A PROPOSITO DI ORO: CHI HA LA CONCESSIONE ESCLUSIVA PER LO SFRUTTAMENTO AURIFERO PER UN TRILIONE DI DOLLARI IN AFGANISTAN?” di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
La migliore ( unica…) definizione della vicenda l’ha data il giornale studentesco della New York University : NYULOCAL del 14 settembre 2012 per la penna di un premio Pulitzer in erba a nome John Surico : ” immaginate la corsa all’oro del 1849 sullo sfondo di Tora Bora fatta dalle stesse persone che ci hanno portato i derivati.”
L’articolo, interessante in quanto unico apparso sul tema se si eccettua un rigo sul New York Times,nell’articolo “Potential for a Mining Boom Splits Factions in Afghanistan” (” an investment consortium arranged by JP Morgan Chase is mining Gold”) ci dice che nel 2010, uno degli anni più cruenti del conflitto afgano,

il TFBSO ( Task Force for Business and Stability Operations) del Ministero della Difesa USA assegnò al miglior offerente – 50 milioni di dollari- la concessione di una vena aurifera a Quara Zaghan ( Kalu Valley) dal servizio geologico americano a Ian Hannam all’epoca Amministratore Delegato della JP Morgan Chase Capital Markets – . Hannam, si dimise a seguito di una disavventura cui i top managers americani ci hanno abituato: 721.000 dollari di multa per aver venduto informazioni riservate ad una società britannica. ( NYT del 3 aprile 2012).

L’avvenimento ( non l’abuso) servì a dimostrare alla pubblica opinione mondiale che l’Afganistan era ormai aperto agli investimenti internazionali.
Il comunicato trionfale del sito del Dipartimento della Difesa USA adesso mostra “errore 404”.

Poco dopo l’infortunio, lo Hannam riapparve con la AFGAN GOLD ricevendo una concessione dal governo afgano sempre per la stessa provincia di Bamian, nel nord del paese.
Evidentemente il signor Hannam aveva una buona informazione circa l’esistenza del malloppo: il servizio geologico USA valuta tutte le risorse minerarie afgane a un trilione di dollari e, nella migliore tradizione yankee, non ha desistito.

Sembra uno sciatto soggetto cinematografico – già visto anche in Irak nel 2003 con Halliburton al posto della JP Morgan – in cui assistiamo allo sterminio degli indiani per consentire ai cattivi di vendere fucili, alcool ed impossessarsi dell’oro della miniera.

I cattivi del film sono USA, Germania e Giappone che hanno varato un piano di aiuti per 16 miliardi di dollari, basati sui proventi previsti per i prossimi quattro anni.
Costerà un po’ più del previsto perché alcuni ministri hanno ottenuto in consiglio a luglio un momentaneo rinvio della legislazione sulle risorse minerarie, ma insomma, siamo gente di mondo, no?

Solo che questa volta alcuni dei pellerossa della storiella non si sono lasciati fare ed hanno restituito colpo su colpo come altri pellerossa stanno facendo in Siria dove il bottino stenta a venire e allora fanno i predicatori.

Racconto questa vicenda per far capire a un uditorio meno inerte di quanto mi sembrasse prima, per quali ragioni sia deceduto il cinquantatreesimo italiano capitano Giuseppe La Rosa, nato a Barcellona Pozzo di Gotto nel 1982. L’anno in cui l’Italia vinse il mundial.
Passate la voce.

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Commenti

  • SC  Il giugno 19, 2013 alle 7:38 am

    I motivi sono molteplici e tutti economici: gli ideali e forse qualche briciola alle persone giuste, li lasciano alla propaganda ed agli alleati.
    Non conoscevo questo particolare. Grazie

    • antoniochedice  Il giugno 19, 2013 alle 9:23 am

      Particolarione vorrà dire.
      Il modello è in effetti sempre lo stesso di marca anglo romano: dominio del mare per commerciare o impedire agli altri di farlo, controllo dell’approvvigionamento energetico ( inclusi i lavoratori) e guerreggiare a fini di arricchimento.
      I romani esportarono la legge, gli inglesi il libero commercio, gli USA le libertà individuali e bizzarrie di contorno.

  • SC  Il giugno 19, 2013 alle 2:28 pm

    gli Usa hanno il vantaggio di avere una macchina da stampa (la Fed) che “spaccia” carta straccia in giro per il mondo ed usano come deterrente gli organi sovranazionali (e se non basta la forza militare). Particolare interessante e che la fed nata il 23/12/1913 (la maggior parte dei deputati era via per le facanze natalizie) aveva mandato per 99 anni (quindi il loro mandato e’ scaduto ed a quanto ne so non e’ mai stato rinnovato…). Chi controlla il federal reserve system sta giocando con le sorti del mondo con una imperdonabile leggerezza, ancora peggiore di quegli errori che precedettero’ la crisi del 29 e che spazzo via tutte le banche potenzialmente fuori dal loro sistema (negli Usa ovviamente).
    Come da lei rimarcato il trattato di Bretton Woods amplifico tale potere su scala mondiale. Ci sono poche persone come i lungimiranti padri fondatori degli USA, come Mazzini, e banchieri come Schacht.

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