LIBIA: CHI VUOLE LA GUERRA E PERCHE’. NON SONO UN PACIFISTA, MA ORA NON E’ NELL’INTERESSE NAZIONALE. NON CI RENDEREBBE QUEL CHE ABBIAMO PERSO. di Antonio de Martini

L’anno scorso a febbraio la situazione era questa è non è cambiata. La guerra è illegittima, l’ONU non ha veste per intervenire, la NATO nemmeno e nessuno ci restituirà quel che abbiamo perso. DOVE’È L’INTERESSE NAZIONALE IN TUTTO QUESTO?

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

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Se la frase  quos deus vult perdere demementat rispecchia il vero, mi pare evidente che anche il Padreterno non ne possa più di questo manipolo di persone capaci di autoaccusarsi di omicidio pur di apparire sui media.

La guerra, da impossibile che era è diventata inevitabile a dire di persone che il primo ministro Matteo Renzi dovrebbe sostituire o almeno  azzittare formalmente. Oggi è lunedì e quindi sul menù c’è  la guerra alla Libia.

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Commenti

  • Avatar di abrahammoriah abrahammoriah  Il marzo 3, 2016 alle 8:03 am

    3 marzo 2016 – Le cosiddette democrazie rappresentative vivono ora in una condizione di totale e permanente liquefazione del diritto e delle consuetudini politiche. Qualsiasi ragionamento sul “che fare” non può che partire da questo stato delle cose. Massimo Morigi

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  • Avatar di SC SC  Il marzo 3, 2016 alle 8:31 am

    L’interessere e’ personale ed in particolare di Renzi: o Renzi agisce obbediente o salta.
    Remember Berlusconi?

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  • Avatar di abrahammoriah abrahammoriah  Il marzo 3, 2016 alle 9:56 am

    Giusto, la situazione è illegale e quindi?…

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  • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il marzo 3, 2016 alle 10:38 am

    Quindi venti avvocati potrebbero impiantare un procedimento dopo aver fatto una diffida formale in difesa della Costituzione. Fare politica, insomma coi mezzi che si hanno.

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  • Avatar di dostojevskij dostojevskij  Il marzo 4, 2016 alle 7:00 PM

    il partito della guerra lo leggo sui giornali ogni giorno, eppure come lei ben dice è passato un anno e, nonostante di assist e spintoni da dietro ce ne abbiano serviti a iosa, siamo ancora qua e la guerra non si fa, qualcosa vorrà dire? si potrebbe ipotizzare che nelle stanze che contano il partito a cui questa guerra non interessa è più forte di quanto si pensi… oppure che a questi non è stato ancora offerto il giusto tornaconto…

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    • Avatar di antoniochedice antoniochedice  Il marzo 4, 2016 alle 9:30 PM

      No, credo finirà per prevalere la strategia di separare il grano dal loglio.
      Se esiste un nido di terroristi si vada lì col Col Moschin e lì si annienti. Si smetta di fare i guerrieri da balestra coi drone e di farsi odiare dai libici.
      Si rischia la vita, ma si ammazzano le persone giuste.
      Li conoscono: sono i reduci della spedizione dei 600 volontari mandati in Siria a far fuori Assad.
      Molti sono morti, altri demotivati dalla sconfitta, qualcuno inasprito dal desiderio di vendetta a forse altri stanchi di sangue.
      Una attenta selezione dei bersagli e la messa da parte delle forze aeree se non per ricognizione consentirà di uccidere pochi elementi e farsi apprezzare dalla maggioranza dei cittadini.
      Ignorò se si diano fatti sondaggi, ma sono certo che i contrari alla guerra siano oltre l’80%.
      Con la situazione occupazionale italiana ( ed europea) un rovescio di fortuna o un mega attentato avrebbe potuto avere effetti devastanti per la classe dirigente.
      La Libia potrebbe essere la nostra Algeria, ossia la tomba del regime.

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