UN LIBRO PER CERCARE DI CAPIRE MEGLIO LA SIRIA DI IERI E DI OGGI

Il fatto che sia un giornalista, che il suo primo libro sia stato pubblicato da Editori Riuniti e  che questo sia pubblicato da Mondadori, non è il viatico ideale, ma già il titolo rasserena perché è semplice come alcune sue esposizioni all’interno del testo: SIRIA.  Il sottotitolo un po chiacchierone “dagli ottomani ad Assad ed oltre” lascia intendere che ha studiato ed è già un bel passo avanti rispetto alla normale pubblicistica su questi temi.

L’autore  Lorenzo Trombetta, del quale non condivido più di una analisi, ha il merito di aver voluto approfondire gli argomenti, pubblicato una cronistoria di questo triennio, un indice dei nomi molto ricco e ben fatto e una  descrizione degli avvenimenti ben più articolata rispetto alle semplificazioni cretine cui la stampa cerca di abituarci.

Mi sento accomunato con questo sconosciuto dall ‘interesse appassionato per questo paese che è l’ombelico del mondo e della storia e dalla commiserazione verso il modo di “ragionare binario” grazie al quale la geosfera anglosassone inanella le sue iniziative politiche.

Una bibliografia di tutto ripetto completa l’opera che, a mio gusto, concede un po troppo, da una parte all’analisi sociologica e dall’altra all’orientalismo di maniera probabilmente a causa del complesso di inferiorità che colpisce molti giornalisti quando abbandonano il giornalismo  per sua natura superficiale ed approcciano i problemi in profondità.

La brochure dice che vive a Beirut dopo aver soggiornato più volte a Damasco per imparare la lingua.

Consiglio la lettura anche se il prezzo ( 24,50) è scoraggiante visti i tempi.

E’ un libro ” incontournable” per chiunque voglia conoscere meglio il paese e i suoi abitanti, le motivazioni ed alcuni dei suoi retroscena.

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Commenti

  • gianni caroli  On febbraio 11, 2014 at 10:24 am

    Peccato che sia stipendiato da AL JAZIRA, come risulta inequivocabilmente da un suo account di post-el presso la nota emittente qatariota.

    • antoniochedice  On febbraio 11, 2014 at 5:08 pm

      E quand’anche? Fa il giornalista e vende i suoi prodotti. Se facesse il panettiere venderebbe il pane. La mania di giudicare senza leggere e considerare le persone come entità da etichettare come il vino, è malata e malsana.

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