CHI HA PAURA DEGLI IMMIGRATI. di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
Questo è un REBLOG di un mio post pubblicato il 6 Aprile 2011. Il titolo ” salvate il soldato Alighieri” riguardava la salvezza della lingua italiana, ma riguarda l’esistenza degli italiani che molti vogliono salvare. La scienza demografica ci dice che siamo già morti.
A meno che non ci facciamo una trasfusione di sangue nuovo. Nel 2050 gli italiani saranno finiti nel vero senso della parola.
Fatevene una ragione oppure fate figli.

“””Una serie di attacchi isterici hanno costellato lo stillicidio degli arrivi di audaci navigatori improvvisati che solcano il Mediterraneo con navigli più fragili di quelli di Ulisse tremila anni fa. Sono giustificati gli attacchi di isteria o gli sbarchi? Rispondo prima con un aneddoto e poi coi numeri.

Qualche anno fa a cena con un anziano colonnello britannico nel senese, gli chiesi come mai un patriota avesse optato di venire a vivere in Italia i suoi ultimi anni, invece di rimanere in Inghilterra.

La risposta è stata illuminante e la riporto come la ricordo: “prima della prima guerra mondiale, l’omosessualità veniva sanzionata con la prigione, ricordiamo tutti Oscar Wilde. Dopo la guerra mondiale è mano a mano stata tollerata. Dopo la seconda guerra mondiale è diventata alla moda. Sono venuto via prima che diventasse obbligatoria”.

Adesso sono pronto a rispondere in maniera articolata, ma considero questa storiella un effetto non secondario del fenomeno che ci minaccia di estinzione culturale.

Rispondo subito che entrambe le azioni rispondono alla logica della vita. Noi stiamo morendo e loro stanno per sostituirci nel mondo Mediterraneo e la natura per affrettare la nostra disparizione, inserisce elementi aggiuntivi su cui moraleggiamo tra fautori e censori, senza arrivare al cuore della questione.

Una cultura per durare oltre il quarto di secolo ( una generazione) deve avere – è provato dalla scienza demografica – un tasso di crescita che assicuri il ricambio, ossia almeno il rimpiazzo dei morti. Il tasso di fertilità femminile per assicurare il ricambio è di 2,11 figli a famiglia.

In tutta l’ Europa occidentale, il tasso di fertilità femminile è di 1,5 figli a famiglia. Una bella fetta degli Europei attuali, ha quindi optato per l’acquisto del nuovo televisore e della lavatrice piuttosto che per l’allevamento del secondo figlio.
Storicamente è provato che tutte le culture di cui abbiamo notizia e che sono andate al di sotto del 1,9 figli a famiglia, non sono più riuscite a risalire la china. Non è mai successo.

Quale cultura sparirà per prima? Il tasso di fertilità spagnolo è di 1,47; quello olandese , del 1,66; La Francia ( dopo la cura Debré e gli incentivi) 1,96;L’Inghilterra 1,91; l’Italia 1,39; la Germania 1,41 e il Giappone 1,2. ( tra 30 anni la sua popolazione diminuirà di sessanta milioni di unità).

I tre paesi sconfitti nella guerra mondiale ( Giappone, Germania, Italia) hanno subito in questi ultimi 60 anni le pressioni di una serie di lobbies che invitavano a limitare le nascite, invitavano a migliorare il livello di vita , a risparmiare i ventri delle mamme che andavano sformandosi ecc. La cultura omosessuale è stata incoraggiata in nome della libertà di espressione e di scelta.

Gli Stati Uniti sono invece a livello del ricambio con 2,0 di fertilità per famiglia .

Se prendiamo paesi in via di sviluppo, vediamo ad esempio la Tunisia che in questo periodo ci sta invadendo con migliaia di giovani, vediamo che nell’ultimo ventennio il loro tasso di natalità è passato da ( cito a memoria) circa 6 figli a famiglia a 2,6 . L’Egitto era a circa otto figli. Oggi i Filippini sono al livello di 3,2 figli a famiglia.

La lingua di Dante Alighieri è dunque in via di sparizione, a meno che non ci premuriamo di trasmetterla agli immigrati. Il cardinale Biffi di Bologna ci invitò, anni fa a favorire l’immigrazione dei filippini con la motivazione “che almeno sono cattolici”.

Personalmente preferirei conservare piuttosto la cultura mediterranea e tra queste quella italiana. Le zone dove l’italiano è meglio conosciuto sono la sponda sud prospiciente la Sicilia, il corno d’Africa e la sponda dell’Adriatico in senso lato, includendo Romania e dodecaneso. Ecco perché non mi straccio le vesti di fronte alle immigrazioni anche di massa. L’arma della educazione è ancora nelle nostre mani, la disponibilità ad apprendere esiste, molti già parlano il dialetto, il che significa che la buona volontà ad apprendere c’è, ma non quella di insegnare la lingua ( per non parlare della cultura).

Un cittadino del mediterraneo sa già molto della nostra cultura. I filippini sanno qualche giaculatoria e non so con quanta convinzione la recitano. Un esempio: durante l’anno santo la polizia mise le mani su un gruppetto di quattordici filippine che esercitava la prostituzione in abbigliamento ecclesiastico.

Una breve inchiesta mostrò che non era un trucco. Erano proprio suore.

Su questo tema dovremo tornare ( nota di oggi).

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Commenti

  • luigiza  On ottobre 10, 2013 at 7:42 pm

    La cultura omosessuale è stata incoraggiata in nome della libertà di espressione e di scelta.

    Non so da dove Lei ha tratto questa informazione ma il sottoscritto pur non avendo prove in merito ne é ormai quasi convinto.
    Non saprei spiegarmi altrimenti perchè se ne parli in continuazione in ogni occasione quasi quasi come se quella fosse la normalità.
    Ci aggiunga l’esaltazione nei mass media di personaggi tipo Lady Gaga o Cyrus Miley che in tempi normali sarebbero state liquidate come delle povere paperotte e che invece vengono additate come modelli di comportamento.

    In occidente negli ultimi lustri è successo qualcosa di grave che porterà al nostro annientamento.

    • antoniochedice  On ottobre 10, 2013 at 7:52 pm

      Il convincimento l’ho tratto dai media, dalla frequenza di pubblicazione, dalla criminalizzazione della cultura ” machista” sotto la maschera della uguaglianza dei sessi.
      Basta vedere il linciaggio mediatico di Barilla , andrebbe linciato per ben altro, per aver detto che nella sua pubblicità non voleva rappresentare ” famiglie” omo.
      In Inghiltera hanno fatto una ricerca per capire quanti sono gli omosessuali.
      Sono uscite tre stime: l’1,3% con un sondaggio; il 6/7% da una stima mista e il 10% secondo alcune organizzazioni di difesa degli omosessuali.
      Anche su questo bisognerà elaborare senza intenti persecutori, ma per rendersi conto degli effetti ( anche geopolitici) di mode lanciate con leggerezza, per protagonismo o per colpire la cultura di un paese.

  • roberto buffagni  On ottobre 11, 2013 at 10:22 am

    Mia moglie ed io il nostro dovere demografico l’abbiamo fatto, ma qui, a quanto pare, il volontarismo non basta. E dire che fare figli, almeno nella tappa di fabbricazione, è così divertente! (Vero che la manutenzione e soprattutto il marketing sono più complicati e difficili). Quanto agli omosessuali, il problema non sono loro, ma i gay: cioè le lobby organizzate, finanziate e ben dirette, che lavorano efficacemente per la distruzione di tutte le comunità intermedie fra l’individuo e i poteri oligarchici; dalla famiglia, ai popoli, alle nazioni e agli Stati. Questa gente ha una faccia (di bronzo) e una razza (vile e dannata, omaggiamo Verdi). In una società decente e umana come le mediterranee, il posto per gli omosessuali c’è sempre stato, senza che si dovesse buttare dalla finestra la famiglia. Nella Grecia classica non mi risulta che i componenti del battaglione sacro tebano, formato da coppie di omosessuali che giuravano di non abbandonarsi mai neanche sul campo di battaglia, chiedessero di sposarsi e di avere figli. Secondo me, tanto per cominciare bisogna mettersi a rispondere per le rime a questa gente e alle loro pericolose bugie. La risposta di massa francese contro il matrimonio gay ci dovrebbe insegnare qualcosa.

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2013 at 10:33 am

      Concordo sulla lobby, ma il problema illustrato nel post era l’ondata migratoria disarmata che sta investendo l’Europa tutta.
      Gran parte dei migranti usa l’Italia come base di passaggio per la Germania ed altri luoghi dove poter lavorare.
      La questione dei gay era solo un inciso passeggero per mostrare che tutto cospira a favore dello schiacciamento demografico del paese e che è inutile lamentarsi delle conseguenze di cui si è causa

  • roberto buffagni  On ottobre 11, 2013 at 10:40 am

    Ha ragione. Quanto agli immigrati, concordo con lei. La cultura mediterranea è una realtà più viva e socialmente più importante dell’appartenenza religiosa (anche se l’Islam qualche problema lo può dare). Il problema sono i posti di lavoro, e recuperare un po’ di sicurezza e fierezza di noi stessi come italiani. Non si può integrare, e neanche ospitare decentemente, nessuno, se non sappiamo meglio chi siamo, e se non siamo capaci di creare posti di lavoro neanche per i nostri figli. Ma qui si aprirebbe un lungo discorso.

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2013 at 10:59 am

      I mussulmani che emigrano vogliono evitare la fame e gli Imam.
      Arrivati in Europa, la legislazione lassista, il respingimento sociale e la nostalgia accoppiata al fatto che qui chiunque può diventare Imam, creano bombe sociali pericolose ma disinnescabili con un po’ di benessere e kulturkampf.
      Quattro milioni di turchi in Germania e nessun terrorista: leggi dure, analitiche ma chiare, lavoro e assistenza garantiti, istruzione e libri praticamente gratuiti, risolvono il problema.
      Ho appena incontrato un immigrato che paga 400 euro l’anno per la scuola dei due figli e 150 euro di affitto dei libri scolastici di cui il 70% viene rimborsato dal comune. In provincia di Hannover.

  • robertobuffagni  On ottobre 11, 2013 at 11:41 am

    Infatti, come spesso accade il problema principale è nostro. La carità comincia in casa propria, e anche l’identità e la chiarezza su cosa siamo e vogliamo.

  • Mario Maldini  On ottobre 11, 2013 at 1:02 pm

    Credo sia stato il 1945 l’anno con più nascite in Italia, nonostante le rovine e molti giovani uomini ancora prigionieri all’estero; la Russia degli Zar, tradizionalmente descritta come l’inferno in terra, faceva più figli di quella comu-
    nista; il Giappone feudale traboccava di popolazione, quello arricchito di oggi ar-
    ranca nella decrescita demografica. Forse i popoli, come gli individui, quando realizzano i propri sogni- il benessere in questo caso- sono perduti ?

  • barbara  On ottobre 11, 2013 at 7:30 pm

    io proverei a rispondere a questa domanda: A chi conviene tanta immigrazione SE LAVORO NON C’è?? Ricordo solo due dati: tasso di Occupazione 56% (il restante 44% che fa? Tutti vincitori dell’enalotto?) MILLE AZIENDE al giorno CHIUDONO. Certo, 50 euro al giorno per ospite del CIE a chi gestisce le cooperative dell’accoglienza non disturbano mica….vedasi http://www.ilfattoquotidiano.it/2009/09/23/indagato-letta-da-10-mesi-e-ne/12088/

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2013 at 8:01 pm

      Il lavoro c’e’ eccome ! A 25 euro al giorno. Ecco perche’ vengono.

  • barbara  On ottobre 11, 2013 at 7:32 pm

    Mai passato per l’anticamera del cervello che se le coppie decidono di non mettere al mondo figli è perché devono mangiare tutti i giorni e con i lavori precari NON E’ PROPRIO UNA GARANZIA poter loro fornire il vitto?

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2013 at 7:59 pm

      Mai pensato che i poveri fanno tanti figli e i benestanti no?

  • Anafesto  On ottobre 11, 2013 at 9:38 pm

    Alcuni scienziati hanno provato a mettere in formula l’andamento di una popolazione in base a un fattore di crescita in un sistema finito.
    La malthusiana è X(successivo) = A(accrescimento) x X(iniziale) x (1 – X(iniziale)); X(successivo) diventa X(iniziale) nella generazione successiva.
    Sembra abbastanza calibrata su uno stagno che può ad esempio supportare una popolazione di 100 pesci ad esempio.
    Vedere il comportamento del grafico con diverse ipotesi di crescita.
    Cosa succede se analoga formula, con le dovute complicanze del caso (risorse che diminuiscono con l’aumentare della popolazione, popolazione che tende ad aumentare i fabbisogni pro capite nel tempo, eccetera) , viene applicata la pianeta terra (che come sappiamo è un sistema finito)?
    Probabilmente o si modifica (diminuisce) sostanzialmente il fattore di accrescimento attuale per poi modularlo alla bisogna una volta raggiunta la popolazione “ideale”, o il rischio è quello dell’estinzione.
    Mi sembra che in Cina siano ricorsi alla filosofia del figlio unico, negli USA, per il momento si sono limitati alle Georgia’s Guidestones dove si ipotizza in 500 milioni di individui la popolazione ideale per il pianeta, salvo ipotizzare vari scenari per ottenere il risultato agognato.
    La mancanza di risorse e l’allargamento della base che le vuole utilizzare, sono alla base degli “allarmanti” tassi di fertilità segnalati; chiaramente ci sono popolazioni più “vitali” che stando alle leggi di Darwin potranno soppiantare le popolazioni meno “vitali”.
    Mettiamoci pure che nelle nazioni più “emancipate” (meno vitali) mancano le menti in grado di governare il problema … e la frittata è fatta!

    • antoniochedice  On ottobre 11, 2013 at 10:20 pm

      Attribuisce volentieri il nome di scienziati e io ci farei attenzione.
      Il nostro pianeta ha risorse finite si, ma che finiranno tra mille anni. I sette miliardi di uomini attuali se messi in piedi con un metro quadro a testa, non riescono ad occupare la superficie della Sicilia.
      La grande vittoria dei malthusiani consiste nell’aver convinto tanti che invece per cultura non dovrebbero esserlo.
      Per recuperare sovranità, bisogna prima recuperare autonomia di pensiero e studiare con attenzione daccapo ogni problema.
      La madre di tutte le battaglie è quella demografica, altro che i vaneggiamenti dei 500 milioni. Tra venti anni negli USA ci sarà una maggioranza di persone provenienti dall’America Latina e la lingua ufficiale sarà affiancata dallo spagnolo.

      • Anafesto  On ottobre 12, 2013 at 12:59 pm

        Ha ragione, i 500 milioni saranno puri vaneggiamenti (anche perché occorrerebbe specificare qual’è quel 93% che deve togliere l’incomodo), ma in qualche modo concorrono a orientare l’opinione pubblica sul pervasivo “pensiero unico”; personalmente non sottovaluterei la faccenda.

  • abrahammoriah  On ottobre 12, 2013 at 9:32 am

    12 ottobre 2013

    Premesso, tanto per essere chiari, che sindacare sui gusti e comportamenti da camera da letto è un’ottima premessa per ogni pensiero totalitario, per essere altrettanto chiari non deve sfuggire che siamo in presenza di una martellante esaltazione (anche questa con un forte retrogusto totalitario) dell’omosessualità e che questo martellamento proveniente da più fonti non può essere liquidato come un bizzarro fatto di costume, come del resto non è certo casuale che fra gli indicatori della qualità della vita non venga mai menzionata la prima della caratteristiche della vita stessa, la sua capacità di autoriprorudursi, che detto in altre parole significa la facilità o meno da parte della popolazione di costituire famiglie e di avere figli. Miseria delle ideologie che hanno fatto il secondo dopoguerra e necessità di una rinnovata visione geopolitica in cui il concetto di “spazio vitale” non sia inteso solo in senso spaziale ma indichi anche quelle dimensioni – collettive e private – la cui espansione e rafforzamento rendono la vita dell’individuo e della comunità di cui fa parte non solo degna di essere vissuta (di alta qualità, quindi) ma anche con una reale capacità autoriproduttiva. E una sana politica di rafforzamento demografico (nonostante le ridicole distorsioni nazifasciste) è certamente uno degli elementi portanti per la creazione di quello spazio vitale (inteso non solo in senso geografico-spaziale) fondamentale – nonostante quanto possa insegnare uno sciocco neoliberismo – per la salute della comunità nazionale e quindi della democrazia.

    Massimo Morigi

  • antoniochedice  On settembre 8, 2014 at 9:20 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    SCUSATE LA RIPETIZIONE, MA IL PROBLEMA È ANCORA QUELLO.

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