APOPTOSI : (UCCISIONE PROGRAMMATA) LA NOSTRA O LA LORO. di Antonio de Martini e Massimo Morigi

Con il  tentativo da parte del sistema bancario nazionale di derubare il popolo italiano dell’oro della banca d’Italia (e con le totalmente assenti reazioni da parte della politica e dei media  a questa mostruosità,   de facto genocidiaria contro gli italiani), le oligarchie politico-finanziarie del nostro paese hanno finalmente mostrato il loro vero volto,  e cioè hanno palesato l’intenzione di instaurare un processo di morte programmata di quanto ancora rimane della democrazia italiana.

Possiamo così dire che la situazione italiana sta introducendo un’inedita variabile nei processi degenerativi delle democrazie già descritti in  dottrina. 

Se finora la scienza politica classificava fra i processi che pongono fine alla democrazie o violenti assalti contro l’ordine costituito o un lento scivolamento verso unità decisionali più efficienti e potenti di quelli nominate attraverso il principio della rappresentanza  (in altre parole le tecnoburocrazie che prevalgono sui parlamenti e gli esecutivi, in un processo definito da Crouch postdemocrazia), oltre, come già detto,  segno di un proposito  di schiavizzazione e/o annientamento del  popolo, il furto dell’oro della banca d’Italia non può essere interpretato altrimenti – tralasciando ogni altra considerazione “catastrofica” per la storia del nostro paese ma limitando l’analisi su un piano meramente politologico  –  come la manifestazione di una  volontà programmata all’uccisione della democrazia e, prendendo a prestito il concetto noto in biologia come apoptosi – che contempla  un processo ove  le cellule, anziché per malattia, per trauma o per senescenza possano morire in virtù di un  loro specifico programma che pone termine alla loro esistenza  – ,  come una sorta di inedita “apoptosi democratica”, una morte programmata  della democrazia portata avanti per la prima volta nella storia della democrazia occidentale da parte di quelle stesse élite  politiche e finanziarie che precedentemente svolgevano il ruolo di “Lord protettore” del  sistema pluralistico.

A questo punto, veramente le “categorie del politico” ereditate dal Novecento si dissolvono come neve al sole e le reazioni a questo nuovo quadro devono tenere conto dell’elementare dato di fatto che l’ “apoptosi democratica” non è nemmeno giustificabile come l’antidemocratico scivolamento verso un sistema maggiormente efficiente anche se non democratico (il processo postdemocratico) ma non significa altro che la riduzione in schiavitù del popolo. Che fare quindi?

In primo luogo essere consapevoli del processo e svincolarsi da qualsiasi forma di sottomissione anche mentale  da un quadro politico-culturale sorto dopo la seconda guerra mondiale e che oggi non è altro che una cortina fumogena per impedire di prendere consapevolezza del definitivo (e voluto) decesso del vecchio canone politico liberaldemocratico. 

In secondo luogo, sembrerà poco ma in realtà è moltissimo, contrastare democraticamente questo processo di “apoptosi democratica” laddove esso si è manifestato in maniera così spudorata e violenta.

Si tratta, in altre parole, di essere presenti alla manifestazione di fine maggio in occasione della prossima assemblea della Banca d’Italia. Non è una manifestazione contro l’ennesimo scandalo politico italiano ma è il primo atto per dire che abbiamo capito che questo sistema ha esaurito il suo ciclo storico e che se si vuole non solo la sopravvivenza ma l’ampliamento della sfera delle libertà repubblicane (secondo il programma del repubblicanesimo geopolitico) un altro deve prendere il suo posto. E l’aurora di questo nuovo sistema repubblicano è anche cominciare a dire a chiare lettere che l’oro della banca d’Italia appartiene, come la sua cultura ed identità, al popolo italiano e che chi  vuole mettergli le mani sopra deve essere trattato come i criminali processati a Norimberga, che per la loro folle volontà di potere  e rapina distrussero popoli ed etnie. Come si propongono oggi di fare gli attuali ingegneri dell’ “apoptosi democratica” e ladri dell’oro degli italiani.

Ma noi rinviamo  al mittente queste intenzioni lottando, piuttosto, per l’apoptosi (“robustamente” assistita e sorretta dalla nostra consapevole iniziativa) di questa classe dirigente.

Nessuno escluso.

 

 

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Commenti

  • robertobuffagni  On gennaio 24, 2014 at 8:02 pm

    Concordo, bisogna esserci.

  • Anafesto  On gennaio 26, 2014 at 1:42 am

    Condivisibile, rimango scettico sulla partecipazione della popolazione all’assemblea di Baca d’Italia, credo possa essere limitata a piacere dalla stessa banda Bassotti che ci governa; quali altre opzioni?

    • antoniochedice  On gennaio 26, 2014 at 5:11 am

      Anche in Ukraina il governo pensava di poter limitare il tutto e le cinque giornate di Milano nacquero da una iniziativa di dubbio esito quale il boicottaggio del monopolio del tabacco austriaco e dai poliziotti che andavano ostentatamente in giro fumandoli.
      Perché non prova una volta nella vita ad essere meno scettico? Oltretutto una gita a Roma le farebbe bene.

      • Anafesto  On gennaio 26, 2014 at 10:59 am

        Ho detto che rimango scettico sulla partecipazione di qualche centinaio o migliaio di persone all’assemblea, ammesso e non concesso che si riesca ad entrare e che a qualcono del gruppo sia concesso argomentare, non che non parteciperei, per una gita a Roma in concomitanza con detta assemblea sarei anche disponibile con adeguato preavviso e informazione sul luogo di incontro, magari evitando accuratamente i treni come Freccia Rossa per i quali ho già dato!
        Per l’Ukraina ritengo che in ciò che sta succedendo ci sia il pesante zampino dei soliti esportatori di democrazia (quella che ci stanno sottraendo), magari se qualcuno dei dimostranti avesse informazioni su come questa Europa ha ridotto nazioni come la Grecia, l’Italia e altre, penso ci sarebbero molti meno dimostranti.

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