La democraticità dei partiti: un’amara esperienza con Berlusconi e Pisanu di G. De Feo

Beppe Pisanu: ha cominciato col fregare gli iscritti e adesso vuole prendere il posto di Silvio

L’amico De Feo – cui debbo la mia tecnologizzazione –  ha inviato un commento all’articolo che chiedeva democrazia anche nella vita interna dei partiti. Il racconto di un testimone è di così grande importanza che lo replichiamo per dar modo a tuti gli amici di leggerlo

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Caro Tonino la “sorveglianza indipendente” dei notai è ancora più improbabile della Democrazia interna alla PDL. Lo dico per esperienza personale di entrambe.

Avevo 24 anni. Era il 1994. Avevo una grande passione politica. Ero stato nella Gioventù Liberale in un epoca in cui i miei coetanei appassionati di politica erano Comunisti nella FCG, Fascisti di Forza Nuova, o Ciellini finti bigotti.

Tonino, puoi immaginare la mia gioia quando un movimento che puntava dritto al governo dell’Italia prometteva la Rivoluzione Liberale e vinceva le elezioni contro la “Gioiosa Armata” … Rossa… di Occhetto.

Oggi soffro nel dirlo, ma fui responsabile della logistica della campagna di Berlusconi che si presentò alla Camera vincendo nel difficile Collegio 1 di Roma, contro Spaventa.

Un mio banchetto elettorale fu dato alle fiamme a Campo dei Fiori. Rischiai l’accoltellamento per aver portato, come alleato di Forza Italia, il simbolo dei Fascisti redenti di AN nel cuore del Ghetto per conquistare qualche voto ebraico del centro di Roma.

Grazie al mio generoso, gratuito (E STUPIDO!) impegno, fui eletto dai giovani di Forza Italia come delegato al primo congresso di Forza Italia dopo la vittoria elettorale del ’94.

Devi sapere Tonino che  Berlusconi fondò Forza Italia insieme a 8 brave persone che, in quanto tali, sono oggi scomparse dalla scena. Persone come Paolo Del Debbio ed Antonio Martino.

Naturalmente, come fa chiunque fonda un’associazione, queste persone avevano dotato Forza Italia di un normale statuto. A causa di questo statuto, Berlusconi fu costretto ad organizzare almeno un congresso  democratico nel ’94.

Questo Congresso fu organizzato praticamente in segreto. Non fu invitato nessun giornalista, ma i delegati dovettero essere eletti regolarmente. Io fui eletto tra loro.

Noi delegati andammo a questo congresso trepidanti e convinti di essere parte della storia. Arrivammo da tutta Italia a Roma in una sala, dalle parti di Piazza Santi Apostoli.

Berlusconi parlò per primo, ci salutò e ci ringrazio. Naturalmente fu accolto con entusiasmo.

Poi però parlò Pisanu. Pisanu propose una semplice modifica allo statuto che avrebbe ucciso la democrazia interna a Forza Italia con un colpo solo. Ecco il senso della sua proposta:

Visto che noi di FI siamo favorevoli al Presidenzialismo, dobbiamo cambiare il nostro statuto. Non dobbiamo più nominare un comitato direttivo, che poi nomina il Presidente di Forza Italia. Dobbiamo invece nominare un Presidente, che poi nomina consiglio direttivo e tutti i presidenti regionali.

I Delegati capirono che quella modifica era la fine della Democrazia interna al partito. Si sarebbe eletto Berlusconi che, a cascata, avrebbe scelto tutte le cariche fino al segretario comunale.

Solo pochi Delegati applaudirono la proposta di Pisanu. Io mi iscrissi a parlare e dissi che la proposta era assurda, che avrebbe reso inutile qualsiasi successivo Congresso ed avrebbe eliminato la democrazia interna la partito. Fui applaudito dai delegati. Pisanu replicò, ma fu fischiato pesantemente. Altri Delegati parlarono contro la proposta Pisanu e furono acclamati. Pisanu e gli altri digerenti venivano contestai ad ogni replica.

Il Primo Congresso di Forza Italia si stava concludendo con una sonora sconfitta del gruppo dirigente, quando quel furbo di Berlusconi prese la parola e disse al Congresso:

“Avete perfettamente ragione! La proposta Pisanu è assurda”

Poi Berlusconi si rivolse a Pisanu e gli disse: “Capisco i tuoi impegni istituzionali, ma non puoi proporre uno statuto del genere”.

Infine il Cavaliere disse all’Assemblea:  “Mi prendo io la responsabilità di fare uno Statuto sulla base di quello che voi avete detto qui oggi. Ci vediamo qui tra due settimane per discuterlo.  Vi fidate di me?” Ci fu un’acclamazione per Berlusconi.

Pochi giorni dopo andai dal notaio a prendere il resoconto stenografico. Il notaio di Berlusconi, benché presente al Congresso, non aveva scritto nulla di quello che era avvenuto. Secondo la sua relazione, il congresso aveva semplicemente deciso di non decidere e si era sciolto volontariamente come neve al sole di Berlusconi.

Una settimana dopo, il tesseramento fu interrotto. Prima però furono tesserati in massa in Forza Italia tutti gli eletti del partito, dal Senato ai consgli di circoscrizione. I congressi provinciali per eleggere i Delegati al nuovo Congresso nazionale furono tenuti di Venerdì mattina, quando i non professionisti della politica erano al lavoro. Fu organizzata una processione di votanti, ma non fu data a nessuno l’opportunità di parlare agli altri votanti per farsi conoscere.

Il nuovo Congresso Nazionale di Forza Italia addomesticato approvò la proposta Pisanu. Berlusconi tradì così la fiducia dei Delegati del suo primo ed ultimo Congresso Nazionale vero. Finì la Democrazia interna a Forza Italia. Il notaio bugiardo fu complice. Non si preoccupò di scrivere il falso su quanto avvenuto davanti a 150 persone.

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Commenti

  • Giovanni Ceccarelli  Il novembre 10, 2010 alle 10:18 am

    Il commento di deminvest é drammatico e bellissimo come esempio prima di illusione e poi di delusione politica. Ma mi domando: se ci fosse stato lo statuto invocato e non quello decretato, quanto tempo sarebbe durato B. ? La mia idea é che sarebbe sparito “brevissime”. Per quanto riguarda i notai, l’ultimo concorso é indicativo e mi conferma nell’idea che me ne ero fatto quando comprai casa. Il notaio mi chiese: “Quanto vuoi dichiarare ?”. Al che io dissi: “Beh, se si potesse, un po’ di meno di quello che costa”. E lui, naturalmente un amico: “Facciamo x- y, ti sta bene ? “. Mi stette bene. Ho conosciuto Antonio Martino da piccolo, quando il padre era Fisiologo alla Sapienza e poi Rettore (non credo proprio che si ricordi di me, appena laureato col suo aiuto Sergio Cerquiglini). Semplicemente, non pioteva resistere e non ha resistito. giC

  • Stefano Gasparri  Il novembre 10, 2010 alle 2:22 pm

    Un problema certamente limitante per il PDL è la scarsa democrazia interna con la presenza di un personaggio che è poco incline ad accettare alternative perchè sembra sempre il detentore della verità. Però grazie a queste sue caratteristiche, a mio avviso, nel 2004 non abbiamo subito una specie di golpe della sinistra che si sentiva la vittoria in tasca e che non mi sembra avesse allora un sistema molto più democratico di Berlusconi. Come esempio ricordo quello che fece l’Assessore al Bilancio Nieri che si inventò il “Bilancio partecipato” che illustrava al popolo affinchè potesse dire la sua: sfido chiunque a saper leggere un bilancio regionale e a poter dare suggerimenti non legati a piccoli interventi locali che il bilancio neppure intravede. Quindi Democrazia in teoria, ma puzza più di presa in giro.
    Mi continuo quindi a chiedere se sia meglio un Governo che cerca comunque di fare (pur nelle mille difficoltà ed ostacoli spesso anche creati ad arte da strutture che non rappresentano altri che se stessi o la loro casta) o un governo molto democratico che, invece di prendersi delle responsabilità, cerca di giustificare qualunque scelta ricorrendo a parti di popolazione che, anche in questo caso, non rappresentano nessuno se non se stessi.

    • antoniochedice  Il novembre 10, 2010 alle 2:28 pm

      Caro Stefano, E dilemma terribile dover scegliere tra due mali. La morale cattolica dice due cose in contraddizione tra loro: 1 Nel dubbio astienti 2 tra due mali scegli il minore. Io ho scelto di astenermi, a te la scelta tra queste due amare medicine….

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