DIZIONARIO ENCICLOPEDICO ELETTORALE. di Mario Nanni ( E;F)

ETEROGENESI DEI FINI
Casini si è speso per Monti come nessuno in Italia. Mentre Berlusconi era ancora al governo, il leader Udc già auspicava l’avvento del Professore. Quando è nato il governo tecnico, Casini ne è stato il più fideistico sostenitore, senza obiezioni, senza riserve. Poi Casini ha insistito perché Monti scendesse ( salisse) in politica. Ma dopo che Monti si è lasciato convincere, sono cominciati i primi screzi, e i primi dissensi politici, e poi vere e proprie divergenze: se fare una lista unica anche alla Camera, come chiedeva Monti e anche Passera ( che poi se n’è andato sbattendo la porta) o più liste, come chiedeva e ha ottenuto alla fine Casini; ma una volta decise le tre liste, per la Camera, Monti ha negato l’uso di un simbolo comune ( peraltro c’era una norma che non lo consentiva).

Ma l’eterogenesi dei fini si è ancor più materializzata quando Casini ha visto via via i sondaggi, che penalizzavano l’Udc a vantaggio della Lista Monti. Quasi un travaso dal partito degli udiccini alla lista del Professore, accreditata di quasi il doppio delle liste Casini e Fini messe insieme.
E le cose potrebbero non finire qui: Casini e Monti hanno in mente differenti carriere personali, e potrebbe accadere che i loro progetti si incrocino pericolosamente. Ipotesi: la presidenza del Senato. Dicono che Casini ci tenga molto. Ma se Bersani la offrisse a Monti?
Forse i cronisti politici, che scherzosamente chiamano Casini Pierfurby, invece di Pierfedinando, sorridono. Forse pensano di aver esagerato……

ENDORSEMENT
E’ uno dei termini più gettonati di questa campagna elettorale, per denotare un cambio di posizione, un annuncio di atteggiamento (favorevole) verso questo o quel partito o candidato. Se, come per i dischi e i libri, ci fosse una hit parade delle parole, ENDORSEMENT sarebbe, se non in testa alla classifica, certamente ai primissimi posti.
Nel pigro conformismo lessicale attribuito ai giornalisti, questo termine impazza. Per cui leggiamo titoli spesso uguali: endorsement del Vaticano verso Monti ( poi corretto); endorsement degli industriali verso.. ‘’, endorsement del quotidiano dei vescovi; tra i più recenti, endorsement dell’America verso il centrosinistra.

EPIDERMIDE
Da una intervista di Cesare Romiti su Agnelli, nel decennale della morte, ricordato in piena campagna elettorale.
‘’Berlusconi non gli era simpatico? ( all’Avvocato, NdR) No. Lo divertiva, ma gli dava fastidio epidermicamente, non riusciva a stargli vicino. In questi casi il suo giudizio diventava severo. Mentre era incline a perdonare in altri casi, in cui riconosceva una qualche forma di stile. Per questo, oltre che per l’affetto, perdonò Montezemolo’’.

EQUAZIONE
Destra e sinistra non hanno molto senso (Monti). Fini dice più o meno la stessa cosa. E lo dice forse con qualche consapevolezza in più sulla propria pelle, avendo percorso una parabola politica e ideologica che da destra lo ha portato su posizioni tematiche ((bioetica, immigrazione), tacciate ‘’di sinistra’’ dai suoi oppositori e amici politici di un tempo.
A dire il vero, per Fini, anche il termine ‘’moderati’’ è privo di senso politico, infatti tutte le volte che viene evocata questa categoria politologica, si affretta a contrapporre la dicotomia conservatori/progressisti, o conservatori /riformisti o riformatori.
Ma già negli anni Ottanta l’on. De Mita esprimeva un concetto simile, non analogo, anche se in modo più articolato (alla de Mita, appunto): destra e sinistra sono categorie che non hanno più la stessa valenza di un tempo.
Ma c’è chi annota: chi dice che destra e sinistra non significano più nulla, non è certamente ‘’di sinistra’’.

FANTASCIENZA
Casini: un governo con Vendola? Fantascienza. Vendola: un governo con Monti? È fantascienza.
Monti a Bersani: devi scegliere : o me o Vendola. ‘’Non toccare il mio polo’’ reagisce il segretario del Pd.
Baruffe elettorali, si dirà, destinate a essere superate dopo il voto, soprattutto se i risultati ‘’costringeranno’’ i contendenti di oggi a diventare gli alleati di domani. Non c’è da scandalizzarsi per questo, le campagne elettorali non sono un pranzo di gala.
E però… fa lo stesso un certo effetto sul cittadino, che in questi comportamenti contraddittori vede – a torto o a ragione- qualcosa di irrisolto, di ambiguo.
Si alimenta anche così, goccia dopo goccia il virus della cosiddetta antipolitica.

FACT CHECKING ( verifica del fatto, della veridicità di un’affermazione)
E’ una rubrica apparsa, in campagna elettorale, sulla ‘’Stampa’’, ispirata a un criterio molto semplice: si prende la dichiarazione di un politico, in odore di errore, e la si confuta con dati di fatto e cifre, indicate in una scheda a fianco.
Un esempio lodevole di giornalismo-verità, che aiuta il cittadino e, in questa circostanza, l’elettore, a farsi una corretta opinione. Che poi contribuirà alla formazione di un convincimento per esprimere il proprio voto.

FILO DIRETTO (‘’tra Arcore e il cielo’’)
‘’Lo Spirito Santo ha illuminato il presidente Berlusconi: nel segno di Cosentino vinceremo in Campania’’ ( messaggio del Pdl di Pompei su Twitter).
Il giorno dopo a Nick o’ Mericano la dirigenza nazionale Pdl sbarrò la porta della candidatura.
Questo episodio ne ha fatto ricordare a Gian Antonio Stella un altro, sempre in tema ‘’religioso’’.
Durante una udienza di Giovanni Paolo II a Berlusconi, il Cavaliere disse al Papa: Santità, mi lasci dire che Lei assomiglia al mio Milan. Infatti Lei, come noi, è spesso in trasferta a portare nel mondo un’idea vincente, che è quella di Dio’’. Cosa Le ha risposto il Papa? chiesero a Berlusconi. ‘’Mah! Niente di preciso. Mi ha dato la sua benedizione. Ma con l’aria di pensare che non ne avessi un bisogno particolare’’.
( da un articolo di Gian Antonio Stella, ‘’Filo diretto tra Arcore e il cielo’’, Corriere della Sera)

FOTO FANTASMA
Quando non solo l’’’agenda’’ ma anche la ‘’foto’’ diventa simbolo di un’alleanza, di un programma.
C’era una volta la ‘’foto di Vasto’’, un modo anche metaforico per indicare l’alleanza tra Bersani, Vendola e Di Pietro, ritratti insieme nella cittadina abruzzese.
Poi uno dei tre – Di Pietro – è stato messo da parte ( o si è autoescluso differenziandosi vistosamente dalla linea Pd) e si guarda ad altre foto. Ma dove sono?
Nell’infuriare dello scontro elettorale, Bersani ha sfidato Monti a farsi fotografare con Fini e Casini, suggerendo l’idea di un presunto imbarazzo del Professore a farsi fotografare con i due suoi compagni di strada.
La ‘’provocazione’’ di Bersani potrebbe trovare anche altre applicazioni: a quando una foto di Ingroia con Ferrero, Di Pietro e Diliberto?
Ma queste foto non ci sono, e forse non ci saranno.
La campagna elettorale però non è ancora finita.

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