MEDIO ORIENTE: UNA GUERRA FASULLA PER VALORIZZARE LEADERS FASULLI. SERVE A FARCI PAURA PER ABITUARCI AD OBBEDIRE PRONTAMENTE. E TENERCI LONTANI. di Antonio de Martini

La famosa cyberguerra vista da vicino fa un po’ pena.
Su questo sito, di cui pubblico a fondo pagina il link, vediamo l’elenco dei conti TWITTER e FACEBOOK eliminati da questa congrega operante sotto il nome di ANONYMUS e mi viene da dire che si tratta di una tempesta in un bicchiere d’acqua.
Cercando di essere costruttivi diremo che è meglio di quanto visto finora,
ma non spiega i flussi dichiarati dai media di 45.000 twitt fatti dai Jihadisti a fini di reclutamento.

Questa considerazione sulla cyberguerra la associo alla dichiarazione dell’aeronautica giordana che comunica di aver distrutto il 20% delle forze ISIS ( che ora non chiamano più DAESCH….) nei tre giorni intercorsi tra l’assassinio del pilota catturato e la vendetta a opera dei suoi colleghi.
La associo anche alla dichiarazione che l’aereonautica degli Emirati Arabi Uniti si sta coordinando coi giordani per intensificare gli attacchi. Come noto sul posto già operano aerei USA, UK, Francesi e, sembra, anche italiani, senza contare i sauditi ( ricorderete la foto del principe saudita nel cockpit e della donna pilota…).

Lasciando per un momento da parte l’attitudine araba alle iperboli e l’incompetenza di uffici stampa occidentali, vediamo che esiste una forte incongruenza tra quanto dichiarato dalle fonti occidentali circa la consistenza delle forze jihadiste e quanto viene riferito a fine di ogni operazione militare occidentale: venti morti causati dalle incursioni aerei francesi, duecento dagli USA in un mese , tre camionette armate colpite dai britannici ecc.
Usiamo l’Invincibile Armada per la pesca del tonno.

Durante la campagna militare contro Saddam Hussein venivano distrutti ( fatto accertato) oltre cento carri armati a notte grazie ai sistemi di arma a infrarossi degli aerei anticarro e Saddam fu eliminato in un mese.
Adesso che questo fantomatico califfato viene affrontato, vediamo poco o nulla di concreto ma ci viene annunziata la necessità di una guerra poliennale.

Mi viene il ricordo di una situazione analoga: lo scorso anno e questo, la città di New York venne messa in allarme dal presidente Obama in persona la prima volta e dal sindaco De Blasio la scorsa settimana circa l’arrivo della più grande tempesta di neve degli ultimi cento anni.

La città obbedì prontamente a una serie di misure di sicurezza decretate dalle autorità e poi si constatò in entrambi i casi una deludente nevicatina tanto che quest’anno l’allarme fu lanciato dal sindaco e non dal Presidente.
Si sta cercando di instaurare, anche a carico dei cittadini USA, un rapporto ” allarme-obbedienza” tipico delle tirannie televisive orwelliane.
Nel levante si usa la stessa tecnica per tenere gli altri governi lontani dall’intera area. Giungono voci discordanti e paurose come quelle che tenevano lontani dalla via della seta i non addetti.
solo un altro caso ancora: l’assedio di Kobane presentato come punto strategico fondamentale senza un rigo di spiegazione.
Ci hanno mostrato i carri armati che ” assediavano” la città – fotografati e filmati – ma che oggi non risultano distrutti ne impiegati in combattimento. Che fine hanno fatto?
La città viene mostrata bombardata, si annunzia che l’ISIS-DAESCH è In ritirata ( verso dove?) ecc.
Noto anche che non si parla più di Aleppo, vero punto strategico fondamentale del commercio e terminale per oltre mille anni della via della seta tuttora in mano ai governativi eccezion fatta per una sacca pazientemente assediata.

Senza poter andare sul posto è impossibile accertare la verità, ma il caso di New York parla per tutti quelli inverificabili.

Adesso capisco perché Stati Uniti e Israele hanno tanto insistito col sottosegretario Marco Menniti per far nominare a capo dell’Aiea ( nostro servizio di intelligence estera) – una primizia assoluta nella storia dell’uomo – un ufficiale di Amministrazione che al servizio segreto faceva le buste paga e che per dargli un curriculum fu paracadutato a dirigere l’ottava divisione del SISMI ( non proliferazione) , quella che ci ha coperto di ridicolo nel mondo intero con la storiella dell’Uranio del Niger comprato da Saddam Hussein per costruire le armi di distruzione di massa.

Usque tandem…

http://www.mintpressnews.com/anonymous-hacktivists-just-smacked-the-taste-out-of-isiss-mouth/201956/

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Commenti

  • abrahammoriah  On febbraio 10, 2015 at 9:04 am

    Anonymous attacca i siti jihaidisti e l’anonimo, secondo i mezzi di disinformazione di massa, sarebbe il fior fiore dei liberi hacker; il re di Giordania Abdallah decide di usare una mano un po’ più forte delle carezze americane per rintuzzare l’ISIS et voilà viene finalmente resa pubblica, su iniziativa dell’ International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), la lista Falciani, dalla quale risulterebbe che il novello re guerriero giordano avrebbe esportato all’estero ingentissimi capitali. Utilizzando il motore di ricerca del sito di questo benemerito consorzio di giornalisti internazionali non si trova alcun argomento che potrebbe risultare dannoso agli Stati uniti, evidentemente devono ancora fare un po’ di pratica e si comincia con chi, come il povero Abdallah, si è visto costretto, per non fare la figura del re Travicello, di fare quasi sul serio. Suggerisco quindi ai grandi giornalisti internazionali di fare ancora un po’ di pratica magari contro gli ‘anonimi’ antijihaidisti e, sorpresa delle sorprese, alla fine succederebbe come in quelle satire sugli investigatori privati dove al termine delle scrupolose ed acute indagini il malcapitato Sherlock Holmes si scopre colpevole ed arresta sé stesso (ma fuori di metafora, da arresto perché autenticamente criminale, è l’informazione di massa interna ed internazionale che ci propina queste scemenze su liberi hacker e grandi giornalisti internazionali come fossero verità di fede mentre in realtà non sono altro che strumenti di guerra della noopolitik statunitense per cercare di mantenere compatto sotto il suo dominio un mondo che sta divenendo sempre più multipolare). Massimo Morigi

  • Kho  On febbraio 10, 2015 at 4:39 pm

    L’informazione di massa non fa che informare la massa e per sua natura non può che essere superficiale, ipocrita, dis-educata, intellettualmente dis-onesta, scarsissimamente lungimirante, etc etc…
    Il fatto poi che sia assistenzializzata e foraggiata dallo Stato è la constatazione che alla mediocrità di massa sennò chi ci pensa?
    Queste cose ormai le diamo per risapute e non è più utile meravigliarcene (nè per chi ne sta prendendo coscienza nè per chi lo sa da tempo).
    La massa è gregge! Ma è una lezione incarnata già da millenni dalle istituzioni religiose.
    La novità pericolosa semmai risiede nel fatto che questa massa si è data un ruolo di autorità che prima non aveva e che reclama con furore, cattiveria e soprattutto incompetenza.
    Chi è pronto a discuterne l’autorità è controllato a vista con sospetto dai paladini di questi fantomatici principi di nuova-democrazia, e ben che gli vada viene considerato antico, noioso, conservatore e rompiballe.

    L’informazione si trova dunque succube dai bisogni governativi e da quelli del popolo. Altro che libera e rispettabile, ma appunto una schiava-baldracca (senza che si offendano le prostitute).
    Ma è ancora superfluo ripeterlo, infatti lo dimostra il fatto che per informarci visitiamo spesso questo bel blog.
    Cordiali saluti a tutti quindi.

    • antoniochedice  On febbraio 10, 2015 at 5:11 pm

      Non sono d’accordo con la campagna calunniosa fatta nei confronti delle ” masse”.
      La massa non esiste. Vedo una molteplicità di individui che trovano più semplice comunicare gridando piuttosto che cercare di capire e capirsi.
      Se il mio portiere non è in grado di capire una vicenda politica, la colpa è mia che ho omesso di formarlo e informarlo come avrei dovuto.
      Il mio voto non vale quello di un analfabeta, ma quanto quello delle 250.000 visualizzazioni che ho avuto nel 2014 su questo blog.
      Se ciononostante le mie idee non trionfano è perché dovrei fare di più o c’è qualcuno che comunica meglio di me o si coordina con più persone in maniera da essere più efficace.
      La massa è un’astrazione.

  • abrahammoriah  On febbraio 11, 2015 at 8:56 am

    11 febbraio 2015

    Post scriptum (per scacciare i tristi pensieri e, come Petrolini, “un po’ per celia e un po’ per non morir”). Un nostro scoop. Fonti ufficiose all’interno dell’International Consortiun of Investigative Journalists (ICIJ) ci informano che nella guerra totale non convenzionale contro l’ISIS non ci limiterà al terribile Anonymous. Da Topolino (già a suo tempo impiegato con successo contro i nazisti) a Nembo Kid, Batman, l’uomo ragno fino ad arrivare a Bigfoot – alias sasquatch – e agli alieni (quelli buoni però, quelli, cioè, comandati da ET: sembra invece che i cattivi, quelli che mettono i atto i rapimenti e che mutilano il bestiame, siano stati già arruolati dai terroristi) è tutta una schiera di supereroi e di super… che entrerà in guerra per cancellare dalla faccia della terra la piaga terrorista. Di fronte a tanta potenza di…, il nostro moto di giubilo potrebbe essere associato ad una sorta di invidia per una nostra supposta pochezza. Ma non è così. Apprendiamo pure che a comandare questa formidabile e micidiale armata sia stato scelto il terrificante ed italianissimo Superciuk, quel personaggio metà supereroe e metà supermalandrino che con un soffio del suo alito di avvinazzato riusciva a stendere nelle strisce di Alan Ford un intero esercito (ovviamente, ça va sans dire, Superciuk è riuscito a trascinare con sé, in questa sacrosanta guerra per la difesa della civiltà occidentale, tutto il gruppo TNT). In verità, ma questa è solo una nostra ipotesi che dobbiamo ancora doverosamente verificare, pensiamo pure che il soprannominato Superciuk sia il vero capo dell’International Consortiun of Investigative Journalists (ICIJ). Ciò come italiani ci riempirebbe d’immenso orgoglio ma questa notizia non è confermata. Il nostro dovere era d’informarvi sulle ultime nuove della lotta contro il terrorismo e, modestamente, pensiamo di aver svolto questo compito con scrupolo ed attenendoci, come vuole il migliore giornalismo anglosassone, solo ai fatti puntigliosamente verificati ed accertati. Massimo Morigi

    • antoniochedice  On febbraio 11, 2015 at 9:33 am

      Mi chiedo cosa capiranno i lettori stranieri che traducono usando google traslator…….

  • abrahammoriah  On febbraio 11, 2015 at 4:44 pm

    IL problema che ormai, vecchio vizio non solo ideologico ma che attiene a tutta la nostra umanità dall’età della pietra fino a giungere a noi ‘ultratecnologici’, non solo per le traduzioni si va sempre in automatico e da qui molti, se non tutti, i problemi…

  • antoniochedice  On aprile 10, 2017 at 1:47 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    anche questa è vecchiotta ma ancora vivace…

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