Archivi del giorno: aprile 3, 2011

Le occasioni storiche perdute: ieri l’elettronica. Oggi l’emissione di neutroni ( energia) per ultrasuoni sperimentata dal gruppo di Fabio Cardone, Roberto Mignani e di Cherubini . di Antonio de Martini

Il signor Hertz  – non quello dell’autonoleggio – fu  lo scopritore delle  onde radio nel 1895.  Guglielmo Marconi  trovò il modo di applicarle a qualcosa di utile che ha cambiato la faccia del mondo.  La radio.Nel  primo  quidicennio  del 1900, questa applicazione cambiò il mondo militare, anche se gli italiani ancora stentano  in materia di elettronica.  Abbiamo perso un secolo.

I cambiamenti più evidenti, si ebbero in campo navale, perché le navi  poterono evitare di affidarsi alle segnalazioni visive, specie dopo la battaglia di Tshushima.

Durante la guerra Russo giapponese, la flotta russsa ( 30 navi all’arrivo)  proveniente dal Baltico ( un viaggio di 30.000 miglia) si avvicinava al Giappone  e mirava alla base  di Vladivostock dalla quale poi avrebbe  minacciato le coste Giapponesi a corona attorno al porto. e protetto la costa russa.

 Il vantaggio russo consisteva nel fatto che esistevano cinque passaggi per raggiungere Vladivostock e la flotta giapponese avrebbe dovuto sorvegliare tutti e cinque i varchi, frazionandosi.   I Russi scelsero il primo e più grande varco rappresentato dallo stretto di Corea al centro del quale c’era l’isola di Tsushima che divideva lo stretto in due canaliIl canale orientale  fu quello fatale.  L’enorme traffico radio   fu rilevato dalla Sinano Maru che  avvertì il comando , decidendo la sorte della battaglia.  I giapponesi si concentrarono dietro l’isola e sbucando all’improvviso presero i russi nella classica manovra a T.

Le attrezzature giapponesi erano inglesi e , qualcuna  italiana, quelle russe  erano  tedesche.  Nel decennio successivo, tutti impararono a sviluppare l’uso strategico e tattico della radio, tranne noi. Lo jutland e la guerra sui mari, non ci hanno insegnato  a non  snobbare chi ha delle intuizioni o fa ricerca, magari in proprio.  Il numero dei nostri brevetti ( di qualità sottotono) è  annualmente tradizionalmente inferiore a quello greco o portoghese.

Ai nostri giorni  , nella guerra di Libia, la guerra elettronica ha deciso la sorte dei combattimenti dando una superiorità assoluta agli alleati ,  come previsto da Giulio Dohuet (” Il dominio dell’aria” ed. A Mondadori 1932) , altro italiano ammirato  all’estero e soltanto  lì. 

Un gruppo di ricercatori  italiani , basandosi sulla fisica teorica ( in cui siamo maestri, non necessitando di tecnologie particolari) ha sperimentato una emissione di neutroni  da metalli inerti provocato da ultrasuoni.  Sul ferro, il materiale più inerte che c’è, hanno ottenuto  risultati strabilianti ( minimi come in ogni esperimento) : si è liberata il doppio dell’energia, la radioattività è risultata priva dei nocivi raggi alfa, beta e gamma e,  spegnendo gli ultrasuoni, l’emissione di neutroni è cessata subito . Sottoponendo allo stesso esperimento un materiale radioattivo come il torio, dopo 90 minuti la quantità di torio presente nella soluzione, sia le radiazioni,  risultavano dimezzati. In natura occorrono due anni perché ciò avvenga.  Il decadimento in questo caso è stato diecimila volte più veloce.

I risultati degli studi di Fabio Cardone e Mignani ( DEFORMED SPACETIME ) sono stati pubblicati dalla prestigiosissima editrice  SPRINGER VERLAG e

Anche per questo secolo, staremo a guardare?  Non potrebbe essere interessnte per il Giappone finanziare degli esperimenti  in corpore vivo? Io dico di si.

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