La primavera araba, dopo un mese perde le prime foglie. di Antonio de Martini

Più di un  amico, incontrandomi ha espresso dubbi sul mio conto  e,  celiando,  ha detto che sono diventato comunista.  Più semplicemente, cerco di analizzare i fatti e condivido  quel che so  e quel che capisco con chi ha voglia di  sapere e capire. Avevo scritto che in Egitto c’era una dittatura militare ( non del solo Mubarak)  e che tale sarebbe rimasta. Adesso se ne accorgono anche quegli egiziani  che , in buona fede, hanno manifestato in Piazza Tahrir al Cairo.

Sono tornati in piazza e sono stati presi a fucilate: due morti. Si sono permessi di chiedere le dimissioni del generale Tantawi ( quello che era a Washington quando è scoppiata la rivoluzione gentile e concordata)  La ricreazione è finita e i bambini buoni non devono più manifestare. Scommettiamo che Hillary Clinton di questi morti non parlerà?

A Tunisi, il nuovo governo comincia a dare segni di disubbidienza: ha detto a chiare lettere che non ci sono ragioni che giustifichino l’intervento dell’ONU in Libia e meno che mai della NATO. 

L’organizzazione dei paesi africani , non potendo più decentemente  tacere ,  si è mossa  mandando  in Libia  il Sud Africa che è membro del Commonwealth, a mediare. La regina Elisabetta , da una parte  ( regina di GB)è belligerante ,  dall’altra  ( regina del Commonwealth) è mediatore. Chapeau!

La Siria sembra essere come le nespole, dure a maturare. La rivolta non riesce a prender fuoco e gli angloamericani si limitano a raccontare gli eventi dai paesi vicini: L’Orient-le jour, il foglio francofono  di Beirut , pubblica da giorni  una rubrichetta sulla Siria dove il numero dei morti  aumenta vertiginosamente ( siamo a 170 ) , ma non ci sono foto, non c’è nemmeno una immagine satellitare  americana, ci sono solo “riprese di telefonini ” che però non mostrano mai luoghi riconoscibili.

Capisco non mostrare  i volti, non capisco il non riconoscere  nemmeno  i luoghi.

La controparte politica   del governo siriano è sempre  una  onnipresente organizzazione umanitaria che , se esistesse, da sola sarebbe la dimostrazione che in Siria c’è democrazia…

Alla trasmissione  REPORT , domenica sera, si è visto come FACEBOOK moltiplica , per fini commerciali,  il numero degli accounts  e può dare impressione che milioni di persone vogliono un determinato prodotto. Se al posto del dentifricio metti la democrazia, il risultato è identico.    Crei un partito virtuale e una serie di gonzi scende in piazza .

Come qualcuno avrà letto nei commenti  sui bombardamenti alla popolazione che ho pubblicato, il mio post è stato inibito da questa organizzazione ( Facebook che a Napoli chiamano fessbook) dicendo che era un articolo offensivo. Il titolo lo avete visto tutti, dicevo che bombardare civili inermi è da vigliacchi e contrario all’onore militare.   Di questa ghettizzazione me ne farò una ragione. Allegramente.

Intanto la primavera virtuale continua  sul sito dello speculatore  Soros ” Open Democracy” dove  vengono pubblicate le analisi di ben trenta analisti, di cui oltre 2/3 hanno nomi arabi . Il primo si chiama Faisal al Yafai e inizia con una citazione  di Tolstoi per raccontare la specificità della primavera araba.  Il secondo Shadi Hamid e via dicendo.

 Nessuno che abbia un patronimico, nessuno  di loro che viva in un qualsiasi  paese arabo, nessuno che ragioni come un arabo. Non uno che citi Israele. Nessun Abu, nessun Ibn. Figli di nessuno, irrintracciabili.

Tutti  questi analisti collaborano con Università e think tank americani ed hanno contribuito a creare la falsa immagine degli arabi e del vicino oriente che ha portato i venti di guerra nella regione.

La  sistematica sottovalutazione del lettore di Internet,  è l’unico  sintomo riconoscibile di  odio che traspare da questi maestri del nulla.

Un  paio di risultati strategici però li hanno ottenuti, ma temo non fossero quelli desiderati:

  • hanno dato a tutti gli arabi la sensazione che sono una espressione geografica unica e che il loro futuro è pensabile unitariamente visto che qualcuno già lo fa.
  • Si è creato un fronte di resistenza  variegato che include  Yemen, Siria, Algeria, Bahrain , Libia  di paesi che non credono più nell’amicizia dell’occidente e  sta cercando di eliminare il pericolo democratico prima che questo elimini loro. Tra i paesi schierati con l’occidente il primo ad essere colpito potrebbe essere il Quatar e la sua TV Al Jazira che si è rivelata un cavallo di Troia per gli arabi dei paesi colpiti.

Temo proprio che tra qualche anno, non troppi,   avranno di che pentirsi e se fossi  anglosassone, comincerei fin da subito  a temere per davvero attacchi terroristici  di tipo inedito a “bassa tecnologia”.  Coltelli e notti senza luna.

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Commenti

  • giannicaroli  Il aprile 12, 2011 alle 8:57 am

    Analisi acutissima e perforante la corazza della disinformacija, questa sì ‘comunista’, consustanziale, stile Grande Sorello/Open Society (cioè: ‘pollaio libero’ alle faine e ai lupi), a quel regime totalitario che è oramai diventato, fino al suo rovesciamento, l’ ex-Libero Occidente AmEuricanizzato. Per mano dei terroristi anni Settanta messi al potere del medesimo…I neo-com (ossia:trotzkisti) in USA, gii ex-‘maoisti’i Lèvy-Glucksmann-July in Francia; gli ‘operaisti’ Mieli-Manconi-Sofri in Italia, coadiuvati dai vopos berlingueriani; la ‘nipotina’ Angelina di ‘zio Misha’ in Germania…..Eccetera. Una Unione Eurosovietica-bis, solo assai più ‘totale’ della precedente, perché si assume come Dogma Unico….
    Non prevalebunt.

  • Mario Maldini  Il aprile 12, 2011 alle 10:10 am

    Posso testimoniare che tutto può essere, ma non comunista: nel 1996, Anno dell’Ulivo, mentre molti anticomunisti di professione si sottraevano alla pugna, con certificati medici e
    lunghi week end all’estero, Antonio De Martini guidò l’attacco al cuore dei Rossi nel Collegio Senatoriale Ravenna-Ferrara, prevalendo in diversi Comuni, ad es. Comacchio e
    Porto Garibaldi ( nomen omen ). Il punto semmai è che ADM faceva l’anticomunismo ” a
    gratis “, altri solo a pagamento. Nei suoi scritti si sente invece forte il profumo della
    ” Terza Roma ” di Giuseppe Mazzini.
    Mario Maldini

  • Roberto  Il aprile 12, 2011 alle 4:22 pm

    E’ la storia della nostra vita. Siccome pensiamo con la testa e non con altre parti anatomiche come la maggioranza degli italiani, per i rossi siamo neri e per i neri siamo rossi.
    In realtà le nostre bandiere sono rosse e nere perchè in Mazzini è compreso tutto: da Dio Patria e Famiglia a Capitale e Lavoro nelle stesse mani.E, soprattutto, siamo gli unici ad aver ancora un Ideale: la Repubblica. Quella vera!

  • antoniochedice  Il settembre 1, 2014 alle 11:22 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    11 aprile 2011. Coltelli e notti senza luna…..

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