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SULLA IDENTITÀ ITALIANA, UN NUOVO INTERVENTO. di Roberto Stefanini

Concordo con chi scrive che: 1) il nostro punto critico è rappresentato dalla debolezza della nostra identità nazionale; 2) che dovremmo rafforzarla nell’unità; 3) che l’arrivo del centenario della Grande Guerra è una occasione da non perdere. Continua a leggere

DALL’ARABIA SAUDITA ALLA GIORDANIA, PREVISIONI TEMPESTOSE. È IN PIÙ, A WASHINGTON MEDITANO SUL ” RAPPORTO PICKERING” CHE PROPONE … di Antonio de Martini

Il post che preferisco per completezza e antiveggenza. Il 25 novembre 2012 prevedevo il cambiamento della politica USA col medio oriente sulla base del “rapporto Pickering”. Ovviamente non è servito a nulla. E non ha avuto commenti.

Avatar di antoniochediceIL CORRIERE DELLA COLLERA

Vigilia di cambiamenti della politica estera americana nel mondo arabo?
lo richiede un rapporto consegnato al Presidente e lo richiede la situazione politica e militare.
Il regno saudita che ha da poco un nuovo re, rischia di dover affrontare a brevissimo – in un momento particolarmente delicato se non drammatico – una seconda crisi di successione aggravata dal fatto che anche il principe ereditario , il Crownprince, sta più di la che di qua.

Accade nelle gerontocrazie: re Abdallah la scorsa settimana é stato operato alla schiena per la quarta volta, ha 89 anni, é obeso, e questa volta, invece di farsi operare negli USA é stato operato in patria in un ospedale della Guardia Nazionale Saudita ( comandata dal figlio Mutaab ben Abdallah) dalla stessa équipe statunitense che fece i precedenti interventi chirurgici a New York.

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CODA E VELENO

Il sig Adriano, non meglio specificato, scrive un articolo fiume in sedicente contrapposizione col lettore whisky che scrisse qualche giorno fa sul tema della immigrazione.
Adriano ha trovato la testa del serpente cospiratore in Coudenove Khalergi, descrivendolo come un ignoto tessitore di trame tipo Licio Gelli. Continua a leggere

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IN QUANTI CI HANNO VISTO NELL’ULTIMO ANNO PER PAESE DI PROVENIENZA : i 18 più numerosi e i 18 meno numerosi

Country Views
Italy 242.324
United States 5.531
Switzerland 2.701
Germany 2.446
Brazil 1.990
France 1.782
United Kingdom 1.464
Venezuela 1.334
Monaco 1.253 Continua a leggere

SPIEGAZIONE DEL PEZZO INTRODUTTIVO CANCELLATO DA UN MINORATO

Ho scritto un pezzo introduttivo agli articoli di Carlo  Cadorna  e Roberto Buffagni.  Al solito, la parte più esplicativa è stata cancellata. Questo inconveniente fortunatamente non si è ripetuto coi post di Buffagni e Cadorna. Continua a leggere

CENTO ANNI FA CI SI PREPARAVA ALLA GUERRA …… di Antonio de Martini

Alfred Miller, nessuno lo conosce, scrisse ai primi del novecento un libro oggi introvabile dal titolo ieri suggestivo e oggi provocatorio : ” Constructive imperialism“.
È l’uomo che ha pianificato la Grande Guerra per distruggere la Germania e mise in atto il suo piano dopo averlo provato sulla pelle dei Boeri del sud Africa, che era quanto di più vicino alla mentalità tedesca reperibile sulla piazza.
Dato che il secondo conflitto è conseguenza diretta del primo, possiamo attribuirgli anche questa paternità. A fine vita lo fecero Lord.
Andrew Marshall, americano, è il padre di tutte le guerre fatte dagli Stati Uniti dal 1973 – anno in cui Richard Nixon lo insediò al Pentagono in un piccolo ufficio incaricato di prevedere le guerre e il modo di combatterle: l’Office of Net Assessement.
Da Dick Cheney a Richard Perle, a Paul Wolfowitz, fino a Donald Rumsfeld, tutti i neocon sono passati per il suo ufficio ONA ( Office of Net Assessement) e lui li ha addestrati e mantenuto il controllo fino a poche settimane fa, quando Barak Obama – approfittando dello shutdown – lo ha mandato a casa all’età di novantadue anni suonati.
Il che è l’equivalente americano della nomina a Lord.

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VERSO IL CENTENARIO DELLA GRANDE GUERRA: L’IDENTITÀ ITALIANA NASCE NEI MOMENTI DI ESTREMO PERICOLO. di Carlo Cadorna

Quasi cento anni orsono l’Italia scendeva in campo per partecipare alla Grande Guerra: un immane ed inutile sacrificio di vite umane per quasi tutti i paesi partecipanti ma non certo per noi. Infatti la nostra partecipazione, al di là delle polemiche più o meno interessate degli antinterventisti fu storicamente obbligata dall’incompleta liberazione del territorio nazionale, dalla generale (con l’eccezione dei militari che non furono coinvolti nella decisione) errata previsione di una guerra di qualche mese, dalla mancata previsione dell’effetto delle armi moderne associate alla fortificazione campale, dalla necessità – per evitare milioni di disoccupati proprio durante il successo della rivoluzione bolscevica- di disporre delle materie prime che soltanto gli alleati ci potevano fornire, dalle risibili offerte territoriali dell’Austria, dalla maggiore capacità interventista di infiammare gli animi, dalla presenza dell’istituto monarchico favorevole all’intervento, dalle offerte territoriali degli alleati ed infine dalla scarsa considerazione dell’epoca per la singola vita umana se messa in relazione all’interesse nazionale. Continua a leggere

ALLA RICERCA DELLA IDENTITÀ ITALIANA: MELODRAMMA E TRAGEDIA. DUE PAROLE SULLA IDENTITÀ ITALIANA. di Roberto Buffagni

Una sera d’estate di parecchi anni fa, Ugo Tognazzi e famiglia passeggiavano sulla spiaggia di Torvajanica, diretti da un vicino che li aveva invitati a cena. Appena uscito di casa, Ugo s’era messo a magnificare la ricchezza dei loro ospiti, e non la finiva più. E avete visto quei tappeti, quelle automobili, quella barca, quei quadri, quei vini, quei gioielli, ma vi rendete conto di quanto sono ricchi quelli?

Gli altri si guardavano negli occhi, stupiti e divertiti, sorridendo dell’ inatteso siparietto del patriarca. Finché suo figlio Ricky salta su e gli fa: “Ma guarda Ugo che sei ricco anche tu.”

Ugo si ferma, si gira, lo fissa negli occhi e gli dà una replica folgorante: “Io non sono ricco. Io sono un povero che mantiene una famiglia di ricchi.”

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LA DISOCCUPAZIONE IN ITALIA GIUNGE AL 12,5% . ABBIAMO PERSO DIECI ANNI DI POSTI DI LAVORO. E NON E’ FINITA. di Antonio de Martini

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Questo che precede è il grafico dell’andamento della disoccupazione in Italia. Gli occupati sono passati dai 23,5 milioni del 2008 ai 22 milioni di oggi.
Un milione e quattrocentomila persone hanno perso il posto di lavoro grazie ai calcoli errati del FMI e non controllati da nessuno.  Per la stessa ammissione del Fondo Monetario se avessero fatto i conti con cognizione di causa, avremmo un punto di PIL in più.

A proposito de PIL , la Spagna ha registrato un incremento dello 0,1% in più per il trimestre! Continua a leggere