CRISI IRACHENA: LA MANOVRA USA SI MOSTRA ALLA LUCE DEL SOLE: ELIMINARE NOURI AL MALIKI ( ATTUALE PREMIER) E IMBARCARE I SUNNITI. I CRISTIANI DI TAREK AZIZ PAGANO IL CONTO. di Antonio de Martini

Con l’arrivo sulla scena di una nuova milizia prodotta dalla etnia turca, il quadro politico della crisi irachena si delinea ancora di più come il luogo di confine della “ristrutturazione” che si annunzia.

A Ginevra sono in corso una serie di negoziati tutti miranti alla spartizione  del Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran , con gli USA che hanno assunto il ruolo di negoziatore diretto esautorando in parte Israele ( che cerca un ruolo nuovo tentando l’Arabia saudita) e L’Iran che invece mostra una maggiore autonomia rispetto alle sue potenze protettrici ( Cina e Russia) ed una capacità di aggregazione degli alleati ( Siria, Hezbollah) che nessuno si aspettava tanto forte.

Al negoziato sulla tregua in Siria ( Siria + oppositori interni col bollino blu della’approvazione USA+ ONU e USA)  si sono aggiunti i negoziati dell’Iran col 5+1 ( i cinque membri del Consiglio di sicurezza più la Germania) per il negoziato sul nucleare e un altro negoziato bilaterale tra USA e Iran sulla calendarizzazione dello sblocco dei beni iraniani sequestrati in questi trenta anni in occidente  in caso di firma dell’accordo sul nucleare, ormai imminente; un altro negoziato bilaterale tra Iran e USA sul come contrastare la pressione islamista sull’Irak;  a Londra c’è stato un incontro ” imprevisto ” tra Abbas e Netanyahu e a Roma si sono riuniti ” gli amici della FFAA libanesi” che hanno emesso a fine lavori un comunicato per dire che si continua sulle linee di sempre ( appoggio, addestramento ed altre seicento parole). Iran e USA trattano direttamente e gli altri temporeggiano in attesa di nuove disposizioni.

I fatti nuovi sono cinque.

a) Gli USA stanno bypassando Israele ed hanno assunto in prima persona la sua rappresentanza. Questa posizione durerà quanto il governo Netanyahu che non gode della fiducia di Barak Obama, ma che rischia di diventare un trend  permanente, appoggiato com’é dallo Stato Maggiore USA.

b) In Israele, dove non si esita ad usare la parola tradimento, Netanyahu cerca – con una grande circospezione che nessuno gli riconosceva, strade nuove – inclusi contatti diretti con i Palestinesi – per uscire dall’isolamento in cui è caduto.

c)  Gli USA, oltre a Israele, stanno marginalizzando nelle trattative che disegnano il nuovo ” Medio Oriente” ( Levante)  anche gli Europei, come dimostrato dallo svuotamento del negoziato 5+1, dall’assenza europea al negoziato siriano e dalla ostinazione americana a non varare un ” Ginevra 3″ includendo Iran e UE e dal negoziato diretto con l’Iran per contrastare i miliziani islamisti ( armati con mezzi USA) in Irak.

d) La Turchia fustrata nelle sue ambizioni egemonicheed economiche nell’area, sta assumendo una posizione sempre più di outsider e lo ha dimostrato con l’irruzione di una milizia turca in Irak del nord, segno che vuole giocare le sue carte distinguendole da quelle di ogni altro.

Non accadeva dalla guerra di Corea che la Turchia e la NATO si divaricassero se non su inezie e questo nuovo arrivato ha aggiunto un elemento di imponderabilità ad una equazione già complessissima e comunque fuori dalla portata intellettuale dei diplomatici americani che l’hanno impostata e dovrebbero risolverla.

Una prova di questa mia asserzione,  che potrebbe sembrare antiamericana,  è data da due dichiarazioni. La prima di John Kerry che ha distinto tra la figura di Nouri Al Maliki e quella dell’Irak, annunziando che quest’ultimo – e solo lui – stava a cuore agli USA e non il primo ministro sciita da loro scelto e insediato, dai quali erano stati messi alla porta.

La seconda dichiarazione è dell’Ayatollah Al Sistani, la massima autorità religiosa sciita dell’Irak – in esilio in Inghilterra durante la dittatura di Saddam –  che ha invitato a ” non commettere gli  errori fatti in passato”. Qualcuno dice che è una critica a al Maliki, altri che è una critica a Bremer governatore USA dell’Irak nel 2003 che ha gestito l’impostazione del “nuovo Irak”.

Quel che è certo è che Saddam Hussein dalla tomba deve avere una faccia soddisfatta. Il punto di equilibrio  dell’Irak era lui, come quello della Siria è Assad e dell’Egitto era Mubarak.  Se decideranno di liquidare Al Maliki con l’accusa di non aver saputo gestire la situazione, otterranno il solo risultato di provocare la nascita di una nuova milizia di cui nessuno sente la mancanza. Nel frattempo, i soli ad aver pagato il conto di questo ennesimo tentativo di sistemazione, sono i cristiani, spazzati via dal mosaico delle religioni irachene.

E) le comunità cristiana  ( cattolici e riti orientali) di Mossul non esiste più annientata dall’emigrazione e dai delitti.

Si tratta delle più importante perdita subita dalla Chiesa Cattolica da almeno dieci secoli a questa parte e della cancellazione di una intera comunità da un paese chiave.

Chi ha pianificato questa azione non poteva non prevedere che l’assenza di rappresentanza cristiana nel Mondo Arabo ( il presidente del Libano)  in questo momento avrebbe facilitato questa “soluzione finale”.

Difficile dimenticare che nel frattempo la Camera Penale internazionale, le N.U. le associazioni umanitarie di vario conio, siano state impegnate a varare le sanzioni economiche all’Uganda rea di aver promulgato una legge anti omosessuali e sia calato il silenzio sulla fucilazione di 1.700 militari catturati durante questa ” offensiva”  su Mossul e sull’ eliminazione di una comunità che preesisteva all’Islam e che risale ai primordi dell’era cristiana.

Il punto di rottura è il negoziato tra Iran e USA nelle sue varie forme. Israele è convinta che a un certo momento gli USA cercheranno di mischiare il negoziato sul nucleare con quello sull’Irak.

La tentazione sarebbe cedere su qualche minuzia nucleare per ottenere un vantaggio nella spartizione dell’Irak.  Per Israele sarebbe quasi un casus belli e certamente occasione di una rottura clamorosa con gli USA con conseguenze facilmente immaginabili sulla elezione americana di novembre, ma inimmaginabili sulla situazione del Medio Oriente.

Lo scenario di una alleanza diretta tra Iran e USA, non ipotizzabile nell’immediato,  avrebbe un effetto deflagrante sull’intera area portando a un rimescolamento generale delle alleanze e i missili che gli USA volevano puntare sulla Russia dalla Repubblica Ceca, ( e che avevano ritirato dalla Turchia nel 1962 a seguito della crisi di Cuba) gli USA potrebbero istallarli sulle rive del mar Caspio. Forse è in vista di uno scenario del genere che Obama ha dato il contrordine:” si resta in Afganistan assieme agli alleati con gli effettivi di una divisione.

 

 

 

 

 

 

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Commenti

  • SC  On giugno 21, 2014 at 8:52 pm

    Putin ha in serbo “appoggi” (veri e non quelli vanesi e voltaggabana americani) per l’irak: la situazione USA sul fronte monetario diventera’ sempre piu’ difficile, e sul fronte militare ha dimostrato per l’ennesima volta che se i militari fossero stati a casa loro, nella peggiore delle ipotesi sarebbero scaturiti meno disastri. Impareranno o capiranno che stanno sbagliando solo quando nessuno accettera’ USD come mezzo di scambio e dovranno volente o nolente scatenare una 3a guerra mondiale?

    • antoniochedice  On giugno 21, 2014 at 8:59 pm

      Ha bevuto per consolarsi del fiasco della Nazionale? Putin non è in grado di distogliere lo sguardo dall’Ucraina. Può vendere armi e poco più. Inoltre questa infatuazione per Putin è incomprensibile.credete che dia il Bice di Maria Ausiliatrice.

      • SC  On giugno 22, 2014 at 1:32 pm

        Putin in Ucraina e’ il capo di stato piu’ tranquillo del mondo: ha il ricatto del gas (Italia e Germania), ha gabbato gli americani e i suoi satelliti spia (oltre che a quanche centinaio di agenti sul campo), ha spiato gli spioni rendendo note telefonate “molto riservate” americane, si e’ preso cio’ che gli stava strategicamente a cuore e lascia un’altra buona fetta di territorio nell’incertezza per poter trattare ad un eventuale futuro tavolo.
        Ora non so cosa abbiate bevuto voi, ma non bevo le poche e frammentarie notizie propaganda mainstream (Gobbels era un dilettante rispetto agli americani). Tornando al post i russi con i cinesi stanno costituendo un fronte antidollaro (dopo il tentativo di Buschino a fine mandato di convertire i debiti in Amero) e buona parte dell’america latina non vedrebbe di cattivo occhio la marginalizzazione del dollaro. L’Iran inoltre era l’unico produttore mediorientale che pre embargo scambiava petrolio con gli Euro e non Dollari (anche qui un caso?).
        nei miei sogni vedrei bene un italia che guida il mondo 🙂 ma in mancanza di cio’ mi accontento e mi sforzo perche’ esista un mondo multipolare, che sarebbe la bestia nera dell’attuale classe dirigente americana in profondo constrasto con i loro padri fondatori.

      • antoniochedice  On giugno 22, 2014 at 1:47 pm

        Anche Hitler Buonanima ha recuperato la Saar, assorbito i tedeschi che vivevano entro le frontiere Cecoslovacche , annesso l’Austria con un plebiscito, poi assorbito tutta la Cecoslovacchia poi vantato diritti su Danzica….. Il fatto che lei faccia, gratuitamente, propaganda per Putin non sposta gli equilibri, non fa progredire la sua causa – anzi sta entrando stupidamente nella trappola come Cecco Beppe prima e Adolfo dopo – e se la Cina e la Russia coalizzate non agiscono nel senso da lei voluto, è per un semplice motivo: l’America dispone di 19 portaerei e loro di due. È naturale che chi domina il mondo venga invidiato e anche odiato, ma quando si arriva al dunque, chi non fa bene i conti con la bilancia degli armamenti si presta ad essere schiacciato. Come Mussolini. Ultimo punto: tutte le informazioni presenti nel suo commento sono state a suo tempo segnalate su questo blog, quindi non ha nemmeno contribuito alla discussione. Ha solo dato sfogo al suo odio/rancore inducendo persone più giovani alla disinformazione e me a ripetere per la decima volta le stesse cose. D’ora in poi sarò costretto a bagnare i suoi commenti come pervicacemente non affidabili.

      • antoniochedice  On giugno 22, 2014 at 1:51 pm

        Ovviamente è bannare e non bagnare.

      • SC  On giugno 22, 2014 at 2:05 pm

        piccola correzzione ((comunismo reale e crony capitalism occidentale che e’ la stessa cosa).

        Ammiro Eisenhower e Alan Greenspan (Ebreo) come anche Hitler e Schacht (ebreo) come Jefferson, Washington e Jackson (Andrew). Putin e’ un uomo capace e geniale come i precedenti elencati.
        Io che siano amici o nemici ho un profondo rispetto per il genio, la caparbieta’ e la capacita’.

      • SC  On giugno 22, 2014 at 1:56 pm

        Io non odio gli americani, amo la loro costituzione, amo come sono stati costituiti ed amo profondamente i padri fondatori ed i loro principi.
        Non amo Putim, ma amo un mondo multipolare, ho sempre odiato i popoli che tentano di schiacciare gli altri ed amo l’autodeterminazione dei popoli. Gli americani si stanno comportando nel mondo moderno come i nazzisti (ma in maniera piu’ codarda e fortunatamente senza perseguitare ebrei, minoranze religiose ed omosessuali).
        Verranno schiacciati, e’ la storia che lo vuole specie se non si imparano le lezioni che impartisce: esattamente come Benito, Adolfo, ed altri estremismi (comunismo e crony capitalism che e’ la stessa cosa).
        Non mi pare abbia mai accennato all’amero in un suo post, ma posso sbagliare…

  • gicecca  On giugno 22, 2014 at 6:09 am

    Forse era il Vice di Maria Ausiliatrice. Lo shock della nazionale agisce a vastio raggio. GiC

    • antoniochedice  On giugno 22, 2014 at 10:16 am

      Temo che nessuno abbia notato il fatto che perdere col Costarica era il solo modo di eliminare l’Inghilterra dalla competizione. Ci avevi pensato?

  • Roberto  On giugno 22, 2014 at 9:02 am

    Ma non lo sapete che i capi di stato sono tutti alieni e governano il mondo?Detto questo passiamo al post: l’Europa è stata per molto (troppo) tempo il direttore d’orchestra nello scacchiere mondiale. La fine dell’impero vale anche per lei. Il problema è che se viene sostituita dagli USA ho qualche brividino. Ma sarà l’inverno incipiente

    • antoniochedice  On giugno 22, 2014 at 10:14 am

      Che l’Europa sia in piena decadenza è un fatto. Mentre gli inglesi guardano agli USA ( il Guardian di è addirittura trasferito) e la Francia cerca di rifarsi un impero in centroafrica, noi guardiamo il sole che tramonta, affittiamo agli USA arricciamo il naso guardando la Merkel e sospiriamo sognando Putin.
      Mentre il Mediterraneo viene violentato sotto i nostri occhi chiusi.

  • F.  On giugno 30, 2014 at 12:29 am

    sono diversi giorni che il ministro degli esteri iraniano dice che quanto sta accadendo in Iraq è minaccia eterodiretta contro la sovranità del governo iracheno (che tra l’altro oggi riceve i caccia russi mentre riprende gli USA perché ritardano la spedizione degli F35 già acquistati – 3,4 giorni per montarli). a scanso di equivoci -quanto alla posizione americana- Netanyahu ha commentato positivamente la possibilità di uno stato curdo indipendente. una curiosità, cosa pensa del rapimento dei tre coloni (illegali) in Israele? le risulta che dei rapitori non prendano contatti con gli interessati per così tanto tempo? e poi per scatenare il rastrellamento della cisgiordania? (Israele ha detto per giorni che aveva le prove del coinvolgimento di Hamas, e ha tirato fuori due nomi (noti) solo 2 giorni fa)

    • antoniochedice  On giugno 30, 2014 at 5:00 am

      nelle due prime sue proposizioni non ci vedo nulla di strano: tutti parlano di minacce eterodirette all’Irak e la simpatia di Netanyahu verso una ipotesi Kurdistan indipendente è una linea costante – da oltre un ventennio- della politica israeliana in funzione antiaraba.
      Durante il recente negoziato israelo-palestinese, Israele rifiutò di liberare, come da calendario iniziale,una importante tranche di prigionieri. I palestinesi liberati all’inizio dei negoziati hanno certamente provveduto a munirsi di una “merce di scambio” per ottenere la libertà per i compagni ancora detenuti. Quanto ai due nomi, le polizie di tutto il mondo si assomigliano e quando non sanno che fare, colpiscono alla cieca.

      • F.  On luglio 1, 2014 at 1:57 am

        la ringrazio per la risposta. io leggevo, forse in maniera arzigogolata, le affermazioni di Netanyahu come una presa di posizione verso gli USA che aprono all’Iran, che tuttavia non ho ben capito fino a che punto possa fidarsi degli americani. quanto ai ragazzi israeliani, è stato detto che sono stati uccisi subito dopo il rapimento (e anche che uno dei ragazzi chiamò la polizia e che fu sentito un sparo durante la chiamata). sulla possibilità che potessero essere una merce di scambio avevo già i miei dubbi, considerando che non mi pare che non si sia mai fatto riferimento a negoziati (non capisco perché Hamas, che invece ha sempre negato il suo coinvolgimento, avrebbe dovuto parlarne a bassa voce). ora che si sa che i ragazzi sono stati uccisi nell’immediato, faccio ancora più fatica a crederlo. ulteriori lumi?

      • antoniochedice  On luglio 1, 2014 at 6:16 am

        Basta leggere le vecchie storie di rapimenti italiani: quando la polizia si da ” troppo da fare” è mette sotto pressione i rapitori, questi si sbarazzano del corpo del reato. I poveri giovani hanno pagato per vecchie assurde ruggini che affondano le loro radici in racconti biblici, per desideri di supremazie, per un potere che sta da troppo tempo in mani e menti troppo vecchie e isterilite dall’odio.

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