Riconciliazione tra Hamas e Fatah. Israele si preoccupa. di Antonio de Martini

Credo che il mago Otelma finirà per denunziarmi per esercizio abusivo della professione di veggente .

Anche la previsione  fatta all’annunzio della morte del povero Vittorio Arrigoni, si è avverata.( vedi post del 23 Aprile ” Apertura dell’assemblea dell’ONU di settembre: all’ordine del giorno la creazione dello Stato di Palestina”. penultimo capoverso).   Il sacrificio dello sventurato giovane è servito alla causa palestinese, nel senso che la nascita di una formazione più  estremista  di Hamas nella striscia di Gaza, ha di fatto posizionato Hamas in una posizione più centrale e legalitaria, rendendola ipso facto papabile per un ruolo di governo. L’avevo scritto ed è avvenuto.

E’ di oggi la reazione preoccupata  israeliana all’annunzio dell’intesa tra Fatah e Hamas. Si presenteranno uniti all’appuntamento di settembre all’ONU per chiedere il riconoscimento come Stato Palestinese. Le obbiezioni varranno a poco: anche per la creazione di Isarele, i vari partiti e gruppi terroristici si unirono  alla vigilia dell’evento, trasformandosi in partiti politici.

Si vedrà rinascere lo stesso problema che ebbe l’India con il Pakistan col quale confinò sia a Est che a Ovest fino a che , dopo una settimana di confrontation militare, la parte orientale si dichiarò autonoma  con il nuovo nome di Bangla Desh. Al Bangla Desh gli aiuti promessi ( compreso quello di André Malraux che disse di voler capitanare una legione di volontari in difesa del nuovo stato) non arrivarono mai, tanto e vero che anche oggi è tra i paesi più poveri del mondo, ma il pericolo strategico di fare la guerra su due fronti, l’India non l’ebbe più.

La figlia dell’eroico fondatore del nuovo stato Cheik Hassina Wajed , oggi è il primo minstro ( queste repubbliche democratiche difese dagli occidentali  finiscono sempre per diventare monarchie) ed è colei che ha fatto licenziare il direttore della Grameen Bank,   Muhammad Yunus,  l’inventore del microcredito perché dopo il Premio Nobel rischiava di diventare più  popolare di lei.( vedi  post del 18 aprile sul tema)

E’ indubbio che la rappacificazione  tra le due fazioni  arabe abbia rafforzato  le possibilità dei Palestinesi di vedersi riconosciuti come Stato indipendente  alla riapertura di settembre dei lavori assembleari dell’ONU. Se i salafiti  rimasti con l’uomo nero in mano a fine partita fossero veri o fasulli, non si potrà  più sapere: sono morti in combattimento con la polizia antiterrorismo  di Hamas che cercava di arrestarli. Come i terroristi abbiano ucciso lo sventurato giovane senza attendere lo scadere dell’ultimatum e la polizia di Hamas abbia individuato i terroristi e il loro covo in un giorno, non è dato di sapere. Quel che è certo è che hanno ragione i vari rapporti internazionali che dicono i palestinesi pronti all’autogoverno. Sanno già organizzare operazioni di intelligence di stato.

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