L’ARTE DI SCOPARE. CI HANNO SUPERATO ANCHE I TURCHI. di Antonio de Martini


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Le nostre città, Roma in particolare, soffrono tutte della incapacità di smaltire i rifiuti. Attorno a queste immondizie si è scatenata una battaglia che lascia indovinare scenari di corruttela e di malaffare.

Il sistema è farraginoso è obsoleto: la raccolta differenziata dei rifiuti è in realtà una utopia e i cassonetti di raccolta, disseminati per le strade, sono maleodoranti, veicoli di infezione e i dintorni di ogni cassonetto – oltre a portar via uno spazio utile al parcheggio di auto, specie nelle città – sembrano dei cumuli di rifiuti complementari.

Cani randagi vi si avvoltolano, zingari ci si tuffano alla ricerca di fili di rame e di ferro, mendicanti ne estraggono  cartoni  per ripararsi dalle intemperie, teppisti appiccano il fuoco per protesta asociale o mafiosi per provocare nuovi ordini di cassonetti ai fornitori.

Il sistema adottato in Turchia dall’allora sindaco Erdoghan – oggi primo ministro –  è semplice, pulito, ingegnoso e tiene conto del fatto che la famosa raccolta differenziata cui siamo tanto affezionati, è stata ritenuta inutile dai due paesi in cui la pubblica amministrazione è particolarmente attenta alle esigenze dei cittadini: Israele e la Germania ( unico stato in cui esiste una cattedra universitaria che studia lo smaltimento dei rifiuti).

Qui di seguito tre fotografie che ho fatto personalmente con il cellulare : la terza, fatta in mare, al largo di Bodrum.

Invece di mandare in giro i carabinieri a fare multe, ecco il battello per le immondizie: abborda tutte le numerosissime barche che incrociano e raccoglie le immondizie: Se qualcuno non le consegna, segno che le ha buttate in mare e al rientro in porto non potrà esibire la ricevuta. Semplice. Pratico. Pulito. Risparmioso.

Le altre due foto illustrano a Istanbul, di fronte alla Moschea Nuova, il sistema adottato per nascondere gli inestetismi della raccolta rifiuti, i cattivi odori, gli sversamenti: il cassonetto, invece di essere depositato in orizzonale  sulla strada, è stato “verticalizzato” e inserito sottoterra nei marciapiedi.

Fuoriesce solo un “cocuzzolo” alto all’incirca un metro e largo mezzo metro che serve ad inserire il sacchetto dei rifiuti.

Tutto il puzzolente carico resta sottoterra fino a che il camion non passa a ritirare le immondizie che vengono  estratte, sollevate e versate nel vano contenitore grazie a una gru. ( due vantaggi in più: la gru può operare a destra come a sinistra della strada, mentre gli attuali camion nostrani per il recupero,  possono operare solo verso destra. Inoltre il camion con la gru può essere adibito alla rimozione di tronchi d’albero abbattuti da un fortunale o ripescare un ‘auto caduta in un fosso….).

In una città come Roma si potrebbero recuperare undicimila posti macchina per stazionamenti, smetteremmo di essere la città più sporca d’ Europa ( e Anatolia…), potremmo avere  dei camion gru per le emergenze e si smetterebbe di distribuire gratuitamente sacchetti di plastica grossa per la raccolta differenziata che servono solo a pulire le tasche del comune degli ultimi spiccioli a favore di organizzazioni di distribuzione, sempre le stesse, che consegnano manualetti di utilizzo che ingrossano il monte dei rifiuti.

Certo,  con un sistema così addio puzzo, spargimento in terra dei rifiuti e commesse alle cooperative emiliane che forniscono i cassonetti.

Alì…morté

 

 

 

 

 

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Commenti

  • antoniochedice  On novembre 2, 2014 at 9:53 am

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    SEI STANCO DI PAGARE PER UNA NETTEZZA URBANA INESISTENTE ALMENO A ROMA, NAPOLI E DINTORNI. CHIEDI UN CAMBIO DI SISTEMA DI RACCOLTA.

  • Stefano  On novembre 2, 2014 at 10:29 am

    La soluzione che proponi è stata già adottata da molti anni a Fregene. In centro sono state costruite alcune campane sotterranee che, per alcuni anni, non sono state utilizzate e dallo scorso anno sono state sigillate in nome di una raccolta porta a porta. Sappiamo bene che i nostri governanti ci mettono poco ad avviare progetti, ma spesso si dimenticano di completarli.

    • antoniochedice  On novembre 2, 2014 at 1:57 pm

      Non lo sapevo. Sarebbe interessante sapere chi ha fermato l’esperimento e perché …

  • Fabio  On novembre 2, 2014 at 12:34 pm

    bello tutto, ma se lo scopo e’ “recuperare 11.000 posti macchina per stazionamenti”, allora, secondo me, non ne vale la pena.

    • antoniochedice  On novembre 2, 2014 at 1:56 pm

      Ovviamente lo scopo è avere una città non orrida ( coi cassonetti) non sporca ( con le sbavature dei cassonetti) non costosa con una falsa raccolta differenziata. Se poi, ad esempio, avessimo anche la possibilità di ottenere diecimila posti auto ( o trentamila per scooter), non ci vedo niente di male.

  • fausto  On novembre 2, 2014 at 5:29 pm

    Io comunque a quell’84,5 % di differenziata nella carta e cartone non rinuncerei. Sarebbe poco pratico eliminare la risorsa che tiene in vita l’industria cartaria italiana; salvo poi domandarsi per quale misteriosa ragione la suddetta industria de localizza altrove. Sulle inefficienze (al limite del ridicolo) è giusto discutere.

    • antoniochedice  On novembre 2, 2014 at 6:12 pm

      Temo che le raccolte e le statistiche relative siano taroccate. Inoltre se il decoro cittadino ne soffre, non c’è industria che tenga. Anche quella del packaging è una attività da rivedere e razionalizzare.

  • Carlo Cadorna  On novembre 2, 2014 at 6:54 pm

    La raccolta differenziata funziona, al centro sud, soltanto con la raccolta porta a porta: a Frascati funziona benissimo: sono spariti i topi ed è stata sanata l’impresa di raccolta perché viene impiegato utilmente il personale ed i generi differenziati producono reddito: la carta viene bruciata per produrre energia, il vetro si vende ad alto prezzo… Però bisogna precisare che a capo dell’azienda ci sono tre alti ufficiali dei CC!!

    • antoniochedice  On novembre 2, 2014 at 7:17 pm

      Tre alti ufficiali dei CC a Frascati. Un reggimento per Roma? Ok!

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