LAURA BOLDRINI. CHI ERA COSTEI? Da Leo

Da quando Laura Boldrini è stata eletta Presidente della Camera (terza carica dello Stato) non è passato un giorno che dentro e fuori dal Parlamento non le sia stata rivolta qualche critica.

Incuriositi, abbiamo cercato di capire quale fosse il mestiere della Signora, avendo inteso che, dopo una breve esperienza in Rai, dal 1998 si fosse occupata di rifugiati, guadagnandosi perfino gli insulti di un La Russa (una medaglia ai nostri occhi).

L’esordio sulla stampa nel 1999 è ottimo, scontrandosi con tale Sassolini, capo della Missione Arcobaleno. Alla luce dello scandalo che seguì la missione non si può che applaudire la allora neo portavoce dell’Unhcr.

Nel 2001, sebbene non compaia il suo nome leggiamo che il Pavarotti & Friends ha come

obbietttivo, raccogliere fondi per un progetto destinato ai bambini afghani rifugiati in Pakistan, in collaborazione con l’Alto commissariato dell’Onu per i Rifugiati. La Repubblica 29.5.2001

Ospite della serata Afef, che leggerà un messaggio in arabo. Diamo per certo che la Signora Boldrini ignorasse che Slaedine Jnifen, il fratello della affascinante tunisina, fosse un importante trafficante d’armi pesanti, non certo che Afef fosse la compagna di Tronchetti Provera all’epoca impegnato nella conquista di Telecom.

Ultima annotazione, se dovesse sfuggire: a condurre la serata sarà una brillante Milly Carlucci. Brillante perché l’anchor woman salirà sul palco con un paio di jeans da un milione di dollari tempestati da 175 carati di diamanti, 188 carati di zaffiri e 2400 grammi di oro. Ma nessun problema per la sicurezza, visto che la Carlucci sarà scortata da sei bodyguard. Qualche perplessità, invece, su cosa penserebbero di fronte a tanto sfavillio i bambini afghani.

La portavoce fu afona.

Nel marzo 2002, la Signora Boldrini esce allo scoperto, impegnandosi in una polemica durissima contro la parodia di Pavarotti fatta da Crozza (che minchia centra?).

Il comico, durante una trasmissione, ironizzò sull’attitudine del Maestro ad evadere le tasse, senonché, grazie ai traballanti Do di petto del Grande Tenore, Laura Boldrini era riuscita, l’anno prima, a raccogliere un miliardo e mezzo di lire, destinati ai bambini afghani (Bene! Bravi! Bis!).

Laura Boldrini: «Considero l’accoppiata tra evasione fiscale e beneficenza, che implica l’imitazione di Luciano Pavarotti proposta da Maurizio Crozza, dannosissima. Tutto il denaro raccolto dal Pavarotti International è stato sempre destinato a progetti umanitari. La beneficenza non è certo, per il maestro, un pretesto per non pagare le tasse: posso testimoniarlo. Quel binomio, quella specie di equazione propinata in veste satirica, può insinuare nel pubblico dubbi circa gli obiettivi di reale, concretissima beneficenza delle manifestazioni legate al nome di Pavarotti. Se la satira si focalizza sull’ idea che far beneficenza corrisponda a evadere i propri doveri di contribuenti, si corre il rischio di creare un rapporto di sfiducia negli spettatori verso questo genere di iniziative». Non piacciono a Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, le battute sull’incrollabile tenore (esempio: «se faccio l’acuto me lo pagate in nero?»), offerte da Crozza nel salotto notturno del Dopofestival di Sanremo. Fu la Boldrini, l’anno scorso, a farsi tramite dei due progetti a favore dei bambini afgani rifugiati in Pakistan finanziati con gli introiti del Pavarotti International («un miliardo e mezzo di dollari»). «È il maestro a scegliere personalmente i progetti» riferisce la Boldrini, «che ogni anno gli sottoponiamo». E aggiunge che «anche quest’ anno Pavarotti organizzerà un grande concerto, stavolta per l’ Africa, finalizzato a nuovi progetti benefici. Il tutto sarà annunciato tra breve». Quanto al Festival di Sanremo, la Boldrini si augura che «nelle prossime serate la satira trovi spunti diversi. L’ironia è una cosa, la realtà è un’altra: la realtà, adesso, sono innanzitutto le scuole e i centri sanitari costruiti proprio grazie ai fondi reperiti da Pavarotti, e i medici e gli insegnanti che già vi lavorano» La Repubblica, 8.3.2002

Così oltre che portavoce dei rifugiati divenne portavoce di Pavarotti.

L’anno seguente è la Rai, nella figura di Fabrizio Del Noce, a deludere:

Laura Boldrini: «L’anno scorso siamo riusciti a raccogliere oltre tre milioni di dollari. La speranza quest’anno era di superare questa cifra. Il nostro obiettivo è quello di assistere il rimpatrio e il reintegro di circa novecentomila iracheni che negli anni sono stati costretti a fuggire. Con fondi del Pavarotti & Friend contavamo di aiutare almeno ventimila persone. Con duecento euro si può salvare una famiglia di 5 persone. Certo senza la diretta in Italia sarà tutto più difficile». La Repubblica, 30.4.2003

Ma, alla fine tutto si aggiusta se, circa un mese dopo, apprendiamo che:

Secondo le cifre fornite da Laura Boldrini dell’Unhcr, rispetto al 2002 (1.089.292 euro), il ricavato della vendita dei biglietti ha raggiunto un milione e 100 mila euro. «Un ottimo risultato – commenta Boldrini – visto il ritardo nell’organizzazione del concerto e la mancanza di informazioni sui rifugiati iracheni» cui viene devoluto il ricavato. Corriere della Sera 27.5.2003

Un’altra iniziativa che descrive il lavoro della Signora, è un corso di formazione finanziato dal noto Bassolino Antonio, nei panni di Presidente della Regione Campania:

Diventeranno esperti nella gestione degli aiuti umanitari i 90 ragazzi che frequentano il corso di formazione per “peacekeeper”. Il corso è stato inaugurato ieri dal presidente della Regione Antonio Bassolino e dall’ assessore Adriana Buffardi e da Laura Boldrini, portavoce dell’ alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Sei in tutto i progetti approvati. Il piano di studio è articolato in quattro sezioni per un totale di mille ore complessive, di cui 200 con uno stage in Albania, Kosovo, Bosnia e Romania. La Repubblica, 11.12.2004

Tolte queste meritevoli attività, la stampa non ci restituisce altro della Signora che reiterate e identiche dichiarazioni sulle attività svolte dall’Unhcr e sulla inutilità delle politiche nazionali riguardanti l’immigrazione a fronte di numerose tragedie, la cui somma di sorelle e fratelli annegati nel Mare Nostrum supera di gran lunga l’ultima strage di Lampedusa (primi di ottobre 2013).

In fondo è il mestiere della portavoce (dei morti).

La redazione

P.S. Anche la marcia di avvicinamento al Parlamento è stata una delle sue attività, come si evince dalla seguente foto di famiglia:

Parte oggi, a Cecina Mare a Livorno, il meeting internazionale antirazzista. «In Movimento, cittadini, società e culture» il titolo della nona edizione, che, come ogni anno, porterà per una settimana nella cittadina in provincia di Livorno associazioni, politici ed istituzioni per affrontare i temi dell’ immigrazione e della convivenza tra culture. Evento clou, il faccia a faccia tra il presidente regionale della Puglia Nichi Vendola, la parlamentare Ds Livia Turco, quella della Margherita Rosy Bindi e don Luigi Ciotti, il prossimo 22 luglio. Il meeting, promosso dalla Regione Toscana con altri enti locali, organizzato da Arci in collaborazione con Cgil, ospiterà anche Claudio Martini, Laura Boldrini, Guglielmo Epifani, Piero Fassino, Oliviero Diliberto, Franco Giordano, Antonio Di Pietro, Dario Franceschini, Alfondo Pecorario Scanio e molti altri. E poi spettacoli, concerti, mostre, fino al 23 luglio. La Repubblica, 15.7.2005

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