il vincitore è mussulmano del Nord ed ha battuto il presidente uscente Goodluck Jonatan per oltre due milioni di voti, raccogliendo suffragi in tutti e trentasei gli Stati che compongono la Nigeria. ventitreesimo figlio di una famiglia del Nord del paese, è stato presidente della Repubblica golpista per due anni ( dall’83 all’85) e poi spodestato manu militari da un collega.
Ha dieci figli con due mogli ed è stato battuto ben tre volte alle elezioni presidenziali ( l’ultima con uno strascico di oltre mille morti) , fino a che non si è alleato a sud con un vice evangelista ( Olusegun Obasanjo) e l’apparizione nel Nord del paese di Boko Haram non ne ha fatto un candidato moderato….
Del suo precedente mandato si ricorda la cacciata in massa dei lavoratori del vicino Niger come rimedio ad una crisi economica e l’introduzione di pene corporali per i pubblici dipendenti che giungevano in ritardo al lavoro.
Educato militarmente in Gran Bretagna, durante il suo breve primo mandato ha tentato – oltre a reprimere la corruzione – di instaurare una certa disciplina ai nigeriani, inviando i militari a frustare i cittadini che non facevano la fila alle fermate degli autobus.
Il prossimo 9 aprile in Guinea Equatoriale si terrà un convegno dei paesi dell’area per combattere il fenomeno di Boko Haram, che si è distinto per non aver minimamente disturbato le elezioni. Evidentemente non voleva che la nomina del suo beniamino potesse essere in qualche modo inficiata.
Il generale neo presidente ha auspicato prima della competizione elettorale l’estensione della legge coranica a tutto il paese ( nel nord, islamico, esiste già) , ma durante la campagna elettorale ha energicamente negato di volerlo fare, facendo notare che non lo fece durante il precedente mandato.
Insomma, Boko Haram scomparirà misteriosamente come era comparso, il nuovo presidente imperverserà con esempi di rigorismo estremo e tutto resterà come prima. Peggio di prima.
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Ogni volta che mi trovo a cena con conoscenti, l’ostacolo alla socializzazione più notevole con cui mi trovo a lottare è la sorpresa – a volte lo sdegno – con cui tutti reagiscono quando si abborda il fantasma dell’immaginario collettivo più gettonato del momento. Continua a leggere →
marzo 30, 2015 – 6:33 am
Categorie: antiterrorismo, crimini di guerra, disinformazione, intelligence, Irak, nazionalismo panarabo
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EtichettatoElezioni, Francia, ISIS, marine le Pen, Matteo Salvini, Michel Aflak, Tajip Erdoghan
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Circa 500 sacerdoti cattolici del Regno Unito hanno firmato una lettera indirizzata a coloro che saranno presenti al sinodo sulla famiglia di quest’anno per chiedere una “clear and firm proclamation” dell’insegnamento della Chiesa nei confronti del matrimonio. Nella lettera é scritto che “Come preti cattolici noi riconfermiamo la nostra incrollabile fedeltà alla dottrina tradizionale nei confronti del matrimonio e del vero significato della sessualità umana, fondata sulla parola di Dio e sul Magistero della Chiesa mantenuto per due millenni”. Subito dopo, sulla stessa rivista è comparsa una lettera del cardinale Nichols, Arcivescovo cattolico di Westmister, nella quale si afferma che i “preti non devono condurre attraverso la stampa il dibattito sul sinodo di ottobre”. Insomma, state zitti e lasciateci lavorare. Continua a leggere →
L’ISPI, ( istituto di studi di politica internazionale), un ente che ha un consiglio di amministrazione più numeroso dei frequentatori, ha annunziato di aver nominato l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, suo Presidente Onorario.
Trovo disdicevole coinvolgere un esponente politico di rilievo in cariche onorifiche minori, ma capisco l’intento che ha mosso il presidente effettivo Giancarlo Aragona a tentare questa via di pubblicizzazione.
Quel che non capisco è l’atteggiamento della famiglia Napolitano e dei funzionari che ne curano la segreteria.
Entrambe queste comunità dovrebbero vegliare a impedire al presidente di fare sciocchezze come quella di rispondere dichiarandosi onorato, disponibile a occuparsi di politica estera e ricordando di essere stato ospite
” nell’autorevole” sede dell’Istituto.
Per evitare a Cossiga di dire e fare sciocchezze, il SISMI aveva assegnato otto dipendenti a tempo pieno al seguito del personaggio.
Siamo in tempi di Spending Review, ma almeno uno che eviti di far capire che il presidente è rincoglionito e definisce ” autorevole” un appartamento, ci vorrebbe.