KAZAKGATE: SE NON HANNO AGITO “PER CONTO”, LO HANNO FATTO “PER TORNACONTO”? di Antonio de Martini

Abbiamo sentito tutti la favola raccontata dall'” onorevole Angelino” in Parlamento, adesso, sentite la mia.
C’era una volta, in un paese lontano, un tiranno che angariava l’intera corte, compreso il buffone che tentava con fatica di accontentarne i capricci e risolvere gli indovinelli che proponeva, a pena di castighi tormentosi.
Un bel giorno, sua maestà ordinò al buffone di fare un esempio di “giustificazione peggiore della colpa”.

Il povero pagliaccio si sentì in trappola e dopo qualche tiepido tentativo, rassegnato, si arrese.
Mentre andavano verso la gogna, preso da un’improvvisa illuminazione, il buffone allungò la mano verso il lato B del sovrano, palpeggiandolo con gusto evidente.

Il re ruggì: come ti permetti disgraziato? Il buffone: perdonate, maestà, credevo fosse la regina!
Questo aneddoto mi è tornato alla mente sentendo la versione del capo della polizia, raccontata dal ministro incompetente.

Immaginiamo per un momento che le cose si siano svolte come raccontato al Parlamento.

Atteso che la polizia riesce ad espellere pochi soggetti all’anno rispetto a quanti entrano clandestinamente in Italia ed è la prima volta nella storia patria che una espulsione si concretizza in un giorno e mezzo, considerata la durata media di un procedimento di espulsione – diciamo tre mesi – risulterebbe che la polizia ha battuto il record del mondo di rapidità con questo procedimento, mentre l’assenza del latitante ricercato avrebbe dovuto causare un comprensibile rallentamento dell’attività investigativa.

Oltretutto non essendoci più al Viminale, o al governo, un ministro leghista, non si poteva nemmeno contare su un encomio.

Questa rapidità, smettiamola di fingere, è compatibile certamente con un ordine delle massime autorità e dalla certezza di essere da queste monitorati.

Se così non è – e Angelino, lo dicono anche al paese, è un uomo d’onore – allora l’altra motivazione per battere ogni record di velocità ( scartata la motivazione dell’ordine e quella della carriera) potrebbe essere soltanto il denaro.

Quanto, quando, a chi e tra chi? Tre giorni sono pochi per una verifica patrimoniale di tante persone.

A proposito, se il ministro non è stato informato nel durante, lo sarà stato dopo? Quando è da chi? A voce? Lui dice che lo ha saputo dalla Bonino.
Anche Bonino e Letta – i Bonnie e Clyde de ‘noantri – non si sono incuriositi nemmeno dopo un mese?
Qualcuno ha ricevuto una lettera di ringraziamento dell’Ambasciatore o una telefonata dal segretario di ambasciata? L’AISE dovrebbe saperlo.

Se non metteva conto di informare il ministro, è stata informata almeno l’Interpol che emise il provvedimento restrittivo ?
Cosa hanno risposto? Gli è stato chiesto un parere su cosa fare dei familiari del Latitante?
Abitualmente una inchiesta sui Carabinieri viene affidata alla polizia e viceversa. Non ci sono abbastanza Carabinieri? Sono stati interrogati i funzionari della Farnesina? Orari e versioni coincidono.

Se hanno “fermato” la moglie e la bambina ( a quel che dicono non sapevano fosse la moglie) perché non hanno fermato anche i cognati visto che – disponendo di una casa , un’auto e dei mezzi finanziari certi – avrebbero potuto loro essere loro si, d’aiuto al latitante? Si ferma una vagabonda ( ah questa legge Turco-Napolitano…) e si lascia in libertà chi ospitava il latitante? Mah!

In questi due mesi di regno spensierato, il ministro ha avuto modo di leggere il manuale operativo della polizia? Magari prescrive di lasciare in libertà la moglie e intercettarla o pedinarla per localizzare o addirittura catturare il ricercato, chissà.
Quale è stato il tempo dell’espulsione seconda classificata?

O forse non glielo hanno mostrato ( il manuale) per paura che ne facesse copia e la portasse in Sicilia, ovviamente per leggerlo durante il fine settimana.
Che avevate pensato? Sappiamo tutti che Angelino è un uomo d’onore. Non l’avrebbe mai fatto.

Ho la sensazione che questa mia favola non avrà lieto fine.

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Commenti

  • ray.issa  Il luglio 17, 2013 alle 12:07 pm

    In Italia tutti i problemi che toccano i politici hanno un lieto fine.Vedrai tutto continua come prima come quelli che parlano di oranghi

  • antonio  Il luglio 17, 2013 alle 1:14 pm

    tutte queste elucubrazioni sono una perdita di tempo. piu’ utile sarebbe emettere due mandati di cattura internazionale, distribuire qualche milioncino e affittare un jet privato. Se abbiamo la fortuna di trovare in India politici stupidi e corrotti come I nostri, con lo stesso metodo ci riportiamo a casa I dimenticati maro’.

    • antoniochedice  Il luglio 17, 2013 alle 3:53 pm

      Gira la proposta alla Bonino. Troverai orecchie attente….

  • urc  Il luglio 17, 2013 alle 2:27 pm

    A proposito di storie: mell’ambito della diplomazia italiana trent’anni fa mi raccontarono un apologo. “Il diplomatico di carriera è una persona a cui se gli dicono che per far carriera deve buttare la propria madre dalla finestra, poi prende il taxi per ritornare prima in sede” Oggi certi politici mi hanno fatto ricordare questo raccontino molto educativo!

  • Baldo  Il luglio 17, 2013 alle 7:38 pm

     

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