LO SCANDALO DEI RIMBORSI ELETTORALI . L’ULTIMA LEGGINA L’HA FIRMATA NAPOLITANO. ECCO IL MIO POST DI PROTESTA DATATO 9 APRILE 2012

” RUBA E DIMENTICA” PER L’ENNESIMA VOLTA, PREPARANO UNA LEGGE DI RIMBORSO SPESE ELETTORALI IN BASE ALL’ARTICOLO QUINTO ( chi c’ha i soldi in mano, ha vinto). SIAMO TUTTI CURIOSI DI VEDERE SE IL PRESIDENTE NAPOLITANO LA FIRMA O SE SI VERGOGNERÀ

Ricordo con precisione il primo grosso scandalo degli anni settanta: quello dei petroli in cui fu coinvolto il segretario di Aldo Moro , Sereno Freato.
Il Pretora di Genova, Adriano Sansa, che fece l’istruttoria, accertò le donazioni da parte di tutti i petrolieri, ma disse che non si trattava di corruzione, tanto e vero che non esisteva un rapporto rintracciabile tra le somme erogate e i favori eventualmente concessi.

Il nesso evidentemente esisteva ed era proporzionale alle quote di mercato di ciascuna compagnia petrolifera. Ad esempio la Gulf Italiana, guidata dal principe Pignatelli, ( lungotevere Marzio 10, Roma) che aveva il 3% del mercato Italia, aveva pagato il 3% della cifra erogata. Lo avrebbe capito anche un bambino.
Il pretore non lo capi e mandò assolti tutti e divenne sindaco di Genova del PCI, non sappiamo se nell’aliquota handicappati o a titolo di solidarietà democratica.
La società Esso citò presso il tribunale civile il presidente della filiale italiana Cazzaniga ( Cavaliere del lavoro , si intende) smorzando l’aggressività mano a mano che l’attenzione della pubblica opinione andava scemando.

Flaminio Piccoli, in assoluto il meno intelligente tra i segretari della DC, convocò i capi dei gruppi parlamentari e in 48 ore varò la prima legge sul finanziamento pubblico dei partiti ( mi pare 600 milioni di lire).
Per non creare rumore nella pubblica opinione, non vararono una tassa ad hoc.
I Costituenti tacquero e non avvertirono il piu giovane collega che in tal modo le legge avrebbe potuto essere abrogata con un referendum che i radicali, infatti, non tardarono a promuovere.
La motivazione addotta da Piccoli e ripresa dalla stampa, fu che così i partiti non avrebbero più fatto ricorso a metodi non ortodossi per sopravvivere.
Si trattò invece di un incentivo a rubare, perchè a quel punto si poteva intascare il tutto senza nemmeno pagare la decima al partito.

È di quel periodo la frase storica del Cardinale Siri Arcivescovo di Genova, che disse al mio amico prof Marco Grandi , docente di Storia contemporanea , che ” esistono adesso due tipi di politici: coloro che rubano per fare politica e coloro che fanno politica per rubare” mi pare evidente come – da venti anni a questa parte – la totalità della classe politica sia della seconda categoria.

A nessuno che venga in mente il modello tedesco in cui si pagano i partiti in natura, gli si stampano i manifesti ( es la tipografia di Gaeta del ministero della Difesa sarebbe ideale), gli si mettono a disposizione spazi convegnistici pubblici a titolo gratuito per le riunioni, spazi e tempi nella TV e radio pubbliche per diffondere idee ( eh già, questo è il problema…).

Per superare l’ostacolo del referendum votato dagli italiani, le ” poche decine di parassiti annidati nelle segreterie dei vecchi partiti” decisero che si sarebbe trattato di un rimborso spese elettorali.
Berlusconi Consule e PD indebitato trovarono l’accordo in un baleno.
Da che mondo è mondo, il rimborso spese viene documentato, controllato e rimborsato.
Nel modello italiano è stato invece forfettizzato in anticipo, non ci sono pezze d’appoggio da fornire e si paga anche se il partito non esiste più . Semplice, no?
E hanno dato il Nobel per l’economia a Modigliani……

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By antoniochedice, on aprile 9, 2012 at 8:26 pm, under costume politico, Presidente della Repubblica, roma, Storia. Etichette: Adriano Sansa, Aldo Moro, Flaminio Piccoli, Gulf Italiana, Luigi Cazzaniga, modigliani, Nicolò Pignatelli, premio nobel, Sereno Freato. 1 commento
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