LO STATO DI ECCEZIONE IN CUI VIVIAMO È LA REGOLA ( replica di Morigi a BUFFAGNI. Vedansi i due post di riferimento in questa settimana passata)

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“C’è un quadro di Klee che s’intitola Angelus Novus. Vi si trova un angelo che sembra in atto di allontanarsi da qualcosa su cui fissa lo sguardo.
Ha gli occhi spalancati, la bocca aperta, le ali distese. L’angelo della storia deve avere questo aspetto. Ha il viso rivolto al passato. Dove ci appare una catena di eventi, egli vede una sola catastrofe, che accumula senza tregua rovine su rovine e le rovescia ai suoi piedi.
Egli vorrebbe ben trattenersi, destare i morti e ricomporre l’infranto. Ma una tempesta spira dal paradiso, che si è impigliata nelle sue ali, ed è così forte che gli non può chiuderle. Questa tempesta lo spinge irresistibilmente nel futuro, a cui volge le spalle, mentre il cumulo delle rovine sale davanti a lui al cielo. Ciò che chiamiamo il progresso, è questa tempesta.”

Walter Benjamin, IX Tesi di filosofia della storia

Nella precedente risposta al mio post era stato espressamente menzionato l’angelo della storia ma penso si possa affermare che lo spirito della risposta di Kho sia lo stesso di quello che ispirato le penetranti considerazioni di Roberto Buffagni che le avevano precedute.

Volendo ci sarebbe poco da replicare ai due amici se non pedantemente precisare che l’angelo della storia è un’immagine tratta dalla tesi n.9 delle Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin (vedi citazione sopra) e che ambedue le risposte sono sulla falsariga di questa tesi la quale espressamente è contro l’ideologia del progresso (condivido in pieno) ed è animata non tanto a spronare ad una futura azione ma da una intenzione soteriologica rivolta al passato.

Visto però che a questo punto, dal punto di vista personale ed anche dell’elaborazione dottrinale del repubblicanesimo geopolitico, mi diparto completamente dalla tesi n.9 e dalla struggente immagine dell’Angelus Novus Benjaminiano che passivamente trasportato dal vento che gli spira fra le ali ha “il viso rivolto verso il passato”, suggerisco a tutti gli amici di leggere anche la tesi n.8 delle Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin (“La tradizione degli oppressi ci insegna che lo “stato di eccezione” in cui viviamo è la regola[…]”).

Vi si potrà cogliere un Benjamin iperdecisionista ben oltre il decisionismo di Carl Schmitt, un iperdecisionismo benjaminano che aveva ben capito, sempre oltre Schmitt, che la decisione non era tanto quell’elemento che stava fuori dalla norma giuridica pur costituendone la base logica ma, molto più semplicemente (e fondamentale) era (ed è) sempre stata l’unica elementare norma di comportamento (e giudizio) degli agenti strategici, di quelle classi, cioè, dominanti che da sempre fanno la storia.

E concordando a questo punto interamente con Benjamin, il repubblicanesimo geopolitico intende portare questa consapevolezza del perenne “stato di eccezione in cui viviamo” a conoscenza di tutti coloro che sono stati abbagliati dall’ideologizzazione della democrazia operata dagli agenti strategici, per i quali la decisione è sicura norma ispiratrice della loro azione concreta e di giudizio generale per comprendere come funzionano le cose del mondo.

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Commenti

  • Alberto  On gennaio 30, 2015 at 1:35 pm

    un finissimo articolo, questo …….con la mangiatoia della biada molto alta, però. ma non siamo purtroppo tutti cavalli di razza.

    ho scaricato dal web il pdf di Walter Benjamin, IX Tesi di filosofia della storia.interessante.
    il commento filosofico e politico quando è così sottile rischia però di infrangersi nel muro della in-comunicabilità efficace, così come il parlare di Iddio da parte di molti teologi mette spesso in crisi il povero credente medio e di pensieri semplici.

    il mio gradimento maggiore dei tuoi scritti è perchè decodifichi con acume ciò che non è evidente ai più.
    un caro saluto

    • antoniochedice  On gennaio 30, 2015 at 2:12 pm

      Ho come principio, oltre a quello di tutelare la lingua italiana e qualche vocabolo in via di sparizione, quello di eliminare gli insulti personali, le tesi complottistiche – arma di chi si sente ” contro” ma è impotente – e i dettagli pettegoli della politica che lascio al Corriere della serva.
      Mi sono reso conto che la mangiatoia era alta, ma ho pensato che anche le giraffe hanno diritto a mangiare senza inginocchiarsi…..
      Grazie per i tuoi complimenti e entro il fine settimana ti servo un piatto ” casereccio” su Arabia Saudita e sulla Grecia dove mi pare sia in incubazione una forma di comunismo nazionale.

  • Roberto  On gennaio 30, 2015 at 2:38 pm

    Non è un problema di mangiatoia alta
    C’è da chiedersi se la raffinatezza e la complessità dei contenuti corrispondano alla realtà. La filosofia camuffa spesso con le contorsioni di ragionameto un totale vuoto di contenuti e di comprensione del “fenomeno” .Faccio un esempio:
    il repubblicanesimo geopolitico intende portare questa consapevolezza del perenne “stato di eccezione in cui viviamo” a conoscenza di tutti coloro che sono stati abbagliati dall’ideologizzazione della democrazia operata dagli agenti strategici, per i quali la decisione è sicura norma ispiratrice della loro azione concreta e di giudizio generale per comprendere come funzionano le cose del mondo.
    Questa è una supercazzola.

  • gicecca  On gennaio 30, 2015 at 4:27 pm

    In Walter Benjamin, l’unica redenzione possibile è quella offerta dalla memoria: solo serbando il ricordo delle vittime, e perciò testimoniando della loro dipartita, dell’insenstaezza della loro sconfitta e delle loro sofferenze, si può interrompere il giogo del “tempo mitico” dei vincitori. Ma la memoria, fatta di immagini e di parole, modifica il ricordo, lo deforma, lo fa diventare diverso da quello che fu, irrecuperabile e forse inesistente
    . Il vento che spira alle spalle dell’Angelo cambia il paesaggio.
    In conclusione, l’umanità .progredisce irresistibilmente verso il regresso. Infatti, Walter Bejamin a un passo dalla libertà, si uccise.

  • Alberto  On gennaio 30, 2015 at 4:55 pm

    si uccise perchè depresso e sfiduciato, per paura di cadere, lui ebro e perseguitato in mani tedesche. si uccise perchè non credeva nella possibilità di ottenere il visto.
    visto di espatrio che, se sono veritiere le cose che a proposito si leggono, arrivò, per ironia della sorte troppo tardi, il giorno dopo …….

  • abrahammoriah  On gennaio 30, 2015 at 6:54 pm

    30 gennaio 2015

    Per far comprendere la super… , che alla fine si rivela di assai pratica applicazione ricorro, con leggera modifica, ad un detto popolare che dovrebbe essere di assai facile comprensione e non dovrebbe suscitare le irate reazioni di chi ha in odio la filosofia (avversione originata dalla scuola italiana per la quale l’insegnamento della filosofia non è altro che il racconto non ragionato sui pensieri dei filosofi rinunciando a mettere in rilievo le connessioni significative e dall’attuale visione economicista della società che informa, con immani disastri per il ‘general intellect’, sia la destra che la sinistra ): chi dorme non piglia pesci e rischia pure di diventare pesce pure lui stesso… Massimo Morigi

  • gicecca  On gennaio 30, 2015 at 9:08 pm

    NON SEMPRE SI HA IN ODIO LA FILOSOFIA, MA QUALCHE VOLTA NON SI AMA IL LINGUAGGIO CHE SERVE AI FILOSOFI PER ILLUSTRARE (SIC) IL LORO PENSIERO. INSOMMA, DIRE RINITE INVECE CHE RAFFREDDORE E’ INUTILE E COMPLICA LA VITA. GiC

  • abrahammoriah  On gennaio 30, 2015 at 11:12 pm

    30 gennaio 2015

    All’amico gicecca: ognuno ha il diritto (meglio, il dovere verso sé stesso) di amare od odiare – o di essere indifferente – a quel che meglio crede o può. L’importante è che non si fermi a guardare il dito (bello, brutto, espressivo o insignificante a suo insindacabile giudizio) che indica la luna ma si sforzi di guardare la luna. Tutto il resto non ha alcuna importanza… Massimo Morigi

  • gicecca  On gennaio 31, 2015 at 8:24 am

    Dicevo solo che alcune lauree, compresa la mia, servono (anche se non solo) a saper usare un linguaggio incomprensibile ai più; alcuni libri di filosofia e di medicina sono leggibili solo dagli iniziati, come i pitagorici; altri libri delle stesse materie sono leggibilissimi e illuminanti su tanti aspetti della vita. io preferisco i secondi; tutto qui. E vale sempre l’idea che in fondo ci divertiamo con poco. Comunque Morigi si legge sempre con curiosità, se non altro; e non adopera argomenti supercazzoleschi. GiC

  • abrahammoriah  On gennaio 31, 2015 at 9:05 am

    31 gennaio 2015

    Grazie e contraccambio l’apprezzamento fatto dall’amico gicecca rinviando al CVD (come volevasi dimostrare) all’indirizzo
    https://corrieredellacollera.com/2015/01/30/grecia-tsipras-invitato-a-scegliere-tra-la-solidarieta-con-la-russia-e-la-comprensione-europea-sul-debito-nazionale-di-antonio-de-martini/#comment-51524… Massimo Morigi

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