SANGUE ROMAGNOLO, OVVERO L’ITALIA CHE MERITI.

Un brillante politico in ascesa, una giovane e bella militante del Pd, una relazione sentimentale finita con uno strascico di mail diffamatorie e cattiverie assortite sui social network.
Ci sono tutti gli ingredienti per una piccante storia di politica di provincia.
Ma in realtà quella che arriverà venerdì nell’aula del tribunale di Forlì è una storia di vera e propria violenza telematica, attuata attraverso il furto di password, la sostituzione di persona e l’intrusione nel profilo Facebook altrui.
Fin qui il Resto del Carlino io aggiungo:

L’imputato si chiama Ernesto Carbone deputato del PD nato in Calabria ed eletto in Lombardia , ex Capo della Segreteria politica al Ministero delle Politiche Agricole con il Ministro De Castro, attualmente capo della Commissione Agricoltura al Parlamento Europeo.
In precedenza il Carbone era stato capo dell’ufficio legale di Nomisma la società di consulenza di Romano Prodi.

Desidero complimentarmi con Prodi e De Castro per la qualità dei collaboratori diretti che si scelgono. È raro che un politico sappia manovrare così bene i network sociali.

La parte lesa è Giorgia Battelli, 35 anni, consigliere comunale del Pd a Cesena, che nel 2009 aveva sporto denuncia contro ignoti dopo essersi accorta dell’impossibilità di accedere alla sua casella di posta elettronica e al suo profilo Facebook.
Pare che l’onorevole avesse lui sporto per primo denunzia presso il tribunale di Roma contro la bella compagna ed ex fidanzata, ma le indagini compiute dalla polizia postale ( anche presso la sede di Facebook in California) hanno portato alla scoperta dello stalker diffamatore in qualcuno che usava numeri telefonici riconducibili al l’onorevole che si è difeso dicendo che anche la bella aveva accesso ai suoi numeri. Difficile, dopo la rottura.

Il tribunale non gli ha creduto e ha passato la pratica a Forlì dove la Battelli aveva sporto denunzia.
Ecco un’altra vittima della mentalità calabro-provinciale in base alla quale si esclude che le indagini nell’era internet possano andare tanto lontano.

Vi copio qui di seguito il fervorino dell’onorevole scritto in occasione delle elezioni nel suo sito personale, sotto il titolo: L’ITALIA CHE TI MERITI.
“”” Ormai siamo un Paese abituato agli scandali, ai furti legalizzati, a fantaprogrammi pieni di promesse vuote. Siamo un Paese in cui la politica è diventata comica e non solo perché un comico ha deciso di fare politica. Dobbiamo tornare a pretendere serietà, rispetto e trasparenza perché l’Italia non è di chi la governa ma di chi la vive, ogni giorno, e di chi sceglie – con responsabilità – rappresentanti che lavorano esclusivamente per l’interesse dell’Italia e degli italiani.””””
È ancora:
“””Riprendiamoci quello che ci spetta: più lavoro, più giustizia, più onestà, più diritti. È una questione di tempo: basta volerlo, basta votarlo.”””
Siamo proprio sicuri che questa è l’Italia che ci meritiamo?

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