IL NUOVO ORDINE MONDIALE VISTO DA ISRAELE. TESTO DI UNA CONFERENZA ALLA HARWARD BUSINESS SCHOOL TENUTA DALL’EX VICE CAPO DEL MOSSAD.

Ecco lil testo della seconda conferenza resa alla Harward Business School da Nackik Navot E’ del settembre 2011.

L’esperienza diretta di uno dei testimoni della politica del Vicino Oriente

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Harvard Business school –autunno 2011-AMP -94 Riunione.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE – LE PERSONE

di Nackik Navot

Dieci anni dopo —– Il tempo che ci aspetta

Cari Amici,

all’inizio di agosto ho avuto un incontro con 130 membri di un’organizzazione mondiale – M-UN (model UN) – e per loro era il terzo incontro in Israele. Volevo condividere con voi questa esperienza come base per la nostra discussione nel corso della riunione. L’obiettivo è accettare che abbiamo una missione da compiere. Accordarci su di essa e pianificarla.

Sono estremamente orgoglioso di essere qui pronto ad affrontare una sfida ancora maggiore – la nuova generazione, che è la nostra UNICA SPERANZA di costruire un nuovo ordine mondiale.

Ho accettato questa sfida perché ritengo che l’esperienza di vita che ho accumulato negli ultimi 66 anni, quando sono stato reclutato per il servizio pubblico mi permetta di condividere con voi alcuni punti cardine.

Avevo quattordici anni quando sono stato reclutato nel movimento clandestino dei giorni che hanno preceduto la nascita del nostro stato, nello sforzo comune di creare una nazione unificata. Due anni e mezzo dopo, quando lo stato di Israele era ormai nato, all’età di sedici anni e mezzo, entrai nell’esercito israeliano. Pochi mesi più tardi entrai a far parte di quella che in seguito divenne nota come Israeli Intelligence Community, dalla quale mi sono ritirato 37 anni dopo. Nel luglio del 1985 mi sono spostato dal servizio governativo a quello pubblico – collaborando con varie ONG in cui ritengo vada cercata la base del nucleo per un Nuovo ordine mondiale.

Ho deciso di condividere con voi il mio pensiero sul mondo a venire. Per 30 di quei 37 anni, dono stato implicato nelle relazioni estere speciali di Israele. Questo mi ha permesso di imparare molto, sulla base di incontri con persone comuni e leader politici di alto livello, nel medio oriente, in Africa, nel lontano oriente, in Europa e negli Stati Uniti. Con sforzi infiniti di comprendere “l’altro lato”.

Il mio sforzo continuo era cercare di capire da quali ideali fossero mossi – quali fossero i loro scopi politici e cosa capissero degli interessi e degli scopi dello stato di Israele – e cosa abbiamo in comune con loro, come partner di una stessa causa, che affrontiamo le stesse sfide.

Ho imparato che abbiamo così tanto in comune con persone di culture e religioni differenti. Tutto basato non solo su una mentalità aperta e sugli interessi di stato – ma soprattutto sul fattore umano – la capacità di comprensione delle persone.

Pur vivendo in medio oriente, siamo anche parte della cosiddetta “CULTURA OCCIDENTALE”. Ho avuto modo di conoscere dall’interno le due forze opposte che si sono contrapposte per il dominio della regione negli ultimi 32 anni – Washington e l’Iran – avendo lavorato in entrambi gli stati. Ho operato a Washington dal 1955 al 1957 e in Iran dal 1969 al 1972, ben prima della rivoluzione islamica, negli ultimi 10 anni del regime dello Shah.

Nel corso dei miei anni di servizio, sono stato testimone di due eventi storici della massima importanza:

A. La firma dell’accordo di distensione tra gli USA e l’Unione Sovietica nel maggio del 1972, quando ormai era chiaro che entrambe le potenze avevano raggiunto il livello di M.A.D. (Mutually Assured Destruction, Distruzione Reciproca Certa).

B. La distensione tra le religioni interne all’Islam – gli estremisti Sciiti dell’Iran come nazione musulmana ma non-Araba insieme ai Sunniti guidati dall’Arabia Saudita, e il resto del mondo arabo. Entrambi i “Prodotti” vengono dagli elementi estremisti degli ultimi 30 anni, orientati contro l’Occidente e la sua cultura. Bin Laden e la sua Al-Qaida, esattamente come altre organizzazioni terroristiche – dall’Iran al Libano e a Gaza, e il ritorno della Turchia all’Islam dopo decenni di stato laico.

Il fenomeno che più colpisce, che definiamo “la terza guerra mondiale” – la guerra di culture – è che è stata proprio l’Arabia Saudita e il suo re Abdullah a iniziare la distensione tra le religioni e per una ragione semplicissima: non voleva altri Bin Laden, il saudita che aveva innalzato la bandiera della Jihad per combattere contro la cultura occidentale.

Gli eventi del 2011 verranno ricordati come l’anno della ristrutturazione sociale del mondo arabo – un processo all’interno del quale ci troviamo proprio in questo momento.

Viviamo tutti in un nuovo mondo a due dimensioni, dove gli eventi che si verificano in uno degli angoli influiscono su tutto, da un polo all’altro, da est a ovest. Non ci sono più superpotenze, che hanno tentato di “gestire” gli affari mondiali fin dalla prima guerra mondiale, e hanno fallito!

In questo si trova il triste destino del primo tentativo di creare un nuovo ordine mondiale – la Lega delle Nazioni – esattamente come quello delle Nazioni Unite del 1945.

La società umana ha sperimentato diversi sforzi per controllare e guidare i processi storici attraverso un’estrema varietà di ideologie politiche, e più di recente anche di religioni.

Abbiamo attraversato guerre e rivoluzioni – la rivoluzione industriale degli ultimi due secoli è diventata il fattore dominante nelle strutture sociali e nelle forze politiche e ideologiche, per gli ultimi 30 o giù di lì.

Ora dobbiamo affrontare una NUOVA rivoluzione, che è ancor più significativa – il Nuovo Mondo della Comunicazione, che ha dato inizio a un processo di creazione di “Nuove Persone” e nuove strutture sociali – il mondo è Piatto – con EFFETTI da occidente a oriente. È stato questo l’elemento che ha innescato gli attuali eventi nel medio oriente, praticamente distruggendo i vecchi regimi. E sempre questo potrebbe provocare un effetto e delle reazioni simili negli Stati Uniti e in Europa come è successo nell’ultimo mese in Israele. Quasi un’eruzione vulcanica, che continua a la sua attività finché non avverrà un ulteriore e maggiore cambiamento – UN NUOVO ORDINE MONDIALE.

Quale sarà il prossimo avvenimento?!?!

La Rivoluzione della Comunicazione, che sta dietro a quello che amo definire come una rivoluzione nell’educazione – la Rivoluzione della Conoscenza, ha reso le persone in grado di conoscere e capire di più, dotandole di conoscenza e dell’accesso agli stessi strumenti del miglioramento della vita, la forza motrice di quello che è il mondo delle nuove tecnologie.

Questo è un grande messaggio. La questione ora è come tradurlo in un Nuovo ordine Mondiale, in cui la gente possa raggiungere anche tutti i livelli della vita.

Noi, in occidente, siamo portati a credere che la DEMOCRAZIA sia il culmine dello sviluppo socio-politico, ma questo non è più così scontato adesso. I governi democratici se la cavano alla meno peggio per i quattro anni di durata, senza riuscire a soddisfare le aspettative dei cittadini – questo diventerà sempre più una sfida. Nella maggior parte dei paesi in cui c’è stata una rivoluzione, è difficile che il potere sia passato a regimi democratici. Deve essere chiaro che il MONDO PIATTO in cui stanno avvenendo le attuali rivoluzioni di movimenti di protesta richiede un NUOVO ORDINE MONDIALE che si occuperà delle persone ovunque si trovino. Non solo in Europa e in altri luoghi delle società occidentali. Dovrebbe coinvolgere anche il terzo mondo, ora che tutto è interconnesso.

Questo è stato un anno di svolta decisiva – nel medio oriente la nascita del potere delle persone ha abbattuto i vecchi regimi.

Voi siete la Nuova Generazione cui è stata affidata la missione di trovare il modo corretto per strutturare un Nuovo Ordine Mondiale.

“Non più guerre, non più spargimenti di sangue”, ha dichiarato il presidente egiziano Anwar Sadat, sorprendendo tutti con la sua visita al nostro parlamento, facendo appello affinché noi ascoltassimo il suo discorso – “Viviamo in pace”.

Ma la pace può esistere solo tra persone – Mai più Guerre! È chiaramente una questione di priorità, quello che vedete ora in Israele è un’importante manifestazione di un movimento di protesta immenso, ma pacifico.

Le giovani generazioni di Israele hanno attraversato guerre cercando di evitare un nuovo olocausto, noi vorremmo vivere in pace, e condividere questa pace con la gente di tutto il mondo, proprio come da sempre cerchiamo di seguire il nostro profeta Isaia – “forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci; un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciranno più nell’arte della guerra” una delle questioni mentre prendiamo decisione sulle nuove priorità dovranno essere i budget della difesa. E questo è vero per Israele – ma non solo.

Visto che le democrazie hanno fallito in occidente, quali potrebbero essere le alternative per includere i cambiamenti e le nuove strutture in aree come il medio oriente e altre simili in tutto il mondo? Una parte potrebbe essere costruita intorno a organizzazioni mondiali come la Banca Mondiale, l’organizzazione mondiale della salute, e altre organizzazioni locali. Un modo è costruire intorno all’importante fenomeno delle ONG, in cui sulla base della mia esperienza nutro grande fiducia. Anche la leadership economica oltre a quella politica ha fallito nel rispondere alla richiesta di una giustizia sociale. Queste sono le realtà di cui bisogna tenere conto nel tentativo di affrontare i cambiamenti richiesti – costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Ora è compito vostro imparare dalla nostra esperienza e dagli attuali cambiamenti mondiali per proporre un modo per costruire un nuovo Ordine Mondiale.

Abbiamo quasi tutti una certa familiarità con la recente definizione dell’attuale crisi economica che abbraccia il mondo intero, data dal professor Joseph Stieglitz – premio Nobel in economia:

L’esperimento dell’attuale sistema economico (il capitalismo) è fallito e dobbiamo strutturare un nuovo sistema”.

Lo stesso concetto è stato ribadito da pochissimi esperti mondiali di recente.

Questo era il mio messaggio ai potenziali leader mondiali più giovani:

Ora possiamo e dovremmo – con la conoscenza e l’esperienza che abbiamo accumulato, sostenuta dal “patrimonio” della Harvard Business School – trovare il modo per governare e fare da guida,

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Commenti

  • Roberto  Il gennaio 11, 2012 alle 4:18 pm

    Anche Mazzini diceva che le rivoluzioni si fanno con i libri e non con i moschetti. Qualche anno prima…

  • Edoardo  Il gennaio 11, 2012 alle 5:38 pm

    Ricapitolando: l’ex vice capo del mossad sapeva di trovarsi di fronte a una platea d’idioti, e si è espresso di conseguenza sapendo che gli idioti, in quanto tali, l’avrebbero applaudito.
    Scommetto che l’hanno applaudito.

    p.s. mazzini (anche lui) diceva una cosa e ne pensava un’altra.
    Mi spiego meglio: sapeva benissimo che per fare le rivoluzioni servono sopratutto le alleanze giuste, ma queste alleanze bisogna meritarsele, e quindi bisogna dimostrare di essere abbastanza furbi da mettere in atto almeno altre due cosucce.
    1) per fare le rivoluzioni bisogna rimanere vivi, e infatti appena poteva, il nostro eroe se la dava a gambe da qualunque luogo in cui ci fossero moschetti (o la loro ombra).
    2) Inoltre sapeva che per fare le rivoluzioni bisogna lasciare ai posteri degli scritti che mettano sotto la luce migliore i manovali della rivoluzione stessa (lui e pochi altri).
    Naturalmente questi scritti sono avidamente letti dai poveri grulli che credono a chi, quelle cose, le ha scritte. E sono anche citati da chi conosce l’efficacia di quelle parole sui poveri grulli e le usa per ingrullire i suddetti grulli finchè a questi piacerà.
    Un esempio di questi furbi citatori di scritti mazziniani? Ma è semplice, il nostro “o’ presidente”! Anche lui strenuo sostenitore del NWO.

    • antoniochedice  Il gennaio 11, 2012 alle 6:16 pm

      Visto che sono grullo, ricapitolo per vedere se ho capito.
      A) la audience della Harward business school e’ composta da idioti plaudenti.
      B) i mazziniani di ogni epoca sono dei grulli
      C) Mazzini un vile che ad ogni occasione di scontro scappava a gambe levate
      D) Gli USA sono schiavi di Israele
      E) Napolitano e’ massone e pure mazziniano oltre che filo USA
      F) un anziano signore di 88 anni, ebreo israeliano, partecipa alla congiura mondiale.
      Cala Trinchetto!
      Ho capito bene? Manca nulla?

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  • Edoardo  Il gennaio 11, 2012 alle 7:06 pm

    Su questioni tanto futili, ognuno ha la possibilità di crearsi la realtà che preferisce ed esserle fedele.

    • antoniochedice  Il gennaio 11, 2012 alle 7:21 pm

      Se essere prevenuto verso un intero paese ( o tre) n insolentire il Presidente della Repubblica con epiteti irridenti a sfondo razzista ( pure coi napoletani…) Accusare di vilta’ un filosofo, considerare idioti tutti gli uditori di un convegno post universitario sono quisquilie, immagino che le cose per te importanti siano la digestione e l’igiene personale…

  • Edoardo  Il gennaio 11, 2012 alle 8:02 pm

    Vedi, vengo accusato di essere insolente, irridente, razzista etc. per avere espresso un’opinione.
    A quanto pare l’igiene mentale scarseggia dalle parti dei fedeli e ferventi sostenitori del NWO.

    • antoniochedice  Il gennaio 11, 2012 alle 8:30 pm

      Non hai espresso un opinione. Hai usato termini come idioti, grulli, ecc. Chiamare il presidente o’presidente, non e’ un’opinione e’ uno “sfotto’ ” accettabile per alcuni se accompagnante una tesi politica. Il NWO e’ come un terremoto che scuote i nostri paesi e tu invece di studiare il fenomeno, lo neghi o lo avversi come se la tua rabbia potesse essere un serio impedimento. Ti cito l’inglese Darwin: sopravvivono le specie capaci di adattarsi ai mutamenti e non ” la sopravvivenza del pi forte” che e’ un mito. E’ in atto un grande mutamento. Offro dei documenti per capire cosa accade e cerco un confronto e tu lo svii e vedi cospirazioni in eventi ormai irrilevanti.

  • Carlo Cadorna  Il gennaio 11, 2012 alle 9:27 pm

    Il capitalismo non ha fallito: manca di una regolazione internazionale efficiente ed efficace che si potrà costituire soltanto quando il processo di globalizzazione sarà completato. Cioè quando tutti gli stati concorderanno sulla necessità di questo organismo delegato a stabilire ed a far rispettare le regole del mercato.

  • Edoardo  Il gennaio 11, 2012 alle 10:39 pm

    Scusi Cadorna, ma il modo in cui il capitalismo ha raggiunto questo risultato speculativo, sulla pelle di miliardi di schiavi, è da attribuire alle organizzazioni che attivamente lavorano per concretizzare l’ideale del NWO; adesso mi vengono in mente solo il WTO, la commissione trilaterale e il gruppo bilderberg, ma mi pare di ricordare che ce ne siano altre. Naturalmente a tirare le fila di queste organizzazioni sono poche persone, un nutrito gruppo di invitati cambia di volta in volta e serve al progetto di sostegno reciproco, ma anche (e sopratutto) ad applaudire.
    Ora, sperare che sia proprio chi ha causato il problema a trovare la soluzione… è da anime semplici!
    Capisco la paura per la situazione che sembra in procinto di travolgerci e il fascino del pericolo, ma aspettarsi che questi criminali stabiliscano “regole” che non abbiano una ricaduta utile se non su se stessi, è da grulli. (l’ho ridetto! Che asino che sono).
    Esistono documenti che immortalano un tale noto come “ò presidente” auspicare un Nuovo Ordine Mondiale…(varrà come tesi politica per avere un’opinione sul personaggio? Mah!) ovviamente il suo auspicio è per il nostro bene, vero?
    Antonio: è vero che sopravvivono gli individui capaci di adattarsi, ma poi in che posizione sono costretti a vivere?
    Un’ultima cosa; ogni volta che sento parlare di “grande mutamento” percepisco la speranza (in chi lo cita) che tale evento sia positivo ma anche (sempre percepisco) il retrogusto amaro della delusione di quella speranza che è impossibile esprimere meglio di Tommasi Di Lampedusa: “tutto deve cambiare perchè tutto rimanga com’è”.
    Chiediamoci se delegare a credenze e miti il futuro dell’organismo di cui facciamo parte, è la cosa migliore da fare o solo la più comoda.

    • antoniochedice  Il gennaio 11, 2012 alle 11:13 pm

      Figlio bello, a me pare che sei tu che deleghi la tua vita ai miti.
      Il gruppo Bildberg e altri del genere sono influenti meno di un sindacalista della FIOM.
      La vita e’ conflitto tra tribu e tu stai sempre dalla parte dei perdenti.
      Cadorna ed io cerchiamo di capire
      A) cosa accade realmente
      B) cosa accadra’
      C) come sfruttare gli eventi nell’interesse della nostra tribu che e’ l’Italia, come limitare i danni se va male. I giudizi morali sulla politica internazionale sono “deplaces”. Le simpatie e le antipatie sono lussi.
      Le mail ti raggiungono ovunque con BlackBerry® from Vodafone!

      • nonwo  Il gennaio 12, 2012 alle 7:38 pm

        il bilderberg ininfluente e la vita è un biblico conflitto di tribù ( specie di una contro tutte )

        sì, e il dito è più grande della luna

      • antoniochedice  Il gennaio 12, 2012 alle 8:09 pm

        Per capire il significato di ” conflitto tra tribù” che ho dato nel testo, ti consiglio di procurarti “la comunicazione di massa” di Karzai e Lazerfeld edizioni ERI.
        Poi misuriamo le dita

  • Antonio Caracciolo  Il gennaio 11, 2012 alle 11:59 pm

    Non mi sembra granche… Non ne capisco l’importanza e la significatività,,, se il nucleo è l’idea di un mondo universale della conoscenza dove ognuno di noi può produrre conoscenza per tutti è cosa che avevo letto in un libro di 30 anni fa… Ma soprattutto non credo al ruolo pacifico di Israele… che è appunto la più forte minaccia della pace nel mondo… il documento mi sembra un prodotto dell£Hasbara,,,, ma posso sbagliarmi.

    • antoniochedice  Il gennaio 12, 2012 alle 5:18 am

      Scusa, cosa e ‘ l’ Hasbara?

    • nonwo  Il gennaio 12, 2012 alle 7:39 pm

      ho pensato la stessa cosa

  • Anafesto  Il gennaio 12, 2012 alle 1:01 am

    In quale mondo vive?
    In quale remota galassia?
    Che il capitalismo contenga un endemico seme del fallimento non serve certo un premio Nobel per decretarlo …. per quanto riguarda i premi Nobel …ricordiamoci, che è stato conferito il premio Nobel per l’economia a cotale Milton Friedman, e un premio Nobel per la pace a cotale Barak Obama … se questa non è satira, è certamente una presa per i fondelli!

  • gicecca  Il gennaio 12, 2012 alle 3:43 pm

    Visto che nessuno ha risposto alla domanda di Antonio su che cosa é “Hasbara”, invito tutti, o almeno chi non lo sa, a cercare il termine, che significa “Explanation”, o “spiegazione ” (in romanesco “la spiega”) su Wikipedia; c ‘ é la spiega e la storia. Poi, così en passant, evitiamo di bisticciare tra noi; il blog serve per essere informati un poco o tanto di più, non per darsi e dare del grullo. Scusate. GiC

  • CIP  Il gennaio 12, 2012 alle 10:43 pm

    Quindi anche da Israele un segnale che non è un problema solo finanziario! bene. Un Nuovo Ordine Mondiale basato sulle ONG . Forse stiamo andando verso nuove modalità di sviluppo che vedono nella condivisione tra gli attori (imprese, ONG, e Publica Amministrazione) una nuova chiave di lettura per passare dalla competitività capitalistica alla competitività della conoscenza, delle capacità e delle responsabilità. Chi vivrà, vedrà!

  • Roberto  Il gennaio 13, 2012 alle 9:45 am

    Gira robaccia fra i pusher!

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