HAIDAR AL ABADI, NUOVO PREMIER IRAKENO. PRIME PROVE DI COLLABORAZIONE USA-IRAN? di Antonio de Martini

Le fonti occidentali lo indicano come il nuovo uomo forte dell’Irak . Se lo fosse, non sarebbe stato finora solo vice presidente del Parlamento e portavoce del partito di governo ( DAWA lo stesso del premier uscente).
Insomma, un Mastella che fa le scarpe a De Mita.

Nella sua dichiarazione politica più significativa – che forse ha deciso gli USA al “bombardamento”, Al Abadi disse di essere disposto a chiedere l’intervento aereo dell’Iran se gli USA avessero negato l’intervento..
Il generale William Mayville, capo delle operazioni degli Stati Maggiori riuniti, ha dichiarato ” finora inefficaci” i bombardamenti. La banda di El Baghdadi continua ad avanzare.
Nessuno spiega come mai l’esercito di Saddam fu sbriciolato in un paio di settimane e questa banda è invulnerabile…

Nouri Al Maliki, dimentico delle circostanze in cui fu scelto dalla CIA, adesso grida al complotto insistendo sul fatto che aveva diritto al reincarico ( vedasi caduta del Berlusconi uno) che il presidente Masum gli ha negato, facendosi denunziare alla magistratura.

Il premier incaricato ha adesso trenta giorni per presentare un governo di unione nazionale.

L’interrogativo di fondo è rappresentato dalla disponibilità dei sunniti a partecipare al governo da posizioni di minoranza e quella dei cristiani a dimenticare Tarek Aziz, dalla propensione dei Kurdi a rinunziare al sogno indipendentista ora che sono ufficialmente riforniti di armi USA e che il candidato Kurdo alla presidenza turca ( Salahettin Demirtas) ha preso il 10% dei voti a livello nazionale ( significa il 100% della provincia Kurda dI Turchia ) e ora che in Irak sono stati i Peshmerga Kurdi a proteggere le minoranze cristiana e Yazidi in assenza dell’esercito iracheno occupato a proteggere Baghdad da eventuali colpi di forza contro Al Maliki.

Un cartello delle minoranze potrebbe imporre un premier non sciita e questo mostrerebbe l’inutilità di quasi un milione di morti ( secondo gli USA 405.000) dal 2003 ad oggi.

Dal 1958 in poi ( colpo di stato del generale Kassem contro Nouri el Said) , sono state sempre le forze Armate a scegliere i premier iracheni ( da Aref e Saddam Hussein) . Una designazione parlamentare sarebbe un inedito assoluto.

Fornire la armi ai Peshmerga Kurdi non ha certo migliorato i rapporti tra gli USA e l’esercito, tanto più che il Pentagono nicchia da oltre un mese a fornire missili anticarro indispensabili allo scontro con la banda Baghdadi.
Se il premier uscente non è rincitrullito, l’esercito gli è fedele e lo difenderà..

L’Ayatollah Al Sistani, per lunghi anni ospite in Inghilterra , è in polemica con Nouri al Maliki come Moussa Sadr , ma non sono loro a decidere.
L’ultima parola sarà di Ali Khamenei, da Teheran: rinunzierà al premier sciita in Irak in cambio di un miglior accordo nucleare ( rinviato al 24 novembre) col grande Satana?

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Commenti

  • gicecca  On agosto 12, 2014 at 2:39 pm

    e De Mita fece le scarpe a Sullo… Che tristezza !! mentre Sagunto brucia … e non solo Sagunto . GiC

    • antoniochedice  On agosto 12, 2014 at 2:44 pm

      È l’alternativa onnipotenza delle u nane sorti….e parecchio intrigo di altri

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