AFRICA. Egitto. I MILITARI TORNANO AL POTERE A GENERALE RICHIESTA (ISRAELE, USA, BORGHESIA, POPOLINO) ADESSO IL WEB NON CONTA PIÙ . CONTA LA SIRIA E ISRAELE NON VUOLE DUE FRONTI. di Antonio de Martini

Le recentissime dichiarazioni israeliane sulla Siria , stranamente bellicose, fanno da contrappunto all’altrettanto recente silenzio americano sull’Egitto.
Victoria Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato, sempre prodiga di dichiarazioni apodittiche su qualsiasi argomento, sull’Egitto tace.
Eppure, la “primavera” egiziana

aveva dato fiumi di chiacchiere e pretesti democratici ai media occidentali, mentre il silenzio attento e disapprovatore degli israeliani , tradiva la preoccupazione di non polemizzare con l’alleato americano e di non inimicarsi i nuovi dirigenti con dichiarazioni improvvide o peggio, di non delegittimare nessuno dei nuovi reggitori agli occhi del popolino, lodandoli.
I fratelli mussulmani le schermaglie doganali coi corrieri diplomatici, l’arresto di una spia Israelo- americana, gli attentati nel Sinai, l’incriminazione di alcuni attivisti americani tra cui il figlio del ministro USA La Hood, la rottura del contratto di fornitura del gas a Israele con accuse di corruzione agli amministratori egiziani, hanno costellato il camino al fondo del quale, gli Usa si sono visti opporre dagli israeliani un cortese rifiuto a secondare gli sforzi franco – americani sul fronte siriano.
Poi, il ripensamento : di fronte al rifiuto israeliano di correre nuovamente il rischio di avere governi nemici a tutte le frontiere di Israele, gli Americani si sono visti costretti a scegliere, se rinunziare a investire la Siria dalla parte di Israele, questo avrebbe messo in forse anche un attacco turco alla frontiera nord est, oppure consentire al governo egiziano di ricreare un governo amico di Israele per dare a Tsahal mano libera alla frontiera Nord ( Galilea) .
La presenza attiva di Israele sulla frontiera siriana e libanese, potrebbe consentire anche ai turchi di accettare una deroga alla dottrina del ministro degli esteri turco, Davitoglu ( niente problemi con nessun paese confinante) e premere sulla frontiera siriana.
La rappacificazione militari egiziani- USA ottiene una serie di risultati non tutti lusinghieri:
A) riavvicina ad Obama la lobby filo israeliana degli Stati Uniti
B) consente agli israeliani di tirare un sospiro di sollievo: un popolo vicino ormai ai cento milioni di abitanti ( 2020) torna ad essere governato da persone ” affidabili”
C) fa perdere credibilità agli USA che hanno , ogni volta che gli conveniva ” bruciato” l’alleato del momento infischiandosene delle circostanze ( i curdi iracheni , due volte; I falangisti libanesi; lo Scià Reza Palhavi; il Sultano del Bahrein; il presidente yemenita Salah, il presidente tunisino Ben Ali ; il siriano Assad e , non dimentichiamolo, Saddam Hussein; senza contare gli Egiziani : da Mubarak a El Baradei. Per un ‘ area del mondo in cui il valore dell’amicizia è assoluto, comincia a rischiare di essere molto costoso.
Credo che l’invito del ministro del tesoro Geithner alla Hilary Clinton ad andare al suo posto, sia giunto provvidenzialmente.

Ora che l’accerchiamento strategico di Assad è pronto, la Siria resisterà fino a che l’alleato russo non la lascerà cadere. E tutti hanno un prezzo.

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Commenti

  • niccolò  Il giugno 16, 2012 alle 12:10 am

    per prima cosa mi congratulo con lei per le sue analisi che leggo sempre e volentieri, poi vorrei chiederle quale potrebbe essere il “prezzo” che convinca i russi a lasciare la siria alla luce dell’importanza che riveste sia come alleato iraniano sia come ultimo paese non allineato del medio oriente.
    grazie
    niccolò quinzii

    • antoniochedice  Il giugno 16, 2012 alle 3:31 am

      Esistono due zone su cui fare offerte da non rifiutare.
      Una ipotesi, potrebbe essere la rinunzia degli USA a installare i loro missili nelle basi della Repubblica Ceca – ufficialmente in funzione anti ” stati canaglia” tipo Iran – che minacciano il territorio russo nella sua interezza.
      Esiste il precedente della Crisi di Cuba ( 1962) in cui Khrusciov rinunziò a installare missili a Cuba che minacciavano direttamente il territorio americano fino a Washington e il governo USA smantellò le basi missilistiche installate in Turchia che minacciavano direttamente Mosca.
      Anche in quel caso, il paese sulla cui pelle decidevano le due superpotenze era un mero pretesto per misurarsi.
      La seconda area in cui il gatto e la volpe potrebbero intendersi ai danni di terzi, è quella dell’ Estremo Oriente , ma preferisco non pensarci, altrimenti non mi riaddormento più ( e perderebbero il sonno anche i cinesi) .

  • Stef  Il giugno 18, 2012 alle 10:26 pm

    “Una ipotesi, potrebbe essere la rinunzia degli USA a installare i loro missili nelle basi della Repubblica Ceca – ufficialmente in funzione anti ” stati canaglia” tipo Iran – che minacciano il territorio russo nella sua interezza.”

    Si ma lei si fiderebbe degli USA? Una volta caduta la siria chi glielo dice che non piazzerebbero quei missili comunque?

    “La seconda area in cui il gatto e la volpe potrebbero intendersi ai danni di terzi, è quella dell’ Estremo Oriente , ma preferisco non pensarci, altrimenti non mi riaddormento più ( e perderebbero il sonno anche i cinesi) .”

    Anche qui non sono convinto. Putin e’ troppo furbo per mettersi contro la cina.
    Chi ci guadagerebbe sarebbero soprattutto gli usa. Putin e’ uno scaltro scacchista….

    • antoniochedice  Il giugno 19, 2012 alle 7:20 am

      A) caso 1962 crisi cubana. Dopo l’accordo e il superamento della crisi, gli USA mantennero il patto di non attaccare o minacciare piu’ Cuba e non riinstallarono nuove rampe missilistiche in Turchia.
      B) nei tardi anni 60 Russia e Cina ( ancora entrambe comuniste) si scontrarono ripetutamente sul confine dell’AMU DARIA. E la Cina con la sua sovrappopolazione preme da allora sugli spazi della Russia asiatica.
      C) la differenza tra gli scacchi e la geopolitica e’ che gli scacchi hanno regole precise e inderogabili, le geopolitica e’ il regno del possibile. La Russia magari tra cento anni dovra’ scegliere se allearsi con gli USA/Europa o combatterli alleandosi con la Cina.
      La scorsa volta, dopo il patto Molotov Ribentrop, si alleo’ con gli USA determinando le sorti del conflitto. Nulla fa pensare che si allei con la Cina che ha abbandonato rinnegando il patto comunista.
      C) i due paesi citati non sono il gatto e la volpe, ma secondo un bel libro di Ronchey, sono” l’ orso ( russo) e la balena ( americana)” e sono molto piu’ in sintonia di quanto si creda . Uno stato USA, il New Hampshire, ha una popolazione con grande proporzione di russi e tradizionalmente il candidato che vince nel N H diventa presidente…
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  • Stef  Il giugno 19, 2012 alle 10:15 pm

    beh, sembra comunque che i fatti vadano in direzione molto differente….

    18 giugno 2012
    Mosca. La Russia ha deciso l’invio di due navi d’assalto anfibio nel porto di Tartus, in Siria, dove Mosca ha una strategica base navale nel Mediterraneo. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Interfax. “Due grandi navi da sbarco, la Nikolai Filchenkov e la Tsezar Kunikov, si stanno preparando a recarsi a Tartus, al di fuori del loro programma”, riferisce l’agenzia, citando una fonte anonima proprio dal quartier generale della base militare. I due mezzi navali porteranno a bordo “un ingente” numero di fanti di marina.

    Fonte AGI

    • antoniochedice  Il giugno 19, 2012 alle 10:30 pm

      Leggi i resoconti di los cabos e della bilaterale USA-Russia sulla Siria. Potrai anche leggere la dichiarazione russa che le navi vanno a Tartous per imbarcare materiali che ritirano dalla base.

      • Stef  Il giugno 19, 2012 alle 11:33 pm

        Non saprei… se questo fosse il motivo, perche’ tirarsi dietro “un ingente” numero di fanti di marina? Mi sembra che di certezze ancora non ce ne siano.
        Suppongo che gli eventi futuri chiariranno la situazione, ma la mia senzazione e’ che la russia sosterra’ Assad. O almeno questa e’ la mia speranza.

      • antoniochedice  Il giugno 20, 2012 alle 1:04 am

        Sperare non e- pribito, ma e’ un verbo che in politica viene usato quando sperare non si puo’. La RussIa non ha fatto la guerra per se quando era il momento… Ora che sta uscendo dai guai, tutto quel che vuole e’ il mantenimento della sua influenza sulla Siria, non il mantenimento di Assad. C’e’ una differenza cui non siamo abituati dato che al potere c’e’ un Assad da 1967.Per loro va bene anche il Vicepresidente e andra’ bene anche a noi, visto che e’ stato ambasciatore a Roma.

  • Stef  Il giugno 20, 2012 alle 2:09 am

    Cercando notizie sulla questione, ho trovato queste due:

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9339933/Britain-stops-Russian-ship-carrying-attack-helicopters-for-Syria.html

    e soprattutto questa:

    http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/middleeast/syria/9338572/Russia-sending-warships-to-Syria.html

    Mi sembra di poter dire che la Russia non stara’ a gurdare. E nemmeno mi sembra un bluff per alzare la posta.
    Non dimentichi la reazione russa all’attacco georgiano all’enclave russa.

  • antoniochedice  Il giugno 20, 2012 alle 5:07 pm

    Dai link si apprende che: l’Inghilterra ( non gli USA) hanno ritirato l’assicurazione alla nave che trasportava elicotteri usati e che i russi hanno saggiamente fatto rientrare in porto la nave , visto che non era assicurata. Come vedi , nessuno ha voglia di litigare.

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