COSA FARA’ TRUMP NEL MONDO. RAZIONALIZZERA’ O RIVOLUZIONERA’? di Antonio de Martini

Il Presidente è ora nella pienezza dei suoi poteri, ha nominato il governo e i capi del Consiglio di sicurezza nazionale assieme alla nuova capa della delegazione all’ONU.                                                                                                         I primi atti , c’era da aspettarselo, sono stati il mantenimento delle promesse elettorali più eclatanti. Il motto AMERICA FIRST comincia a risuonare nelle orecchie di tutti.

Israele è il più preoccupato, dato che il motto di Trump presuppone che il miglior piazzamento accessibile agli estranei sia il secondo posto, ma anche questo è stato occupato dall’Inghilterra.                                                                     Al terzo posto, Israele  e i suoi lobbisti non ci sono abituati e vedono con preoccupazione il rinvio, sine die, dello spostamento dell’ambasciata U.S.A. a Gerusalemme definita prematura dallo stesso presidente.

In più, gli analisti israeliani hanno notato con nervosismo che, nel discorso del giorno della memoria,  non ha speso una sola parola sull’olocausto, ma ha parlato di forze del bene e forze del male che non potranno più prevalere.

Il soggetto Trump, è psicologicamente identico a Berlusconi salvo il fatto ( non trascurabile) che ha ricevuto una educazione presbiteriana ( come Reagan, Nixon e Eisenhower) e non cattolica. Non capisce il concetto di perdono, Capisce l’espiazione. Non tradirà gli amici e la parola data; vorrà fare patti chiari fino alla brutalità. Un Berlusconi senza vasellina insomma. Un palazzinaro, si, ma da grattacielo.

L’evidente narcisismo lo spinge a misurarsi con il predecessore e fare meglio di lui.

Questo significa che il terreno di scontro più usato lo ha già scelto il predecessore e che Trump, senza rendersene conto,  parte sfavorito.

A questo, aggiungasi la tradizionale impersonalità della politica estera U.S.A. e avrete un quadro sufficiente delle scelte di politica estera che si stanno per fare.

Ci sarà una razionalizzazione dell’esistente, ma non una rivoluzione. Si liquideranno gli amici dell’altro per chiarire che, anche se si attiveranno le stesse opzioni, nulla sarà dovuto alle scelte passate.

Intanto, già Bill Clinton aveva già costruito mille chilometri di muro col Messico ( col voto favorevole del senatore Obama) e Barak Obama presidente, aveva già sospeso per oltre mesi l’ingresso di profughi provenienti dal mondo mussulmano ( Irak ).

Nessuna innovazione dunque, solo uno zuccherino alle industrie dell’acciaio col raddoppio della commessa ( altri posti di lavoro nuovi) e uno zuccherino a Israele con l’embargo all’ingresso degli Iraniani.  Uno zuccherino anche ai sauditi che sono i maggiori indiziati per il terrorismo ma non compaiono nella lista dei colpiti dall’ interdetto.

Gli obiettivi del governo USA non cambieranno dunque, cambierà il modo di perseguirli. Per usare un lessico familiare agli amanti del genere western, ” c’è un nuovo sceriffo in città”.

Tutte le spese governative verranno ridotte – per mostrare che è piu bravo di chi lo ha preceduto: NATO, ONU, Aiuti all’Africa, basi oltremare, investimenti di ricerca sulle nuove armi, verranno drasticamente ridotti ( mentre scrivo, il capo degli Stati Maggiori sta annunziando la messa in un canto dell’F 35).

Gli accordi dei cacicchi stranieri fatti con l’amministrazine democratica dovranno essere rinnovato e parecchi salteranno.

In casa, è stata fatta fuori senza un attimo di ripensamento Victoria Nuland  ( ed anche il marito) si, quella di “fuck European Union” che ha speso cinque miliardi di dollari solo per la rivolta ucraina. assieme a lei tutti i vertici del Dipartimento di Stato sono stati dimissionati da Tillermann, abituato ai sistemi di American Management.

Da oggi, l’amministrazione Trump darà del lei anche a un biglietto da cinque dollari, anche per compensare i mancati introiti che saranno provocati dalla riduzione delle entrate dovuta all’abbattimento delle aliquote fiscali.

I paesi sconfitti nella seconda guerra mondiale – noi tra questi- dovranno prepararsi, ancora una volta , a pagare per il mantenimento delle FFAA americane in giro per il mondo.

Per ottenere questo risultato, verrà varata una nuova strategia. Due capisaldi maggiori: l’Inghilterra , che ha mostrato di saper resistere a tentativi di invasione e la Spagna che potrà ripararsi dietro il bastione dei Pirenei.

Gli altri alleati, se vogliono essere difesi, mettano mano al portafoglio. Anche in questa operazione, Trump si avvantaggia degli attriti creati dalla precedente amministrazione. Avrete tutti notato che il cicaleccio antirusso polacco e delle repubbliche baltiche è cessato come d’incanto all’idea che invece di ospitare truppe USA dalla logistica generosa debbono mettere mano al portafoglio.

Con la Cina, La nuova amministrazione non si preoccupa di alzare la voce e non osa dire , come stanno facendo dei superficiali di casa nostra, che una grande fetta di bonds sono nelle mani dell’impero di centro. Ci sono e ci restano. Sono ostaggi troppo preziosi per sciuparli rivendendoli e rimanere senza difesa alcuna.

L‘India ha sempre avuto una posizione ambigua rispetto allo schieramento Oriente-Occidente e oggi ha un premier glissato dall’Occidente, ma è anche il miglior cliente dell industria militare russa. Qui si misurerà davvero la differenza  e qui l’industria militare USA verrà invitata ad attingere le risorse che Trump gli nega dal Pentagono. La presenza del generale Mattis, è una garanzia che non si farà abbindolare dai tecnicismi cui soggiacciono i non addetti ai lavori.

L’Europa, sta tornando ad essere una espressione geografica e le ambizioni della Francia di assumere la guida della NATO si infrangeranno sullo scoglio della richiesta di sostegno finanziario all’alleanza atlantica. Il tentativo di suscitare il fantasma di una forza autonoma di difesa europea è puerile e tardivo. Leonardo ( finmeccanica) e Raytheon avevano fatto una joint venture per produrre e vendere il nuovo aereo da addestramento T 100 e l’hanno rotta giorni fa, perché Leonardo voleva fissare un prezzo del 30% superiore al prezzo Raytheon.  

Il mondo islamico rappresenta il banco di prova. C’è la Turchia da recuperare ( la affiderà agli inglesi?), La libia ( all’Egitto?); La Siria, Lo Yemen sono altrettanti denti cariati da curare ( secondo me) o da estirpare ( secondo Israele e la Francia).

Trump ha affidato il tema al genero, israelita e benaccetto a tutti, dando.            un segnale di grande e diretta attenzione, ma anche un segnale chiaro che non consentirà più a Blair e compagni di merende di lucrare a nome dell’America  e a Israele che sta per ricevere un’offerta che non può rifiutare.

 

 

 

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Commenti

  • gicecca  On gennaio 29, 2017 at 5:13 pm

    Wait and see (come, a suo tempo, col nostro piccolo uomo solo al comando). Per ora, a promesse mantenute, sta meglio di Hollande ai suoi tempi. GiC

  • armstav  On gennaio 30, 2017 at 10:45 am

    Mi sa spiegare perche’ certi miliardari sovrannazionali hanno investito e continuano ad investire (Soros, Nuland ed altri del Bilderberg e Trilateral Groups) per una politica avversa al gruppo che sostiene Trump? Penso che da cio’ possa provenire la chiave di lettura di tutto il resto che ci e’ palese.

  • donato zeno  On gennaio 31, 2017 at 2:18 am

    Ci vogliono almeno 18 mesi per una prima impressione.

  • Luca  On febbraio 2, 2017 at 6:23 pm

    Qual’è l’offerta che Trump farà a Israele che non può rifiutare?

  • gicecca  On febbraio 3, 2017 at 8:04 am

    Provo ad aiutare il signor Luca: mi pare che sia l’offerta di stare al III posto nella lista degli amici (America first, UK o Englad silver, bronzo a Israele); sempre meglio che la maglia nera con Obama. Ma é solo la mia interpretazione. GiC

    • antoniochedice  On febbraio 3, 2017 at 8:07 am

      Obama ha criticato Israele, ma poi ha firmato l’accordo decennale di fornitura di armi più costoso di sempre.

  • luigiza  On febbraio 4, 2017 at 10:22 am

    Il soggetto Trump, è psicologicamente identico a Berlusconi salvo il fatto ( non trascurabile) che ha ricevuto una educazione presbiteriana ( come Reagan, Nixon e Eisenhower) e non cattolica. Non capisce il concetto di perdono, Capisce l’espiazione. Non tradirà gli amici e la parola data; vorrà fare patti chiari fino alla brutalità. Un Berlusconi senza vasellina insomma. Un palazzinaro, si, ma da grattacielo.

    Fantastico, io l’ho sopranominato il ganassa yankee.
    Prevedo che farà disastri immani dopo averci però regalato qualche mese di vita in più di quelli dell’altra parte a cui sta tirando la volata anche se loro non l’hanno ancora capito. Infatti gli rfemano contro
    Ma prima o poi ci arriveranno a capirlo.

  • antoniochedice  On luglio 31, 2017 at 2:36 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    American Management: Prebius non ha tenuto insieme il partito al voto sull’Obamacare. Licenziato. Tutti avvertiti.

  • Anafesto  On luglio 31, 2017 at 10:34 am

    “Gli altri alleati, se vogliono essere difesi, mettano mano al portafoglio. Anche in questa operazione, Trump si avvantaggia degli attriti creati dalla precedente amministrazione.”
    Mi domando difesi da chi? L’unica risposta che mi viene in mente: dai “fondamentalisti puritani”?

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