Archivi del giorno: marzo 23, 2015

CRISI ECONOMICA EUROPEA: RISOLVERLA UN META’ TEMPO E SOLDI DI QUANTO SPERA LA BANCA CENTRALE EUROPEA E AIUTANDO TUTTI I COMUNI D’EUROPA. di Antonio de martini

Come è noto la Banca centrale Europea ha stanziato più o  meno 900 miliardi di euro in 18 mesi – minacciando di prorogare se necessario – per distribuire a pioggia tutto il denaro necessario a far riprendere l’inflazione e portarla al 2%.

L’operazione si chiama QE ( Quantitative Easing), mentre altri cercano di fissare il criterio del Qualitative Easing, ossia di distribuire questa manna con un pochino di intelligenza, tenendo conto dei pessimi risultati conseguiti finora.

Tra quanti pensano a un aiuto più qualitativo, Giovanni Palladino, già responsabile finanza di Confindustria e figlio di un grande economista che aiutò l’ITalia a uscire dalle secche delle sanzioni economiche che seguirono le Sanzioni della Società delle Nazioni a carico del nostro paese per via dell’impresa etiopica.

Il Palladino, in un articolo recentemente pubblicato in inglese, fa notare che sia il Giappone  ( che è al terzo esperimento di QE senza risultati apprezzabili ) sia gli USA, col QE hanno risolto il problema delle Banche, ma non quello dell’occupazione e nemmeno quello della ripresa economica. L’economia giapponese ristagna e quella americana ha visto una ripresa dell’occupazione in soli cinque stati e la cosa non ha a che vedere con la ripresa economica.

In un articolo sul SOLE24ORE di oggi, mi dicono che Rainer Masera ( diresse l’IMI verso le capaci fauci dell’Istituto S Paolo) propone di dare questi fondi alle piccole e medie imprese piuttosto che alle banche.

Anche questa proposta non consentirebbe di sviluppare l’economia, ma andrebbe riconosciuto che avrebbe una apparenza di maggior equità.

Infatti, visto l’indebitamento delle PMI nei confronti del sistema bancario, i fondi sarebbero probabilmente utilizzati per alleggerirsi delle esposizioni bancarie   e non per dare aumenti ai dipendenti o investirli in ricerca e sviluppo e si tornerebbe punto e accapo.

Il solo modo di far riprendere i consumi – dando quindi  fiato alle industrie e al commercio – è di distribuire questi fondi ai consumatori e farlo in modo tale che questi non tesaurizzino questa liquidità aggiuntiva in previsione di tempi grami.

E’ necessario quindi che si organizzi una erogazione di fondi  con una base  di bene sociale identificabile, una continuità tale da consentire di immaginare un futuro più sereno e con finalità politica tale da escludere pretesti politici e polemiche su immigrati, zingari e perdigiorno vari.

Come? distribuendo i 900 miliardi di euro direttamente ai consumatori, con una continuità tale da indurre a immaginare un ritorno al benessere.

A chi ?a nuclei familiari ben identificati che – dati eurostat 2013 – sono 145.789.400 cifra che si ottiene sommando la Lituania ai 18 stati preesistenti della zona euro.

Quanto? sei rate da cinquecento euro a ciascuna famiglia senza distinzioni di paese, reddito, religione e partito politico, erogate ad ogni nucleo familiare, consentirebbero a interi paesi di respirare. Penso a Bulgaria o Portogallo, ma sarebbero la salvezza per ampie zone della Spagna e dell’Italia, per non parlare della Grecia o della Romania.

Chi si incaricherebbe della distribuzione? le anagrafi dei comuni di residenza. Questa manovra avvicinerebbe la gente alle istituzioni, assicurerebbe la pluralità degli erogatori e permetterebbe una verifica attenta equivalente a un censimento.

Quanto costerebbe? precisamente 437.367.200.000 ( quattrocentotrentasette miliardi e dispari) : coi quattrocento miliardi e dispari residui si finanzierebbero i comuni per l’operazione di distribuzione, l’assunzione di impiegati temporanei e la sistemazione di alcune pendenze minori ricomprensibili  a lume di buon senso nelle spese ( circa tremila comuni minori non hanno sportello bancario e quindi avrebbero costi maggiori, dovendosi  presumibilmente appoggiare in esclusiva agli uffici postali).

Ciascun nucleo familiare faccia conto di ricevere 500 euro al mese per sei mesi ( oltre al reddito usuale)  e immagini quali e quante pendenze potrebbe sistemare e quali spese potrà decidere: le scarpe del figlio o quelle ortopediche di un genitore, una vacanza a Sharm el Cheikh, una settimana bianca, un lavoro del dentista, un vestito decente, gli arretrati dell’affitto, l’acquisto di un tavolino nuovo o la riparazione di uno scaldabagni….Tutto denaro che finirebbe all’economia reale in metà del tempo previsto dalla BCE e senza costi di intermediazione.

Aumentando le vendite, per un periodo sufficientemente prolungato, negozi e supermercati riassortirebbero le scorte, questa operazione metterebbe in funzione la logistica e le industrie potrebbero riprendere fiato e magari allegerirsi in parte  delle esposizioni  bancarie grazie agli incassi. Il gettito IVA riprenderebbe vigore ( 80 miliardi circa) .

Anche i disoccupati potrebbero recuperare un po del loro potere di acquisto e riprendere motivazione umana.

Come vedete, non ci sono ostacoli organizzativi, il costo è minore e la rapidità di esecuzione doppia.  Il vero ostacolo è che siamo nelle mani di burocrati stanchi e incapaci di immaginare il futuro.                                                                       Speriamo che Al Bagdadi si ricordi di loro.

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SUGGERIMENTI CIRCA L’OSSERVANZA DEL SETTIMO COMANDAMENTO AL DOTTOR RAFFAELE CANTONE. di Antonio de Martini

Si narra che in occasione del matrimonio con Maria Luisa d’Austria, il cerimoniale di Napoleone Bonaparte avesse difficoltà a trovare dodici vergini per il ruolo di damigelle della imperatrice. Nulla di strano quindi se un intero paese, il nostro, si sia impantanato nella ricerca di una mezza dozzina di persone oneste cui affidare il compito di organizzare gli appalti dei lavori pubblici. Continua a leggere

CHIUDERE IL CANTIERE DELL’EXPO 2015 È IL SOLO SEGNALE DI SERIETÀ CHE RENZI POTREBBE DARE A NOI E AL MONDO. SE NON LO FARÀ SARA’ CONDANNATO A FINIRE NEL MUCCHIO DEI VECCHI MARPIONI E ADDIO ELEZIONI. di Antonio de Martini

SECONDO “REBLOG” SUL TEMA ” CODARDIA”. RENZI HA LASCIATO RUBARE E GLI ESPERTI – DALL’EXPO Al METRO C DI ROMA – SONO SEMPRE I SOLITI SOSPETTI. PREPARATEVI A NON ANDARE A VOTARE FINO A CHE NON SE NE VANNO. TUTTI. ( vedere la data)

IL CORRIERE DELLA COLLERA

Il momento migliore di Mario Monti fu quando decise di ritirare l’Italia dalla competizione per ospitare le Olimpiadi del 2016.
Tutti convennero che ci veniva risparmiata una sequela di ruberie e di mazzette. La lobby dei professionisti dei comitati promotori fu messa in minoranza.
Che io sappia e non ho indagato, almeno tre dei membri del comitato promotore di quell’evento olimpico sono in galera o agli arresti domiciliari per aver truccato gare di eventi minori consimili.

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ELEZIONI EUROPEE FALSO APPUNTAMENTO. LA SOLA NOVITA’ POSSIBILE SARA’ L’AUMENTO DELLE ASTENSIONI A LIVELLO EUROPEO. di Antonio de Martini

PRIMO DI UNA SERIE DI REBLOG SUL TEMA “CODARDIA”. PREPARATEVI SPIRITUALMENTE A NON VOTARE FINO A CHE NON SE NE VANNO. TUTTI.

IL CORRIERE DELLA COLLERA

In un Paese vicino e lontano – Israele – lo scrittore Amos Oz, proveniente da una famiglia baltica che è stata  lituana e polacca e che se fosse rimasta ferma oggi sarebbe in territorio ucraino, ha avuto il coraggio civile di rompere il tabù dei tabù: ha definito nazisti ebrei due organizzazioni israeliane di coloni che stanno compiendo aggressioni in crescendo contro gli altri abitanti della Palestina e luoghi di culto, mussulmani e cristiani ( ortodossi e no). Il Papa arriva il 25 maggio a Gerusalemme e vogliono alzare il tiro.

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