CHIUDERE IL CANTIERE DELL’EXPO 2015 È IL SOLO SEGNALE DI SERIETÀ CHE RENZI POTREBBE DARE A NOI E AL MONDO. SE NON LO FARÀ SARA’ CONDANNATO A FINIRE NEL MUCCHIO DEI VECCHI MARPIONI E ADDIO ELEZIONI. di Antonio de Martini

Il momento migliore di Mario Monti fu quando decise di ritirare l’Italia dalla competizione per ospitare le Olimpiadi del 2016.
Tutti convennero che ci veniva risparmiata una sequela di ruberie e di mazzette. La lobby dei professionisti dei comitati promotori fu messa in minoranza.
Che io sappia e non ho indagato, almeno tre dei membri del comitato promotore di quell’evento olimpico sono in galera o agli arresti domiciliari per aver truccato gare di eventi minori consimili.

Il nuovo presidente del CONI venne scelto pur essendo stato tra gli inquisiti dei campionati mondiali di nuoto per una storia di piscine. La scorsa settimana ho ripubblicato due post sui temi sport-corruzione.
Il caso della Expo di Milano ” Nutrire il pianeta” pur non essendo un evento sportivo, ne ha la cornice : appalti di costruzioni, variazioni urbanistiche, riutilizzo delle strutture, flussi turistici distorti, incarichi monopolistici per il turismo ricettivo, itinerari ausiliari per il prima e il dopo.
Un fiume di denari che entrerà nelle casse dei milanesi normali solo marginalmente ( caffè, panini, qualche cena). Il grosso dei fondi – accentrati in poche mani – prenderà subito o quasi la via della Svizzera e di altri paradisi fiscali.

I difensori della tesi ” andiamo avanti” fanno il ragionamento continuistico classico: ormai abbiamo investito molto e tutto andrebbe perduto se ci fermiamo.
Vediamo se è vero.
Con la chiusura del progetto Expo ( non con la demolizione degli immobili ovviamente) i lavori , eliminato il limite di tempo imposto dal calendario, potrebbero proseguire ma ben controllati sul piano della correttezza amministrativa.

L’alibi del ” dobbiamo correre” non varrebbe più per avere scorciatoie procedurali.
I flussi finanziari potrebbero essere affidati a un reparto della guardia di finanza incaricato di pagare i fornitori e gli operai ( farebbe da banca tesoriera come si usa fare nelle nuove tecniche di finanza strutturata ) verificando la congruità dei prezzi e la destinazione degli stanziamenti degli sponsors e la congruità dei conferimenti in natura ( altra fonte di impicci).
Esiste un precedente illustre: l’ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE di ROMA detta EUR ’42.
Ci furono gli stanziamenti e gran parte dei lavori erano a uno stadio di avanzamento soddisfacente quando lo scoppio della guerra rese inutile il cantiere nel 1940.
L’EUR 42 , ribattezzato quartiere Europa ( quartiere EUR) dal sindaco Petrucci negli anni sessanta è diventato un quartiere moderno modello della Roma del dopoguerra benché l’esposizione universale non si sia tenuta. L’investimento rese e benissimo.

Il grande cantiere di Milano, usato come esperimento di buona amministrazione offrirebbe certo risparmi e darebbe alla città un bel polmone di verde e all’Italia un grande prestigio per aver avuto il coraggio morale di rinunziare a un evento mondiale pur di non far trionfare i soliti noti che il mondo orripilato scopre essere ancora vivi, attivi e indisturbati dopo ventidue anni!
Le imprese coinvolte avrebbero il vantaggio di essere sollevate dagli “impegni” economici presi con le varie cosche (” vai a chiedere i soldi alla GDF”) .
Alle imprese verrebbero dati solo – a fine lavori-  gli utili su cui ovviamente dovrebbero pagare le tasse e quindi non vi sarebbe capienza per pagare camorristi e politici.
Il mondo intero capirebbe che l’Italia combatte seriamente la corruzione: con un progetto trasparente e non con un napoletano che presiede ” l’Agenzia Anticorruzione” . A proposito che cosa fa questa Agenzia? Gli scongiuri?

Le leggi fatte finora sono servite a far fare carriera a qualcuno, ma non hanno fermato o rallentato nemmeno l’attività di recidivi come Greganti.

Con una scelta tanto chiara e di rottura contro l’oscuro mondo degli appaltatori, Renzi rischierebbe davvero di vincere le elezioni.

Annunziando qualche pensierino distraente, domani perderà anche l’investimento elettorale fatto con “l’anticipo della scarpa” in stile laurino, ossia con gli 80 euro con cui si gargarizzano tutti i boy scout della sua squadretta in TV.  Il sindaco Lauro pare regalasse una scarpa prima e una dopo le elezioni. 80 euro è il prezzo di una buona scarpa di cuoio, ma nulla di fronte agli incassi degli amici degli amici.

Con lo statu quo della mazzetta,  vedremo se la cinica considerazione del Presidente della Repubblica ( ” lo scandalo non influirà sulle elezioni europee”) avrà ragione della incazzatura generale.

Una ultima notazione a favore della tesi del non fare l’EXPO ed è la più seria.

Nutrire il pianeta intende celebrare la filosofia dello ” slow food”, le nostre denominazioni di origine controllate, il bando degli OGM ( organismi geneticamente modificati), i DOP, IGP, DOCG eccetera, assieme alla catena dei controlli alimentari che assicurano la filiera italiana ( ed Europea) e la posizionano nel mondo come la più completa.

Orbene in questo stesso momento il governo USA e La UE ( visto il periodo di transizione mi piacerebbe sapere chi) stanno trattando la creazione di un mercato comune transatlantico ossia fuso tra Stati Uniti e i paesi della Unione Europea. Da noi nessuno ne ha parlato fino ad oggi.

Questo accordo significa l’adozione degli standards americani nel settore agroalimentare. Ossia togliere il bando agli OGM, Annullare tutte le dizioni ( e i consorzi di protezione) delle denominazioni di origine, La libertà di produrre il Parmigiano nell’Oklaoma e il prosciutto di Parma nel Nebraska.  L’Italia perderà la sua ultima carta per primeggiare in campo economico e tutto l’investimento di immagine e comunicazione dell’Expo finirà come vorrei finisse questo sistema di lor signori.

Date retta, niente Expo e niente trattato transatlantico.

 

 

 

 

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Commenti

  • Carlo Cadorna  On maggio 13, 2014 at 4:35 am

    E’ difficile abituarsi all’idea, ma il ragionamento è corretto!

  • francesco  On maggio 13, 2014 at 7:40 am

    ma agli italiani narcotizzati tutto questo passerà sopra la testa!!!! grazie comunque per le tue riflessioni.

  • robertobuffagni  On maggio 13, 2014 at 9:16 am

    Un suggerimento a Renzi per chiudere l’Expo e cavarsela facendo bella figura: conferire la cittadinanza italiana onoraria al Dalai Lama. La Cina si incavola e dice che non viene, noi teniamo botta e chiudiamo baracca, vittime dei cattivi cinesi. (Confesso che ho copiato dal sindaco di Milano Pisapia, che propose la stessa cosa e poi però, alla replica cinese, fece eroicamente marcia indietro).

    • antoniochedice  On maggio 13, 2014 at 9:43 am

      Così perderemmo il carisma morale della rinunzia….

  • luigiza  On maggio 13, 2014 at 4:23 pm

    Date retta, niente Expo e niente trattato transatlantico.

    Sul blocco immediato delle trattative riguardanti il Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) sono d’accordissimo con Lei, sull’annullamento dell’Expo pure essendo milanese che ha anche in disprezzo le fiere paesane specie se tenute in grandi città.

    Credo però che Lei abbia dimenticato qualcosa riguardo allo Expo: chi pagherebbe le penali in caso si annullamento?
    Perchè immagino che penali siano state previste quano sono stati firmati i contratti di appalto con le ns. imprese ed anche, suppongo, gli Stati esteri che hanno deciso di partecipare si saranno in qualche modo cautelati contro inadempienze italiche.

    • antoniochedice  On maggio 13, 2014 at 5:25 pm

      Ho specificato che le costruzioni continuerebbero e quindi niente penali. I padiglioni dei vari stati hanno contratti con aziende private e certo un piano di riutilizzo dopo l’Expo. Quindi non cambia nulla. Gli unici danneggiati sono gli ospiti del Residence Expo. A San Vittore.

  • antoniochedice  On marzo 23, 2015 at 12:40 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    SECONDO “REBLOG” SUL TEMA ” CODARDIA”. RENZI HA LASCIATO RUBARE E GLI ESPERTI – DALL’EXPO Al METRO C DI ROMA – SONO SEMPRE I SOLITI SOSPETTI. PREPARATEVI A NON ANDARE A VOTARE FINO A CHE NON SE NE VANNO. TUTTI. ( vedere la data)

  • abrahammoriah  On marzo 23, 2015 at 1:01 pm

    23 marzo 2015

    Niente Expo ( ennesima mangiatoia per ladri e, soprattutto solo fumo negli occhi per un industria agroalimentare nazionale che ha perso ogni autonomia e in avanzato stato di colonizzazione) + (quindi) niente trattato transatlantico = neutralità dell’Italia… Massimo Morigi

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