LA SVIZZERA INDICE UN REFERENDUM SUI LIMITI AGLI STIPENDI DEI MANAGERS ED È IN ARRIVO QUELLO DEL REDDITO MINIMO GARANTITO A TUTTI I CITTADINI di Antonio de Martini

http://corrieredellacollera.com
il prossimo 24 novembre ci sara un altro dei periodici referendum in Svizzera. Si vota per ottenere per i managers il limite massimo di 12 volte lo stipendio dell’impiegato di livello minore.
Dopo il referendum che respingeva la proposta di abolire il servizio militare obbligatorio, ormai mi aspettavo di tutto.
Di tutto tranne la raccolta di centomila firme per lanciare un referendum da sogno:

fissare un reddito minimo di cittadinanza per ogni adulto residente e cittadino che – in caso di approvazione – deve poter contare su 2500 Franchi svizzeri ( 2.800 dollari USA o 2062 euro) per mantenere se stesso e la sua famiglia dignitosamente e da erogarsi anche in caso di disoccupazione.

Come sappiamo, gli svizzeri vengono interpellati più volte l’anno con referendum non solo abrogativi per decidere sulle faccende più disparate.
Si chiama democrazia diretta e viene volentieri demonizzata dai talebani del parlamentarismo che il reddito minimo garantito lo assicurano solo a se stessi.

La questione del ” reddito da cittadinanza” che verrà sottoposta al giudizio degli elettori svizzeri è finora rimasta confinata in ambito accademico e lanciata oltre un quarto di secolo fa in Italia dal professor Edwin Morley Fletcher – italianissimo ad onta del nome – senza echi particolari.

Si tratterebbe certamente di una rivoluzione egualitaria che eliminerebbe ogni disparità di trattamento economico tra uomo e donna e riconoscerebbe il diritto alla stabilita economica e dignità personale ad ogni categoria, inclusi portatori di handicap, disoccupati e precari.
Interessante anche per i managers in caso di vittoria della ” iniziativa 1-12″ perché vedrebbero aumentare oltre i 36 mila dollari mensili il tetto dello stipendio.
Naturalmente diventerebbero superflue intere categorie di burocrati addetti ai controlli di anzianità, diritti alle pensioni , misurazione delle infermità ecc.
Naturalmente ciascuno potrà ambire a guadagnare più di queste cifre, ma chi per mille ragioni non potesse, potrà ugualmente contare sulla solidarietà umana e politica della comunità di appartenenza.

Quel che mi colpisce in questa vicenda è la capacità di innovazione sociale di un popolo non particolarmente creativo in contrapposizione alla estrema creatività individuale dei nostri on cittadini crocifissi su schemi e schematismi sociali vecchi di quasi un secolo.

L’innovazione viene incoraggiata anche dal Pontefice Romano che l’altro giorno ha testualmente invitato a:
” offrire ad ognuno la possibilità di accedere effettivamente ai mezzi essenziali di sussistenza, il cibo, l’acqua, la casa, le cure sanitarie, l’istruzione e la possibilità di formare e sostenere una famiglia.
Questi sono gli obiettivi che hanno una priorità inderogabile nell’azione nazionale e internazionale e ne misurano la bontà”.
Altro che le classifiche sulla felicità che vengono sfornate dalle organizzazioni internazionali con classifiche basate sulla ” efficenza” della pubblica amministrazione, la fedeltà fiscale e la puntualità dei treni.

Ho già più volte scritto che ci stiamo avvicinando ai tempi di una nuova rivoluzione di cui è difficile prevedere modi e calendario.
Ora comincio a intravvedere qualche minimo comune denominatore a persone tanto diverse quanto Papa Francesco e un contadino svizzero.

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Commenti

  • oraetsemper  On ottobre 8, 2013 at 7:44 am

    Tutto meraviglioso, ma sembra vagamente utopico…. Chi frenerebbe le orde di disgraziati che si catapulterebbero verso la nuova Shangrilà? Nessuno perché l’utopia prevede anche confini aperti e tutti cittadini del mondo.
    Mi sa che gli svizzeri non la votano questa riforma.

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2013 at 7:48 am

      Le regole per diventare cittadini svizzeri sono cogenti. È poi, perché non sognare? Se gli elettori bocciassero questa legge, ne sarei meravigliato: non coloro che guadagnano poco, non i managers che oltre al tetto massimo avrebbero anche quello minimo, non i miliardari che se ne fregano.
      Potrebbero essere contrari solo i pubblici funzionari. Non penso che sarebbero maggioranza. Staremo a vedere….

  • oraetsemper  On ottobre 8, 2013 at 10:57 am

    Perché non sognare? Perché i sogni sono un lusso che, generalmente, si paga molto caro…… vediamo cosa succede a Novembre.

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2013 at 11:03 am

      Tieni conto che il vero messaggio è la forma democratica della Svizzera.
      Interpellano i cittadini, accettano di sottoporre idee nuove a referendum e non lo limitano all’uso abrogativo, rispettano i cittadini e ne sono rispettati.
      Ma già questo per noi è un sogno….

  • oraetsemper  On ottobre 8, 2013 at 5:46 pm

    In questo senso credo che si possa essere d’accordo….
    Anche se, quando si parla di referendum, qualcuno ricorda che il primo referendum di cui si ha avuto notizia nella storia è stato quello che ha consentito ai cittadini del tempo di scegliere tra Gesù Cristo e Barabba.

    • antoniochedice  On ottobre 8, 2013 at 6:03 pm

      Pensa alle conseguenze se avessero scelto bene…
      Comunque non era un referendum preopositivo!

  • antoniochedice  On novembre 24, 2013 at 2:21 pm

    L’ha ribloggato su IL CORRIERE DELLA COLLERAe ha commentato:

    Dedicata a tutti coloro che giudicano impossibile qualsiasi proposta. Ci sentiamo domani.

  • sergej  On novembre 24, 2013 at 4:41 pm

    per quelli che per il solito riflesso pavloviano che scatta di fronte a qualsiasi proposta di innovazione sociale non riescono a trattenere le battute da bar, consiglio di visionare prima il documentario (molto chiaro) che il comitato svizzero per il reddito universale ha confezionato in proposito:
    http://grundeinkommen.tv/?p=263
    attivate i sottotitoli e buona “visione”

  • susanlovely76  On novembre 24, 2013 at 5:10 pm

    Reblogged this on C r i s t i a n a *.

  • oraetsemper  On novembre 28, 2013 at 11:41 am

    Allora, se ho capito bene, gli svizzeri hanno votato no al tetto degli stipendi dei manager. Non mi risulta che abbiano votato si al reddito minimo garantito per tutti.

    Mentre capisco perfettamente l’indicazione data dal Papa ai governanti in materia di povertà, vedo difficile l’adeguamento da parte dello Stato per la semplice ragione che per dare il reddito minimo a tutti è costretto a prendere le risorse da coloro che queste risorse economiche producono.

    Un conto è formare una popolazione solidale che, spontaneamente, decide di versare un contributo per i meno fortunati, altro è uno Stato che decide di depredare i suoi cittadini per ridistribuire le ricchezze secondo il suo tornaconto elettorale. Si chiama socialismo reale e non ha mai funzionato da nessuna parte del mondo. A voi risulta che i cittadini svizzeri abbiano votato per il reddito minimo garantito?

    • antoniochedice  On novembre 28, 2013 at 11:48 am

      Che io sappia il referendum per il reddito garantito deve ancora tenersi e stanno raccogliendo le firme.
      In Grecia lo hanno realizzato al ribasso calando l’importo minimo del contratto di lavoro ( a 700 euro).
      Lo stesso hanno fatto precedentemente in Serbia per attirare investitori industriali.
      Stabilire un reddito minimo garantito vuol dire calcolare uno stipendio minimo che consenta di vivere dignitosamente e che chiunque prenda di meno è sfruttato al limite del lavoro schiavistico.
      Seguendo il tuo ragionamento, bisognerebbe accontentarsi del monito del quinto comandamento e non proibire con legge l’omicidio…..

  • oraetsemper  On novembre 28, 2013 at 12:23 pm

    Chiedo scusa. Io avevo inteso un reddito minimo garantito per tutti, indipendentemente dal fatto che si lavori o meno.
    Se il problema è quello di impedire lo sfruttamento della mano d’opera sono certamente d’accordo sul fatto che è necessario stabilire un reddito proporzionato al lavoro svolto, ma temo che ci siano due modi di intendere la questione.
    C’è chi reclama casa e reddito per tutti, garantiti dallo Stato, senza altri requisiti necessari oltre a quelli di essere senza casa e senza reddito.

    • antoniochedice  On novembre 28, 2013 at 12:37 pm

      È intuitivo che se si accetta che il minimo garantito serve a poco più che la sopravvivenza, questo debba essere anche l’ammontare della indennità di disoccupazione. Altro è stabilire a chi spetti, con quali garanzie e per quanto tempo.

  • Armando Stavole  On novembre 28, 2013 at 5:53 pm

    Non è che a taluni venga il desiderio di vivere con il minimo garantito pur di non lavorare, ma poi arrotondare con mezzi o mezzucci ben poco legali? Gradirei chiedere: esiste il cittadino modello etico nella società umana? può essere formato a diventarlo? o sono utopie che poi si pagano care?

    • antoniochedice  On novembre 28, 2013 at 5:59 pm

      Ottimo modo per prevenire. Potremmo usarlo anche per gli stupri. Per evitare che a qualcuno venga l’idea, castriamo tutti.

  • Armando Stavole  On novembre 28, 2013 at 8:45 pm

    Comoda risposta con esempi estremi, cosi’ pero’ si arriva ad avere il 62% di studenti universitari bisognosi che ha fregato chissa’ per quanti anni e poi, come siamo avvezzi a casa nostra, tutto finira’ a tarallucci e vino, vedi cio’ che si aspettera’ il sig. Diego, goleador argentino.

    • antoniochedice  On novembre 28, 2013 at 11:20 pm

      Esempi estremi sono i suoi: negare un livello minimo di salario perché qualcuno potrebbe approfittarne.
      La mia è stata una analogia per sottolineare la assurdità dell’assunto.

      • Armando Stavole  On novembre 29, 2013 at 12:46 pm

        Beato lei che crede che solo qualcuno: ci sono vari lavori che vedo fare negli USA pur di arrotondare o guadagnare un minimo per vivere con dignità. Qui li considererebbero non all’altezza del loro titolo scolastico anche se poi abbiamo un elevato analfabetismo di ritorno: facchini nelle stazioni ferroviarie, lustrascarpe, pulizia delle strade, controlli all’ingresso ed all’uscita dei magazzini, nei medesimi aiutare il cliente ad insaccare le merce vicino alla cassa, ecc. Così il minimo è guadagnato. Qui piacerebbe avere il minimo, ma fare poi gli affari propri constatato con i miei occhi. Se poi si vuol credere a babbo natale…

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