LA CREDIBILITÀ ITALIANA, UN MINISTRO DI TERZ’ORDINE E UN GUARDASIGILLI POCO SEVERINO

In un’epoca di militari ammazza-tutto, i soli che vengono arrestati e sottoposti a procedimento penale all’estero sono i due graduati della Marina e già questo non depone benissimo circa il nostro prestigio in Asia – dove è accaduto il fattaccio – e in Russia e America – donde avrebbe potuto giungere una sola parola all’orecchio giusto per farli liberare.
Pazienza, anche noi cittadini non abbiamo una grande considerazione per i governi dell’ultimo mezzo secolo.
Quel che non riesco proprio a mandare giù
è il fatto che la magistratura indiana , con avallo governativo, abbia richiesto una cauzione alla Repubblica Italiana, evidentemente non fidandosi dell’impegno del governo, del ministro o dell’Ambasciatore.
Due graduati certamente non posseggono il milione e mezzo depositato per ottenere i dieci giorni di libera uscita.
Il denaro è stato depositato dal governo italiano, stabilendo così un precedente pericolosissimo.
Non solo paghiamo sistematicamente riscatti – all’estero – in caso di rapimenti di concittadini ( il che, sia detto tra parentesi e a bassa voce, è espressamente vietato dalla legge che impone il blocco dei beni dei parenti del rapito) ma adesso sborsiamo anche le somme necessarie per fare ottenere una libertà , molto provvisoria, a due concittadini in attesa i giudizio.

Sorvolo sul fatto che chi ha pagato avrebbe comunque potuto chiedere la libertà, in India, fino all’inizio del processo e mi concentro sulla parte più ustionante: possibile che l’impegno d’onore sulla parola di un ministro del governo italiano non sia stato ritenuto sufficiente dalle autorità indiane per concedere una licenza ai due malcapitati? Lo hanno trattato come un malfattore di cui non fidarsi se non deposita denaro a garanzia del ritorno.

L’anima di Attilio Regolo si rivolta nella botte.

Esiste un limite inferiore alla caduta del nostro prestigio nel mondo?
Non sarebbe stato più dignitoso pagare il viaggio alle famiglie per recarsi in visita agli arrestati piuttosto che subire l’umiliazione di sottomettersi al versamento della cauzione come un qualsiasi Al Capone?
Quando altri concittadini detenuti all’estero chiederanno che il governo paghi una cauzione appellandosi al precedente dei maró , cosa risponderemo?

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Commenti

  • ray.issa  Il gennaio 5, 2013 alle 10:25 am

    Per me sei una voce nel deserto. Hanno ammazzato forse per sbaglio due pescatori indiani ed in italia le trattano copme eroi e vogliono (LA RUSSA) farli deputati del governo. Dove la logica ?

    • antoniochedice  Il gennaio 5, 2013 alle 10:31 am

      Non e’ frutto di logica. Di coca, forse.

  • urc  Il gennaio 5, 2013 alle 10:49 am

    Nei rapporti tra governi (la minuscola è voluta) dovrebbe sempre essere vigente il concetto di reciprocità, senza tanti sbandieramenti, e non avere la memoria corta. Prima o poi una bella rivalsa sul governo indiano ci dovrà essere, e lasciamo stare l’indipendenza della magistratura.

  • abrahammoriah  Il gennaio 5, 2013 alle 11:50 am

    5 gennaio 2013

    Certamente c’è un aspetto che nella vicenda in questione il governo “tecnico” ha avuto ben presente: versando la cauzione – ed imponendo il rientro in India dei due poveri “cauzionati” – l’Italia ha esplicitamente riconosciuta la giurisdizione indiana nel giudizio in corso contro i due fanti di marina. In sedicesimo (ma di enorme importanza simbolica per i nostri onore e credibilità internazionali calpestati come non mai in questa vicenda indiana ), non è altro che la riproduzione dell’agire e cinismo del governo “tecnico” riguardo l’Unione Europea e la Germania che poggia su un solo assioma: l’Italia è un’espressione geografica e non politica e il suo comportamento internazionale deve adeguarsi a questo stato delle cose. Ovviamente, l’interessante ( e proficuo) corollario di quest’assioma è che non essendoci più un “profilo di personalità” nazionale da difendere è più facile fare accettare e/o far passare sotto silenzio, da parte delle grande impresa e dell’alta burocrazia, esternalità internazionali negative sul nostro paese che però hanno il grande merito di favorire gli affari privati da parte di questi gruppi di potere. Non bisogna essere il Divino Otelma per prevedere che nelle prossime elezioni politiche si discuterà e ci si scannerà su tutto tranne che su questi arcana imperii “tecnici” e postdemocratici della nostra vita nazionale.

    Massimo Morigi

    • antoniochedice  Il gennaio 5, 2013 alle 2:22 pm

      Già, visto che abbiamo implicitamente riconosciuto la giurisdizione indiana sulla vicenda, sarà difficile contestare il verdetto.

  • gicecca  Il gennaio 5, 2013 alle 3:56 pm

    Insomma dai sorrisini rivolti al Presidente del Consiglio Italiano alle cauzioni imposte ai tecnici al Governo non é cambiato un gran che. Mi pare di ricordare che anche Vittorio Emanuele Orlando non fosse molto apprezzato internazionalmente. Le temps passe et s’écoule mais rien ne change vraiment ici diceva la chanson di Keny Arkana. E’ una questione di “viltà” ? GiC

    • antoniochedice  Il gennaio 5, 2013 alle 4:42 pm

      Di ignoranza, educazione, provincialismo, convinzione di essere pi furbi come quando fanno rilasciare una dichiarazione spontanea al magistrato di Roma.

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