L’EUROPA INTERA PIANGE. GRECIA, SPAGNA,ITALIA SANZIONATE. GERMANIA, U.K. , FRANCIA, PERDONATE. di Antonio de Martini

Di Grecia e Cipro, ho già trattato pochi giorni fa.

SPAGNA.
Il 23 febbraio 1981 ci fu in Spagna il tentativo di colpo di Stato che molti ricordano: il popolo spagnolo manifestò in massa a Madrid, il re, benché sollecitato dal suo ex precettore il generale Alfonso Armada – nomen omen – e benché la seconda divisione corazzata fosse già in marcia, respinse la suggestione autoritaria.
Oggi, il movimento 23F funge da coordinatore di tutti i movimenti iberici che ieri hanno manifestato uniti contro “la brutale politica sociale del governo” e ” contro il colpo di Stato dei mercati”.

Le parole d’ordine dei manifestanti in tutte le città del regno sono state ” contro la corruzione” ” contro “la crisi di legittimità democratica peggiore degli ultimi decenni” e ” la perdita di leggittimità delle istituzioni”.
Il re, intanto, si è rivelato per quello che è: un gaudente interessato a donne e caccia, i golpisti dell’epoca tornano di attualità e suscitano curiosità : il generale Armada oggi ha 91 anni, dieci figli ( di cui due preti) , venticinque nipoti, quattordici bisnipoti, un disturbo a un occhio e si occupa di Camelie nel pazo di famiglia a Santa Cruz de Rivadulla vicino Santiago di Compostela, guadagnandoci.
Il Tenente Colonnello Antonio Tejero, che tutti ricordano col mitra in mano nell’aula del Parlamento, vive anch’egli coltivando fiori, nella natia Malaga e sta trattando le sue memorie con un editore.
Il generale Jaime Milan del Boch, deceduto nel’ 97, è stato sepolto nella cripta dell’Alcazar di Toledo in memoria della sua partecipazione difesa della fortezza durante la guerra civile.
Insomma, il “quartelazo”- l’intentona come la chiamano qui – è visto come un eccesso giovanile di cui ricordano le sedici casse di birra consumate alla buvette della Camera dai golpisti, di cui avrebbero forse dovuto meditare le motivazioni per evitare gli errori successivi.
È stato forse questo ricordo che ha indotto la Commissione UE a non porre condizioni al governo spagnolo che comunque non ha mai violato i parametri di Maastricht sul bilancio.
Suarez e Gonzales, ( capo del governo e dell’opposizione dell’epoca), non li ricorda più nessuno.

ITALIA
A noi le riforme da fare le hanno dettate eccome! Non tanto analiticamente quanto ai Greci, forse sopravvalutando Mario Monti, ma abbastanza da incidere sulla pelle e sulle carni degli italiani.
Per una ulteriore tratto di corda, attendono forse la vittoria di Berlusconi che cominciano a temere, piuttosto che l’affermazione del nostro Tejero, Beppe Grillo, che minaccia di invadere la Camera, legalmente e disarmato.
Siamo riusciti a farci propinare da Monti, Fornero e Passera questo micidiale cocktail di recessione e austerità che ci sta svenando, avvilendo e impaurendo.
Ma dopo queste elezioni ci sarà anche qui da noi un repulisti di mezze figure di cui nessuno ricorderà più i nomi.

FRANCIA E GERMANIA
A questa crisi dell’Europa mediterranea, fa da contrappunto l’Europa del Nord che si trova nella medesima situazione di crisi, ma che gode da parte della Commissione Europea di condizioni eccezionalmente favorevoli .
Le Agenzie di rating abbassano la valutazione dell’Inghilterra dalla famosa tripla AAA verso Aa1 , ma i famosi mercati non fanno una piega e l’outlook viene segnato come ” stabile”
La Francia ha numeri bruttini come i nostri e meno riserve auree? La Commissione le concede un anno di rinvio ancor prima che questa si decida a farne richiesta.
La Germania a settembre ha le elezioni ? Si rinviano tutte le decisioni vitali indispensabili alla Grecia e a Cipro e al fondo salvastati per non creare difficoltà elettorali alla Cancelliera tedesca che comunque sarà trombata dai tedeschi che sono meno schifiltosi di Berlusconi.

Ovviamente questo atteggiamento delle istituzioni europee di cui siamo parte essenziale è dato anche dalla credibilità personale e politica di gente come antonio Tajani inviata a rappresentarci a Bruxelles, ma soprattutto a un quarantennio di pressioni populiste democristiane e socialiste sulle istituzioni europee per far assumere trenta uscieri piuttosto che un dirigente generale.
È mancata una strategia italiana di inserimento nella nuova struttura di cui ora scontiamo le conseguenze.
Adesso quando pensano agli italiani pensano a un popolo di camerieri.

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Commenti

  • adamenzo  Il febbraio 24, 2013 alle 12:24 pm

    riusciremo ad uscirne?

    • antoniochedice  Il febbraio 24, 2013 alle 2:24 pm

      Certo! Se in un anno o un secolo. Dipende da noi. Se continuiamo a votare per nani. Gobbi e ballerine, poi non lamentiamo i del circo.
      Se continuiamo a votare professori pur sapendo COME si diventa titolari i cattedra. Se continuiamo a votare ex comunisti che ci insegnano come essere democratici, se votiamo chiacchieroni che – da Bossi a Giannino – si spacciano per laureati, se trombiamo persone per bene come Mario Segni o Randolfo Pacciardi, non bisogna meravigliarsi che Tajani e Monti ci rappresentino dove poi ci fottono.

  • gicecca  Il febbraio 24, 2013 alle 7:47 pm

    Piccola rassegna stampa dei giorni scorsi
    MADRID, 21. Contributi azzerati per le piccole e medie imprese che assumono part time giovani con meno di trenta ’anni, fino a quando il tasso di disoccupazione non scenda al quindici per cento dall’attuale ventisei per cento. E Iva sospesa per le aziende finché non incassano le fatture emesse. Queste sono alcune delle misure annunciate ieri dal Governo spagnolo per rilanciare la crescita.
    BRUXELLES, 21. La Commissione dell’Unione europea ha invitato gli Stati a destinare maggiori risorse al welfare, in modo di allentare le tensioni sociali e diminuire la povertà. Le conseguenze sociali dell’attuale crisi finanziaria, sottolinea Bruxelles, sono infatti «molto gravi»: e c’è il rischio che la situazione si deteriori ulteriormente. László Andor, commissario per l’Occupazione, gli affari sociali e l’integrazione, ha presentato ieri la comunicazione sugli investimenti sociali finalizzati alla crescita e alla coesione appena adottata dalla Commissione europea, in cui si propongono agli Stati alcuni orientamenti per «perseguire politiche sociali più efficienti ed efficaci in risposta alle problematiche attuali». Vale a dire, gravi difficoltà finanziarie, aumento della povertà e dell’esclusione sociale, oltre alla disoccupazione giovanile. Un altro problema è rappresentato dall’invecchiamento della società e dalla «contrazione della popolazione in età lavorativa», che mette a dura prova la sostenibilità e l’adeguatezza dei sistemi sociali nazionali.
    LISBONA, 21. Il Portogallo prevede una recessione del 2 per cento del prodotto interno lordo, contro l’1 per cento precedente e sta esaminando la possibilità di proporre all’Ecofin la proroga di un anno per la correzione del disavanzo. Lo ha riferito il ministro delle Finanze, Vitor Gaspar.
    BE R L I N O, 21. Le azioni della compagnia di bandiera tedesca Lufthansa hanno perso ieri il 6,2 per cento alla Borsa di Francoforte, facendo segnare il peggiore risultato tra tutte le società incluse nell’indice Dax.
    ROMA, 21. Il consiglio di amministrazione di Fiat ha approvato ieri il bilancio consolidato del gruppo per l’anno 2012, che conferma l’utile della gestione ordinaria di 3.814 milioni di euro e l’utile netto consolidato di 1.411 milioni, già annunciati il 30 gennaio scorso. Il gruppo ha anche pubblicato i risultati delle vendite di gennaio a livello mondiale: nonostante la crisi in Europa, Fiat ha aumentato le consegne globali del 12,7 per cento, arrivando a sfiorare le 330.000 unità, contro le 232.000 dello stesso periodo del 2012. Come lo scorso anno, la crescita del Lingotto è stata trainata dalla Chrysler e dalle consegne in Brasile. Sul mercato a stelle e a strisce, il principale per il gruppo, le vendite di Fiat-Chrysler solo salite del 16,4 per cento (a 117.700 unità), rispetto al 10,1 dell’anno precedente. L’insieme dell’America del Nord (Canada e Messico compresi) consegna alla Fiat un più 14,3 per cento, a 142.300 unità. Ottimi, come detto, i risultati del Brasile, che hanno visto un’impennata nelle vendite del 35,8 per cento, a oltre 71.000 veicoli. Stabile l’A rg e n t i n a , a 13.700 unità. Tra gli altri Paesi emergenti, quelli in cui il Lingotto tende a rafforzarsi, risultati incoraggianti sono arrivati dalla Cina, dove grazie all’arrivo della berlina Viaggio (presentata al recente salone dell’auto di Pechino) le consegne sono salite da 3.300 a 3.800.
    MA L A B O, 21. Un rafforzamento e un’estensione della cooperazione tra America del Sud e Africa sono gli obiettivi del terzo vertice tra i due blocchi, aperto ieri a Sinopo, nei pressi di Malabo, la capitale della Guinea Equatoriale. Alla riunione tra alti funzionari sta seguendo oggi un incontro tra ministri degli Esteri dei Paesi partecipanti. Tra quelli che hanno confermato la loro presenza ci sono Bolivia, Nigeria, Capo Verde, Brasile, Somalia, Burundi, Swaziland, Malawi, Benin, Sud Africa, Sudan e Senegal. I settori principali nei quali si punta a rafforzare la collaborazione sono le infrastrutture, la tecnologia e i trasporti, ma una particolare attenzione il vertice intende riservarla anche alle attività culturali. Al tempo stesso, in margine al vertice è stato organizzato un forum tra imprenditori sudamericani e africani.

    In Italia si vota. GiC

  • Joanne  Il marzo 15, 2014 alle 10:32 am

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