ECCO IL LIBRO BIANCO DELLA DIFESA  ITALIANA. APERTO AI COMMENTI.


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Commenti

  • kho  On aprile 24, 2015 at 9:42 am

    Premetto di aver letto le pagine introduttive, il capitolo1, e per vedere se fosse una cosa seria ho scelto come prova del 9 il capitolo 4 dal momento che c’è una voce “lezioni apprese dalle operazioni effettuate”.
    Discreto materiale per gli studenti che dovranno affrontare la maturità, dal momento che sembra un’ antologia di belle frasi generaliste da temino di scuola.
    Patetico e controproducente il riferimento all’articolo 11.
    Ridicolo il capitolo 4, soprattutto “lezioni apprese dalle operazioni effettuate”, ovvero : non c’è che da esserne orgogliosi, siamo stati capaci. tuttoqua?

    A queste esimie menti quante riunioni ci sono volute per arrivare a partorire L’affondamento dei barconi? considerando che l’italia alle soglie del nuovo millennio……………rimandati a settembre.

    PS. ma sono io polemico? o un po’ di ragione ce l’ho?

    • antoniochedice  On aprile 24, 2015 at 10:07 am

      Per i commenti finali aspettiamo altri lettori.

  • giu_e_su  On aprile 24, 2015 at 1:09 pm

    Giudizio: libro sopraffino, scritto da menti eminentissime e coraggiosissime, dato il loro altissimo spezzo del pericolo, del ridicolo, dell’inutile e del superfluo, oltre al fatto che considerano l’intelligenza un inutile orpello.

    Se volete, questo è il sommario del libro (per come lo ho capito io).

    cap1 perchè un libro bianco?
    dalla caduta del muro di berlino non ci abbiamo capito niente. (1-9).
    Cacciate la grana (10-13)
    Dobbiamo garantire delle poltrone (14-17)
    Siamo i cani da guardia dei potenti (e cacciate la grana) (18-22).
    cap2 il quadro strategico.
    Fuffatronica letteraria (23-28) per riempire paragrafi.
    l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla (29),
    i colpi di stato fomentati da altri continueranno (30),
    Capitan Ovvio v.1, ovvero chi ha la tecnologia migliore vince (vero sin dall’età della pietra) ,
    Descrivere il sintomo per nascondere la causa (33) ovvero non voler capire il perchè della denatalità,
    Capitan Ovvio (34) l’urbanizzazione esiste dai tempi dell’antica Roma.
    Capitan Ovvio (35) le risorse sono SEMPRE scarse ovvero l’ABC dell’economia,
    Capitan Ovvio (36) il clima è sempre in mutamento e poi fa fine la citazione,
    Fuffatronica letteraria (37) sulla finanza sempre per confondere sintomo con causa,
    Descrivere il sintomo per nascondere la causa (38), in quanto il popolo vuole la libertà e non lo stato padrone,
    Cacciate la grana (39),
    l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla (40-53)
    i colpi di stato fomentati da altri continueranno: lista dei paesi (54-57),
    Fuffatronica letteraria (58-60) per riempire paragrafi.
    cap 3
    Fuffatronica letteraria + Dobbiamo garantire delle poltrone + l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla + Cacciate la grana (61-89)
    Capitan Ovvio (89-91), le forze armate sono armate per la guerra.
    l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla (92-95), ed inoltre le forze armate ubbidiscono allo straniero.
    cap4 lezioni apprese.
    Abbiamo fatto cose e abbiamo visto posti. In compenso ci siamo scordati dell’Articolo 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (ecc..).Stare a casa propria non se parla, ovvero: l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla.
    cap5 predisposizione e prontezza:
    in breve: Cacciate la grana
    cap6 trasformazione forze armate
    troppi generali e pochi soldati, ovvero: Ridateci la leva più cacciate la grana.
    cap7 organizzazione
    Dobbiamo garantire delle poltrone
    cap8 risorse umane
    troppi generali e pochi soldati, ovvero: Ridateci la leva più cacciate la grana più dobbiamo garantire delle poltrone.
    cap9 politiche industriali
    l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla: il fornitore di tecnologia saranno gli stati uniti.
    cap10 pianificazione strategica.
    per capire perchè perdiamo troppo tempo in riunioni, abbiamo indetto una riunione. Inoltre l’Italia è incastrata nella nato e non decide nulla (346).

    • antoniochedice  On aprile 24, 2015 at 2:33 pm

      Complimenti per il dono della sintesi.

    • Anafesto  On aprile 24, 2015 at 6:34 pm

      Mi congratulo con Lei, è riuscito ad arrivare alla 67^ pagina! Complimenti!
      Personalmente ho dato forfait molto molto prima: non sono psichiatra e non vedo perché dovrei accollarmi gli stati allucinatori di chi si è prodigato all’opera.
      Urge sempre di più la dichiarazione di neutralità e, per quanto possibile, l’uscita unilaterale dalla situazione demenziale e, sembra, irreversibile dei quisling che ci sono stati imposti.

      • antoniochedice  On aprile 24, 2015 at 6:47 pm

        Lei sembra assimilare l’esigenza politica di neutralità allo sbragamento.
        Al contrario, la neutralità presuppone – come per la Svizzera- forze armate ben equipaggiate ed armate.
        Si vis pacem con quel che segue.

  • Carlo Cadorna  On aprile 25, 2015 at 5:30 am

    Premesso che sono favorevole all’uscita dalla NATO ed alla ricerca, in sede europea, di sinergie per ridurre i costi ed aumentare l’efficacia, ad una lettura affrettata ho trovato alcuni spunti interessanti riguardanti soprattutto la struttura e la formazione del personale (settore chiave). Bisognerà vedere se, come purtroppo non è avvenuto in passato, saranno mantenute le promesse…

  • gicecca  On aprile 25, 2015 at 5:51 am

    In genere, questi documenti sono più a fine politico che tecnico, e quindi appaiono un poco generici. Io non ho neanche fatto il soldato (dichiarato RAM sessantadue anni fa da un simpatico generale medico che mi domando se proprio lo volessi fare, il soldato, visto che studiavo medicina; mia madre alla notizia del mio rifiuto quasi svenne), ma sono rimasto un poco stupito dai commenti, apparsi sulla stampa (vedi Il Secolo XIX) dell’ammiraglio Binelli Mantelli che se l’é presa con un suo predecessore e non mi è parso entusiasta del documento. Visto che l’Ammiraglio é stato, se non sbaglio, di recente Capo di Stato Maggiore della Difesa, forse il documento non è perfettissimo. GiC

  • Carlo Cadorna  On aprile 26, 2015 at 4:31 am

    Pare che la Marina non è stata consultata… Come è stato giustamente scritto, il documento riflette le scelte politiche. Dal testo sembra che verrà privilegiata la capacità dell’Italia di fornire, in ambito internazionale, dei soldati ben preparati e motivati, indispensabili nelle situazioni di “Interposizione”, Dunque è una scelta che privilegia l’Esercito: questo spiegherebbe anche la recente scelta del Capo di Stato Maggiore della Difesa che, per legge, è il consulente del Ministro.

    • antoniochedice  On aprile 26, 2015 at 7:35 am

      Già , la Marina ha avuto molto negli anni passati e l’esercito serve a fornire truppa ausiliaria agli Stati Uniti cui non pare vero di avere uomini capaci di dialogare e combattere ad un tempo.
      Proprio quel che Pacciardi non voleva: soldati di serie B, carne da cecchino.

  • Alberto Zignani  On maggio 3, 2015 at 12:10 am

    Ho letto con attenzione e interesse il Libro Bianco edito in questi giorni dal Ministero della Difesa.
    Nella mia lunga carriera ho visto nascere diversi Libri Bianchi della nostra Difesa. Le caratteristiche che li hanno accomunati sono state sempre le stesse:
    • anziché limitarsi a delineare un numero estremamente limitato di provvedimenti urgenti e perseguibili nel prevedibile limitato periodo di permanenza del Governo e del Ministro in carica, elencavano tutti gli interventi che sarebbero stati necessari e che erano a tutti noti e insoluti da anni. Da noi venivano definiti il “Libro dei Sogni”!;
    • naturalmente il Governo e il Ministro in carica avevano appena il tempo di avviare qualche provvedimento;
    • il nuovo Governo (che, a quei tempi, era anche costituito dagli stessi partiti del precedente) e il nuovo Ministro consideravano quel Libro Bianco opera di “qualcun altro” e, pertanto, lo ignoravano.
    Morale: i vari Libri Bianchi che si sono succeduti in Italia dal dopoguerra a ieri non sono stati altro che l’autocelebrazione del Ministro del momento. Con nessun effetto pratico sull’organizzazione della Difesa. I mutamenti che sono avvenuti nel tempo sono stati sempre determinati da Ministri (vedi Andreatta) che, anziché fare Libri Bianchi, hanno fatto approvare delle leggi (vedi la Legge 25/97) o dato disposizioni precise ed esecutive (vedi la riduzione delle Direzioni Generali da 24 a 12 operata, senza clamori, in due anni).
    Anche questo Libro Bianco dice tante cose giuste, che da tempo tutti dicono. In primis, la necessità di procedere a una vera integrazione interforze, eliminando o, almeno, riducendo al massimo le ridondanze esistenti in tanti settori e il ringiovanimento del personale militare. Speriamo, quindi, che non faccia la fine di quelli che l’hanno preceduto!

    E’ naturale che, volendo essere puntiglioso, potrei obiettare su molti punti. Ma mi sembra che non sia il caso, considerato che, come ho detto, complessivamente il ragionamento si sviluppa su di una linea corretta.
    Un punto solo mi ha lasciato molto perplesso ed è relativo alla “Revisione delle strutture direttive e di comando”. In questo settore si prevede che:
    1. dal Ministro dipendano direttamente il Capo di Stato Maggiore della Difesa (un po’ enfaticamente definito “Comandante in Capo”) e il Segretario Generale della Difesa;
    2. dal Capo di SMD dipendono:
    • il Vice Capo SMD (nuova carica), responsabile dell’”Impiego delle Forze”;
    • il Sottocapo SMD, responsabile della direzione dello Stato Maggiore della Difesa;
    • i tre Capi di SM di Forza Armata, responsabili della generazione e preparazione delle rispettive forze;
    • il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, per le funzioni militari dell’Arma;
    • il Direttore Nazionale degli Armamenti e della Logistica, da cui dipendono tutte le Direzioni Generali Tecniche e il Comando Logistico della Difesa (alle cui dipendenze vengono posti anche gli Organismi e gli Enti Territoriali con compiti che vanno dal supporto logistico-territoriale, alla diffusione delle informazioni sulla Difesa, l’arruolamento del personale e la facilitazione della ricollocazione del personale nel mondo lavorativo).
    Le mie perplessità in merito sono le seguenti:
    1. Si è deciso di scindere le cariche di Segretario Generale e Direttore Nazionale degli Armamenti (DNA) e ci può stare, dal momento che così è in tutti i principali Paesi europei e negli USA. Ma perché trasformare il DNA in un Alto Comando logistico?
    2. In tutti i principali Paesi occidentali il DNA è alle dirette dipendenze del Ministro della Difesa e si occupa esclusivamente di tutti i problemi ai quali, del resto, il Libro Bianco dedica addirittura un intero Capitolo (il 9°). Secondo me, il DNA non è il Capo della logistica della Difesa. Egli è il trait d’union fra la Difesa e l’Industria della Difesa. E’ colui che promuove e segue direttamente tutte le cooperazioni internazionali. E’ colui che gira il mondo promuovendo, presso gli Stati Maggiori dei Paesi amici, i prodotti della nostra Industria della Difesa. E’, come dice l’attuale legge dei Vertici, il responsabile della politica degli armamenti. E per far questo ha la necessità di relazionarsi direttamente con il Ministro della Difesa, pur avendo una dipendenza tecnico-operativa dal Capo di SMD. Nel senso che non può avviare programmi di investimento senza il consenso del Capo di SMD. Così, del resto, prevedeva la legge dei Vertici promossa da Andreatta e, per esperienza diretta, posso dire che la cosa funzionava bene. Invece, ora, il DNA è diventato il Capo della logistica delle Forze Armate. Ma i compiti previsti dal Cap. 9 del Libro Bianco meritano, a mio avviso, una dedizione totale! E chi sarà a farlo? Il DNA, così oberato di altri compiti? Certo, cercherà di farlo, ma, anche volendo, non potrà farlo bene. Perché non ne avrà il tempo e non avrà il sostegno derivante dal rapporto diretto con l’Autorità politica della Difesa.
    3. Quando, da Maggiore, fui mandato a fare un corso di management, ricordo che una delle raccomandazioni che ci vennero più volte ripetute fu la seguente: ricordatevi che il numero massimo di leve che si può gestire in modo ottimale è di sei. Il numero otto rappresenta il massimo raggiungibile, accettando però un livello di gestione buono, ma non ottimo. Oltre le otto leve non si deve mai andare. Ebbene, il Capo di SMD si trova a gestire ben sette leve di cui due nettamente diverse dalle altre: quella dell’Arma dei CC e quella del DNA. Altro motivo, questo, per porre il DNA alle dirette dipendenze del Ministro, lasciando alle dipendenze del Capo SMD il Comando logistico interforze, che è molto più attinente ai problemi delle tre Forze Armate.
    4. In sintesi, a parer mio, il Ministro della Difesa dovrebbe esercitare la sua azione direttiva agendo su tre leve:
    • quella operativa, gestita dal Capo SMD;
    • quella tecnico-industriale, nazionale e internazionale, gestita dal DNA;
    • quella dell’Area amministrativa della Difesa, gestita dal Segretario Generale.
    Mi sembrerebbe, questa, una suddivisione dei compiti più equilibrata e armonica.

    Mi fermo qui. Non mi sembra il caso di insistere oltre. Non resta, ora, che attendere di esaminare i documenti esecutivi. Perché di tutti i provvedimenti che vengono elencati, ben poco si fa intendere sul come verranno attuati. E, da quel come, dipendono tante cose …

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