DIZIONARIO ENCICLOPEDICO ELETTORALE. di Mario Nanni. (L. M. N. )

LINGUAGGIO
Non solo i contenuti, ma anche il linguaggio ha determinato polemiche e impennate del contrasto elettorale. Certe espressioni, in particolare, non sono risultate gradite.
E’ accaduto quando Monti ha usato il termine ‘’silenziare’’ , giudicato allarmante ; ‘’silenziare’’ , cioè ridurre al silenzio, togliere la parola ( riferito alle ali estreme dello schieramento Pd-Sel, Vendola e Fassina).
Ma poi è toccato a Monti reagire alla frase di Bersani ‘’Non vorremmo trovare, una volta al governo, polvere sotto il tappeto’’( a proposito dei conti pubblici’’); e ha invitato il segretario del Pd per due volte con toni da ‘’avvertimento ‘’ a ‘’non usare certe espressioni che potrebbero allarmare i mercati’’.
Con ciò dimostrando, il premier, una certa allergia terminologica. Come quando, nel discorso alla Camera sulla fiducia al suo governo tecnico, pregò Berlusconi di non usare la frase ‘’staccare la spina’’ al governo. Perché non si sentiva un elettrodomestico.
E infatti Berlusconi per un po’ smise di usare questa formula ma poi ricominciò. Fino a quando a staccare la spina ci pensò Alfano con un discorso alla Camera, che segnò la fine del governo dei tecnici.

LACRIME
Chi dice che i politici sono senza cuore? Anche loro, come i bancari ( titolo di un film) ‘’hanno un’anima’’.
Le lacrime del ministro del Lavoro Fornero non sono state un caso isolato. Al premier Monti sono luccicati gli occhi quando si è intenerito parlando dei suoi nipotini. L’ex procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso si è commosso parlando della sua candidatura ( nel Pd).
Bersani non è rimasto insensibile quando Bruno Vespa gli ha fatto vedere in tv l’intervista al padre benzinaio a Bettola, e alla madre.
Poi ci sono le lacrime del prefetto donna Iurato. Ma quelle erano finte, per fare scena, mentre si faceva fotografare davanti alla casa dello studente distrutta nel terremoto dell’Aquila.

LUTTI E CANDIDATURE
Candidare al Parlamento familiari di personaggi uccisi nell’adempimento del dovere, o di persone vittime di casi tragici, non è tipico solo di queste elezioni.
Nelle liste di Ingroia, per esempio, c’è il figlio di Pio La Torre, dirigente del Pci assassinato dalla mafia.
E c’è Gildo Claps, fratello di Elisa Claps, la ragazza trovata morta dopo anni nel sottotetto di una chiesa in Basilicata.
In precedenti elezioni, ci sono state le candidature di parenti di vittime del terrorismo: la vedova del prof. D’Antona, la figlia del giornalista Walter Tobagi, Sabina Rossa, figlia di un eroico operaio dell’Ansaldo che pagò con la vita la denuncia di complici delle Br in fabbrica, la sorella del giudice Borsellino, la sorella di Falcone. E altri casi ancora.
Questo tipo di candidature ha suscitato qualche domanda: vengono candidati dai partiti che in tal modo sfruttano la notorietà del nome, o queste candidature sono un modo per ricordare e onorare e in certi casi proseguire le battaglie delle illustri vittime?
Le opinioni non sono univoche. Se Rita Borsellino ha scelto di candidarsi, c’è per esempio il fratello Salvatore che ha fatto una scelta diversa: non posso candidarmi per il cognome che porto, il nome di mio fratello non può essere oggetto di contesa elettorale

MAGISTRATI
E’ la prima campagna elettorale che vede un partito, una lista, così affollata da personaggi della magistratura: Ingroia capeggia lo schieramento; in lista Di Pietro, nella veste di comprimario; dietro le quinte ma non troppo un altro ex magistrato: Luigi De Magistris, sindaco di Napoli che lavora perché Rivoluzione Civile abbia il quorum in Campania anche al Senato ( la soglia è dell’8 per cento).

NOSTRADAMUS
Ancora non si è votato, ancora non si sa quale tipo di Parlamento uscirà dalle urne, e già pullulano cattivi presagi, pronostici pessimistici, quasi infausti, sulla tenuta e sulla durata della legislatura.
Il primo, in ordine di tempo, della lista di questi Nostradamus fatti in casa è stato Casini, quando si è dichiarato pessimista sulla durata delle prossima legislatura.
Il sen. Beppe Pisanu,ex ministro Pdl, antemarcia dei critici dall’interno del Pdl verso Berlusconi e poi inclinato verso Monti, senza però essere candidato, teme una vita breve della legislatura e una fase di instabilità politica del Paese.
Nel Pd Stefano Fassina pensa che se non ci saranno i numeri per governare, si dovrà tornare a nuove elezioni. Ma Bersani ha frenato: non si può mica votare ogni giorno.
L’ultimo in ordine di tempo è stato Grillo quando è stato ancora più esplicito: torneremo a votare in autunno.
Martin Sorrell, guru della comunicazione e fondatore del colosso Wpp ( gruppo mondiale di agenzie di pubblicità), in una intervista sulla campagna elettorale italiana ha detto: ‘’ La cosa che mi ha più colpito? Che si dica che dopo il voto di febbraio, ci possano essere a breve altre elezioni’’.

NUOVI ITALIANI
– E’ una delle grandi novità di queste elezioni, insieme alla maggiore presenza di donne in Parlamento.
Kalid Chaonki, Marocco, in Italia da quando aveva 9 anni; Fernando Biagne, Guinea Bissau, in Italia da 27 anni; Cecile Kyenge, Congo, medico, Nona Eughenie, nata in Romania, in Italia dal 2002: tutti candidati al Parlamento.

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