VERSIONE COMPLETA DI” ELEMENTI EGIZIANI DI GEOPOLITICA”. di Antonio de Martini

La Geopolitica studia la competizione che gli Stati o gli individui Ingaggiano per impadronirsi del potere o di un territorio o delle risorse in esso contenute.
La Libia è un territorio vastissimo, semivuoto, ricco di petrolio nella parte est del paese: la Cirenaica.

L’Egitto, pur essendo la maggior potenza militare del mondo arabo vive disponendo di una esigua striscia di territorio fertile ( l’alveo del Nilo e il suo Delta) e straripa, con una popolazione di ottanta milioni di persone.
Il nuovo Nasser , il presidente Abdel Fattah al Sisi , non può per ragioni di politica estera, espandersi a est, verso Israele.
Ha mostrato di volersene allontanare e ordinato la demolizione di ogni abitazione in una zona di sicurezza che gli accattivasse Israele.

L’espansione a sud, verso il Sudan, è attualmente irrealistica dati i problemi esistenti in loco.
Resta l’espansione verso Ovest, ossia verso la ricca e riottosa Cirenaica.

Per uno dei frequenti misteri gaudiosi di wordpress, il promemoria che avevo predisposto per fare il post di domani, è andato direttamente ” on line” e mi pare che si sia spiegato bene così…..

Acquisendo la Cirenaica, la pressione demografica egiziana troverebbe uno sbocco capace di fagocitare i Bengazini, popolo riottoso quant’altri mai e fornirebbe al bilancio egiziano un provento aggiuntivo ( anche riconoscendo royalties alla Tripolitania) tale da consentire l’affrancarsi dalla dipendenza alternata da una delle grandi potenze su cui l’Egitto ha dovuto fare affidamento finora per sopravvivere.

Anche l’emigrazione egiziana potrebbe avere un territorio ( pieno di infrastrutture dell’epoca Gheddafi) su cui espandersi.

Questa possibile opzione di Al Sissi ha evidentemente messo allarme tra i finanziatori di bande armate libiche residenti del Golfo arabico ( Quatar, Kuwait e soci riuniti nel CGC) che trovavano utile vendere più facilmente il loro petrolio ( di qualità inferiore all’ ” Arabian light” libico) e che, infatti, hanno minacciato immediatamente di sospendere gli aiuti finanziari all’Egitto se dovesse continuare a bombardare la Cirenaica.

La Francia ha fornito, con inconsueta solennità, 24 aerei da combattimento RAFALE , un modo per sottolineare l’approvazione e la disponibilità a sostituire gli F16 USA in caso di un nuovo embargo dopo quello seguito al Golpe anti Morsi.

L’Inghilterra e gli USA che miravano a logorare tutti gli avversari grazie al
” generale” Haidar Aftar, il solo dotato di forze aeree, si sono viste scavalcate ed hanno dato fiato ad una forsennata campagna di propaganda ( col solito ISIS) mirante a prevenire l’operazione o almeno a trasformarla in una coalizione internazionale: di qui l’isteria collettiva che ha colto mezzo governo e tutta la stampa italiana.

La posta in palio è molto importante: oltre alla Libia ed alle sue risorse, sono in gioco il controllo sull’Egitto ( e il gas e il petrolio del bacino del Delta recentemente scoperti dal servizio geologico USA) e il canale di Suez.

Dopo la Grecia, un altro paese mediterraneo sta muovendo i primi passi verso l’affermazione autonoma dei propri interessi nazionali.

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Commenti

  • antoniochedice  On febbraio 20, 2017 at 9:07 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Ma guarda un po’ : il 18 febbraio 2015 avvertivo che l’Egitto mirava alla Cirenaica e al suo petrolio. Mi piacerebbe vedere quando l’ha capito il nostro governo.

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