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Una gita all’estero e’ istruttiva Specie se si parla di politica.

Sono stato in Inghilterra tre giorni per un incontro internazionale. Il mio gruppo era composto di uno svedese, uno svizzero, un’austriaca, una francese, un inglese , due spagnoli.
Negli intervalli di lavoro, le domande vertevano su Berlusconi, sul debito italiano e su cosa sarebbe successo nel prossimo futuro.
Nessuno dei presenti – tutti managers della consulenza – sapeva che l’Italia possiede il terzo deposito di riserve auree del mondo e il secondo in Europa.
Tutti sapevano che Berlusconi era uno sporcaccione. Tutti vollero sapere per chi avrei votato alle prossime elezioni.
L’Inglese ha detto, che i tedeschi e la Merkel dovevano rassegnarsi a pagare il nostro debito.
Le mie risposte – a caldo – hanno stupito tutti, me compreso.
La notizia che avevamo piu’ oro della Francia e dell’Inghilterra ha colto nel segno: allora non siete messi così male e’ stato il commento. Perché non si sa?
La mia domanda su come gli europei conciliassero il loro atteggiamento moralistico sul tema Berlusconi con la tradizione libertina francese e il totem della privacy britannico li ha spiazzati fino a convenire che la stampa non avrebbe dovuto impicciarsi tra le lenzuola di Assange e quelle di Berlusconi, così come la stampa britannica ha limitato il suo interesse per la disavventura sessuale di Mad Max Mosley ( quello della formula 1).
L’ affondo elettorale e’ stato quello della vittoria finale: ho detto, Dio mi perdoni, che fino a che avessi avuto come alternativa di voto i superstiti organizzati del vecchio PCI che ha cambiato nomi piu’ volte, ma che ha la stessa dirigenza, avrei votato Berlusconi.
La notizia che il PCI era ancora li , armi e bagagli pronti, ha fatto breccia. Hanno annuito e ammesso che alcune cose non erano penetrate nella pubblica opinione europea e si sono tuffati sui sandwich.
Ecco un’ altra colpa di Berlusconi. Altro che voto.

ROMA E L’ITALIA I MATTI SONO CONSIDERATI SANI E VICEVERSA: provare per credere

CAPITALE CORROTTA

Il guardasigilli Paola Severino ha iniziato a parlare di  pene alternative, poi di ammnistia ed infine il Papa in persona si è recato al carcere di Rebibia auspicando che ” il governo trovi il modo di farli star meglio”.

In contemporanea, è stato liberato 48 ore dopo l’arresto in flagranza di reato, un poliziotto beccato per essere stato colto  mentre compiva un reato ripugnante, per mottivi abbietti: rapiva un compagno di scuola del figlio per pagare i debiti di gioco.

Sempre a Roma, Dagospia pubblica l’elenco dei collaboratori del sindaco che non si è fatto mancare niente: dal prete pedofilo don Ruggero  ( condannato  a 15 anni e che era stato nominato “garante della famiglia”)    al Luigi Crespi ( consulente per l’immagine condannato a 7 anni per bancarotta), passando per i “managers” di AMA ( Panzironi) e di ATAC ( Bertucci), mentre è in dirittura d’arrivo anche l’ACEA ( splendida  acquirente di nove milioni di bicchierini di caffé e consulenze varie. Tutti reati che verranno  addebitati al capo delle relazioni esterne Pier Guido  Cavallina, opportunamente deceduto, come fosse lui il decisore e non ci fossero sindaci, consiglieri di amministrazione ecc. per non dire dei recenti ” consulenti” arrestati per Camorra e per ‘Ndrangheta, dei quali non diremo nulla fino a sentenza.

Roma ha avuto negli scorsi mesi 33 morti per guerra di malavita mentre  una serie Televisiva ha trasformato la banda della magliana in un pugno di eroi agli occhi dei giovani. Il vice sindaco si vanta di aver comprato una laurea on line, la città è abbandonata a se stessa e riprende la stagione degli scioperi che penalizzarà tutti gli abitanti, tranne i finti eroi che girano con la scorta e che possono parcheggiare in divieto di sosta per ….sfuggire agli attentati.

Non capisco perché amnistia si, condono fiscale no; a meno che ciò non significhi che il governo Monti conta più sui voti dei galeotti che su quelli della classe media.

A proposito di classe media, la finanza ha – su un campione di 14.000 famiglie –  trovato che una  famiglia su tre ha barato per avere sconti sulle tasse universitarie dei figli o sul diritto di usufruire dell’asilo, sovvenzioni  ecc.

Questo significa che gli otto milioni di poveri su cui si danno  aiuti di vario tipo, sono in realtà cinque milioni e mezzo e che chi non arriva a fine mese, non ci arriva perché lo stipendio se lo  gioca con le macchinette mangiasoldi come il poliziotto di cui sopra  o al poker on line – sempre del patrio governo – che nel primo mese di esercizio ( agosto 2011 , mese fiacco per antonomasia per le lotterie) ha raccolto unmiliardo e novecento milioni di euro.

Il 31 dicembre scadrà la gestione della discarica di Malagrotta e non hanno ancora  scelto il sito della nuova discarica, poi , una volta scelta, dovranno metterla a regime e questo  consentirà al grato proprietario di ottenere una proroga.

NAZIONE INFETTA

A livello nazionale  assistiamo alla  rottura dello statu quo al quale Berlusconi si era arreso, con la defenestrazione del direttore del TG 1 Augusto Minzolini, verso il quale non abbiamo alcuna considerazione. E’ stato sostituito dal suo vice, Alberto Maccari , nipote dell’omonimo vescovo che inquisì Padre Pio.

Se ne deduce che, dopo Guarguaglini & Borgogni, si sta procedendo a una sotituzione sistemica  dei fedeli del centro destra,  per ora con fedeli più tiepidi, come in questi casi citati. o di altri “managers privi di curriculum” come il nuovo dirigente dell’antitrust.  I soliti intelligenti dello staff di Berlusconi finiranno per accorgersene quando sarà troppo tardi, ma non è detto che sia un male.

A Firenze abbiamo un evento eccezzionale: un matto  spara, uccidendo due poveri immigrati e ne ferisce tre, infine si suicida. Con commovente partecipazione di popolo si decide che il matto non è matto e si inscenano  una serie di manifesstazioni politiche   contro …il sano.

Anche a Milano un altro squilibrato ha dato fuoco alla moglie, ma si è poi limitato ad accendersi una sigaretta, invece di suicidarsi.  Lo considerano sano di mente, benché fosse in cura psichiatrica.

Bankitalia dice che i risparmi degli italiani –  mentre lo Stato è indebitato fino al collo con 1200 miliardi debito pubblico – ammontano a oltre 9.000 miliardi ( e quindi potrebbero comprare 4 volte il debito pubblico).  Le Statistiche ci dicono che abbiamo il terzo deposito di oro del mondo dopo USA e Germania e prima di Francia e Inghilterra,   Il primo ministro  Monti, annunzia che se lo Stato fallisce è una catastrofe per tutti. E la gente pensa che sia sano di mente.  Cominceranno a crederlo matto solo quando  – e se – presenterà i tagli di spesa, ma c’è chi giura che non lo farà mai.

LA MANOVRA MONTI VISTA DALL’ESTERO E DA NOI. di Francesco Venanzi a proposito di un articolo del prof HUDSON sul Frankfurter Allgemeine Zeitung in cui nota il passaggio dei paesi europei dalla democrazia, verso l’oligrarchia.

 

In sintesi, il prof. Hudson sostiene che le misure di austerità che ora vengono invocate e varate dai governi europei  dell’area euro – che riducono il welfare, colpiscono i lavoratori e i loro sindacati, mettono nelle mani di privati beni, imprese e servizi pubblici –  vanno sostanzialmente a beneficio delle banche, che sono responsabili del credito facile seguito dalle sofferenze, e di coloro che acquistano  i beni e le imprese che gli Stati dovranno vendere per  coprire i propri deficit. Hudson sostiene anche che i  privati non sempre garantiscono  maggiore efficienza, ma  acquisiscono  i profitti e diventano una classe di oligarchi. E se sono stranieri  portano i profitti all’estero.  Inoltre, le banche traggono benefici   dalla regola che impedisce alla BCE di finanziare i deficit degli Stati emettendo nuova moneta; infatti  gli Stati sono così costretti a  ricorrere al mercato, cioè  alle banche, pagando interessi  elevati.  Secondo Hudson, sarebbe preferibile che la BCE finanziasse i deficit, come fanno le banche centrali di Usa e Regno Unito, senza per questo, entro certi limiti, provocare inflazione.  L’analisi di Hudson contiene molte verità ed è piuttosto suggestiva, e preoccupante.

Il prof. Hudson manca però di inserire i problemi  dell’Europa, e di tutti i paesi di antica industrializzazione,  nel quadro della globalizzazione.  Quelle economie hanno perduto  competitività  a fronte degli sviluppi industriali di paesi come la Cina dotati di grandi disponibilità di manodopera a basso costo.   I deficit di bilancio di paesi  come l’Italia sono originati dal fatto che molte delle attività industriali che hanno prodotto  nel passato  i redditi  su cui è stato costruito il sistema di welfare non sono più competitive sui mercati internazionali e hanno quindi smesso di esportare, prima, e di produrre, poi;  mentre i loro prodotti sono stati sostituiti da quelli di importazione dai paesi di nuova industrializzazione.  L’intero “sistema paese” contribuisce alla perdita di competitività con l’elefantiasi della pubblica amministrazione, l’antica e superata regolamentazione del fattore lavoro, l’inefficienza della giustizia civile, il peso del welfare.  E, nel caso dell’Italia, il mancato adeguamento delle infrastrutture,  a causa di  decenni di  paralisi dovuta all’eccessivo indebitamento dello Stato causato , appunto, dalle dette inefficienze.

Si deve quindi ammettere che le misure di austerità chieste ai Paesi europei  servono per tentare di  recuperare competitività. Se fosse possibile finanziare il deficit dello Stato stampando nuova moneta, mancherebbero gli stimoli per ridare efficienza al sistema.

Guardando alle misure finora varate dal governo Monti, si deve  osservare che solo la riforma delle pensioni agisce chiaramente nella direzione di ridare efficienza al sistema (ma penalizzando i consumi), mentre tutte le altre misure di aggravio delle tasse servono solo per  far cassa senza incidere sulla efficienza del sistema.  La riduzione dei costi della politica, compresa l’abolizione delle provincie e la riduzione del numero dei parlamentari, sarebbe stata positiva, ma è di la da venire. La riforma della regolamentazione del lavoro è per ora una pia intenzione e solo l’atmosfera di grave crisi (e la tenacia di Marchionne) ha portato i sindacati a trattare la riforma del contratto di lavoro della Fiat, realizzando così un passo avanti  per ridare competitività ad un importante settore industriale (ma uno dei  sindacati  è ancora schierato a difendere  schemi non più sostenibili). Non si vede la radicale riforma della giustizia civile necessaria per ridare certezza ai diritti e recuperare la fiducia degli investitori esteri. Gli investimenti nelle strutture sono ridotti al minimo a causa delle difficoltà di finanziamento e  delle miopi contestazioni dei “Non nel mio giardino”. E l’aggravarsi delle tassazioni induce molte imprese a studiare nuove delocalizzazioni.

Quanto alle privatizzazioni annunciate come altra misura di risanamento, dubito che siano la soluzione miracolosa che  ridarà efficienza al sistema.  Trovo azzeccate le tesi in proposito di Hudson. I miglioramenti della gestione dei servizi potrebbero essere ottenuti anche mantenendo la proprietà pubblica  se si sapesse sottrarre le gestioni  dalle ingerenze politico-clientelari. Resta allora anche qui la sola funzione di far cassa.

Siamo quindi lontano dall’obbiettivo del recupero della competitività e  credo che la crisi generata dalla globalizzazione si protrarrà a lungo, con alti e bassi ed episodi ricorrenti di nuove strette.  Credo che gli Stati in questa contingenza dovrebbero assumere un ruolo più attivo nella gestione della economia.  In particolare l’Italia dovrebbe far leva sulla posizione geografica e su una posizione politica da ricostruire facendo leva su antichi meriti nelle relazioni con i paesi emergenti, per sviluppare relazioni  speciali con molti di quei paesi, capaci di generare scambi, sviluppo  e reddito.

 

 


[1] “Europe’s deadly transition from social democracy to oligarchy” apparso il 3 Dicembre 2011 su Frankfurter Allgemeine Zeitung  con il titolo “Der Krieg der Banken gegen das
Volk”

Il segretario invertito, ovvero l’onorevole Angelino ha imboccato l’autostrada contromano. di Antonio de Martini

Ieri mi e’ giunta una mail della ” nota politica” che mi annunziava la importante decisione della segreteria del PDL che escludeva dalle cariche di partito tutti gli eletti dal popolo.
Senatori, Deputati, Consiglieri comunali, Consiglieri municipali, dovranno scegliere tra le cariche elettive politiche ed abdicare a quelle di partito.
La meditazione sulla questione della ingerenza dei partiti nella vita pubblica, e’ evidentemente cominciata anche in seno al PDL, ma e’ partita senza radici, senza cultura politica e senza senso pratico.
Sarebbe bene sapere che questo dibattito e’ sorto all’indomani del Congresso di Napoli della DC,1954, in cui Amintore Fanfani, elimino’ i seguaci di De Gasperi, sostituendoli coi ” professorini” ( il mondo e’ una continua illusoria replica) .
Per affezionarsi gli impiegati della DC, il nuovo leader , Amintore Fanfani, abolì la proibizione statutaria di candidarsi alle elezioni – l’ho già scritto in un post del 7 settembre 2010 e lo ripeterò fino alla nausea – per i dipendenti del partito, con la conseguenza che tutti cessarono dal cercare il raccordo politico con la societa’ civile e quasi tutti ritennero di averlo trovato in loro stessi.
Ho scritto anche questo esempio e lo ripeto: nel primo collegio senatoriale di Roma, il senatore Antonio Bonadies, illustre medico, fu sostituito da Nicola Signorello, che era uno sconosciuto funzionario della DC.
Così inizio il logoramento della fiducia tra il partito dei cattolici e il popolo italiano: i sagrestani divennero Vescovi.
Se l’onorevole Angelino Alfano , nuovo segretario generale del PDL , oltre alle buone intenzioni, avesse anche cultura e memoria storica e magari anche capacita’ di analisi politica, si sarebbe reso conto che ha imboccato l’autostrada contromano.
Chi sceglie di fare il militante di partito può certo essere candidato e farsi eleggere, ma chi viene eletto a cariche politiche di partito ha caratteristiche intellettuali, energie psichiche e spesso anche doti morali, antitetiche a quelle necessarie a governare bene e nell ‘interesse della collettività. Inoltre e’ umano che un impiegato si auto candidi, migliorando il proprio tenore di vita.
Lo fa, tagliando pero’ il cordone ombelicale che lega il suo partito all’ elettorato.
Un po’ come se il commissario di un concorso di assunzione, decidesse di scartare i concorrenti e si auto assumesse….
Escludere dal partito gli eletti dal popolo e’ il valore inverso a quello che credo Alfano volesse affermare. Può essere un primo passo verso un cambiamento radicale, ma fare uno statuto serio e’ un’ altra cosa.
Se non vuol essere ricordato come l’ Achille Starace di Berlusconi, l ‘on Alfano non ascolti chi gli ha dato questo orrido consiglio e inverta la marcia.
A fine legislatura sarà troppo tardi.

CAPITALISMO E LIBERTÀ . PERDEREMO ENTRAMBI ?

Il governo dei professori, sta iniziando a fare quello che si e’ convenuto chiamare ” il teatrino della politica” in ammirevole continuità’ con i governi precedenti.
La signora Elsa Fornero, piemontese con quel che segue, sta intrattenendo i media ai quali ha già’ propinato la storiella delle lacrime – peraltro non scese – da libro cuore, ha continuato con la favoletta della laureanda che lei va a trovare alle 23 di sera, in realtà’ sottraendosi al dibattito a Ballaro’ dopo aver detto tutto quel che voleva senza essere disturbata.
Oggi si scopre che il governo e’ disposto a rinunziare a un miliardo e mezzo prelevabile dal congelamento della indicizzazione delle pensioni dei poveri e di prelevare altrettanto dai conti correnti dei cattivi, nell’assordante silenzio di Tremonti che pure – nome dello Stato – si era impegnato a non infierire sui “pentiti” che avevano rimpatriato il malloppo.
Sentiamo tutti la voce di Fantozzi che dopo il secondo schiaffo dice ” ma come e’ buono lei” al capo che rinunzia a dare il terzo colpo.
Credevamo che imbroglietti simili li facesse solo, un tempo, l’assessore Augello e credo non ci caschi più nessuno.
Anche ” Il Corriere della sera” pare essersi reso conto che la gente non abbocca e in un angolino della prima pagina mette due titoli, ciascuno su una colonna, in cui i giornalisti Sergio Rizzo e Massimo Frascaro si chiedono se le provincie saranno davvero abolite ( sono in maggioranza di sinistra) e se ora che il fisco può fare quel che vuole nei nostri conti, se la burocrazia allenterà la sua presa sulle nostre vite.
Come mai una classe dirigente tanto scadente? Che conseguenze avrà’ sul nostro futuro ?
Abbiamo precedenti cui rifarci per capire cosa accadrà’?
La ” sciura Elsa” ce lo ha lasciato capire quando – sempre a Ballaro’ – ha fatto il paragone tra la nostra situazione e quella dei paesi dell’est e in particolare della Russia.
Caduta l’Unione Sovietica, e convertiti al capitalismo i cinesi, nulla si oppone più’ alla costruzione di un nuovo ordine mondiale, secondo le idee economiche che il professor Milton Friedman – allievo del herr professor Friederich Hayek – ha diffuso per tutta la vita dalla scuola di Chicago ed applicato poi in Cile durante gli anni di Pinochet; negli USA in occasione dell’alluvione di New Orleans ; i suoi discepoli in Irak e poi in Russia dopo i crolli dei rispettivi regimi.
Il principio e’ semplice ed e’ spiegato nel suo libro- manifesto ” Capitalismo e Libertà”: salvo che l’esercito per la difesa esterna e la polizia per quella interna, lo Stato deve rinunziare ad esercitare qualsiasi altra attività’ perché’ possa realizzarsi un mercato puro, regolato dalla legge della domanda e dell’offerta.
L’applicazione del principio e’ piu’ difficile data la resistenza delle istituzioni esistenti.
Il secondo passaggio, piu’ impegnativo moralmente, e’ consistito in quello che viene chiamato il
Capitalismo catastrofico”: attendere e spiare ogni avvenimento catastrofico, per riuscire a RICOSTRUIRE SECONDO I PRINCIPI DEL LIBERO MERCATO.
Il primo caso fu il Cile di Pinochet, devastato dall’irperinflazione. La ricetta di Friedmann funziono’, se non si tiene conto del fatto che gli oppositori furono azzittiti con la tortura.
L’ultimo in cui Friedmann intervenne di persona con una lettera al ” wall street journal” fu l’alluvione di New Orleans a seguito della quale, invece di ricostruire le scuole pubbliche diedero buoni utilizzabili per studiare in scuole private in giro per il paese. Anche qui, se non si tiene conto che adesso New Orleans e’ una città’ morta rispetto a com’era prima, possiamo parlare di successo.
In Irak, il governatore L. Paul Bremer, nei primi giorni dell’occupazione delle Nazioni Unite, impose massicce privatizzazioni, libero scambio senza restrizioni, imposte a tasso unico del 15% e spettacolare riduzione dell’apparato statale, al punto che il ministro Ali Abd el Amir Allaoui, fece la dichiarazione che ” dopo tante sofferenze subite, il popolo non ha alcun desiderio di essere trattato come una cavia per esperimenti economici”.
L’alleggerimento dell’apparato statale incluse anche l’esercito – con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti- e il personale dei musei talche’ possiamo ammirare capolavori archeologici assiri negli Stati Uniti o comunque non dove si trovavano prima della guerra.
Anche li le privatizzazioni sono riuscite se non si tiene conto dell’enorme numero di morti che il conflitto ha provocato.
Insomma, questa nuova politica economica si presta bene ad essere applicata in paesi indeboliti con le buone o con le cattive, viene applicata anche in Russia e in Cina dove governi “a robusta conduzione” impongono l’osservanza delle regole del ” libero mercato” assecondate da elites economiche locali il cui nome cambia ( oligarchi, pirahnas, ecc) ma non la funzione.
Questa politica dello sfruttare le catastrofi per presentarsi con società’ private e polizie private a proporre rimedi estranei alla vita e alla cultura dei luoghi, si sono applicate anche con lo Tsunami nel Pacifico e in Africa ( con la crisi del debito che gia’ ci e’ stata e che ha privato i paesi coinvolti delle loro ricchezze) al punto che un funzionario del Fondo monetario Internazionale condenso’ nella sua lettera di dimissioni dal Fondo con lo slogan: ” privatizza o crepa” la politica che ad un certo punto si rifiuto’ di eseguire. ( Davidson L. Budhoo : “enough is enough, dear Mr. Camdessus… Open letter of resignation to the mangaging Director of The International Monetary fund,” New Horizons Press, New YORK, 1990 pag 102.)
A questo capitalismo delle catastrofi, ogni occasione e’ buona: una guerra, uno tsunami, un disastro in borsa, tutto consente di introdurre capitali e società ” libere” per sostituirsi al sistema crollato, senza incontrare resistenze per creare “la società più’ giusta e più libera , in un libero mercato”.
Anche da noi la resistenza e’ minima. Siamo tutti terrorizzati dalle prospettive – false – che ci fanno intravvedere questi imbonitori, incaricati di farci bere l’olio di ricino di questa tornata.
Ad ogni disastro – e questo lo e’ – giunge rapidissimo l’attacco alla sfera pubblica per ottenere privatizzazioni lucrative, che devono approfittare dello smarrimento psicologico delle popolazioni.
Gli argomenti sono sempre inoppugnabilmente razionali. Lo diceva anche Marcuse ( remember?)
Nell’opera DIMENSIONE ESTETICA” 1977 in cui analizzava la situazione politica e sociale dopo il ’68, ” la struttura repressiva della ragione e l’organizzazione oppressiva delle facoltà’ mentali si completano e si sostengono a vicenda”. E in questo senso la razionalissima professoressa Fornero e’ la rappresentazione fisica della situazione. sembra la matrigna di Cenerentola.
A proposito, BUON NATALE A TUTTI.
SEGUE NEI PROSSIMI BLOGS.

I professori universitari che fanno i tecnici: la casta della casta. Ecco il curriculum del cattedratico tipo.

Non vorrei sembrare prevenuto. Sono favorevole alla stretta fiscale , ma” il modo ancor m’offende”.

Da studente, assieme a un signore che attualmente fa il giudice costituzionale, facevamo un giornale che distribuivamo a Roma nella città universitaria.

Avevamo anche le strip con le vignette.

Una in particolare si chiamava ” Siro l’assistente”. Erano le disavventure di Siro, un assistente universitario, schiavo del professore, servile e viscido, pronto a prendersela con gli studenti, meglio se innocui ” fuori sede”. Sospetto che il modello fosse Giuliano Amato che all’epoca faceva l’assistente a Scienze politiche.

Questa strip mi viene a mente ogni volta che vedo in TV un giornalista prostrato nei confronti di uno dei professori che da ormai diciannove giorni imperversano sui nostri schermi.

Per cominciare, il nostro Siro – chiamiamolo così anche oggi – per fare l’assistente deve scegliere una materia che studia con zelo maggiore del solito: per aver diritto ad essere bistrattato dal professore, deve anzitutto prendere un bel voto all’esame.

Evita le ragazze ( si rifarà quando avranno da fare gli esami), sgobba, ottiene la tesi nella materia che dice di prediligere ed infine si laurea.

Qui inizia a sgomitare: i candidati a portare la cartella del professore – senza essere pagati – sono numerosi. Inizia così la carriera dell’aspirante scienziato, anche se la tesi di laurea è dedicata al “bollo”.

A volte invece della cartella, ti da da portare il cappotto o un pacco da mettere in auto. Alcuni considerano un privilegio poter portare il soprabito dalla cattedra all’attaccapanni. Altre volte si consolida tanto la familiarità, che sposa la figlia ( è accaduto, ad esempio, all’on D’Onofrio con la figlia del prof Sandulli. Questo spiega, a mio sommesso avviso, anche una carriera altrimenti inesplicabile.).

Anni di gavetta basata sul servilismo, danno oggi la possibilità di diventare “ricercatore”, cioè di ottenere finalmente uno stipendio e l’autorizzazione a poter sfruttare a sua volta qualche aspirante assistente. Questo spiega anche come mai in altri paesi si vedono ricercatori di venti anni mentre da noi i cinquantenni sono la norma.

Naturalmente, a memoria d’uomo, non risulta che un concorso universitario non sia stato “arrangiato”. Si treasmettono le cattedre di padre in figlio – anche nipote – come fosse un feudo. In casi di maggiore modernità, si ricorre alle “partecipazioni incrociate”: io faccio vincere la tua amante nella mia Università e tu prendi mio figlio.

Passato attraverso questo pesante calvario, quando il nostro Siro arriva alla cattedra, ha perso ogni gusto alla libertà ed ha imparato a conoscere ed apprezzare le opportunità offerte dal compromesso. L’ultima tappa del cirsus honorum consiste nel “far fuori” il professore per farsi trasferire nella propria città.

Un pò come i bambini violentati diventano da grandi violentatori, ecco che – una volta “arrivato” Siro si rifà a sua volta con i giovani che gli si avvicinano, in un “loop” di snobismo, spocchia e coazione.

Al consolidamento del fascismo, quando si trattò di giurare fedeltà al regime, IN TUTTA ITALIA CINQUE PROFESSORI SOLTANTO RINUNZIARONO ALLA CATTEDRA PUR DI NON PIEGARSI AL REGIME. Gli altri aderirono al PNF che, come noto, significò “per necessità familiari”.

Per i militari, ci fu un tale rifiuto che FU PROMULGATA UNA LEGGE – ancora oggi in vigore – CHE VIETA DI DARE DIMISSIONI MOTIVATE.

Ci si può dimettere, ma non si può spiegare le ragioni del gesto.

E’ intuitivo che questo regime, questa prima repubblica morente, dovendo dare un esempio di “sobrietà e rigore morale”, ricorresse alla categoria dei professori universitari.

Questi signori sono della Università cattolica: oltre alle doti che sappiamo, hanno anche dovuto fare il giuramento antimodernista richiesto dal fondatore Agostino Gemelli. Il Don Verzé del fascismo.

VIVA LA DIFFERENZA ! I C…. SONO CAMBIATI, MA I C… SONO SEMPRE I NOSTRI.

Il governo ha annunziato una manovra da 30 miliardi di cui 13 di tagli.
I dodici miliardi di euro dell’EMPAM – l’inutile e impopolare ente falsoprevidenziale dei ” medici fascisti” come recita l’atto costitutivo, non verranno portati nelle casse dello stato, mandando a casa i centotre consiglieri di amministrazione.
L’INPGI, istituto previdenziale dei giornalisti, non e’ stato incorporato nell’Inps, benche’i privilegi dei giornalisti siano in più’ aspetti maggiori di quelli dei politici ( es. disoccupazione al 100% per un anno intero….)
Si annunzia l’eliminazione dell’inpdap ( decisa sei o sette anni fa) spacciandola per nuova.
L’IRAP , la tassa dichiarata illegittima dalla Unione Europea, rimane in vigore, ma la si potrà’ dedurre nel bilancio, perché’ fino ad oggi bisognava anche pagarci l’ IRPEG…
Sembra la canzone di Lucio Dalla ” l’anno che verra’ ” anche i muti potranno parlare, mentre i ciechi gia’ lo fanno.
In cambio ci e’ stata ammannita una scena da ” grande fratello” con la ministra Fornero cui scappa il pianterello così poco credibile che Monti – in perfetto stile Berlusconi – interviene e spiega la situazione che l’imbranata non ha fatto capire.
IL presidente francese Sarkosi ha proposto di tassare le transazioni finanziarie. Monti e’, non lo abbiamo dimenticato , uno dei saggi scelti dal presidente francese per consigliarlo.
La tassa sulle transazioni finanziarie, evidentemente non e’ farina del sacco del professor Monti.
Dopo le interviste di De Benedetti alla 7 e quella di Bernabé al primo canale, mi aspettavo l’annunzio della privatizzazione della Rai o almeno quella delle società’ energetiche municipalizzate. Nulla.
Se il 9 dicembre i leaders europei non varano gli euro bond, credo che il governo Monti finirà’ sbranato.

CI CHIEDONO IL SACRIFICIO DI ABRAMO, MA A ME SEMBRA IL DISPETTO DEL MARITO. di Antonio de Martini

Tutti i giornali dicono che stiamo sacrificando i giovani – i nostri figli e nipoti come ha scritto Francesco Venanzi nel bel commento al post precedente – ma pochi si chiedono se la voce che sentiamo sia di Dio o frutto della paranoia galoppante che ha colpito la classe dirigente europea. A volte mi viene da pensare che Berlusconi – il vile che e’ scappato- non abbia sentito la voce perché’ e’ l’unico che sembra avere una vita sessuale seppur disordinata.

CAPIRE IL DEBITO.

Se acquistare un debito fosse impresa pericolosa, le grandi istituzioni ( e le banche ) non spenderebbero, corromperebbero e premerebbero per acquisire clienti. Esse non assumono una voce al passivo, ad esempio il debito italiano, al contrario:
1) il creditore percepisce interessi e l’Italia avendo all’estero il 47% del proprio debito pagherà’, per il 2011, 76 miliardi di interessi/ rendita a fondi sovrani e di investimento.
Nel nuovo anno , se la Francia rimane nostra creditrice per 309 miliardi, vedrà’ aumentare la propria rendita di 15 miliardi di euro.
2) chi controlla il debito e’ in grado di influenzare – attraverso lo stesso debito- il paese debitore. Ad esempio la Cina ha deciso di influenzare gli USA tenendo la briglia corta: compra solo buoni a scadenza trimestrale.
3) la FIDUCIA , su cui si basa il business , consiste nella certezza che lo Stato debitore pagherà’ gli interessi , ossia la rendita, grazie al prelievo fiscale sui cittadini e in funzione della loro numerosità
Che i debiti non facciano paura e’ dimostrato anche dal fatto che APPENA SCADE IL BOND SI AFFRETTANO A RINNOVARLO. Solo i privati riscuotono il capitale e lo investono altrove ( una casa, azioni, ecc).
4) una garanzia aggiuntiva e’ data dal fatto che oltre al sistema delle tasse – immortale – lo stato può ricorrere a drastiche riduzioni della previdenza o di altra spesa sociale, per rassicurare un creditore dubbioso. QUESTA E’ LA FUNZIONE DI MONTI E PASSERA OGGI.
Passera e’ esperto della materia, essendo le banche italiane state teatro di analoghe richieste. Hanno chiesto alle imprese italiane di ridurre le spese e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Nessuno che abbia fatto notare che il gettito IRAP e quello della cassa integrazione guadagni hanno avuto quasi ( 35 miliardi)lo stesso importo. Se si fosse abolita l’IRAP molte aziende avrebbero evitato la cassa integrazione.
La crisi e’ finanziaria – ossia logica ma non reale- tutti hanno diritto di aver paura, ma chi diffonde la paura in questa guerra e’ un agente provocatore o un bischero come direbbe Bini Smaghi.

LA RAGIONE E’ PRESTO DETTA. Posto che sia tutto vero quel che i giornali e i politici vanno raccontando, gli sforzi di tassazione che si annunziano e quelli di ” innovazione e sviluppo” che vengono richiesti a chi vive del proprio lavoro o produce industrialmente, sono un ATOMO – consentite il paragone – rispetto a una PAGNOTTA.

DIMOSTRAZIONE: nel 1980 – prima della deregulation richiesta dalle banche – l’80% del valore delle transazioni economiche internazionali era basata sulla produzione e circolazione delle merci.
NEL 2000 , gia’ il 95% delle transazioni economiche internazionali era di spostamenti finanziari: il 20% di compravendita di azioni e l’80% di speculazioni sulle valute.
NELL’ APRILE 2010 queste transazioni hanno raggiunto la cifra di
3981 MILIARDI DI DOLLARI AL GIORNO. ( non e’ un errore di battitura ).
La cifra e’ 150 volte superiore a quella dello scambio di merci.

TRE GIORNI DI SPECULAZIONE FINANZIARIA EQUIVALGONO AL FATTURATO ANNUALE DELLA PRIME CENTO MULTINAZIONALI DEL MONDO NEL 2008.(12.000miliardi).

Adesso sono certo che capite tutti che siamo oggetto di un tentativo di truffa da parte del ” duo fasullo ” e che Berlusconi & Co.(mpagni) hanno fatto la figura dei Pinocchio nell’orto dei miracoli.

Il debito – che e’ normale e fisiologico – ce lo vogliono far pagare QUATTRO VOLTE:

LA PRIMA col pagamento degli interessi sui titoli
LA SECONDA con le spese finanziate dallo Stato e finalizzate a ripagare il “sostegno” ( es la
TAV TORINO- LIONE e le centrali nucleari ,bocciate dal referendum, che erano
appaltate alla Francia che non sa farle. Vedasi la centrale Finlandese di
OLKIKUOTO , non finita, dove il preventivo e’ già passato da tre a sei miliardi di
euro e sono stati accertati ben quattromila errori di progettazione).
LA TERZA. Col “piattino Monti” ossia la riduzione straordinaria della quota debito che
vogliono realizzare ” per calmare i mercati” .
LA QUARTA. Con le ” misure di salvaguardia” da varare, per il salvataggio delle banche
” troppo esposte” che inevitabilmente si profila all’orizzonte.

Mi sia consentito una duplice considerazione personale . Chiamare dei banchieri, anche complici della crisi, al governo – in Grecia come in Italia – equivale a nominare capo dei pompieri un piromane.
Inoltre solo dei deficienti mentali potevano non prevedere che, unificando le 17 più interessanti valute del mondo, gli speculatori non sarebbero andati in pensione.
A questi soggetti da Cottolengo abbiamo affidato la navigazione in acque infide nel tripudio di una serie di geronti, che hanno l’ eta’ di Mubarak.
Altro che sacrificare i nostri figli. Questa e’ gente che non vale nemmeno il sacrificio di un abbacchio.

Antonio de Martini

500 ANNI DOPO GALILEO CI SENTIAMO ANCORA AL CENTRO DEL MONDO E CREDIAMO CHE LA CRISI L HA PROVOCATA BERLUSCONI E LA RISOLVERÀ MONTI. INTANTO CI SPOLPANO. DUE VOLTE. di Antonio de Martini

Due grossi errori di noi italiani: siamo provinciali e – paradossalmente – siamo ancora Tolemaici. Crediamo che nel mondo si occupino di noi. Quando gli affari andavano bene – anni 70 – gli investimenti USA in Italia rappresentavano il 2% del totale dei loro investimenti nel mondo. Il secondo errore – l’altra faccia della medaglia – e’ che crediamo che quel che accade in Italia abbia ripercussioni nel mondo. Spiamo la borsa di Tokyo per vedere che effetto ha fatto la nomina di Monti.
Ci chiediamo che effetto abbia fatto a Pechino o a Berlino e facciamo finta che tutto sia cambiato.
Sara’ il caso di vedere anche se il gattopardo ha colpito , mentre gli USA ci spolpano politicamente e la Francia economicamente.
La prima cosa che salta agli occhi e’ che Monti sta ripercorrendo – con altra cultura e conoscenza della lingua italiana – la stessa strategia errata di ” e’ arrivato il Messia” che Berlusconi lascio’ diffondere a suo tempo.
Entrambi hanno creato una tale atmosfera di aspettativa, da rendere inevitabile un altrettanto grande e crescente “effetto delusione” man mano che ci sarà’ lo scontro con la realtà’ .
La differenza sostanziale e’ che Monti , con la sua aria schiva – che un arguto amico ha definito da pesce lesso da trangugiare quando si e’ malati – e’ riuscito ad evitare l’antagonismo dei più’ e, abituato a tener conto delle personalità’ complesse dei cattedratici, ha saputo citare tutti e dare importanza a ciascuno.
L’accoglienza e’ stata imponente come la maggioranza raccolta alla Camera: quasi dieci a favore per ogni oppositore.
Anche questo e’ un punto in comune col Berlusconi che ritenne di avere ” la camera introvabile” con cento deputati di differenza con l’opposizione.
Nessuno dei due potrà’ addurre l’alibi del non consenso.
Il terzo punto in comune e’ il ” Ghe pensi mi” . Enzo Biagi scriveva che se avesse avuto le tette, Berlusconi avrebbe fatte anche l’annunziatrice nelle sue TV.
Monti ha riunito nella sua persona entrambe le funzioni di Berlusconi ( presidenza) e di Tremonti ( economia).
Entrambi hanno un atteggiamento personale patologico: l’uno troppo estroverso e l’altro troppo schivo.
Entrambi si sono circondati di persone ben conosciute, spacciandole per specialisti. Entrambi contano sui viaggi all’estero per crearsi una immagine alta in Patria.
Entrambi attenti piu’ all’immagine che alla sostanza. Oggi Monti e’ andato all’aeroporto per salutare il Papa in partenzaj per l’Africa, ricevendone in cambio il terzo apprezzamento ufficiale in tre giorni. Dal portavoce padre Lombardi, dopo la dichiarazione a favore del Vaticano ier l’altro e della CEI ieri.
Manca solo che il Cardinale arcivescovo di Milano annunzi che ha trovato “l’uomo della provvidenza” titolo dato prima d’ora a Mussolini e a Berlusconi.
Le differenze tra i due sono minime. Hanno entrambi studiato dai preti- uno dai salesiani, l’altro dai gesuiti. Uno si e’ trapiantato il toupet e l’altro ha una capigliatura folta.
Entrambi considerano il programma di governo un optional sul quale soffermarsi il meno possibile e entrambi parlano di aiutare i piu’ deboli, l’uno togliendo l’ICI e l’ altro aumentando le pensioni minime, ma ripristinando l’ICI.
Insomma una riforma a costo zero perché’, come mi ha spiegato il vecchio cameriere in pensione ( minima) del BAR EUCLIDE , pare che gli aumenteranno la pensione minima , il cui importo incrementale comunque dovrà’ versare come ICI, perché in una vita di lavoro, spesso precario, una casa l’ha comprata.
Gran lavorio di burocrazia per non ottenere granché’. Nessuno dei due ha scalfito ( o scalfirà’ ) i grandi interessi.
L’unica seria differenza tra i due e’ che Berlusconi ha incrementato i posti di lavoro – circa diecimila – nelle aziende sue e Monti ha tolto di mezzo una cinquantina di posti disponibili, accaparrandoseli lui .
Sono tanto simili che Berlusconi direbbe che sono quasi gemelli: Romolo e Remolo.
Vediamo il concreto.
Siamo tutti informati che Pechino ha il 30% del debito USA e tiene gli americani ” per le palle”, ma pochi hanno fatto mente locale al fatto che la Francia possiede il 35% del nostro debito e sta ottenendo col ricatto spazi immensi di dominio per i propri imprenditori.
Diamo un ‘ occhiata ?
ENERGIA

EDF ( Electricite’ de France )’ sta trattando una partecipazione con EDISON che e’ il secondo gruppo elettrico italiano. EDF gia’ controlla La Fenice spa che opera in Italia, Spagna, Polonia, Russia.
GDF SUEZ: ha una partecipazione in ACEA e controlla la TIRRENO POWER.

LUSSO: a settembre LVHM ha acquistato il 98% di BULGARI dopo aver rilevato i marchi PUCCI e FENDI.
PPR: ha comprato i marchi GUCCI, BOTTEGA VENETA , SERGIO ROSSI.
EURAZEO: ha comprato il 45% di MONTCLER che nel 2003 era stata comprata da un italiano.

BANCHE

BNP PARIBAS ha acquistato la BANCA NAZIONALE DEL LAVORO.
CREDIT AGRICOLE ha il controllo di CARIPARMA ( oltre mille sportelli) s FRIULADRIA ed e’ socio di BANCA INTESA S PAOLO.
VINCENT BOLLORE’ , compagno di merende di Sarkosi, attraverso la FINANCIERE DU PERGUET S.A. ha acquistato una forte partecipazione in GENERALI e in PREMAFIN .
DEXIA ha acquistato il 70% di CREDIOP.
GROUPAMA ha acquistato la NUOVA TIRRENA e una consistente partecipazione in MEDIOBANCA.
AXA ha il 50% del comparto assicurativo di MONTEPASCHI ( sei miliardi di raccolta).

ALIMENTARI

PARMALAT e’ l’acquisizione piu’ recente che va ad aggiungersi a DANONE E GALBANI.

TRASPORTI

La realizzazione della TAV TORINO LIONE ( che a noi non serve a nulla ) fa parte del pacchetto e ALITALIA e’ il prossimo boccone. Renault che e’ ancora pubblica finira’ per assalire Le industries che abbiamo privatizato e Che non difendiamo, in nome del Libero mercato.

Ditemi adesso se Monti con le sue frasette tra l’ovvio e il banale e Berlusconi con le sue senili rodomontate non fanno la figura dei polli Di Renzo nei ” Promessi sposi” , mentre I contraffattori cinesi e napoletani – a mio avviso – sono l’ultimo bastione del patriottismo Italiano e della attivita’ produttiva reale, contro l’avanzata degli strozzini d’oltralpe.
la conseguenza della internazionalizzazione del debito pubblico voluta da Ciampi e Draghi e’ che paghiamo due volte I Paesi sottoscrittori: quando paghiamo fior di interessi e quando cediamo alle pressioni di richieste di penetrazione commerciale.

CHI NON VUOLE MORIRE DEMOCRISTIANO HA TEMPO PER SUICIDARSI PRIMA DELLA FIDUCIA DELLA CAMERA

Fare il governo del presidente e’ stato sempre il sogno , nemmeno tanto segreto, di tutti i presidenti della Repubblica che si sono avvicendati al Quirinale.
Il primo fu Giovanni Gronchi. Il suo premier fu Fernando Tambroni, soprannominato ” il peggio Fernando”.
Doveva fare il centro sinistra – il pallino di tutti gli italiani e’ diventare miliardari; tutti i politici vogliono maggioranze ” bulgare”.
Benché’ provenisse dalla posizione di potere di Ministro dell’interno, Tambroni non riuscì’ che a diminuire il prezzo dello zucchero di 20 lire al chilo e poi fu affondato dalla decisione del MSI di tenere il suo congresso a Genova e dai disordini che ne seguirono.
Il PCI che paventava l’isolamento dal PSI, riuscì’ ad ottenere quattro morti a Reggio Emilia ( mentre a Roma una brillante carica di uno squadrone di Carabinieri a cavallo comandata dal capitano d’Inzeo, mise fine ai disordini di Porta S Paolo senza spargimenti di sangue.I manifestanti erano addestrati ad affrontare le camionette della Celere, ma non i cavalli).
Ci voleva il Presidente Napolitano, comunista non valorizzato dai comunisti, per riuscire nell’intento in cui era fallito Antonio Segni capo della corrente dorotea che scelto il candidato per il suo governo ( Merzagora) e predisposto un piano di ordine pubblico in caso di disordini ” alla Tambroni” , ebbe un ictus invalidante mentre litigava con Saragat che gli successe alla presidenza.
Questo governo e’ un governo del presidente ed e’ fatto di’ intesa col Vaticano ( che si e’ espresso elogiativamente da subito) , composto da un gruppo di democristiani – se preferite cattolici- di sinistra a leadership gesuita, quindi non in asse perfetto con la segreteria di stato a forte influenza salesiana.
Il piano di massima e’ prendere il controllo del governo approfittando della incapacità’ oggettiva e soggettiva del centro destra.
Il piano di minima e’ prendere il controllo del PD riportando la tradizione progressista nell’ alveo di una sinistra di origine non marxista. Bersani e’ cotto e Passera ha un candidato col quale ha una consuetudine settimanale da tempo: il sindaco di Firenze.