Archivi del giorno: giugno 7, 2012

PIU’ I PAESI SONO “DEMOCRATICI E MEDITERRANEI” E PIU’ CHIEDONO PRESTITI ALLA BANCA CENTRALE EUROPEA. SERVONO PER ALIMENTARE LE CLIENTELE ELETTORALI E UN ESERCITO DI STATALI CORROTTI E INEFFICIENTI.

In queste vignette vediamo le rispettive bilance commerciali e i volumi dei  prestiti da parte delle banche nazionali alla Banca Centrale Europea.

La maggior parte dei fondi pare venga investita in BOND del tesoro, ossia per finanziare il sistema pubblico più inefficiente e corrotto del pianeta ( dopo la Grecia ,  Corea,  Nigeria, Kazakistan e pochi altri). Intanto l’apparato produttivo italiano langue perché strozzato finanziariamente. Il problema dunque non è il debito pubblico, come spesso si dice, bensì il fatto che per finanziare il debito pubblico  si “succhia” il 50% del prodotto interno lordo e mancano  i fondi da destinare all’apparato produttivo. In più abbiamo un primo ministro che proviene dalle file dei “cravattari” e dalla parte dei cittadini c’è solo un Grillo parlante, parlante, parlante….

In Germania il 40% della ricchezza è investito nell’industria e il 40 % in Immobili. In Italia l’80% in immobili che adesso nessuno compra più….

Il rimedio? Plaffonare gli acquisti dei bond da parte delle banche , tassandoli oltremisura, dopo un certo volume rapportato ai prestiti alle imprese.

se si continuerà ( noi)  a pagare e ( la BCE) a prestare denari per mantenere i vari cacicchi di turno , non se ne esce. I denari devono essere impiegati produttivamente, altrimenti il gettito IVA continuerà a languire e non saranno le dichiarazioni scomposte di Monti sugli evasori ( ” saremo durissimi”) a risolvere la situazione. L’IVA non c’è perché non c’è lavoro e produzione.

Lor signori non l’avevano capito, tanto all’Università lo stipendio correva comunque.

Sembra proprio la favola della cicala e la formica. Vogliamo vivere da formiche o passare a un’altra favola ( magari il corvo e la volpe)?

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LA GERMANIA HA INTERESSE A AVERE UN EURO DEBOLE IN MODO DA ESPORTARE DI PIU’

Le esportazioni della Germania nell’area EURO sono aumentate del 25 % mentre quelle fuori dall’area EURO sono aumentate del 42%.  Questo significa che non ha interesse a un euro stabile.

Dal 2009 l’EURO, in quanto valuta ha perso il 10,5% rendendo più competitive le merci germaniche. Se i ” paesi periferici ” o la Germania uscissero dall’EURO, la Germania avrebbe problemi di export per ben oltre il 10 %. Non solo con i paesi dell’ euro , ma anche nell’area extra in cui sta crescendo di più. Manterrà la sua posizione col nuovo marco che si rivaluterà del 20% / 30%

Altre statistiche di Gic. PRODOTTO INTERNO LORDO, OCCUPAZIONE E DISOCCUPAZIONE GIOVANILE

Nei paesi europei le statistiche ci dicono che abbiamo un PIL a -0,8%. Interessante andare  a vedere quali percentuali avevano previsto la Banca d’Italia, l’OSCE, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario internazionale e il governo italiano.  Wall Street divulga i numeri quando servono alla strategia ribassista dell’euro e questo è un obiettivo comune ai USA ( che difende il ruolo internazionale del dollaro) e Germania ( più l’euro scende, più esporta). Il prezzo che paghiamo è segnato nelle altre due tabelle sulla occupazione e sulla disoccupazione giovanile.

i numeri si aggiustano anche calcolando il numero dei giorni lavorativi. Noi e la Spagna ne abbiamo meno.

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