Adesso che il sangue scorre anche a Bahrain, gli USA si trovano in quello che i francesi chiamano “un guepier” e che noi italiani, più modestamente , diciamo in un vicolo cieco.
Da una parte , gli anglofrancoamericani fanno una campagna feroce contro Gheddafi che, fino a che non fece amicizia con Berlusconi, era corteggiato da tutti. Ricordiamo che il Presidente Francese Nicolas Sarkosi gli mandò la fascinosa consorte in visita personale per agevolare la vicenda delle infermiere Bulgare e non dimentichiamo le foto con tutti i potenti della terra, USA inclusi.
Poi , da quando David Cameron ha scoperto la relazione finanziaria libica con Tony Blair e i suoi amici della London School of Economics e da quando gli americani si sono messi in testa di ridisegnare gli equilibri del mediterrane, hanno finalmente sentito puzza di dittatura e vogliono che la sentano tutti.
Non sono un mistero per nessuno le forti difficoltà finanziarie dell’Inghilterra , aggravate dal fatto che non è in area Euro. Le bolle finanziarie degli ultimi due anni hanno considerevolmente indebolito la Sterlina e il ruolo di Londra come piazza finanziaria mondiale. Per finire, abbiamo visto che almeno metà del sistema bancario inglese ( e quelli irlandese e islandese che ne sono vassalli) sono ormai di proprietà pubblica perché falliti.
Invece , l’Italietta nostra ha tenuto in piedi il sistema bancario senza sborsare un euro pubblico., ha fatto alleanza con la Russia per il trasporto del gas e del petrolio dell’est verso l’Europa e si è piazzata come primo partner della ricchissima Libia e secondo dell’Iran, del Libano e della Siria.
Inoltre, da quando le dichiarazioni del Gheddafi jr circa la storia del finanziamento alla campagna elettorale di Nicolas Sarkosi sono state riprese anche dal Guardian, , hanno deciso di fargli fare la fine di Saddam Hussein.
Non perché si sia incattivito, ma perché il figlio, stufo di pagare degli ingrati, ha cominciato ad aprire bocca e deve tacere prima che coinvolga altri importanti personaggi e giunga a lambire la royal family.
Anche questa non è una novità. I più anziani, ricorderanno che – qualche anno fa – ci fu un altro VIP beneficato di Gheddafi: il fratello del presidente americano in carica, Jimmy Carter.
Insomma il clan Gheddafi ha il vizietto di smazzettare credendo di rendersi benaccetto , mentre gli anglosassoni , una volta mangiato, hanno la pessima abitudine di sputare nel piatto. Un pò come la storia del Tommaseo che diceva che i cattolici ( lui lo era)” hanno un piede in chiesa e uno al casino”.
Questa contraddizione tutta interna alla politica alleata si sta materializzando anche per la crisi del Bahrain (il caso Yemen è un pò diverso) dove la V flotta americana pone la sua base nel cuore del golfo.
Si può , colpire la Repubblica di Libia senza nemmeno minacciare il regno del Bahrain? Non si tratta nemmeno di darsi a una macabra contabilità, dato che la storia dei diecimila morti in Libia si è dimostrato una balla poderosa: i diecimila morti ci sono stati in Giappone e si è vista la differenza. ( e di questo parleremo tra qualche riga).
Certo, se si impone la no fly zone in Libia, bisognerebbe prevedere una no navvy zone a Manama, con conseguenze logistiche, tattiche ( tempi di intervento in zona) e strategiche ( lasciare “libera” una ampia zona dell’oceano indiano da Singapore all’Oman, Dubai, e gli altri emirati , dall’Heggiaz, all’Iran), oppure ammettere che si va “in chiesa e al casino “a giorni alterni, con conseguenze imprevedibili sulla politica interna USA che tra poco più di un anno ha le elezioni.
Fallito, almeno per ora , l’obbiettivo di impossessarsi del petrolio libico per sanare il bilancio e sviare il traffico cinese dal Mediterraneo, il fardello finanziario inglese , già insostenibile, rischia il tracollo.
Infatti, cade sulle compagnie di riassicurazione ( i Lloyds) famose per la capacità di assumersi rischi elevati (al punto che la GENERALI , che ha filiali ovunque nel mondo , non ha mai messo piede in Inghilterra) e che stanno appena adesso risollevandosi dal salasso dell’attentato alle torri gemelle.
In Giappone l’assicurazione contro i terremoti è sostanzialmente obbligatoria e alcuni esperti valutano il rischio assunto a cinquanta miliardi di sterline . Adesso va affrontato a pena di una catena di fallimenti nelle assicurazioni, inglesi al 70% , dopo quella delle banche.
La situazione è talmente grave che potrebbe indurre ad atti disperati . Se daranno retta alla voce della ragione o a quella della disperazione, lo sapremo fin troppo presto.
Se l’audacia della disperazione dovesse prevalere , dopo la tempesta perfetta del Giappone ( terremoto +maremoto+crisi finanziaria + incidente nucleare) potremmo avere quella Mediterranea, per la quale si stanno preparando con una serie di declassamenti del credito la settimana scorsa alla Grecia e questa settimana al Portogallo. I certificatori li conosciamo: prevedono le crisi degli altri, ma non quelle americane o britanniche.
Cominciamo a prevenire questo attacco che potrebbe avere esiti mortali per noi, evitando anzitutto di cedere all’isterismo nucleare e denunziando – se necessario – gli untori dei media ( sono gli stessi che cianciavano di diecimila morti a Tripoli ecc. ecc. ). La nuvola giapponese è assai più lontana di quelle degli esperimenti ( e delle esplosioni nucleari ) francesi in Algeria e anche quelli americani nell’atollo di Bikini erano più vicini di oltre tremila Km alle coste americane rispetto alle nuvolette giapponesi. Senza contare le cento e più esplosioni nello stato del Nevada a partire dagli anni cinquanta.
Inoltre molti esperimenti USA ( tranne quelli sotterranei) erano autentiche esplosioni realizzate a seicento/mille metri d’altezza per ottenere gli effetti più devastanti ed erano anche bombe all’idrogeno.
Non ci vuole uno scenziato atomico o un grande economista per capire che vogliono che continuiamo a comprare petrolio, e vogliono l’esclusiva, oppure minacciano l’Apocalisse.
Commenti
È difficile immaginare una contraddizione più vistosa di quella che si svolge negli stessi giorni: la Libia di Geddafi su cui si dovrebbe intervenire per proteggere (“ingerenza umanitaria”) la popolazione dal suo tiranno; ed invece nulla si dice dell’invasione saudita non per abbattere il “tiranno” del Bahrein, ma per massacrare la popolazione che gli si è ribellata. I “media” non sono altro che strumenti di propaganda dei regimi, ma in questo caso il meglio che riescono a fare è di tacere sul secondo caso, come se non esistesse. Tutto ciò presuppone una popolazione europea inerte e manipolabile a piacimento. Ha pagato qualcuno per la bugia sui falsi armamenti di Saddam con la quale hanno preteso la nostra partecipazione ideologica ad un massacro che continua ancora oggi? Ciò che mi sorprende maggiormente è la mancanza di reazione a queste forme di menzogna di stato. Vi è da interrogarsi sulla natura della cosiddetta “democrazia”, sulla sua classe governante, sulle sue istituzioni.
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L’ Arabia Saudita e’ entrata in Bahrain a nome dell’alleanza “ConsIglio di Cooperazione del Golfo” di cui fa parte anche il Bahrain che ha chiesto l’intervento. La contraddizione e’ degli USA che da una parte vogliono attaccar briga e dall’altra fanno finta di nulla: non sono guidati dalla logica dei principi, ma da quella della convenienza.
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Continuo la mia tiritera: Obama come Carter e Kennedy Johnson, e anche peggio. Ottimi i tuoi commenti sulla diffusione del nucleare in passato, cosa di cui nessuno si é preoccupato. intanto il Mediterraneo va a fuoco veramente, senza (ancora) il nucleare (che fa Israele nella nuova esplosiva situazione ?). Gheddafi certamente lo conoscevano tutti da 40 anni, adesso se ne accorgono ? Hai ragione: Berlusconi paga e pagherà per aver osato pensare di ragionare in economia come Mattei (e come, in un certo senso, Craxi). Ma perché Cina e Russia non si sono opposte, all’ONU ? GiC
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Caro amico,
Sono anch’io meravigliato dal comportamento russo e cinese. E sono anche meravigliato dal fatto che paesi come Serbia e Yemen e Sudan e Venezuela e Cuba non si siano schierati. Quattro ipotesi sono possibili: la situazione riserva altre sorprese. stanno per agire, , sono stati pesantemente ricattati, aspettano che si allarghi il fossato tra USA e Europa oppure la situazione monetaria e’ talmente compromessa che paventano atti disperati e non vogliono essere coinvolti.
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