PANORAMICA SUL LEVANTE E AFRICA DEL NORD NELL’ULTIMO GIORNO DELLA “PRIMAVERA ARABA” E IN PREPARAZIONE DEL RAMADAN PIU’ CALDO DEL DECENNIO. di Antonio de Martini.

Israele: Netanyahu mostra la sua leadership anche verso i coloni israeliani. 30 famiglie di coloni che si erano impadroniti di terre di proprietà palestinese sulla collina di BEIT AL in Cisgiordania, hanno ricevuto l’ordine di sfratto da parte della Corte Suprema di Israele.

Erano attese le solite resistenze, ma dopo un lungo colloquio tra il rabbino della comunità e alcuni inviati dello staff del premier Israelino, la situazione si è sciolta con una dichiarazione di sottomissione delle 30 famiglie che desiderano evitare divisioni nocive e riserbare la creatività per fini nazionali.

Forse si avvicina il momento dell’apertura di un dialogo , visto che anche il ministro della Difesa Mofaz, ha ammesso che si potrebbe colloquiare senza pre-condizioni. Sarebbe la prima volta. L’8 luglio ( se il traduttore mantiene l’impegno) pubblicheremosu questo tema un intervento di Menachem Navot, già vice capo del Mossad che i lettori del CORRIERE DELLA COLLERA già conoscono .

LIBANO: l’ambasciata Saudita a Beirut – così dice il giornale Al Akbar (” la notizia” o se preferite Isvezia) – ha consigliato ai suoi sudditi di evacuare il Libano entro il 30 giugno a pena di non essere più protetti che da se stessi. L’ambasciatore saudita ha detto che disposizioni analoghe sono state impartite dall’ambasciatore del Katar.
I Sauditi e numerosi abitanti degli emirati, usano affittare delle abitazioni della montagna libanese per villeggiare durante la stagione secca, particolarmente fastidiosa nei loro paesi.
Le due dorsali montagnose del Libano sono prevalentemente abitate da Cristiani ( Beit Mery, Broummana, Dour el chouair) e da drusi ( Aley, Bahamdoun, Sofar,) quindi non sono nella zona degli scontri ( a ridosso della frontiera siriana e vicino a Tripoli di Siria) e nemmeno nella zona controllata direttamente da Hezbollah ( la pianura della Bekaa e il confine sud con Israele dove ci sono i nostri militari).
La notizia non è stata pubblicata dall’Agenzia “Katar news”, ma è stata ripresa dal Daily Star giornale di lingua inglese, tradendo in qualche modo l’origine del” boato”.

SIRIA: veglia d’armi in Siria a seguito dell’oscuro incidente che pare abbia portato all’abbattimento di un Phantom turco di cui non si hanno precisioni e di cui non si conosce nemmeno la sorte dell’equipaggio.
Uso il condizionale data l’enorme superiorità elettronica NATO e il disperato bisogno USA di una motivazione di intervento che il prossimo martedì potrebbe indurre il Consiglio NATO a decidere l’istituzione di una NO FLY ZONE sulla Siria o almeno sulla zona di frontiera Turchia- Siria o sul bacino dell’Eufrate.
Un eventuale bombardamento di Damasco avrebbe conseguenze imprevedibilmente pericolose.

EGITTO: Gli Stati Uniti e i militari egiziani hanno deciso di continuare l’azione progressiva di contenimento nei confronti dei partiti islamisti capitanati dai fratelli mussulmani, accettando la sfida di riconoscere l’elezione di Mursi ( era il candidato di ripiego della fratellanza) che è più un conservatore che un fanatico.
D’altronde , affrontare una crisi che ha visto una sorta di ” patto di unita d’azione” tra i modernisti filo USA ( El Baradei) e i Fratelli Mussulmani ( che non si staccano dai salafisti filo sauditi) contro i seguaci di Mubarak sostituito dall’81enne ” maresciallo Tantawi” avrebbe avuto il sapore del fallimento completo della primavera.

Per ora gli analisti americani fanno finta di non capire gli slogan pro El Mursi ” liberatore di Gaza” e ” toglieremo il sonno agli ebrei” che venivano scanditi nei pubblici comizi .
Il margine risicato di vittoria riconosciuto a El Mursi ed i condizionamenti dell’ala marciante dei FM esclusa dalla candidatura, fanno sperare che il nuovo presidente dovrà appoggiarsi all’occidente per governare. Intanto i consolati americani saranno sommersi di richieste di visto per gli USA di cristiani copti.

Il governo americano conta per mantenere un soddisfacente grado di controllo politico, sulla lenta corruzione dei costumi e sullo sfruttamento delle debolezze personali, già sperimentate con successo nei confronti di partiti “religiosi” , come ad esempio in Turchia e in Italia.

LIBIA: anche i più prudenti tra gli analisti convengono ormai che la situazione sia sfuggita di mano a tutti e sta infettando gli stati limitrofi .

È proprio vero che mentre Gheddafi era colonnello, adesso il casino è generale.

I “reduci” della campagna di Libia, hanno invaso con armi e bagagli un’ampia zona dell’Africa del Nord , incluso il MALI , il Senegal e la Nigeria e stanno seminando morte e saccheggi un pò dovunque.
Nel corso del mese di maggio, in tutta l’area MENA ( Middle East and North Africa) ci sono stati quindici attentati ( uno a giorni alterni) censiti dalla GRisk con 240 Morti e oltre un migliaio di feriti, frutti avvelenati degli sforzi congiunti di Al Kaida e degli Stati Uniti , entrambi convinti che il miglior modo di argomentare e risolvere i problemi dell’area sia nell’uso indiscriminato della forza, preferibilmente contro civili inermi.

TURCHIA: il ministro degli esteri Davitoglu si trova a gestire una situazione contrastante con il principio informatore base della sua politica

” nessun problema coi paesi confinanti”. La scorsa settimana l’aeronautica turca ha effettuato una pesante incursione sul kurdistan irakeno e questa settimana vediamo un paese NATO con due milioni di uomini sotto le armi che fa ricorso all’ONU ( oltre che alla NATO) per dire che la Siria ( 20 milioni di abitanti , in subbuglio) sta aggredendolo . Se si aggiunge il fatto che i rapporti con l’Iran potrebbero risentire della crisi siriana, le sole frontiere ” senza problemi” sono quella Greca e quella Armena…

IRAK: il premier Al Maliki , insediato dagli americani come Primo Ministro e da questi affrancatosi con abile mossa che li ha praticamente estromessi dall’Irak, è a sua volta assediato da tutti .

Dagli sciiti che vogliono il suo posto, dai sunniti che rivogliono tutto il potere e dai Kurdi che vogliono l’indipendenza.

Non escluderei che potrebbe spezzare, nei prossimi giorni una lancia a favore dell’asse Iran -Siria per riconquistare l’appoggio degli sciiti filo iraniani e dei Kurdi bombardati dai turchi in questi giorni, approfittando della sede vacante dell’ambasciata americana , dove il designato si autogiudicato inadatto al ruolo per essersi portato a letto la corrispondente del ” wall street journal” .

Anche la giornalista è stata licenziata. Pensate se questo atteggiamento prendesse piede, che vuoti nella sala stampa del palazzo di giustizia a Roma, ultimo bastione del machismo latino.

YEMEN & SAUDI ARABIA: il vuoto lasciato dalla morte del principe Nayaf ( ministro dell’interno saudita) , uno dei ” saudari seven” . (figli del fondatore della dinastia ABD EL AZIZ e della stessa madre) .
Gli analisti occidentali avevano espresso la prospettiva di veder salire al potere uno dei figli di Nayaf, ottenendo così il sospirato salto generazionale che avrebbe potuto portare qualche riformetta, grazie all’educazione “occidentale” della nuova generazione.
È stato sostituito, come CROWNPRINCE , come annunziato , dal fratello Salman in ottimi rapporti con gli USA ( era ministro della Difesa), ma non con i clan religiosi che fanno anch’essi parte della casa reale grazie a una fittissima rete di parentele.

La casa reale, per la prima volta dai tempi di re Feisal, è scoperta verso l’ala religiosa che anima i gruppi salafisti in Patria e all’estero.
Al ministero dell’Interno , invece del figlio Mohammed – che sostituiva il principe Nayaf ammalato – è stato nominato Ahmed Bin ABD EL AZIZ, un altro dei 40 figli di ABD EL AZIZ , avuti da mogli diverse dalla preferita.
Il salto di generazione può attendere. Per gli arabi, un arabo, non cresciuto nel deserto ed educato in America non è più considerato “puro”, eppure nessuno di loro ha letto il “Mein Kampf”.

E’ probabile che , venutoi a mancare tutti i figli di ABD EL AZIZ, assiteremo alla legge di Mendel applicata alle persone e il potere andrà a nipoti allevati in casa, saltando la generazione preparata dagli americani.
Sul fronte Yemenita , gli attacchi coi DRONI , ottengono , come detto anche dall’attuale capo della CIA ed ex comandante in capo prima in Irak e poi in Afganistan ( Petraeus) effetti controproducenti, eppure la logica di sviluppo dell’industria elettronica continua a prevalere sugli interessi politici degli Stati Uniti.

Nel post vicino, vedrete come i fondi sovrani del Medio Oriente, nella stragrande maggioranza , investano più volentieri in Europa che negli Stati Uniti

MAROCCO: il Marocco ha offerto all’organizzazione dell’ Unità Africana la sua adesione , se viene espulso il fronte Polisario. In casa i disordini contro le autorità proseguono con le motivazioni più disparate e senza apparente coordinamento. Il Marocco , attualmente considerato il paese più aperto verso Israele e fedele alleato degli Stati Uniti, potrebbe essere in procinto di esplodere e modificare con questo l’intero equilibrio del Nord Africa. Tempo un anno?

Il mese di Ramadan si annunzia rovente come da traduzione letterale del termine, sia che Israele dovesse iniziare dei colloqui di pace coi palestinesi, sia che dovesse decidere di agire contro l’Iran.

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