Geopolitica primaria: nella guerra di Libia, gli Usa si stanno battendo per sopravvivere. La posta in gioco è il controllo sulla Cina. E c’entra anche lo Tsunami giapponese…… di Antonio de Martini

Il  Nord Africa  comprendente Egitto, Libia e Tunisia ha quasi quattromila Km di coste di fronte all’Italia e  non  si è mai trovato in  uno stato di rivoluzione-guerra senza che questa  si ripercuotesse su di noi, paese ponte tra Europa,  Africa e Levante.

 Se da un male può venire un bene, credo che  abbiamo imparato che  interessarsi di questi temi, vuol dire controllare il proprio destino.

Detto questo, bisogna accettare l’idea che gli USA da ormai dieci anni ragionano in termini globali e non locali.         La crisi mediterranea, è solo un aspetto del problema geopolitico mondiale che l’America si trova ad affrontare se vuole mantenere ciò che ha conquistato e che gli viene conteso, non dall’  Europa o dagli arabi, ma dalla Cina.

Se non si guarda alla Cina, non si capisce quel che succede e si crede che gli USA abbiano perso il ben dell’intelletto o si dedichino a far dispetti all’Italia.

 Acquisiamo una serie di fatti:

  •  Per gli USA, aver eletto un presidente democratico e nero, ha significato voler la massima partecipazione popolare. Se si eccettua la famiglia Bush, tutte le guerre sono state fatte dai democratici.
  • Tra trenta anni i WASP (bianchi anglosassoni e protestanti che hanno fondato l’America) saranno una minoranza entro gli States.
  • La loro industria e la potenza militare  sono senza eguali.  La loro finanza era già disastrata prima che la depressione economica  delle  bolle finanziarie che si sono succedute , li costringessero a stampare dollari a getto continuo.
  • All’atto della sua elezione, Barak Hussein Obama ha scelto tutto lo staff militare della Casa Bianca tra uomini della Flotta del Pacifico , segno evidente che intendeva dare la precedenza al problema cinese: i gialli stanno crescendo troppo  in fretta; stanno mantenendo l’America acquistando i Buoni del loro debito pubblico di cui posseggono il 30%; stanno colonizzando l’Africa  e stanno approvvigionandosi di petrolio indipendentemente dagli USA e creando inoltre rotte alternative del commercio  marittimo mondiale.( vedi post del 4 marzo “la cina ridisegna…)
  • Gli Stati Uniti hanno vinto la guerra mondiale bloccando le fonti del petrolio sia al Giappone che alla Germania e l’Italia.  E’ una buona strategia sia per la guerra che per il commercio mondiale. Stanno facendo lo stesso con i cinesi che si sono inseriti in Sudan che ha più petrolio dell’Arabia Saudita. Qui in Mediteraneo oggi e nel golfo nei giorni seguenti,  stanno impossessandosi dei pozzi in maniera da avre un’arma di ricatto
  • Il terremoto del Giappone li ha privato di un sottoscrittore  sicuro di un ulteriore 8 % del suo debito pubblico, aggravando la situazione. 
  • Il colpo libico lo hanno fatto con i tradizionali alleati con cui hanno vinto la guerra mondiale. Non si sono fidati dell’Italia e hanno fatto bene, visto il comportamento demenziale del governo. Abbiamo avuto un 8 settembre senza avere i tedeschi in casa.  Ci siamo incartati da soli. Queste sono le conseguenze di chi si fa governare da una classe dirigente di ignoranti, avidi, presuntuosi incapaci cialtroni. Questo giudizio include ovviamente anche le minoranze alle quali va aggiunto solo l’epiteto di affamati  

Segue domani 21 marzo e primo giorno di primavera alle 18 ora italiana

 

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Commenti

  • Pilgrim  Il marzo 20, 2011 alle 3:56 pm

    Io, invece, sono convinto che il quadro sia ben piu’ sgangherato. Sarkozy agisce frettolosamente perché’ spera di avere un ruolo determinante con il Governo che succederà’ a Gheddafi. Fa innervosire gli USA, i cui Capi militari erano ostili all’intervento, e li costringe a lanciare alcune decine di Cruise. Tutti invocano la NFZ e la preventiva eliminazione delle difese antiaerei, e la Francia comincia col distruggere quattro carriarmati (che non costituiscono deterrente antiaerei…). Nel frattempo Gheddafi riconquista Misurata e le manifestazioni in suo favore sono sempre piu’ diffuse. Luttwak ci dice che non e’ chiaro cosa la coalizione voglia fare con Gheddafi stesso: spera che cada per conseguenze dell’azione militare. La cosa potrebbe essere molto lunga…per esempio dichiarando, di fatto, guerra alla Libia come Stato sovrano. A questo punto potremmo avere azioni di guerra tramite bombe sugli aerei di linea, oppure negli stadi, o sui treni. Lo chiameremo terrorismo…La Cina e’ molto lontana, caro Antonio.

    • antoniochedice  Il marzo 20, 2011 alle 4:20 pm

      La campagna di Libia e’ periferica rispetto alle reali priorita’ americane. Gli usa usano il petrolio come arma strategica. Verso la Cina e le portaerei come arma tattica verso i discoli. D’ora in poi hanno bisogno di essere obbediti a bacchetta. Sarkosi e’ quella che i francesi definirebbero una ” quantite’ negligeable” ha fretta di accoppare Gheddafi prima che parli dei soldi che ha avuto.
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

  • luigi  Il marzo 21, 2011 alle 12:30 am

    Il gioco delle tre carte del capitalismo occidentale
    Tunisia, Egitto, Libia; Egitto, Libia, Tunisia: sotto quale carta si nasconde il nuovo attacco dell’Occidente? Facile indovinare, coincide col sesto maggior produttore mondiale di petrolio. Ma per confondere un po’ le idee si sono dovute agitare le carte di Tunisia ed Egitto. Certo il gioco è un gioco d’azzardo, a svegliare con delle rivoluzioni un po’ “colorate” il popolo che dorme si rischia sempre perché non si è così onnipotenti da essere certi degli sviluppi. Ma per ora la transizione quasi pacifica dai dittatori (tardiva ed ipocrita scoperta) d’Egitto e di Tunisia è avvenuta sotto controllo: chi li sta sostituendo sono comandi dell’esercito ancora legati all’Amministrazione USA: in piena rivolta egiziana tornava dagli USA l’attuale comandante in capo dell’esercito egiziano e con la conferma di 1,2 miliardi di dollari di finanziamento che l’esercito egiziano riceve ogni anno dai padroni americani. Operazioni di ripulitura dell’immagine del dominio americano da dittatori a rappresentanti “democratici” non sono infrequenti; nelle Filippine l’odiato dittatore Marcos fu sostituito con la altrettanto fedele Aquino; in Pakistan il fedele dittatore Musharraf si è cercato di sostituirlo con la Bhutto. Se lo stesso giornale confindustriale Il sole 24 ore riconosce che una centrale che ha innescato le “rivoluzioni” in Egitto e Tunisia ha sede negli USA, è finanziata da Soros, ed ha alle spalle i precedenti delle “rivoluzioni” in Serbia contro Milosevic, in Ucraina, in Georgia, vuol dire che una sospettosa attenzione è più che legittima. Sempre sullo stesso giornale un altro interessante articolo che smitizza e ridimensiona il ruolo di internet, di Facebook, di Twitter nella gestione della rivolta e che rispolvera una vecchia affermazione di Mao (“il potere nasce dalla canna del fucile”) per ripresentarla in salsa mediorientale: chi ha il potere oggi, chi “controlla il territorio” in Egitto e Tunisia se non un esercito telecomandato dall’amministrazione USA ?
    Certo, siamo ad una fase nuova, annunciata dalla Clinton: l’uso di massa, programmato, della comunicazione via internet al servizio dell’Impero, con il grande obiettivo strategico di rovesciare i regimi ostili : un percorso che si sperimenta in nord-africa, si prova ad estendere in Siria e in Iran, con l’ambizioso capolinea a Pechino (e con eventuali deviazioni a Cuba, Venezuela, Palestina).
    Torniamo al gioco delle tre carte, alla carta della LIBIA, che non rappresenta una “rivoluzione democratica” , ed in questo si differenzia marcatamente da Egitto e Tunisia, ma un tentativo di secessione del est (Cirenaica) dall’ovest (Tripoli); non abbiamo visto in Egitto e Tunisia i dimostranti con lanciamissili e mitragliatrici ma in Libia si, e viene fatta sventolare la bandiera monarchica dell’ultimo fantoccio del colonialismo; questi fatti fanno intendere che dietro ci sia una ben più strutturata organizzazione con appoggi internazionali. I servizi segreti israeliani, notoriamente i più informati al mondo, sostengono da giorni che sono già operativi in combattimento in Libia commandos americani ed inglesi. Una Libia che sembra assomigliare sempre più alla vicenda Jugoslava: la secessione di Slovenia, Croazia, Bosnia incoraggiata e finanziata dagli occidentali, le immagini di decine di migliaia di profughi (risultate poi dei falsi), le notizie di massacri, le foto di fosse comuni, la “no-fly zone” e infine l’intervento “umanitario” della NATO. (il secondo atto è stata l’appropriazione europea dei principali insediamenti industriali, i flussi migratori verso l’occidente, la riduzione della Serbia a provincia ricattata dalla UE, la delocalizzazione della Fiat in Serbia per un maggior sfruttamento della manodopera, a danno anche degli operai italiani. Possiamo prevedere uno scenario simile per la Libia: immagini di migliaia di profughi nel deserto, massacri e bombardamento di dimostranti e fosse comuni (per ora risultati dei falsi), “no-fly zone” e poi intervento umanitario della NATO. Con una aggiunta xenofoba nuova all’intervento umanitario : la NATO interviene per impedire anche che un flusso migratorio di milioni di profughi (Maroni: due milioni) investa da sud l’Europa. Ecco una motivazione in più che arricchirà l’ideologia imperiale dell’intervento umanitario.
    Non facciamoci ingannare dal gioco delle tre carte: l’obiettivo sono principalmente i giacimenti petroliferi della Libia, insediare possibilmente basi navali americane in pieno mediterraneo, eliminare una figura comunque inaffidabile per gli USA, e secondariamente ricattare l’Europa attraverso il controllo delle fonti energetiche (come è stato con l’Irak), emarginare la presenza italiana, porsi a ridosso del Sudan dove la presenza cinese è sempre più mal sopportata dall’impero che vede sfuggirsi il controllo delle materie prime dell’Africa. Vi è infine un altro motivo per rischiare di scatenare il caos in Libia: molti economisti prevedono per questa primavera il ritorno alla recessione dell’economia USA, con l’esplodere dell’inflazione causata sia dalla crescita di consumi dei paesi emergenti, sia dalla politica americana di quantitative easing, cioè di inondazione dei mercati con dollari sempre più svalutati. Quale miglior foglia di fico incolpare Gheddafi dell’inlazione in arrivo? Ha già cominciato Bernake a sostenere questa teoria pochi giorni fa…
    E l’Italia di Berlusconi (successore in politica estera di Andreotti e Craxi, cioè della propria multinazionale ENI) vede naufragare la propria storica linea di apparente e tiepida “equidistanza” col mondo arabo, costretta a fare la convitata di pietra che in Libia si vede portar via dagli Alleati il proprio accesso alle materie prime, punita per il suo contributo alla Russia di Putin di costruire il gasdotto Southstream; non è bastato mandare il terzo più numeroso contingente di truppe in Afghanistan per tenere i piedi in due scarpe: gli Usa sono economicamente e politicamente disperati, non gli basta più.
    E la sinistra occidentale? Completamente appiattita sulle posizioni dell’Amministrazione USA: si alla no- fly zone, si all’intervento umanitario, salviamo i profughi, cacciamo il solito dittatore pazzo e sanguinario (come lo era Khomeini, Saddam…).
    E l’estrema sinistra occidentale? Via Milosevic, Ne Bush ne Saddam (e poi abbiamo visto che fine hanno fatto Serbia ed Irak),…Via Gheddafi : rischiamo il ruolo degli utili idioti, per quanto poco difendibile sia Gheddafi.
    E intanto gli Usa inviano le navi da guerra davanti la Libia, e cala il silenzio sulle altre notizie del mondo arabo: sui cento carri armati mandati dall’Arabia saudita in Barhain per soffocare la rivolta popolare, sulle cariche della polizia nella piazza del Cairo al ricomparire delle tende, ai manifestanti tunisini uccisi ieri, per altrettanti morti nello Yemen, e, perché no, ai nove bambini afghani uccisi l’altro ieri per un bombardamento NATO “imperfetto”.
    Non facciamoci ingannare dal gioco delle tre carte, la carta in gioco è la riconquista imperiale della Libia: le altre carte ce le hanno fatte solo annusare per distrarci.

  • nicola picca  Il marzo 21, 2011 alle 3:19 am

    PREMESSO CHE:

    1) tutta questa situazione è un’ignobile farsa (e non mi capacito che stia avvenendo)

    2) eravamo il partner principale del ricco(quasi ex)paese(quasi ex) confinante

    3) avevamo un accordo, che magari faceva cagare MA PACTA SUNT SERVANDA, NON CORIAND(ol)A!

    ma soprattutto

    4) SIAMO L’UNICO PAESE CHE LA LIBIA POTREBBE COLPIRE PER RAPPRESAGLIA

    DOMANDA:

    è intelligente partecipare con tanto entusiasmo ad una guerra d’aggressione ingiusta verso l’unico che ancora ci filava un pochino?

    1) che sia tutto una presa per il culo credo sia ovvio e temo di offendere spiegandone le ragioni. basta far caso alla campagna mediatica basata sull’assoluta menzogna (almeno all’inizio), come solo poche volte è successo: timisoara NR.1: 10.000 morti in fosse comuni (infatti quelli libici sono un ironico omaggio ad un’operazione spartiacque ben riuscita! ah, i morti per alcuni erano una dozzina, per altri non ce ne furono proprio); saddam I: vinse l’oscar per la miglior performance la figlia dell’ambasciatore del kuwait nella parte dell’infermiera che denunciava l’uccisione dei neonati strappati dalle incubatrici: tutto INVENTATO e allestito da chi aveva organizzato la campagna presidenziale americana, geniale shake the dog (ma il tocco di classe fu il traìno americano a saddam: si vocifera che già dal celebre incontro con rumsfeld del 1983 a saddam assicurarono che a loro andava bene se occupava il kuwait, e nell’occasione gli rifilarono quelle stesse armi di distruzione di massa per cui cercaron d’incastrarlo nel 2003; ammirevole, peccato che lo sprecone le aveva usate tutte in iran su loro gentile richiesta, così dovettero inventare 2 o 3 smoking gun false, grossolanamente arrangiate dai servizi della periferia dell’impero, pure nostri); saddam II: le armi di cui sopra, che poi non c’erano ma per scoprirlo si dovette andare proprio là a cercarle casa per casa, per il nostro e il loro bene, hai visto mai scoppiavano accidentalmente.

    quello che mi spaventa è l’impatto sulla popolazione mainstream-informata: ieri portavo il cane e uno di di fronte a casa sui 70 e rotti anni per parlare mi fa: “certo che gheddafi hussein fa paura, speriamo che l’attacchino subito che qua siam tutti in pericolo”. io provo a dirgli che non si chiamava hussein e che era tutto bugia, i 10.000 morti ben sigillati nelle confortevoli fosse comuni monoposto etc, ma lui mi fa: “poi è un prepotente, si vuole tenere il petrolio” MA PORCATROIA, E’ SUO! e poi i proventi vanno in buona parte alla popolazione -al contrario che in molti altri posti- e non se lo teneva il petrolio, anzi, visto che a noi ne arrivava il 37% del totale. insomma, 2 frasi e 4 stronzate, dico sì che il vecchio era rincoglionito, ma tutta quella merda qualcuno deve avergliela messa in testa!

    poi mi fan incazzare quelli che dicono: “ma come, quando era amico di quell’altro pagliaccio di berlusconi e uccideva i migranti nel deserto era un mostro, e ora tutti amiconi?”. vedete, è che si può pure esser contro 2 pagliacci, ma esser ancor più contro i loro boia!

    quello che non perdonerò mai alla nato-onu-combriccola del blasco o come cazzo li volete chiamare sti 4 genocidi (hii, son partiti mò gli attacchi, mentre scrivo)- è di esser tanto rivoltanti da esser riusciti a rendermi simpatico saddam (r.i.p.), morto sputato da chi ha fatto 1,5milioni di morti solo con embargo e no fly zone decennale, prima di trovare il coraggio per attaccare sul serio, sti vigliacchi. hanno aspettato e fatto passare 12 anni di patimenti da Purgatorio agli irakeni prima di sprofondarli all’Inferno, fosforo e tutto. aveva ragione john kleeves, che hanno suicidato da poco come stefano anelli, demonizzandolo un po’, come saddam, come gheddafi. ma non vi rendete conto che questi fan così schifo da far provare compassione pure per merde come questi 2 qua? MARI, LO SO CHE SONO IN PIENO OVERLOAD DA INFORMAZIONI E NON SI CAPISCE PIU UNA MAZZA, MA HANNO ATTACCATO 30 SECONDI FA, SON SCOSSO CAZZO! ok

    2) e chissà che resterà ora dei nostri squallidi e vituperati accordi miliardari che verranno regalati a prezzi da colonialisti a tutti ma non a noi, basi o non basi, aerei o non aerei impiegati, tanto è inutile invocare l’art.11 della costituzione, chè da mò che è stata subordinata al trattato di lisbona, dunque al capitale. per sperare in qualcosa potremmo provare a paracadutare direttamente bocchino e capezzone, o almeno imbarcarli su qualche portaerei USA a tener alto il morale delle truppe; non funzionerà lo stesso, ma almeno ci saremo liberati da un peso.

    per dire, secondo attiliofolliero.blogspot.com: proprio “Nel giorno del suo 150°compleanno l’Italia viene amputata del potere di avere una politica esterna autonoma nel Mediterraneo, persino sul pianerottolo con l’inquilino dirimpetto. L’ENI perde le concessioni a favore della British Petroleum (BP), Total, Chevron e Shell. Scacciati da una delle tre aree in cui si continuano a scoprire risorse energetiche o nuovi giacimenti (con Iran e Venezuela, le prossime?). All’Italia viene negata la funzione di ponte verso Africa e Medioriente e un’autonoma politica energetica, un’autosufficienza attraverso una propria impresa multinazionale, parzialmente statale.”

    3) cazzo, non dico che dovevamo rispettarlo per intero il patto con la libia -mi sa che prevedeva l’aiuto reciproco in caso di aggressione ahaha- ma almeno dire: “nooo, che peccato, guardi l’avrei fatto volentieri questo attacco umanitario, ma c’ho un patto, una fesseria, cose da ragazzi, diciamo una goliardata da bungabunga, ma sa, non vorrei disturbare” oppure potevamo star solo zitti e in disparte, e magari -se proprio dipendenti dalle leccate di culo- ci smarcavamo da questi guerrafondai e lo leccavamo al polo degli astenuti: Russia Cina India Brasile Turchia e un po’ pure Germania, chiamali fessi.

    4) NO COMMENT, anzi sì: mi dispiace per loro. se proprio dovesse arrivare una bombetta (‘na chiavica, visto che gliel’abbiamo data pure noi) un po’ ce la siamo meritata. se la meritavano più gli altri (soprattutto la france, merd) ma che ci possiamo fare, i loro missili arrivano sì e no qui al sud

    e comunque mi son rotto i coglioni di dar la colpa ai politici, perchè ormai si sa, e da tanto tempo, che fan cagarissimo tutte e 2 le parti e stan lì per le Grandi Opere di grassatura che ci fanno.

    e a volerla dire tutta, allora, sarebbe colpa più dei giornalisti, che dovrebbero smascherare i politici, invece che coprirli. ma il problema è che anche questo si sà, e da molto tempo, che ci voglion solo fregare con propaganda monolitica, e proprio libia docet!

    ma allora la colpa a chi darla? alla gente? quella che sta ancora appresso alle stronzate dei politici, o dei giornalisti? o quella che non ci crede più da anni e ancora non sa che fare?

    non è facile. questi si pappano le nazioni..

  • Roberto  Il marzo 21, 2011 alle 9:47 am

    Secondo Peter Gomez è tutta colpa di Berlusconi. Non so se è più scemo chi ci governa o chi fa (si fa per dire) opposizione.

  • antoniochedice  Il gennaio 17, 2015 alle 7:18 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Marzo 2011. La Libia. Leggete i commenti. Tutti avevano capito tranne il governo?

  • luigiza  Il gennaio 17, 2015 alle 1:43 pm

    Leggo solo oggi gennaio 2015 il presente articolo del DeMartini e relativi commenti.

    Nessun dissenso rispetto a quello che viene scritto, mi limito ad aggiungere che sarebbe ora che capissimo che per l’Impero USA noi europei al pari delle popolazioni arabe siamo, per dirlo nella loro lingua, expendables.
    Nella nostra lingua si traduce in sacrificabili .

    Ma quel che è peggio é che utilizzano gli uni per disarticolare gli altri al fine di stanare l’orso russo per arrivare poi a Pechino.
    I fatti di Parigi di gennaio 2015 e quelli che si stanno susseguendo in Belgio e Gran Bretagna e gli altri che certamente arriveranno lo dimostrano.

    Loro seminano odio, noi ne facciamo le spese e loro marciano trionfanti verso l’obiettivo.

  • Marzio  Il gennaio 17, 2015 alle 4:23 pm

    Siamo un po’ coglioni ,bisogna dirlo.Scusate il francesismo

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