UN INTERVENTO DEL GENERALE ALBERTO ZIGNANI SUGLI F 35 IN CUI SI CHIARISCONO ALCUNI ASPETTI CHIAVE.

http://corrieredellacollera.com
“Caro Antonio, mi limito a fare un breve commento relativo agli F35.
Io sono stato contrario a quel programma fin dall’inizio, ma chi avrebbe dovuto non mi ha voluto ascoltare. Ora però è troppo tardi per uscirne. Perderemmo troppi soldi già spesi,vanificheremmo investimenti già fatti, annulleremmo posti di lavoro creati, rinunceremmo a programmi di ricerca già avviati. Senza alcuna contropartita.

I programmi relativi agli armamenti più complessi hanno una durata di 15-20 anni, dal loro avvio all’entrata in attività del sistema d’arma. Bisogna avere la capacità di saper valutare in prospettiva la “convenienza” (militare, economica, industriale) di una cooperazione internazionale prima di entrarvi. Pentirsi e uscirne a oltre la metà del suo percorso, secondo me, è – dal punto di vista economico – a dir poco, sconsiderato. Specialmente, in tempi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo.”

Ho ricevuto questo pacato commento ( di cui lo ringrazio) da Alberto Zignani che è stato Segretario Generale della Difesa , nonché comandante generale della Guardia di Finanza.

L’ho conosciuto quando era, generale di brigata, a capo della pianificazione finanziaria della Difesa, nel travagliato periodo della prima guerra del golfo (1991).

Il testo originale del suo intervento può essere letto anche nel post precedente, ma gli dedico un post ” centrale” perché merita tutta l’attenzione e il rispetto dovuto a una persona per bene, a un esperto tecnico ed a un uomo che non ha esitato a dire tutto quel che doveva anche alla stampa
( e a viso aperto, non nelle osterie fuori porta) infischiandosene delle conseguenze, denunziando i continui contrordini politici, le cancellazioni di programmi costati 500 miliardi di lire a volta ecc.

Mi risuonano ancora nelle orecchie le sue parole quando accettò la proposta di tenere una conferenza stampa per denunziare i continui rifacimenti di programmi volti più a coprire buchi di produttività industriale che necessità della Difesa: ” mio padre ci ha lasciato la pelle per l’Italia, io posso benissimo rischiare i miei galloni”. ( fu decorato di medaglia d’oro al VM alla memoria ndr).

Le urla del ministro Rognoni risuonarono a lungo nei corridoi della Difesa, ma non osò intervenire disciplinarmente e l’incidente non costò i galloni di nessuno: Zignani fu ugualmente promosso e l’ottimo ministro Beniamino Andreatta gli affidò la successione di Franco Angioni alla segreteria generale.

Nel suo intervento vi sono degli elementi importanti di precisazione:

A) Egli ci dice di essere stato contrario alla scelta di acquisto degli F35 fin dall’inizio. Dunque, la vulgata che il parere dei tecnici sia stato favorevole all’F35 è un’altra bugia – se fosse stato un Presidente a dirla sarebbe una mera imprecisione degli uffici – assieme alla valutazione dei costi ” “Perderemmo troppi soldi già spesi,vanificheremmo investimenti già fatti, annulleremmo posti di lavoro creati, rinunceremmo a programmi di ricerca già avviati. Senza alcuna contropartita”. Quanto è stato speso e come è stato spesato? Il ministro Mauro che sembra volersi distinguere, potrebbe darci una franca risposta.

B) le convenienze indicate sono di tre tipi:” militare, economica, industriale”. Vediamoli.
Militarmente, penso potrebbero essere certamente utili alla Marina che ha gli Harrier che hanno quasi la mia età. Per due “portaerei”, diciamo 40 pezzi riserve comprese.
Industrialmente: Impegni presi venti anni fa devono avere clausole di salvaguardia e dopo le tempeste finanziarie avvenute dal 2008 in poi, credo valgano almeno una rinegoziazione delle condizioni. È un caso di forza maggiore. O no?

Venti anni fa, la guerra fredda era finita da troppo poco tempo per prendere in considerazione il prodotto russo SU 35, le cui prestazioni – per ammissione USA – sono superiori.
Oggi, non possiamo far finta che la Russia non abbia partecipato al G7 di Pratica di mare ed al vertice NATO di Lisbona, ha aiutato – è vero – la Serbia, ma senza interferire nell’azione militare NATO sia nei Balcani che in Libia; sta aiutando logisticamente e politicamente la NATO impegnata in Afganistan.

Insomma la Russia si è distanziata dall’alleanza atlantica meno ( o quanto) della Germania per la Libia e della Francia che è restata quaranta e più anni fuori del dispositivo militare alleato .
Se si dice che la guerra fredda è finita, perché non tenerne conto a livello industriale?

Sono certo che i russi, per entrare nel mercato di Lockheed sarebbero disposti ad accollarsi tutte le penali e le spese di riadattamento strutturale e formativo e ad offrire accordi industriali molto soddisfacenti. Hanno fatto sondaggi? Dobbiamo chiederlo alla NSA?

Il governo – o almeno Finmeccanica – potrebbe usare questa carta per negoziare nuove quantità e prezzi oppure una maggiore fetta industriale. Lo ha fatto l’Olanda ( che poi ha cancellato l’ordine), possiamo farlo anche noi.
Se non si vuole usare l’SU 35 come spauracchio negoziale, si può usare l’Eurofighter: anch’esso ha un costo del 50% inferiore al costo conosciuto dell’F35.

C) Unico , misero segnale di vita vegetale in materia, un articolo di Marco Panara su ” La Repubblica” di ier l’altro, che dopo essere passato accanto ai problemi reali, propone di avere in cambio la fornitura dell’elicottero presidenziale americano: uno spot pubblicitario ridicolo e già visto in confronto al contratto di cui si discute.
È come se a fronte del danno di un incidente d’auto, ci offrissero un bacio perugina, mentre siamo anche a dieta.

D) la Lockheed è già stata colta in flagranza di reato per aver dato tangenti a politici italiani ( e non ne ha fatto il nome) per forniture della Difesa. Perché non la cancellano dall’albo dei fornitori ( a meno che non dica chi ha incassato e quanto)? Il nome Boeing o Dassault non piace ?

È) sono d’accordo sul fatto che è da sconsiderati rinunziare a un programma e ad una integrazione industriale in cambio di nulla. Anche gli aggiornamenti e i cambi di accordi industriali vanno rinegoziati per tempo a pena di sconsideratezza. Come è da sconsiderati affermare l’impotenza del Parlamento vis a vis del Consiglio supremo di Difesa. Anzi, è peggio.

Penso che ci siamo confrontati in maniera civile scambiandoci informazioni e commenti che la Corte dei conti dovrebbe dare ai cittadini e non lo fa, perché impegnata a fare le pulci a deputati regionali napoletani per l’acquisto di qualche pacchetto di sigarette che hanno avuto il civismo di non acquistare dai contrabbandieri.
Con stima e rispetto,
Antonio

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Commenti

  • SC  Il luglio 4, 2013 alle 4:30 pm

    l’aspetto piu’ raccapricciante di tale fornitura e’ il fatto che non e’ possibile usare tali apparecchi senza l’autorizzazione americana: non siamo dotati di un nostro centro operativo.
    Un altro aspetto che mi lascia basito e’ il fatto che si mettano in conto “i posti di lavoro”: lavoro che non richiede particolari know how e se per ipotesi le stesse persone fossero prepensionate costerebbero per la loro restante vita 1/22 circa di quanto speso

  • 66633322  Il luglio 4, 2013 alle 5:45 pm

    NOI MOLLEREMO GLI USA SOLO QUANDO STARANNO PER CROLLARE………MA NATURALMENTE AL MOMENTO E NEL MODO SBAGLIATO

  • antoniochedice  Il luglio 5, 2013 alle 2:53 am

    La meta’, poco meno.

  • urc  Il luglio 5, 2013 alle 8:24 am

    Nel 1961, molti di voi erano ancora impegnati negli studi, ma io lavoravo all’ATES, societa mista RCA e il gruppo IRI/Finmeccanica dove fu acquisito un transceiver a 1.000 MHZ per F104, detto bara volante, della Lockheed, la cui vicenda non riprendo perchè nota a tutti. Ma un particolare che conosco per vissuto diretto. Ad una audienza pasquale di impiegati e funzionari,successiva all’aggiudicazione – poi andata ad altri – l’allora cardina Stella de L’Aquila ci disse:«Siamo lieti di aver potuto spendere la nostra parola in favore» dell’azienda e le maestranze. Noi sapevamo che concorreva anche la Magneti Marelli appoggiata dal cardinal Montini poi diventato Papa. Chissà oggi chi ha sponsorizzato gli F35? E poi di tutti quei difetti di cui si parla?

    • antoniochedice  Il luglio 5, 2013 alle 12:21 pm

      Ho appena cancellato un interessante post inviato da Anafesto. Si tratta di una disamina tecnica circa la idoneità o meno dell’F 35.
      L’autore fa finta di credere che l’Italia sia un paese indipendente e si indigna per la “patria perduta” ed altre amenità cui la retorica patriottarda ci ha abituato.
      Per l’autore dell’articolo la scelta dell’F35 è il più grande tradimento mai subito dall’Italia e via dicendo.
      Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa dell’8 settembre 1943 , data che evidentemente – assieme a quella del 25 luglio 1943 – non dice nulla all’articolista. E a Anafesto.
      Siamo in una fase storica in cui nemmeno le grandi potenze egemoni sono indipendenti.
      Si chiama interdipendenza.
      Continuare a lanciare insulti o ipotizzare scenari fantastici serve solo a qualificare le persone come masturbatori , spero solo mentali.
      L’obiettivo è far passare l’idea che ogni cessione di sovranità deve essere negoziata con attenzione e accanimento se necessario, non a fare la guerra di indipendenza con duecento anni di ritardo.

      • Anafesto  Il luglio 5, 2013 alle 6:00 pm

        Credo di aver postato un articolo di Gianni Dessi non tanto per replicare il coro dell’Aida (oh mia patria si bella e perduta!), ma, per fornire un altro punto di vista sul problema, punto di vita che tra l’altro mi trova sostanzialmente d’accordo.
        Detto questo non vorrei mai che il vocabolo “interdipendenza” non fosse il termine orwelliano per definire la sudditanza..
        Sicuramente sbaglierò, ma mi sembra che altre nazioni che sono uscite “non vincitrici” (anche questo è un termine orwelliano) nella seconda guerra mondiale, siano sostanzialmente meno genuflesse.

      • antoniochedice  Il luglio 5, 2013 alle 6:38 pm

        I perdenti sono : Germania: è stata punita con quasi mezzo secolo di spartizione e ha sostanzialmente finanziato, assieme al Giappone il deficit USA e continua a farlo.
        Il Giappone è genuflesso al punto che si presta a fare polemiche anti cinesi a comando e comprare BT del tesoro americano a comando.
        A noi hanno tolto le colonie e un bel po’ di frequenze radio.
        Invece di pagare i danni di guerra ( dati solo all’URSS) abbiamo avuto prestiti per ricostruire.
        Noi siamo stati ammessi all’ONU prima di loro, abbiamo avuto l’oscar delle monete e abbiamo gestito il medio oriente in subappalto per anni.
        Poi la qualita dei nostri governi ha iniziato a diminuire.
        Abbiamo cominciato a decadere come istituzioni, come capacità di rappresentare una visione politica del mondo, a rubare anche nelle cassette delle elemosine e i nostri politici sono andati a prostituirsi uno a no solo per dire che erano intimi ( tipo olgettine).
        Siamo coperti di ridicolo e infamia.
        Tutti intercettano i nostri governanti. Dunque sanno esattamente di che stracci vestono.
        Siamo il paese che nomina presidente di un ente strategico il capo della polizia. Ti sei domandato come mai?
        Quel che vedi non è frutto di sudditanza imposta all’Italia dagli altri, è conseguenza del disprezzo verso gli individui che permettiamo ci rappresentino.
        Siamo stati assaltati da Banche private, nemmeno da stati, perché siamo disprezzati da tutti perché ci lasciamo governare da gente che in altri paesi vive ai margini della società. Ci disprezzano per questo.
        Disprezzo che abbiamo anche noi. O no?
        Il lamento sulle sorti della Patria ( che si scrive con la maiuscola) per la scelta compiacente di un governo stona e irrita nel giorno stesso in cui a Vicenza viene inaugurata la più grande base americana
        d’ Europa.
        Abbiamo dato tutto senza discutere. Dobbiamo imparare ancora una volta a contrattare la libertà passando da schiavi a salariati a mezzadri a padroni.
        Ma questo lo dice Mazzini e tu leggi Gianni Dessi.

  • fausto  Il luglio 5, 2013 alle 7:02 pm

    E così finanziamo aerei che serviranno a bombardare, che so, il Nord Africa. Una zona a caso. Le ondate di profughi però non punteranno su Washington: ce le beccheremo noi. Interessante, non trovate? Finanziamo guerre a perdere contro i nostri stessi interessi, al di là dei sistemi d’arma usati. Siamo poco furbi davvero.

    • antoniochedice  Il luglio 5, 2013 alle 8:12 pm

      ” al di la dei sistemi d’arma”. Finalmente un commento sensato.

  • Anafesto  Il luglio 6, 2013 alle 1:37 pm

    Perfettamente d’accordo con la disamina della nostra classe politica, tanto che mantengo ancora un buon ricordo di Nando Rossi e Franco Turigliatto unici a mantenere un minimo di dignità in un parlamento di eunuchi (parlo del rifinanziamento della guerra in Afganistan in barba al papocchio di oltre 280 pagine del programma del governo Prodi), ma è mia convinzione che quando i lupanari vengono chiusi, determinati soggetti devono pur trovare un’altra collocazione, credo che da noi la meta più agognata sia stata la politica (occupata in maniera pervasiva).
    A prescindere da questo credo che Mazzini sia stato una pietra miliare sia come pensiero che come coerenza (era però un “anticlericale” in un paese bigotto) per cui si è trovato in difficoltà nel divulgare il suo pensiero, analoga difficoltà che si può avere ora nel veicolare certe idee che sono “strutturali” in un acquitrino di mediocrità, ignoranza e supponenza.
    Come crede sia possibile trovarci con politicanti di questa inutilità e dannosità?
    Magari volare un pochino più in basso credo possa servire a fornire indicazioni corrette sui singoli problemi e, se le menti non sono oramai completamente atrofiche, forse un minimo di senso critico costruttivo potrà in seguito emergere anche dall’acquitrino, è il terreno un minimamente stabile sul quale è possibile costruire un pensiero più complesso e coerente.
    D’altra parte penso che Grillo, che stupido non è, abbia analizzato il problema: con questo tipo di cultura vengono recepiti principalmente i “vaffanc…”, poi a poco a poco dal pensiero unico si deve tentare di migrare al pensiero critico (cosa assolutamente non data).
    Sicuramente mi potrò anche sbagliare, ma per il momento non c’è stato nulla o nessuno in grado a farmi recedere dalla mia visione (ovviamente con argomentazioni con un minimo di valenza).

    • antoniochedice  Il luglio 6, 2013 alle 1:57 pm

      Una cosa è avere una idea politica e un’altra il trovare un passaggio realistico per riuscire ad educare a poco a poco chi dalla sorte o da una potenza straniera viene a trovarsi nella posizione di decisore.

  • Edoardo  Il luglio 7, 2013 alle 8:35 pm

    citazione: “Dobbiamo imparare ancora una volta a contrattare la libertà passando da schiavi a salariati a mezzadri a padroni.
    Ma questo lo dice Mazzini…”
    Che era al soldo degli inglesi. Anche lui stava contrattando la libertà.

    E’ stato cancellato anhe un mio commento! E mi sa che anche questo farà la stessa fine 😉

    • antoniochedice  Il luglio 7, 2013 alle 9:51 pm

      Lo lascio cosi tutti capiscono con chi abbiamo a che fare.

  • Edoardo  Il luglio 8, 2013 alle 6:55 am

    citazione: “Lo lascio cosi tutti capiscono con chi abbiamo a che fare.”

    Allora metta anche l’altro, così lo capiscono meglio!

  • Graziani  Il luglio 15, 2013 alle 5:00 pm

    Tonino, sei formidabile! Un abbraccio Carlo Alberto

  • antoniochedice  Il febbraio 2, 2017 alle 6:42 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Ora che Trump ha bocciato il programma dell’F35, può interessare leggere cosa diceva il generale Zignani ( segretario generale della Difesa all’epoca della scelta) al corriere della collera il 4 luglio 2013

  • Anafesto  Il febbraio 2, 2017 alle 11:01 am

    Condivisibile, ma, alla luce del tempo trascorso,quali sono stati i vantaggi scientifici, industriali e militari (escludendo la sostituzione dei vetusti Harrier con qualcosa probabilmente meno resiliente)?

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