ROMA: VINCE IL PARTITO DEGLI ASTENUTI. PERDE LA STAMPA CARTACEA. GRILLO E BERLUSCONI HANNO PARTITI INESISTENTI ED ELETTORI INDIPENDENTI. GRANDE È IL DISORDINE SOTTO IL CIELO, LA SITUAZIONE È OTTIMA. di Antonio de Martini, (titolo di Mao).

Benché ci siano ancora degli attardati che pigolano di maturità democratica, è evidente a tutti che il risultato elettorale – cui va aggiunto il numero delle schede bianche e nulle e quello dei giovani emigrati – è una ribellione-sciopero contro una classe dirigente scadente, amorale e stupida fino al suicidio.

Patetiche le pretese trionfali della sinistra che è riuscita a imbambolare, portandoli alle urne ancora una volta, i rimasugli marxisti e qualche idealista generico per occupare poltrone amministrative che produrranno soltanto altri imputati, sputtanamenti, frustrazioni.

In Italia la sinistra vince quando la maggioranza del popolo non va a votare.
Coloro che volevano usare il sistema elettorale per rinnovare le istituzioni con un voto di protesta dalle ambizioni salvifiche, hanno sperimentato sulla pelle la capacità calunniatoria dei media, non più in grado di assicurare il consenso, ma capacissimi di disgregare, insinuare, sporcare tutto ciò su cui posano lo sguardo.

Sento la mia parte di responsabilità per aver predicato nell’ultimo quarto di secolo l’astensionismo di centro come ebbe a battezzarlo il Manifesto unico foglio a darne notizia all’epoca per aiutare l’elezione di Rutelli a sindaco.
Sappiamo tutti che non c’era altro mezzo per farsi sentire, a meno di forme spettacolari di protesta al limite del folclore.
Ora che c’è l’attenzione, devono rispondere o scomparire.

Può un sistema che basa la sua identità sul prevalere della maggioranza, ignorare il responso ricevuto? Se la risposta è no, serve un sistema realmente rappresentativo dell’elettorato.

Può la TV continuare a intervistare i soliti fenomeni da baraccone senza tener conto del fatto che perde spettatori nelle trasmissioni ” politiche” perché non c’è uno stacciò di idea nuova? Vogliono far fare alla RAI la fine della TV Greca che il governo ha deciso di chiudere?

Possono i cittadini continuare a pagare le tasse a istituzioni giudicate inaccettabili dalla maggioranza dei cittadini? Se la risposta è quella che sappiamo servono decisioni che evitino da subito un prelievo fiscale del 50% dei redditi di cittadini e un sistema di spesa non di epoca sabauda controllato rigorosamente. Sono trascorsi 150 anni ed é ora di entrare almeno nel novecento.

Possono deputati e magistrati violare la legge e autoproteggersi senza conseguenze a meno che non decidiamo di voler imitare i ribelli siriani? Qui di dittatori occulti e impuniti ne conosco almeno nove.
Se la risposta è no, si deve creare un sistema di polizia dedicato ai reati della classe dirigente e non andare a caccia di farabuttelli che si pentono e mettono in crisi il sistema con castelli di bugie.

Questi – formulati più confusamente – sono alcuni dei quesiti che il Presidente della Repubblica ed i suoi consiglieri hanno tentato di arginare ignorandoli fino a che non si è superata la soglia del 51% dei cittadini nauseati.
Adesso i padroni del vapore dovranno dare risposte non solo di ambiguo invito al coinvolgimento perché mentre chi vota Grillo può essere indotto a tornare alle urne, chi rifiuta di rimanere nelle trincee dei catarrosi come le chiamava Giano Accame, si allontana e non torna.

Abbiamo liquidato a suo tempo il concetto di Patria, liquidato il concetto di Unità Nazionale, stiamo liquidando l’idea stessa di Stato organizzato.
Basterà che il nuovo Papa parli più romanamente, ( Bovio) e venga incontro ai bisogni spirituali e materiali della gente con quell’atteggiamento francescan-garibaldino che lo distingue e gli elmi dei corazzieri li troveremo in vendita a Porta Portese assieme alle insegne e decorazioni della defunta Unione Sovietica.

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Commenti

  • Armando Stavole  Il giugno 11, 2013 alle 11:51 pm

    E’ una descrizione con un’analisi veritiera, pesante e preoccupante. Ma mi pare che si incolpi sempre un sistema creato da altri, che loro qua, che loro la’, ma noi, il cosidetto popolo sovrano, sempre a urlare di democrazia, liberta’ e diritti, dov’eravamo? Non e’ che a troppi di noi andasse bene cosi’? Non ricordiamo quando ci si autoincensava che noi potevamo andare avanti bene anche con i governi balneari, con le casse integrazione e lavoro sommerso, dell’Italia turrita con la stella fortunata? Forse e so che cio’ non piace poiche’ ci responsabilizza, non abbiamo, se non tutti, almeno una grande maggioranza di noi, voluto credere al paese dei balocchi? Basterebbe ricordare un certo Ugo che fu chiamato la Cassandra. Tutti i nostri mali vengono da lontano, ma il passo dantesco: “fatti non foste…”, non piace ai Pinocchietti!

  • Giorgio  Il giugno 12, 2013 alle 6:09 pm

    Articolo da sottoscrivere e basta !!

  • gicecca  Il giugno 15, 2013 alle 6:25 am

    Caro Antonio,
    Se uno è malato e non va dal medico, gli può dire bene in alcuni casi (se non ha quasi nulla –tipo se ha un raffreddore; o, al contrario, se ha qualcosa di talmente grave da rendere ormai inutile l’intervento dl medico –tipo un tumore al polmone più o meno avanzato). Negli altri casi, e sono i più –tipo una polmonite-, chi sceglie di non andare dal medico continua a star male, sta sempre peggio e a volte muore.
    C’è poi chi va dal medico, ma insoddisfatto da lui (o lei) lo cambia in continuazione; in tal caso la cura o più spesso le cure, sono spesso peggiori del male.
    Infine, c’è chi stando male va dal medico, ma trova un medico indeciso e pieno di dubbi, che lo rinvia ai più vari specialisti, ognuno dei quali propone una cura di sua pertinenza, senza mai però affrontare –perché non è di sua competenza- l’intero problema. Il risultato è sempre lo stesso: il malato continua a star male e alla fine muore.
    Ci sono alcuni –pochi- casi in cui il malato va dal medico giusto e competente, ne accetta la diagnosi anche poco favorevole, si assoggetta alla cura che questi gli prospetta in tutti i suoi aspetti, accetta lo star magari peggio per un certo, non infinito, periodo, magari “cambia aria” e ambiente di lavoro e qualche volta, anche se era affetto da una malattia importante, alla fine guarisce, magari dimagrito e un poco macilento.
    Sei troppo intelligente per non vedere come già altre volte le facili analogie tra la medicina e la situazione politico sociale italiana (e non solo).
    Certo, fino a che continueremo a cercare soluzioni non dolorose (commissioni di saggi, commissioni consultive etc) o fino a che continueremo a dar retta a chi (sindacalisti alla Camusso) ci prospetta cure nelle quali non siamo mai noi a dover ingerire medicine amare o fleboclisi più o meno aggressive; fino a che continueremo magari a non andar dal medico (astenendoci) o a cambiare lo stesso ad ogni piè sospinto (una volta votiamo Lega, una volta votiamo Grillo, una volta diamo retta a chi ci salva gratis, una volta a chi ci prospetta una visione in cui “noi continuiamo a star male, ma anche “gli altri” non è che stiano meglio di noi” etc etc), le possibilità di guarigione restano pochine (rimane sempre la possibilità di far finire la malattia buttandoci dalla finestra, ma ha qualche effetto collaterale).
    Alle volte, il “cambiar aria” (ammettendo che l’eurolandia in cui siamo voluti andare a vivere non fa per noi, come per parecchi altri simili a noi), andando (con i nostri simili) per un po’ altrove, può servire, se non altro a far capire quale fosse e sia l’importanza del nostro esserci a chi in eurolandia sia rimasto.
    Poi, vedi tu. Di medici buoni, alla Schroder, ne conosco pochi, ma ci sono anche da noi; quello che conosco meno è il paziente italiano capace di capire le sue condizioni, resistere alle sirene dei “medici” alla Di Bella e affrontare il suo futuro; magari saltando per qualche venerdì sera la pizza con la compagna.
    Scritto il 13 giu, prima di sapere che vuoi smettere. GiC

  • antoniochedice  Il giugno 11, 2017 alle 6:07 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    a quando un massiccio sciopero del voto?

  • gicecca  Il giugno 12, 2017 alle 5:56 am

    Dopo l’11 giugno 2017: a quando…. a mai. C’é ormai un 40% fisso che non va a votare, ma non si muove nè in più nè in meno. E non solo in Italia (vedi legislative in Francia). Sperare nell’effetto sciopero del voto é sperare in chi non far nulla, che di solito non fa proprio nulla. GiC

  • donato zeno  Il giugno 13, 2017 alle 3:43 am

    IMHO è erroneo sopravvalutare importanza elezioni locali, la Raggi solo per aver bloccato le Olimpiadi (e io non la votai) merita statua d’oro.Se si valuta il livello di bassezza ,liti interne e incapacità dell’ex-partito della “Questione Morale” (quando gli faceva comodo”possono considerarsi miracolati.

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