in Estonia è stata conseguenza del passaggio della Narva più che dello sbarco in Normandia. 

Il partito di centro, guidato dall’ex primo ministro estone, attuale sindaco della capitale, è favorevole a una distensione e a legami di cooperazione con i vicini russi. Il partito riformista, invece, che guida attualmente la maggioranza parlamentare e il governo, è più orientato a rafforzare l’associazione nella NATO, accettando i vincoli di politica estera relativi. 

Negli ultimi sondaggi i due partiti risultano molto vicini. Il partito di centro ha raccolto negli ultimi mesi consensi più o meno stabili. Ma il partito riformatore starebbe da ultimo perdendo molti voti, arrivando in questo modo a ricevere le stesse preferenze del partito di centro, se non meno. Questo a causa dell’avanzata del piccolo Partito per un’Estonia indipendente, che predica l’uscita dell’Estonia dalla UE e che sottrae voti al partito riformatore.

L’omicidio di Boris Nemtsov  sul ponte vicino al Cremlino fa certamente impressione anche ai russi, ma l’effetto che questo può determinare sui loro orientamenti politici non è politicamente significativo. Il consenso del quale attualmente gode il presidente della Federazione russa è superiore all’80% e le consultazioni elettorali sono lontane.

Discorso completamente diverso per gli effetti di questo omicidio (soprattutto: per la rappresentazione mediatica che ne è seguita, che non ha imputato ma che ha suggerito, in modo ben più sottile, un coinvolgimento di Putin) in Estonia. Con un elettorato di poco più di mezzo milioni di elettori e in una situazione dinamica come quella descritta, il risultato non è scontato per nessuno.

In questo caso l’impatto emotivo dell’assassinio di ieri sera di Nemtsov esercita presumibilmente un’influenza rilevante, forse determinante, sugli incerti, e le elezioni sono oggi.

http://www.termometropolitico.it/1161724_infografiche-elezioni-estonia-politiche-2015-finestra-sul-voto.html

PERCHÉ GLI AMERICANI IN EGITTO HANNO PUNTATO SUI FRATELLI MUSSULMANI E ADESSO AL SISSI NON SI FIDA ( video)

Egitto paese chiave….

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Continua il giro del mediterraneo di Giorgio Vitangeli con Antonio de Martini

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