Archivi Categorie: Medio Oriente

IN SIRIA A COMBATTERE ADESSO CI SONO ANCHE I RUSSI. di Antonio de Martini

La guerra civile in Siria sta assumendo sempre di più i contorni foschi della guerra civile spagnola del 1936.
Avevamo a suo tempo segnalato l’afflusso dei seicento ” volontari ” libici e Jihadisti, resisi poi autori dei principali crimini di guerra perpetrati in Siria.
Avevamo anche segnalato la dichiarazione di uno del fondatori di ” medecins sans frontières” che ritornato da un turno di volontariato ad Aleppo ha rilasciato la dichiarazione che metà dei feriti da lui curati in ospedale era di nazionalità inglese o francese.
Fonti solitamente degne di fede ci informano adesso della discesa in campo di volontari russi.

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DALL’ARABIA SAUDITA ALLA GIORDANIA, PREVISIONI TEMPESTOSE. È IN PIÙ, A WASHINGTON MEDITANO SUL ” RAPPORTO PICKERING” CHE PROPONE … di Antonio de Martini

Vigilia di cambiamenti della politica estera americana nel mondo arabo?
lo richiede un rapporto consegnato al Presidente e lo richiede la situazione politica e militare.
Il regno saudita che ha da poco un nuovo re, rischia di dover affrontare a brevissimo – in un momento particolarmente delicato se non drammatico – una seconda crisi di successione aggravata dal fatto che anche il principe ereditario , il Crownprince, sta più di la che di qua.

Accade nelle gerontocrazie: re Abdallah la scorsa settimana é stato operato alla schiena per la quarta volta, ha 89 anni, é obeso, e questa volta, invece di farsi operare negli USA é stato operato in patria in un ospedale della Guardia Nazionale Saudita ( comandata dal figlio Mutaab ben Abdallah) dalla stessa équipe statunitense che fece i precedenti interventi chirurgici a New York. Continua a leggere

STATI UNITI : GLI ATTORI ASSOLDATI DALLA CIA VENGONO A GALLA ABBINATI ALLE ” BUONE CAUSE” COME ” TESTIMONIALS”

Tra i segreti minori affiorati a causa delle “trombatine sotto il tavolo”del capo della Central Intelligence Agency, ne segnalo uno che mi pare più importante degli altri.
L’amante del generale si é fatta fotografare al settimo piano del comando della CIA – rigorosamente vietate le foto – assieme all’attrice Angelina Jolie.
A sentire Guido Olimpo giornalista al corrente dei fatti di Mc Lean ( la località non si chiama Langley come molti credono erroneamente) il settimo piano del palazzo della CIA é off limits anche per i funzionari che non siano chiamati dal capo servizio.
Nessuno si é meravigliato della presenza della nota attrice in quei luoghi. Continua a leggere

LA TERZA MOSSA DI OBAMA PER USCIRE DALLA “IMPASSE” NUCLEARE CON L’IRAN. di Antonio de Martini

BARAK OBAMA , TERZA AZIONE DEL SECONDO TEMPO ( SCUSATE MA È TEMPO DI DERBY QUI A ROMA).
È INIZIATA LA CORREZIONE DEL TIRO ANCHE NELLA POLITICA IRANIANA.

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LA PRIMA MOSSA DI OBAMA : CONTRORDINE COMPAGNI di Antonio de Martini

Il New york times  e il suo affiliato europeo International Herald Tribune  cominciano la marcia di allontanamento dai ribelli siriani. I macellai hanno fatto ben di più di quanto chiesto dai mandanti. Si comincia ad accorgersi che gli amici dell’America sono coloro che criticano gli errori e non chi lecca gli scarponi.

Eccovi l’articolo di prima pagina dell’International Herald tribune di oggi.

International Herald Tribune 091112

A domani per il commento

AFGANISTAN. NUOVE MINE FATTE CON LEGNO E FERTILIZZANTI SEMINANO STRAGE. I CERCAMINE MAGNETICI NON LI TROVANO. LA U.S. NAVVY CORRE AI RIPARI. NOI NO. di Antonio de Martini

La guerra in Afganistan sta assumendo i contorni di una guerra classica con tanto di nuove armi e parate da entrambe le parti.
All’inizio della ” guerra asimmetrica” gli Afgani, impossibilitati ad affrontare la potenza di fuoco della N.A.T.O., iniziarono a riempire di esplosivi dei vecchi bossoli di artiglieria residuati della guerra precedente contro i russi e a farli detonare a distanza con congegni elettronici.
Errore. Gli americani in elettronica sono imbattibili. Continua a leggere

SIRIA: NEGOZIATI IN CORSO A DOHA E SPUNTA IL NOME DI UN SUCCESSORE ACCETTABILE A TUTTI. SI CHIAMA RIAD SEIF. di Antonio de Martini

Nei giorni scorsi si è tenuta a DOHA, in Katar, una riunione di circa 400 dissidenti siriani mirante a rifondare in qualche modo l’opposizione a Bashar el Assad ed al regime Baathista.
La riunione é la prova più evidente del ripensamento americano che, alle prese con la situazione siriana interna ai ribelli sempre più controllata dai fanatici religiosi , sembra essersi reso conto di quel che è evidente da sempre ad ogni persona di buon senso: quando la parola passa alle armi, i fanatici hanno sempre la meglio.

La riunione è stata affiancata idealmente da un’altra riunione più ristretta

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SIRIA: IL RISCHIO DI ALLARGAMENTO DELLA CRISI SPINGE GLI USA AD ACCETTARE IL PIANO DI KOFI ANNAN E FORSE PERSINO L’INTERVENTO RUSSO DI PEACEKEEPING. di Antonio de Martini

L’occidente aspetta l’elezione del nuovo Presidente per suonare la ritirata dalla Siria in cui si è impantanato credendo di poter riuscire a realizzare facilmente il ” regime change” .

Di fronte al pericolo di collasso economico della Giordania , la sconfitta netta degli amici degli USA in Libano, il pericolo di guerra civile in Turchia dove la guerriglia curda ha raddoppiato gli effettivi e accelerato lo slittamento dell’Irak nell’area di influenza iraniana, la NATO comincia ad essere a corto di infelici iniziative e ha finalmente capito che il costo della guerra non è più sopportabile. Continua a leggere

USA E GERMANIA BEFFATI DAL CAPITANO ALIBABA’ E UN COMPARE. di Antonio de Martini

Due importanti capi dell’intelligence Afgana, sono scomparsi mentre erano a Washington dopo aver partecipato nelle scorse dieci settimane a un corso intensivo di intelligence organizzato negli USA e in Germania a beneficio di ufficiali N.A.T.O. scelti tra i più decisi, motivati e meritevoli.

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IRONIA DELLA STORIA: L’INTERVENTO NATO IN SIRIA HA CREATO UN VUOTO DI POTERE NEL LEVANTE E LA TURCHIA NON RIESCE A RIEMPIRLO. GLI USA COMINCIANO LA MARCIA INDIETRO E ERDOGAN TORNA A BUSSARE ALLA PORTA DELLA U.E. di Antonio de Martini

La Strategia del supporto americano al ” regime change” in Siria, ma con coinvolgimento indiretto, ha creato al premier turco Erdoghan un problema di dimensioni inattese.
L’analisi politica che lo ha portato a rinnegare la dottrina Davitoglu ( nessun problema alle frontiere coi paesi vicini) si è rivelata errata ed ora è in crisi palese con tutti i vicini, eccezion fatta della Grecia, cui la Turchia è già legata da odio secolare ( l’ultimo scontro armato data dal 1974 per Cipro).
La frizione con la Siria ha portato alla luce il fatto che tutti gli alleati di Assad confinano con la Turchia: Russia, Iran e l’Irak sciita.
La capacità di resistenza del regime di Assad é stata decisamente sottovalutata, così come il numero dei siriani che avrebbero accolto l’invito a rifugiarsi in Turchia. La siccità indotta dalla penuria d’acqua provocata dalle dighe turche ( vedasi il post ” la prossima guerra sarà per l’acqua”) ha indotto i contadini, in gran numero, a cercare aiuti.
Accanto a questi due grossi errori di sottovalutazione, ce ne sono stati altri due di segno contrario: Erdoghan ha sovrastimato la volontà di intervento militare diretto del governo americano nella lotta e la possibilità – rivelatasi illusoria – di provocare un golpe dall’interno del regime siriano.

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