IL WSJ ANNUNZIA IL LICENZIAMENTO DEL CAPO DELL’INTELLIGENCE SAUDITA. di Antonio de Martini e Luca Tribertico

http://corrieredellacollera.com

 http://www.youtube.com/watch?v=qN5mv3QEBLI

Bandar Ben Sultan, meglio noto come Bandar Bush per i suoi rapporti di fatto familiari con George W. Bush Jr quando era presidente degli Stati Uniti e già ambasciatore Saudita in Gran Bretagna – già dichiarato non perseguibile per una tangente da 2 miliardi di sterline su una fornitura di armamenti ( motivazione: “non è nell’interesse della corona”), è stato licenziato senza preavviso e sostituito “con un principe in migliori rapporti con gli Stati Uniti.”

Falso.

Nessuno arabo più di Bandar Bush è mai stato in rapporti più eccellenti col governo americano.

Forse il comunicato voleva dire più obbediente, ma ormai siamo abituati a portaparola approssimativi come Victoria Nuland – oggi promossa a sottosegretario – nota per aver definito – come portavoce di Hillary  Rodham Clinton– pubblicamente  ” shit” il piano Hollande  per il Mali e per avere detto “Fuck ” all’Europa in una telefonata diplomatica.

L’indiscrezione su questo clamoroso licenziamento fatta filtrare al Wall Street Journal lascia intendere che si tratti di un riavvicinamento saudita alla linea americana.

Come tutte le bugie di stampo anglosassone, ha un fondo di verità, si riavvicineranno, ma non spiega chi lo abbia fatto fuori ( appena un anno dopo la nomina) e perché.

Chi ha seguito il mio post sul Libano, avrà notato che ho insistito sul fatto che gli attentati fatti in quel paese erano azioni dei servizi segreti sauditi e che il popolo rifiutava di farsi coinvolgere nello scontro.

Ieri, due attentati di fila nella zona sud di Beirut ( si lascia intendere zona Hezbollah) hanno fatto pochi morti e non sono riusciti a raggiungere l’obbiettivo rappresentato dal centro culturale iraniano, che poche settimane prima era stato oggetto di analoghe attenzioni.

Nell’attentato è morto un giovane caporale dell’esercito libanese che aveva intimato l’alt all’autista di una macchina ( che si è fatto esplodere immediatamente).  Subito dopo, un secondo attentatore su una seconda auto si è immolato senza nemmeno cercare di capire cosa stesse succedendo. Probabilmente si era reso conto della trappola.

Ecco cosa è successo: un paio di giorni prima un comunicato annunziava progressi nei negoziati Iran e 5+1 ( i cinque membri del consiglio di sicurezza più la Germania)  sul nucleare e elencava una serie di concessioni fatte all’Iran.

L’Iran accettava tutte le proposte dell’AIEA ( Agenzia per l’Energia Atomica delle N.U.) incluso il bando del trasporto dell’acqua pesante al reattore di Arak, la riduzione del 50% e 75%  del funzionamento di tutte le centrifughe ecc.

Questa accettazione completa significava lo sblocco di 4,5 miliardi di dollari e la liberalizzazione dell’import di una serie di beni tra cui i pezzi di ricambio per l’industria automobilistica in Iran, ma soprattutto il crollo di ogni alibi per resistere all’accordo sia per i Sauditi che per Netanyahu.

L’inizio del disgelo, dopo trentacinque anni di guerra fredda e di esclusione dell’Iran dai giochi diplomatici nel Medio Oriente.

Bandar Bush non l’ha presa bene, ha contravvenuto agli ordini ( USA) di non insistere con gli attentati in Libano:

L’intelligence USA ha soffiato la notizia alle autorità libanesi ( di qui l’intercettazione – mai accaduta in tanti anni –  degli attentatori da parte di un solo caporale: sapevano chi stavano fermando e non volevano saltare tutti assieme.

I morti comunque sono stati quattro e la rivendicazione fatta dalle “Brigate Abdullah Azzam“, un gruppo vicino a Al Kaida, non ha tranquillizzato nessuno.

A questo punto bisognava dare agli iraniani un pegno di buona fede o rischiare lo stallo anche in questo negoziato ( oltre a quello israelo-palestinese e quello Siriano) e hanno offerto ( i sauditi o gli USA, lo sapremo presto)  la testa di Bandar Ben Sultan Bin Abdulaziz , l’arcinemico di Assad e dell’Iran.

Tanto più che l’ormai ex capo dell’intelligence stava certamente giocando una sua partita personale anche in Patria nella sorda lotta di successione scatenatasi nel regno a causa dell’imminenza della crisi dinastica di cui abbiamo già parlato. E serve un soggetto obbediente, non con velleità di indipendenza.

La caduta del potentissimo capo dell’intelligence saudita che solo cinque mesi fa tentò di comprare Vladimir Putin con quindici miliardi di dollari,  segna un ulteriore passo indietro saudita e occidentale nella guerra di Siria e per l’Iran vale almeno quanto un’ arma atomica.

Obama ha bisogno di un successo prima delle elezioni di mezzo termine e per ottenerlo non bada ai mezzi. Ne agli uomini.

Annunci
Trackbacks are closed, but you can post a comment.

Commenti

  • Luigi za  On febbraio 22, 2014 at 8:51 pm

    Victoria Nuland – oggi promossa a sottosegretario – nota per aver definito – come portavoce di Hillary Rodham Clinton- pubblicamente ” shit” il piano Hollande per il Mali e per avere detto “Fuck ” all’Europa in una telefonata diplomatica.

    Caspita linguaggio proprio di una vera tr..a, hoops signora.

    Ma passdiamo a cose più serie.
    Sig. Antonio ci farebbe conoscere il suo pensiero sui fatti ukraini?

    • antoniochedice  On febbraio 23, 2014 at 1:53 am

      Prima o poi. Certo provocheranno cambiamenti anche in Russia a livello di governo. A marzo in Russia farà caldo nelle alte sfere tra l’esigenza di una NPE ( nuova politica. Economica) e quella di una conduzione più moderna dei paesi collegati . Chi non memorizza i propri errori, è destinato a ripeterli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: