Archivi Categorie: Federalismo

Come arrivare alla NUOVA REPUBBLICA e perché (1 parte: i prodromi)

La proposta di una Repubblica Presidenziale si affaccia nella politica italiana con intermittenza.

Se vogliamo parafrasare il Manifesto di Marx e Engels direi che è  un fantasma che  si aggira per l’Italia dalla fine della seconda guerra mondiale e giunge fino ai giorni nostri.

Fino al 2 giugno 1946, l’alternativa tra Monarchia e Repubblica monopolizzò tutta l’attenzione; pochi espressero le loro specifiche preferenze per la futura forma di governo. Tra questi, Alcide De Gasperi. Continua a leggere

La Scuola di Adro. Il sindaco sa scrivere ! seconda puntata

Il sindaco di Adro, ci ha tolto un peso dallo stomaco, sa scrivere. Meno male. Sembra però che non sappia ragionare, altrimenti ci arrivava da solo.

Sembra abbia scritto al dirigente scolastico chiedendogli ” chi paga?”.   Gli togliamo la curiosità. Continua a leggere

come diminuire la corruzione – e i costi – nella sanità sembra difficile ma in realtà

è di una semplicità che rasenta il banale e si può fare anche  senza varare riforme mega: 

 La corruzione e i suoi costi  sono così raggruppabili: il costo dei medicinali,  quello delle attrezzature mediche e quello del personale ospedaliero e i ritardi “strategici” nei pagamenti. Tutti questi costi sono abbassabili di un buon dieci per cento.  Continua a leggere

il corriere della collera n 10: Federalismo fiscale? Prima ridurre tutti i costi gonfiati dalle lobbies

A PROPOSITO DI FEDERALISMO FISCALE, NON POSSO LIQUIDARE IN DUE BATTUTE  UN TEMA SOLLEVATO DALL’AMICO VENANZI, OTTIMO ECONOMISTA . Mi permetterò dunque di tornare sull’argomento anche più volte e comincerò dalla costituzione dell’ordinamento regionale: una mangiatoia  più capiente di quella della sanità ( ed è tutto dire).  Un deputato isolato e guardato come un appestato presentò alla Camera dei Deputati, nell’ottobre del 1967, un ordine del giorno così concepito nel quale si trovano tutti i motivi di scontento del popolo di oggi :

” la Camera,  considerato che nell’ordine delle priorità per l’attuazione delle norme costituzionalideve essere data la priorità alla legge sul referendum senza la quale si priva il popolo del diritto essenziale di respingere le leggi che nella sua sovranità giuridica giudica inidonee a regolare convenientemente il proprio avvenire;

Condirerato che nelle attuali condizioni dello Stato italiano di confusione e disordine nei suoi poteri, la creazione di altri centri di potere porterebbe nuovo disordine e creerebbe ragioni di conflitto permanente;

Considerato che tutti gli stati ad ordinamento regionale si sono assicurati un potere democratico centrale forte e stabile che non esiste nel nostro paese;

Considerato che la situazione delle pubbliche finanze non consente nuovi aggravi non indispensabili di poteri eversivi e necessariamente dispersivi;

DELIBERA di non passare agli articoli.

Inutile dire che la proposta di non creare subito le regioni fu bocciata e una autentica cavalcata di “democratici su lanciò sulle casse dello stato già provato da  sette anni di “connubio clerico socialista. ”  In un pubblico discorso dell’epoca che metterò on line, Pacciardi disse queste parole profetiche: ” e i figli, e i figli dei nostri figli pagheranno per i debiti di questo governo”

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La collera di Francesco V: collera verso chi si ostina a dire che questo governo le riforme non le fa

Caro Tonino,

la mia collera va verso chi si ostina, per partito  preso o per  incomprensione del fenomeno, a dire che questo governo le riforme non le fa.  E tace sulla vera grande e importante riforma che è il “Federalismo fiscale”, più importante sul piano dei  fatti concreti  della riforma costituzionale.

Sostituire la spesa storica con i costi standard costituisce una riforma veramente profonda perché costringe gli amministratori della cosa pubblica ad un regime nel quale la finanza allegra, il clientelismo, l’incapacità ad amministrare, l’arricchimento personale,  i favori alla mafia  eccetera diventano impossibili.

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