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CRISI ITALIANA: POTREMMO USCIRE DALL’EURO SE SOLO SAPESSIMO COME FARE E SE LA GENTE DESSE RETTA AL GOVERNO. di Antonio de Martini

Con l’arrivo del deficit del nostro paese al 133% del PIL ( il secondo della UE) si apre ufficialmente la caccia alla liquidità, ma con accenti depressionari che tradiscono la mancanza di idee e di coraggio che caratterizza la nostra dirigenza politica.

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SALTA IN ARIA IL CAPO DELL’INTELLIGENCE SAUDITA? CRONISTORIA DI UNA “INTOSSICAZIONE” ALL’ ARABA. DEI DUE ATTENTATI DI DAMASCO E DI RIAD UNO POTREBBE ESSERE FALSO. MA QUALE? di Antonio de Martini

L’estate scorsa su Bandar Bin Sultan.

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Il 18 luglio è giunta notizia dell’attentato devastante avvenuto nella sede del ministero della sicurezza di Damasco dove persero la vita quattro eminenti personaggi del regime, tra cui il ministro della Difesa ( Cristiano) e il capo dei servizi segreti ( in un secondo tempo).

Il mondo intero trovò normale che non trapelasse nessuna fotografia. In fondo si trattava di una dittatura. La zona della presunta esplosione fu circondata con grande tempestività dalle forze di sicurezza. Nessun media notò che due dei morti erano stati dati per morti dai ribelli che avevano detto di aver assassinato tre ministri pochi giorni prima, ma che erano stati smentiti clamorosamente dall’apparizione di uno dei morti ( il generale Hassan Turkmani) che si mostrò in ottima forma.

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Cosa fa la Banca Centrale svizzera? Investe in Euro.

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Ecco il mappamondo delle armi portatili standard nel globo.

L’Obama eversivo

Avatar di mazzettaMazzetta

Il problema dello spionaggio è solo la punta dell’iceberg di un sistema che appare aver svuotato dall’interno il senso della democrazia statunitense.

Non dev’essere facile per un americano che si ponga il problema, affrontare l’evidenza di quanto sia cambiato il suo paese nell’ultimo decennio. Già lo shock della crisi economica gli aveva rivelato che il sistema finanziario è irresponsabile, nel senso di essere al di sopra di ogni responsabilità, e che le too big to fail lo sanno tanto bene che dopo essere state salvate con i soldi dei contribuenti hanno ripreso immediatamente con le pratiche predatorie volte alla rapina di quanti accedono ai loro servizi. Lo scandalo dei mutui e le successive pratiche predatorie ai danni dei clienti in difficoltà, con lo scandalo dei pignoramenti immobiliari, passati a migliaia senza neppure osservare le procedure previste dalla legge.

Oggi sanno che con i loro soldi il loro governo ha messo…

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Syria next step is a step down in the escalation by Antonio de Martini

LO SCORSO DICEMBRE PREVEDEVO CHE AVREBBERO DOVUTO ” PENSARE L’IMPENSABILE” ovvero un compromesso coi rispettivi nemici. Ora ci siamo. Dopo quanti altri morti?

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I receive on a daily basis information from important gentlemen funded by not less important foundations of what is happening at the turkish or Jordan border.
I volunteer to enter In Syria and report some facts and findings I already checked during my trips, thanks to the opportunity to speak with people without interpreters.

1) the minority cartel that is ruling Syria is approximately 30% of the population ( Alawis, Shia , turkomans, Christians of different faiths and minor sects). The remaining 70% of Sunnis is divided between the regime followers ( 50%) and those in favour some sort of change ( 20%).
This 20% minority is divided among ” western democrats” (5%?) and Muslim loyal to Sunni Imams ( 10% probably, most of them flying the war in Jordan, Lebanon ) and a 5% funded by Saudi Arabia showing a salafist, ( rigid and medieval) religiosity.
Roughly, this mosaic…

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I RAPPORTI IRAN-USA COME METAFORA DEI RAPPORTI TRA USA E IL MONDO. di Antonio de Martini


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Qualche mese fa, gli Stati Uniti hanno desegretato una vecchia storia, ammettendo di essere stati all’origine del colpo di stato in Iran contro il governo Mossedeq nel 1953.

In quella occasione, l’Italia violò il blocco navale che impediva all’Iran di vendere il proprio petrolio nazionalizzato con la nave ” Mirella”, successivamente Mattei ruppe il cartello petrolifero che fissava nel 50-50 la percentuale di ripartizione coi paesi produttori portandola a 75-25 e ancora l’ambasciatore italiano ( Giardini mi pare ?) cercò di organizzare il matrimonio dello Scia Reza Palhavi con Maria Gabriella di Savoia.

Lo Scia, in attesa degli esiti del golpe, venne a soggiornare a Roma. Insomma, eravamo presenti con una serie di iniziative che ho ricordato qui in ordine non cronologico né esaustivo.

Questa vecchia storia si presta ad alcune notazioni che interessano il presente.

Gli Americani hanno creato fin dall’inizio della loro esistenza uno stato a mentalità protestante che, come noto, non dispone del lavacro della confessione.

Hanno una tecnica differente: per ogni grave ” peccato” esiste un luogo – e solo quello – dove è possibile commetterlo, in maniera da lasciar “puri” gli altri luoghi.
Il gioco d’azzardo ha Las Vegas, la prostituzione Reno, durante il proibizionismo c’era Chicago e così via.

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CHI HA PAURA DEGLI IMMIGRATI. di Antonio de Martini

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Questo è un REBLOG di un mio post pubblicato il 6 Aprile 2011. Il titolo ” salvate il soldato Alighieri” riguardava la salvezza della lingua italiana, ma riguarda l’esistenza degli italiani che molti vogliono salvare. La scienza demografica ci dice che siamo già morti.
A meno che non ci facciamo una trasfusione di sangue nuovo. Nel 2050 gli italiani saranno finiti nel vero senso della parola.
Fatevene una ragione oppure fate figli.

“””Una serie di attacchi isterici hanno costellato lo stillicidio degli arrivi di audaci navigatori improvvisati che solcano il Mediterraneo con navigli più fragili di quelli di Ulisse tremila anni fa. Sono giustificati gli attacchi di isteria o gli sbarchi? Rispondo prima con un aneddoto e poi coi numeri.

Qualche anno fa a cena con un anziano colonnello britannico nel senese, gli chiesi come mai un patriota avesse optato di venire a vivere in Italia i suoi ultimi anni, invece di rimanere in Inghilterra.

La risposta è stata illuminante e la riporto come la ricordo: “prima della prima guerra mondiale, l’omosessualità veniva sanzionata con la prigione, ricordiamo tutti Oscar Wilde. Dopo la guerra mondiale è mano a mano stata tollerata. Dopo la seconda guerra mondiale è diventata alla moda. Sono venuto via prima che diventasse obbligatoria”.

Adesso sono pronto a rispondere in maniera articolata, ma considero questa storiella un effetto non secondario del fenomeno che ci minaccia di estinzione culturale.

Rispondo subito che entrambe le azioni rispondono alla logica della vita. Noi stiamo morendo e loro stanno per sostituirci nel mondo Mediterraneo e la natura per affrettare la nostra disparizione, inserisce elementi aggiuntivi su cui moraleggiamo tra fautori e censori, senza arrivare al cuore della questione.

Una cultura per durare oltre il quarto di secolo ( una generazione) deve avere – è provato dalla scienza demografica – un tasso di crescita che assicuri il ricambio, ossia almeno il rimpiazzo dei morti. Il tasso di fertilità femminile per assicurare il ricambio è di 2,11 figli a famiglia.

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LAURA BOLDRINI. CHI ERA COSTEI? Da Leo

Da quando Laura Boldrini è stata eletta Presidente della Camera (terza carica dello Stato) non è passato un giorno che dentro e fuori dal Parlamento non le sia stata rivolta qualche critica.

Incuriositi, abbiamo cercato di capire quale fosse il mestiere della Signora, avendo inteso che, dopo una breve esperienza in Rai, dal 1998 si fosse occupata di rifugiati, guadagnandosi perfino gli insulti di un La Russa (una medaglia ai nostri occhi).

L’esordio sulla stampa nel 1999 è ottimo, scontrandosi con tale Sassolini, capo della Missione Arcobaleno. Alla luce dello scandalo che seguì la missione non si può che applaudire la allora neo portavoce dell’Unhcr.

Nel 2001, sebbene non compaia il suo nome leggiamo che il Pavarotti & Friends ha come

obbietttivo, raccogliere fondi per un progetto destinato ai bambini afghani rifugiati in Pakistan, in collaborazione con l’Alto commissariato dell’Onu per i Rifugiati. La Repubblica 29.5.2001

Ospite della serata Afef, che leggerà un messaggio in arabo. Diamo per certo che la Signora Boldrini ignorasse che Slaedine Jnifen, il fratello della affascinante tunisina, fosse un importante trafficante d’armi pesanti, non certo che Afef fosse la compagna di Tronchetti Provera all’epoca impegnato nella conquista di Telecom.

Ultima annotazione, se dovesse sfuggire: a condurre la serata sarà una brillante Milly Carlucci. Brillante perché l’anchor woman salirà sul palco con un paio di jeans da un milione di dollari tempestati da 175 carati di diamanti, 188 carati di zaffiri e 2400 grammi di oro. Ma nessun problema per la sicurezza, visto che la Carlucci sarà scortata da sei bodyguard. Qualche perplessità, invece, su cosa penserebbero di fronte a tanto sfavillio i bambini afghani.

La portavoce fu afona.

Nel marzo 2002, la Signora Boldrini esce allo scoperto, impegnandosi in una polemica durissima contro la parodia di Pavarotti fatta da Crozza (che minchia centra?).

Il comico, durante una trasmissione, ironizzò sull’attitudine del Maestro ad evadere le tasse, senonché, grazie ai traballanti Do di petto del Grande Tenore, Laura Boldrini era riuscita, l’anno prima, a raccogliere un miliardo e mezzo di lire, destinati ai bambini afghani (Bene! Bravi! Bis!).

Laura Boldrini: «Considero l’accoppiata tra evasione fiscale e beneficenza, che implica l’imitazione di Luciano Pavarotti proposta da Maurizio Crozza, dannosissima. Tutto il denaro raccolto dal Pavarotti International è stato sempre destinato a progetti umanitari. La beneficenza non è certo, per il maestro, un pretesto per non pagare le tasse: posso testimoniarlo. Quel binomio, quella specie di equazione propinata in veste satirica, può insinuare nel pubblico dubbi circa gli obiettivi di reale, concretissima beneficenza delle manifestazioni legate al nome di Pavarotti. Se la satira si focalizza sull’ idea che far beneficenza corrisponda a evadere i propri doveri di contribuenti, si corre il rischio di creare un rapporto di sfiducia negli spettatori verso questo genere di iniziative». Non piacciono a Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, le battute sull’incrollabile tenore (esempio: «se faccio l’acuto me lo pagate in nero?»), offerte da Crozza nel salotto notturno del Dopofestival di Sanremo. Fu la Boldrini, l’anno scorso, a farsi tramite dei due progetti a favore dei bambini afgani rifugiati in Pakistan finanziati con gli introiti del Pavarotti International («un miliardo e mezzo di dollari»). «È il maestro a scegliere personalmente i progetti» riferisce la Boldrini, «che ogni anno gli sottoponiamo». E aggiunge che «anche quest’ anno Pavarotti organizzerà un grande concerto, stavolta per l’ Africa, finalizzato a nuovi progetti benefici. Il tutto sarà annunciato tra breve». Quanto al Festival di Sanremo, la Boldrini si augura che «nelle prossime serate la satira trovi spunti diversi. L’ironia è una cosa, la realtà è un’altra: la realtà, adesso, sono innanzitutto le scuole e i centri sanitari costruiti proprio grazie ai fondi reperiti da Pavarotti, e i medici e gli insegnanti che già vi lavorano» La Repubblica, 8.3.2002

Così oltre che portavoce dei rifugiati divenne portavoce di Pavarotti.

L’anno seguente è la Rai, nella figura di Fabrizio Del Noce, a deludere:

Laura Boldrini: «L’anno scorso siamo riusciti a raccogliere oltre tre milioni di dollari. La speranza quest’anno era di superare questa cifra. Il nostro obiettivo è quello di assistere il rimpatrio e il reintegro di circa novecentomila iracheni che negli anni sono stati costretti a fuggire. Con fondi del Pavarotti & Friend contavamo di aiutare almeno ventimila persone. Con duecento euro si può salvare una famiglia di 5 persone. Certo senza la diretta in Italia sarà tutto più difficile». La Repubblica, 30.4.2003

Ma, alla fine tutto si aggiusta se, circa un mese dopo, apprendiamo che:

Secondo le cifre fornite da Laura Boldrini dell’Unhcr, rispetto al 2002 (1.089.292 euro), il ricavato della vendita dei biglietti ha raggiunto un milione e 100 mila euro. «Un ottimo risultato – commenta Boldrini – visto il ritardo nell’organizzazione del concerto e la mancanza di informazioni sui rifugiati iracheni» cui viene devoluto il ricavato. Corriere della Sera 27.5.2003

Un’altra iniziativa che descrive il lavoro della Signora, è un corso di formazione finanziato dal noto Bassolino Antonio, nei panni di Presidente della Regione Campania:

Diventeranno esperti nella gestione degli aiuti umanitari i 90 ragazzi che frequentano il corso di formazione per “peacekeeper”. Il corso è stato inaugurato ieri dal presidente della Regione Antonio Bassolino e dall’ assessore Adriana Buffardi e da Laura Boldrini, portavoce dell’ alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Sei in tutto i progetti approvati. Il piano di studio è articolato in quattro sezioni per un totale di mille ore complessive, di cui 200 con uno stage in Albania, Kosovo, Bosnia e Romania. La Repubblica, 11.12.2004

Tolte queste meritevoli attività, la stampa non ci restituisce altro della Signora che reiterate e identiche dichiarazioni sulle attività svolte dall’Unhcr e sulla inutilità delle politiche nazionali riguardanti l’immigrazione a fronte di numerose tragedie, la cui somma di sorelle e fratelli annegati nel Mare Nostrum supera di gran lunga l’ultima strage di Lampedusa (primi di ottobre 2013).

In fondo è il mestiere della portavoce (dei morti).

La redazione

P.S. Anche la marcia di avvicinamento al Parlamento è stata una delle sue attività, come si evince dalla seguente foto di famiglia:

Parte oggi, a Cecina Mare a Livorno, il meeting internazionale antirazzista. «In Movimento, cittadini, società e culture» il titolo della nona edizione, che, come ogni anno, porterà per una settimana nella cittadina in provincia di Livorno associazioni, politici ed istituzioni per affrontare i temi dell’ immigrazione e della convivenza tra culture. Evento clou, il faccia a faccia tra il presidente regionale della Puglia Nichi Vendola, la parlamentare Ds Livia Turco, quella della Margherita Rosy Bindi e don Luigi Ciotti, il prossimo 22 luglio. Il meeting, promosso dalla Regione Toscana con altri enti locali, organizzato da Arci in collaborazione con Cgil, ospiterà anche Claudio Martini, Laura Boldrini, Guglielmo Epifani, Piero Fassino, Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Alfondo Pecorario Scanio e molti altri. E poi spettacoli, concerti, mostre, fino al 23 luglio. La Repubblica, 15.7.2005

Chiari di luna

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